domenica
17 Maggio 2026

La Rekico piega Vicenza al termine di un match duro e senza esclusione di colpi

Basket B / Importante affermazione casalinga per i faentini, che aumentano a quattro i punti di vantaggio sulla quinta posizione

Faenza-Vicenza 83-80
(25-27, 52-45, 69-65)
REKICO FAENZA: Fumagalli 2, Costanzelli 8, Silimbani 2, Samorì ne, Casagrande 10, Venucci 9, Zampa 2, Petrucci 21, Pambianco ne, Chiappelli 8, Sgobba 21. All.: Friso.
TRAMAROSSA VICENZA: Quartieri 13, Kedzo ne, Demartini 13, Montanari 11, Corral 16, Rigon, Campiello U., Conte, Contrino, Campiello A. 12, Crosato 15. All.: Venezia.
ARBITRI: Spinelli e Di Martino.
NOTE – Uscito per falli: Corral.

Daniele Costanzelli
8 punti per il pivot Daniele Costanzelli

Un tris di vittorie che vale l’allungo verso le prime quattro posizioni. La Rekico supera Vicenza in un match duro e senza esclusione di colpi, approfittando del passo falso di Milano, che le permette di guadagnare quattro punti sui lombardi, quinti in classifica. Il modo migliore per presentarsi alla Coppa Italia di venerdì 1 marzo, traguardo storico per i Raggisolaris e per la provincia di Ravenna, che mai aveva visto una sua rappresentante in ambito maschile partecipare a questa manifestazione. Contro la Tramarossa è da sottolineare la prova di tutto il collettivo, ma una menzione particolare è per Petrucci e Sgobba, migliori realizzatori con 21 punti.

Che il match fosse una battaglia lo si vede già nel primo periodo, quando la Rekico si ritrova ad inseguire 27-25 sotto i colpi di un incredibile 5/5 da tre punti dei veneti. Il carattere e la lucidità permettono però di restare in scia e quando sale in cattedra la solita difesa, arriva la fuga. Petrucci e Chiappelli armano il braccio dalla lunga distanza, Sgobba porta punti e solidità nell’area pitturata e tutta l’orchestra che suona a meraviglia, diretta alla grande da Venucci. Proprio il capitano regala un assist perfetto a Costanzelli che schiaccia il massimo vantaggio di 52-40, facendo esplodere di gioia il PalaCattani. Il segreto della fuga? I rimbalzi catturati e i canestri segnati al momento giusto.

Quello che purtroppo non accade nel secondo tempo, quando Vicenza reagisce e dopo essersi portata sotto di un solo punto in due occasioni, passa a condurre 71-69 al 32’ con una tripla di Corral. La Rekico non accusa il colpo e continua a giocare con grande determinazione: il protagonista diventa Casagrande, autore della tripla dell’81-77 al 39’’. Sull’82-79 per la Rekico si entra nell’ultimo minuto di fuoco. De Martini fallisce due liberi, Corral ne segna soltanto uno e a 14’’ dalla sirena, Faenza conduce 80-82. Il pivot argentino commette fallo sistematico su Sgobba che dalla lunetta segna il primo e sbaglia il secondo (83-80), poi la difesa asfissiante confonde le idee a Vicenza, che non riesce a trovare il tiro da tre del possibile supplementare, preferendo una penetrazione a canestro che non porta risultati. La Rekico può così esultare per una grande vittoria.

Il Carnevale dei ragazzi colora le vie del centro: le foto più belle

Festa con i carri delle parrocchie e i travestimenti: da Star Wars ad Arlecchino, ecco i costumi preparati dai gruppi

Si è tenuta nel pomeriggio di oggi, 24 febbraio, la sfilata dei carri di carnevale preparati dai gruppi parrocchiali e dalle associazioni dei volontari. Centinaia di ragazzi hanno riempito le strade del centro storico tra coriandoli, stelle filanti e divertimento. Qui una gallery di alcune foto della giornata.

 

Per le “Storie di Ravenna” si racconta al Rasi la sanguinosa battaglia del 1512

Appuntamento lunedi 25 febbraio, alle 18, con le narrazioni in scena degli esperti e studiosi Luparini, Gardini e Simoni

Battaglia Di RavennaLunedì 25 febbraio nuovo appuntamento del ciclo “Storie di Ravenna” al teatro Rasi, con inizio alle 18, che propone una serie di incontri, sei “carotaggi” nella storia della città, composti in forma di mappe narranti, a cura di un attore, uno studioso d’arte e uno storico. Incontri che stanno riscuotendo un notevole apprezzamento del pubblico. con i posti a teatro sempre esauriti.

Il tema di questa narrazione in forma scenica porta il titolo di “1512 La battaglia di Ravenna”  e vedrà fra i protagonisti Alessandro Luparini (storico e direttore della Fondazione Casa Oriani), Giovanni Gardini (Museo Diocesano di Faenza-Modigliana), Serena Simoni (storica dell’arte), raccontare con vari sguardi e riflessioni un episodio cruciale quanto terribile nella storia della città, ma anche una svolta nell’arte della guerra dell’epoca.

Come per ogni appuntamento della serie, per chi vorrà ci sarà anche un momento conviviale, in questo caso curato da Radicchio Rosso. Ingresso unico 3 euro, menù 7 euro. Informazioni e prenotazioni Ravenna Teatro, tel. 0544 36239 – info@ravennateatro.com.

Il 90% delle aziende in regione non sceglie Ravenna per spedire container

Studio di Srm-Contship su un campione di imprese. Negli ultimi 12 anni sul Candiano i contenitori sono cresciuti del 32%, a Trieste del 210%

2120 Navi Al PortoRavenna è lontana dall’essere il porto di riferimento dell’Emilia-Romagna per quanto riguarda i container. A dirlo non sono soltanto i numeri che certificano un traffico di merci unitizzate che non cresce e, anzi, perde quote di mercato da due anni: i dati che trovate in quest’articolo riguardanti il 2018 (-3,16 percento) arrivano dopo un 2017 in cui era già stata registrata una flessione del 4,8 percento. A queste cifra si aggiunge ora uno studio realizzato da Srm, società specializzata nelle ricerche di settore, in partnership con Contship. Studio presentato nel dicembre scorso che rivela quanto poco sia utilizzato il porto romagnolo dalle aziende della regione che preferiscono, sia per l’import sia per l’export, affidarsi agli scali liguri e toscani.

La ricerca prende in considerazione il triangolo nord occidentale italiano: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna: attraverso le interviste ad un campione di aziende (400 in tutto) è stato studiato il modo in cui queste utilizzano il vettore del container per i loro traffici (l’89 percento del campione spedisce un contenitore a settimana).
La quota di mercato del porto di Ravenna è molto risicata. In termini percentuali sceglie di spedire dallo scalo romagnolo soltanto il nove percento delle aziende dell’Emilia-Romagna intervistate. Nessuna azienda della Lombardia né del Veneto, che pure sono vicine, prende in considerazione l’opzione ravennate. Dalla nostra regione le merci in container vengono spedite soprattutto da Genova (68 percento), La Spezia (37 percento) e Livorno (20 percento).
Il totale delle percentuali è superiore al cento per cento perché alle aziende è stato chiesto di indicare i primi due porti utilizzati. Opzione che, se vogliamo, rende ancora più evidente il gap ravennate rispetto ai porti del Tirreno. Lo stesso discorso vale per l’import. In questo caso la quota ravennate è leggermente più alta e arriva all’11 percento. Il resto del traffico è diviso equamente tra Genova e La Spezia.

BRITAIN IMMIGRATION TRANSPORT HEALTH

Lo scarso utilizzo del porto ravennate non trova spiegazione nei luoghi di destinazione o di partenza delle merci: l’Asia è infatti il secondo continente di destinazione dopo il Nord America. All’Oriente è destinato infatti il 44 percento delle merci. La percentuale si alza però al 68 percento se si considera l’export. Dato che l’Asia è uno dei mercati di riferimento del porto ravennate, almeno secondo quanto si sente ripetere spesso, è evidente che il problema non sia tanto nella posizione geografica all’interno del Mediterraneo quanto, probabilmente, in altri fattori di debolezza. Ad esempio il fatto che le merci delle aziende emiliano-romagnole viaggiano soprattutto su strada (nel 79 percento dei casi per quanto riguarda l’export, nel 63 percento dei casi sull’import) e arrivare a Ravenna non è semplice da questo punto di vista. Le infrastrutture secondo lo studio sono del resto giudicate il terzo fattore di importanza (dopo servizi e costi) a cui si guarda quando si valuta lo scalo da scegliere.

Il rapporto mostra anche l’andamento dei principali porti nei 12 anni intercorsi tra il 2005 e il 2017. Emerge in tutta evidenza la perdita di competitività sui container di Ravenna rispetto al resto dei porti italiani dell’Alto Adriatico. Nel 2005, infatti, Ravenna movimentava 168.590 teu. Una cifra inferiore ma non troppo lontana da quella di Venezia (289.860 teu) e Trieste (198.310 teu).
Nel 2017 nella città romagnola il traffico container ammontava a 223.369 teu (cifra che, come sappiamo, si è contratta nell’ultimo anno) per una crescita del 32 percento. Incremento che impallidisce rispetto alle performance di Venezia e Trieste. La prima nel 2017 è arrivata a 611.383 teu (+110 percento) mentre il capoluogo del Friuli-Venezia Giulia ha toccato quota 616.516 teu, con un incremento del 210 percento. Per la cronaca, nel 2018 Trieste è arrivata a 750mila teu.

Gli incrementi sono arrivati dopo cospicui investimenti fatti negli ultimi anni. Ravenna aspetta ancora l’approfondimento del canale Candiano e il nuovo terminal container. Proprio su questi ritardi, lo scorso anno, aveva puntato il dito Cecilia Eckelmann Battistello, presidente di Contship Italia. La stessa azienda, che ha commissionato questo studio, è socia del Comune in Terminal Container Ravenna ed è probabile che i dati emersi riguardo all’utilizzo del porto ravennate non gli giungano nuovi. Resta da vedere se per invertire la rotta sui container basterà l’escavo del porto o se si dovrà investire anche sulla logistica e sui collegamenti. Inoltre secondo molti addetti ai lavori l’approfondimento non risolverà uno dei problemi principali del porto ravennate: la curva all’ingresso, in corrispondenza di Marina di Ravenna, che limita lo spazio di manovra alle navi di grosse dimensioni.

Il birraio giramondo che lavorava al porto: «La prossima tendenza sarà la grape ale»

Esperienze in Australia e Malta per il 34enne Marco Mignola, con una laurea in Scienze Politiche nel cassetto, ora alla Plb

Migno«Sono sempre stato un appassionato di birra ma l’avvicinamento al mondo della produzione l’ho avuta a Salonicco, in Grecia».

Marco Mignola, 34enne ravennate, racconta così l’inizio dell’esperienza che lo porta, oggi, a essere il birraio di “Plb Craft Beer”, il progetto di birra artigianale di Podere La Berta. Il birrificio si trova in provincia di Siena (a Castelnuovo Berardenga) ma ha le radici ben piantate in Romagna visto che l’azienda fa capo al gruppo Poggiali, nota famiglia di imprenditori di Ravenna.
A Salonicco Mignola si trovava per un bando europeo a cui aveva partecipato dopo un’esperienza di lavoro al porto di tre anni, con in tasca una laurea magistrale in Scienze Politiche. «Un collega mi parlò di questo corso di alto apprendistato per mastri birrai che si teneva a Pollenzo, in provincia di Cuneo, e ho deciso di provare. La passione per la birra artigianale ce l’avevo già così ho deciso di crearmi questa nuova opportunità di lavoro, cambiando radicalmente rispetto a quanto prospettato solo qualche anno prima».

Mignola si iscrive al corso nel 2015. Più che il titolo, però, sono preziosi i due tirocini formativi connessi al master: «Il primo l’ho svolto vicino a casa, al birrificio La Mata di Solarolo». Per il secondo Mignola vola dall’altra parte del mondo, atterrando nella costa est Australiana: «Ho lavorato a Byron Bay, l’etichetta si chiama Stone&Wood. Ho avuto la fortuna di fare questa esperienza internazionale grazie a Slow Food. Devo ammettere che se dovessi dire in che momento ho fatto il salto di qualità indicherei proprio questa esperienza, senza nulla togliere alle altre».
Dopo qualche mese in Australia l’aspirante birraio torna a Pollenzo, dove si laurea. A quel punto trova il primo impiego a Malta, in un piccolo birrificio. «Qui ho imparato come si gestisce la logistica interna di un impianto completando in qualche modo la mia formazione».

A novembre del 2016 Mignola torna in Italia e trova lavoro al Podere La Berta, trasferendosi così in Toscana. «Avevano fatto un grosso investimento sulla birra e sono stato assunto. Ora siamo in due a seguire la linea che produce circa 500 ettolitri all’anno. Abbiamo una decina di etichette, di vario tipo. Una delle prime birre che ho prodotto è stata quella della mia prova finale a Pollenzo, poi mi sono spostato verso i sapori della birra belga».
Per fare una birra occorrono dai 30 ai 45 giorni, per la cotta serve un lavoro di otto-nove ore. Nel periodo di attesa «la birra va assaggiata quasi tutti i giorni, l’ho capito lavorando su impianti grandi. Solo così si capisce se il prodotto sta andando verso la direzione che si desidera».

Mignola oggi è molto soddisfatto del suo lavoro: «Mi sto togliendo qualche soddisfazione dopo anni di sacrifici e ora sto studiando le birre grape ale, che uniscono il mosto della birra a quello dell’uva. Questa sarà la prossima tendenza e si può dire che sia la prima che nasce in Italia».
Mignola però non sa se consiglierebbe ad altri di fare il suo stesso percorso: «Gli spazi di lavoro si stanno riducendo: gran parte dei birrifici artigianali è composto da piccolissime imprese, se non addirittura da aziende unipersonali. Diciamo che ci sono state tre ondate: la prima è quella dei pionieri, dal 1996; la seconda è quella degli imprenditori e la terza è la mia, dove si lavora come dipendenti».

Non esiste un contratto nazionale da birrai: si è inquadrati come artigiani o come lavoratori agricoli e il precariato è ancora alto. Soprattutto «oggi le imprese cercano l’esperienza. Diciamo che io ho centrato il momento buono ma credo che al momento i posti di lavoro liberi nel settore non siano tantissimi».

Incendio devasta stabilimento balneare, il sindaco: «Chi ha visto qualcosa parli»

Un raid vandalico ha devastato il bagno Settebello di Pinarella. Danneggiate altre due strutture nella stessa notte

L'incendio al bagno Settebello
L’incendio al bagno Settebello

Il bagno Settebello è stato devastato da un incendio  nella notte tra sabato e domenica, con ogni probabilità dovuto ad un raid vandalico. Le indagini dei carabinieri stanno cercando di far luce su quanto avvenuto nello stabilimento balneare (il numero 76 di Pinarella) . Nella giornata di sabato il sindaco di Cervia Luca Coffari ha fatto visita alla famiglia Battistini, che gestisce lo stabilimento.  «I danni  sono gravi – ha poi detto Coffari -, in quanto dalla struttura esterna si sono propagati all’interno.Oltre al bagno soggetti ignoti hanno dato fuoco ad un’altra tenda da sole del bagno a fianco e poi ad un telo di copertura della piscina di un hotel oltre che ad un cassonetto. Il tutto è avvenuto nel raggio di alcune centinaia di metri, la dinamica al momento pare propendere su atti vandalici senza scopi particolari».

Sono fatti molti gravi «che condanniamo fortemente sui quali stanno indagando i Carabinieri della Compagnia di Cervia-Milano Marittima che ringrazio insieme ai Vigili del Fuoco di Cervia che sono intervenuti prontamente ieri notte appena chiamati da un residente. Ho espresso agli imprenditori coinvolti tutta la vicinanza della città e dell’Amministrazione. Ci impegneremo per sostenerli nelle pratiche per la riapertura, insieme alla Coop Bagnini. Chiunque abbia visto qualcosa di utile contatti  i carabinieri».

Ravegnana chiusa, LpRa: «Giusto pensare a risarcimenti ma vanno studiati meglio»

La lista civica: «Proposta parziale e ambigua. Si pensi ad incentivi anche per le famiglie  e la Tari non ricada sul resto della collettività»

IMG 7017Incentivi insufficienti per le aziende danneggiate dalla chiusura della Ravegnana.  Lo sostiene Alvaro Ancisi (LpRa) commentando  quanto dichiarato dalla giunta comunale: risarcire i danni prodotti dalla chiusura della statale Ravegnana alle attività d’impresa esistenti in zona, indicando segnatamente le frazioni territoriali di Roncalceci. Il risarcimento avverrebbe sotto forma di esenzione dal pagamento della Tari, dell’imposta sulla pubblicità e della tassa per l’occupazione di aree pubbliche. Risarcire chi sta subendo le conseguenze della chiusura è anche una battaglia della lista civica La Pigna che avanzò una proposta già a dicembre e presentò una mozione.

Ora la notizia della volontà della giunta di intervenire, se pure apprezzabile, è parsa a Lista per Ravenna «parziale e ambigua». Di qui un ordine del giorno presentato il 21 febbraio scorso in consiglio comunale dal proprio capogruppo Ancisi e un altro analogo inoltrato al consiglio territoriale di San Pietro in Vincoli dalla propria consigliera Barbara Sedioli, in vista della seduta di lunedì prossimo nella quale questo argomento figura già in discussione. L’ordine del giorno contiene in sintesi i seguenti richiami, rivolti alla giunta De Pascale.

Le esenzioni fiscali – dice LpRa – devono essere applicate a tutte le imprese attive nelle aree frazionali di Roncalceci, San Pietro in Vincoli e Ravenna Sud (San Marco e San Bartolo) danneggiate dalla chiusura della statale Ravegnana.
Le esenzioni dalla Tari «non devono ricadere a carico degli altri cittadini contribuenti. Per legge, i versamenti della Tari devono garantire la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio del servizio rifiuti in capo ad Hera. Sarebbe singolare che la “generosità” dell’amministrazione comunale significasse farne pagare il conto agli altri contribuenti, caricando a se stessa solo le esenzioni dai modestissimi pagamenti per la pubblicità e per l’occupazione di aree pubbliche, servizi che peraltro, in questi territori, non interessano quasi nessuno».

Infine, «qualche beneficio deve essere riconosciuto anche ai cittadini residenti o attivi nelle aree frazionali interessate che abbiano subìto danni a causa di esigenze lavorative o familiari opportunamente attestate. Essendo parimenti incolpevoli delle tragiche condizioni di viabilità e di mobilità a cui devono sottostare, si tratterebbe di un atto doveroso di giustizia sociale. Volendo agire sui carichi fiscali delle famiglie il risarcimento potrebbe essere erogato, sotto forma di contributo, a quanti ne faranno richiesta a seguito di un avviso pubblico».

Al “Benelli” uno scatenato Infantino fa affondare il Ravenna con una tripletta

Calcio C / Prestazione negativa dei giallorossi, sconfitti a domicilio dal Teramo dello scatenato attaccante. Padroni di casa in dieci per quasi tutta la ripresa a causa dell’espulsione di Bresciani

Ravenna-Teramo 1-3
RAVENNA FC: Venturi, Boccaccini (1′ st Eleuteri), Pellizzari (26′ st Barzaghi), Galuppini, Nocciolini (30′ st Raffini), Selleri, Lelj, Bresciani, Trovade (1′ st Siani), Jidayi, Papa (26′ st Gudjohnsen). A disp.: Spurio, Martorelli, Scatozza, Sabba, Billi. All.: Foschi.
TERAMO: Gomis, Fiordaliso, Spinozzi (15′ st De Grazia), Giorgi (7′ st Persia), Infantino (40′ st Barbuti), Spighi, Caidi, Polak, Ventola, Celli (40′ st Piacentini), Sparacello (15′ st Zecca). A disp.: Pacini, Lewandowski, Cappa, Mantini. All.: Maurizi.
ARBITRO: Fiero di Pistoia.
RETI: 42′, 12′ st e 20′ st Infantino, 39′ st Raffini.
NOTE – Ammoniti: Papa, Spinozzi, Caidi, Spighi, Galuppini, Celli, Zecca, Persia. Espulsi: Bresciani al 7′ st.

Raffini Giana
Simone Raffini ha segnato la rete del Ravenna nella parte finale della ripresa

Gara da dimenticare per il Ravenna FC, cui gira tutto storto al “Benelli” e viene sconfitto 3-1 dal Teramo. Nel primo tempo un eurogol di Infantino porta inaspettatamente in vantaggio gli ospiti e la ripresa li vede dilagare dopo una decisione più che dubbia del direttore di gara che lascia il Ravenna in dieci quando sembrava in procinto di potere mettere in difficoltà gli avversari abruzzesi e riprendere le redini dell’incontro.

La cronaca del match vede un avvio aggressivo degli ospiti che trovano il primo squillo al 4′ con Ventola che supera due avversari e scarica un destro da fuori area che è facile preda di Venturi. Ci riprova di nuovo al 7′ sempre Ventola che trova Infantino a centro area ma il suo colpo di testa termina a lato. All’8′ si fa vedere il Ravenna, con Nocciolini che cercato da Selleri prova il tiro al volo, ma la sua conclusione non trova la porta difesa da Gomis. Giallorossi che cominciano a prendere in mano le redini del gioco e si fanno vedere pericolosamente in avanti al 21′, prima con Papa che ben imbeccato da Galuppini prova a crossare in area, ma la difesa respinge sui piedi di Lelj che rimette in mezzo per il colpo di testa di Nocciolini ben controllato dal portiere ospite. Al 41′ la doccia fredda con Infantino che trova palla sulla trequarti e fa partire un siluro da 35 metri che si insacca nel sette dove Venturi non può arrivare. Provano a chiuderla i diavoli allo scadere, con una grande occasione per il raddoppio su punizione dal limite di Celli,  ma Venturi si supera con un grande intervento che tiene fermo il risultato.

Alla ripresa il Ravenna si presenta con Eleuteri e Siani per Boccaccini e Trovade, ma la partita subisce un sussulto già al 3′ con un giallo a centrocampo, intervento di Bresciani su Giorgi che costa l’ammonizione al difensore giallorosso. Direttore di gara che viene accerchiato dai giocatori del Teramo e torna incredibilmente sulla sua decisione espellendo il terzino giallorosso. Partita che inevitabilmente si innervosisce, con il Ravenna ancora incredulo per quanto appena accaduto e vede gli ospiti trovare il raddoppio all’11′ della ripresa con Infantino: scappa in contropiede Sparacello e consegna al compagno una palla solo da spingere in rete. Il Ravenna prova a riaprirla con Nocciolini che cercato da Selleri incorna ma non riesce a sorprendere Gomis. Azione fotocopia del secondo gol al 20′, quando il pallone arriva di nuovo sui piedi di Infantino che trova in contropiede il terzo sigillo sfruttando una indecisione di Lelj e Venturi. Teramo che con il vantaggio numerico si muove con il velluto e controlla la partita: al 25′ si inserisce De Grazia ma Venturi è attento. Galuppini prova a dare la scossa con un bello slalom al 30′, ma Gomis para plasticamente. Ravenna che prova a darsi una scossa e trova con Raffini il gol su bel cross di Eleuteri al 38′. C’è tempo ancora per un probabile rigore allo scadere su Gudjohnsen, ma anche in questa occasione il direttore di gara non se la sente di fischiare.

Dichiarazioni post-gara
Luciano Foschi (allenatore Ravenna FC): «Mi prendo la responsabilità di questo risultato negativo. I ragazzi hanno lavorato bene in settimana ed erano determinati a riscattare la partita di Salò, purtroppo gli episodi sia dal punto di vista tecnico che arbitrale non sono girati a nostro favore. Oggi abbiamo mollato un po’ troppo presto dopo l’episodio di Bresciani e questo non va bene. Dobbiamo cercare di ritrovarci velocemente, magari abbiamo pensato troppo presto di essere salvi quando guardando i risultati delle altre i punti che serviranno saranno 44 o 45 e quindi non possiamo assolutamente rilassarci. L’unica medicina che c’è è quella di lavorare con grande attenzione e concentrazione».

Ancora il tiebreak fa felice la Conad, che supera in rimonta l’ostico Martignacco

Volley A2 femminile / Sotto 1-0 e 2-1, le biancorosse riescono a piegare le friulane al termine di un match durato più di due ore

Ravenna-Martignacco 3-2
(28-30, 25-22, 16-25, 25-16, 15-11)
CONAD RAVENNA: Gioli 3, Agrifoglio 3, Bacchi 22, Torcolacci 5, Mendaro 24, Lotti 12, Rocchi (L); Calisesi, Ubertini 7, Vallicelli. Ne: Altini, Aluigi. All.: Caliendo.
ITAS CITTÀ FIERA MARTIGNACCO: Gennari 3, Caravello 15, Molinaro 21, Sunderlikova 9, Pozzoni 18, Martinuzzo 12, De Nardi (L); Turco, Pecalli, Beltrame 2, Tangini. All.: Gazzotti.
ARBITRI: Fontini di Pisa e Oranelli di Perugia.
NOTE – Ravenna: bs 6, bv 3, errori 18, muri 11; Martignacco: bs 16, bv 6, errori 17, muri 16. Durata set: 35’, 27’, 25’, 22’, 17’ (tot. 126’).

Gruppo Teo
Un’esultanza delle giocatrici della Conad

Nell’anticipo della terza giornata della Pool Promozione di A2 disputato al PalaCosta la Conad batte al tiebreak l’Itas Città Fiera Martignacco al termine di un match durato più di due ore. Sotto 1-0 e 2-1, le ravennati riescono a raggiungere le avversarie friulane in entrambi i casi, per spuntarla nella frazione decisiva e conquistare così due punti. In attesa dei risultati delle altre partite, c’è il rischio di vedere allontanarsi in modo ulteriore la settima posizione che vale i playoff, in virtù del successo sul Mondovì del Cus Torino, che così ha aumentato a sette le lunghezze di vantaggio sulle biancorosse.

Sestetti titolari Al fischio d’inizio il coach Caliendo schiera lo starting six titolare composto da Agrifoglio al palleggio, Gioli e Torcolacci centrali, capitan Bacchi e Lotti sulle bande, Mendaro opposto, Rocchi libero. Dal lato opposto del taraflex il tecnico Gazzotti fa scendere in campo Gennari al palleggio, Molinaro e Martinuzzo centrali, capitan Caravello e Pozzoni attaccanti di posto 4, Sunerlikova in diagonale, De Nardi libero.

Primo set Parte bene la Conad che si porta sul 3-1 e poi sul 6-3 con Lotti, ma le ospiti con un parziale di 0-7 ispirato da due ace di Pozzoni ribaltano tutto sul 6-10. Ravenna torna a contatto due volte sul 9-10 e sul 14-15, ma viene respinta sull’11-15 prima e sul 15-20 poi. Caliendo prova a inserire Ubertini per Lotti, ma è Mendaro con l’ace del 18-20 a lanciare la rimonta delle padrone di casa. La stessa cubana firma il pareggio a quota 21 e la frazione si protrae ai vantaggi, dove entrambe le squadre usufruiscono di tre set point. È Martignacco ad avere la meglio, chiudendo i conti grazie a due muri consecutivi per il definitivo 28-30.

Secondo set L’Olimpia Teodora subisce il contraccolpo psicologico e finisce subito sotto 2-6 nella second frazione, poi però Bacchi con tre punti trascina le sue compagne all’immediato aggancio sul 7-7. L’ace di Pozzoni vale l’8-9 ospite, ma la Conad supera sul 12-10 e allunga fino al 14-11 sfruttando i molti errori avversari. Il quarto servizio vincente di Pozzoni, aiutata dal nastro, accorcia sul 17-16 e Martignacco trova la parità sul 17-17. Caliendo cambia regia inserendo Vallicelli per Agrifoglio e la scossa arriva alla squadra, che allunga con l’ace di Bacchi (19-17) e gli attacchi di Ubertini e Mendaro per il 21-17. Le ospiti provano la reazione, ma Ravenna non lascia spazio a rimonte e ancora con la capitana chiude il set per 25-22.

Terzo set Dopo lo 0-2 iniziale le ravennati subiscono l’ace di Molinaro e l’ottima prestazione a muro delle avversarie finendo sotto 2-9. Bacchi prova a trascinare le compagne alla rimonta e l’Olimpia Teodora si riavvicina sul 5-10, ma l’altra capitana Caravello cambia marcia e regala alle ospiti la fuga decisiva, con l’ace di Gennari a segnare addirittura il 7-16. Il set è ormai compromesso per la Conad, che non riesce ad avvicinarsi più del 14-20 e cede il passo per 16-25.

Quarto set Arriva la reazione di Ravenna, che parte subito 3-0 e non si volta più indietro. Le padrone di casa si portano sul 5-1, poi con due muri di Torcolacci e l’attacco vincente di Bacchi allungano ulteriormente sul 9-3. La fuga non si ferma e le biancorosse vanno sul 14-7, poi è Mendaro a muro a conservare il vantaggio sul 18-11. Ancora la cubana firma l’attacco del +8 sul 20-12 e un errore ospite al servizio regala il 2-2 per 25-16 alla Conad, che prolunga la partita al tie break.

Tiebreak Le due squadre si ribattono punto su punto, con il muro di Mendaro a portare avanti la Conad sul 7-6. Appena dopo il cambio campo è Lotti a regalare alle padrone di casa il primo break (9-7), poi ancora Mendaro con l’ace firma il 10-7. Martignacco prova la reazione e si riporta sul 10-9, ma nel finale l’Olimpia Teodora è perfetta e la solita Mendaro chiude i conti con il muro del 15-11, suo sesto punto personale nel tie break.

Dichiarazioni post-gara
Nello Caliendo (allenatore Conad Ravenna): «Purtroppo d’ora in poi di partite facili non ce ne sono. Nella Pool Promozione ci sono le squadre migliori, quello che fa la differenza è l’intensità di gioco e la continuità. Sicuramente oggi abbiamo fatto qualche set un po’ altalenante però alla fine il risultato ci ha premiato. Agonisticamente giocare con una squadra con nomi importanti ci galvanizza forse un po’ di più. Di contro c’è il fatto tecnico, queste squadre giovani variano molto il gioco e i colpi d’attacco e di conseguenza nelle letture fatichiamo un po’. Ora pensiamo alla trasferta a Caserta e in settimana cercheremo di preparare al meglio la partita».

Contromano sull’Adriatica totalmente ubriaca, provoca un incidente: arrestata 33enne

La donna guidava con un tasso alcolemico di oltre 2, quattro volte il limite

Incidente AdriaticaÈ stata arrestata dai carabinieri del Radiomobile per lesioni stradali pluriaggravate una donna che, la scorsa notte, al volante della sua auto, alle porte di Ravenna ha imboccato contromano la Statale 16 Adriatica provocando un incidente in cui, oltre alla sua, sono rimaste coinvolte altre tre vetture per un totale di otto feriti compresa lei.

Si tratta di una 33enne ravennate incensurata che secondo l’etilometro, guidava con un tasso alcolemico di oltre 2 (cioè quattro volte il limite di 0,50 consentito dalla legge per mettersi al volante). La statale Adriatica, in quel tratto, è a quattro corsie con le barriere che dividono i due sensi di marcia.

Come disposto dal Pm di turno Angela Scorza, la donna si trova ora in carcere a Forlì in attesa di comparire davanti al giudice.

Tra le persone ferite, un’intera famiglia di origine brasiliana compresa una bimba di 9 anni: nessuno di loro è in pericolo di vita. (Ansa.it)

Il primo brew pub di Ravenna, dove si potrà bere affacciati sul canale

Il Darsenale aprirà «nella seconda metà di marzo» di fianco alla torre Zucchi in un ex magazzino costruito un secolo fa per materiali inerti: verrà servita la Birra Bizantina prodotta sul posto in otto tipologie

Darsenale Interno
Interni del Darsenale

È decisamente uno dei progetti più attesi tra i ravennati, in grado di conciliare temi molto sentiti come il tempo libero e la riqualificazione della darsena di città. Sarà anche il primo “brew pub” di Ravenna, così come vengono definiti dagli addetti ai lavori i locali dove è possibile consumare la birra lì prodotta, un modello nato in nord Europa e ormai diffuso anche in Italia.

Si tratta del Darsenale, il nuovo locale che aprirà «nella seconda metà di marzo» (è l’obiettivo dei titolari) affacciato sulla banchina in destra canale, a fianco della colorata torre residenziale di Cino Zucchi.

[AGGIORNAMENTO] Il Darsenale aprirà il 13 aprile

Un imponente intervento (il progetto architettonico è di Nuovostudio, gli interni della designer Monica Poletti) in un edificio di archeologia industriale – il primo che si ricordi dai tempi dell’Almagià –, un ex magazzino per la produzione e lo stoccaggio di materiali inerti sorto negli anni Venti su iniziativa della Società Interconsorziale Romagnola e ribattezzato “Area T”.

Candiano Pedana
I lavori per la nuova pedana che ospiterà i tavoli lungo il Candiano

Uno spazio di duemila metri quadrati dei quali circa 500 allestiti per ospitare i clienti della birreria per circa duecento coperti all’interno a cui si devono aggiungere quelli esterni del “beer garden” attualmente in allestimento. E per la prima volta in darsena ci si potrà accomodare su una pedana rialzata lungocanale, sorta di prolungamento ideale della passerella in legno che dovrà rivitalizzare l’intera area ma che terminerà poco prima.

Basta farci un giro in questi giorni di cantiere per rendersi contro dell’importanza dell’investimento. La riqualificazione dell’Area T d’altronde era stata iscritta anche nel dossier comunale (da cui è stata poi stralciata) presentato per ottenere i finanziamenti statali del Bando Periferie. Nel documento era previsto un investimento da 1,5 milioni di euro a carico dei privati. Si tratta in primis della famiglia Baldini, con Daniele che è un nome storico dell’imprenditoria cittadina, da decenni alla guida di Tavar e da anni interessato alla riqualificazione del quartiere sull’acqua di Ravenna, proprietario dell’immobile, che ha così facilitato il sogno dei suoi figli (Giovanni, Francesco, Roberto), tra i sei soci che gestiranno il nuovo locale. Mirko Miserocchi e la moglie Chiara Tramonti si sono aggiunti recentemente ai tre fratelli Baldini e a Fabio Mambelli, titolari quest’ultimi (Mambelli ne è anche tra i fondatori) del marchio da cui è partito tutto nel 2013: Birra Bizantina. La prima birra artigianale ravennate, prodotta finora attraverso un “beer firm”, ossia da altri in conto terzi, e che finalmente con il Darsenale potrà invece nascere direttamente in Darsena (dove fino a poco tempo fa era presente con un locale, ora ceduto a nuovi gestori, la Tabeerna in via Magazzini Posteriori).

Daniele Baldini Darsenale
Daniele Baldini, il proprietario dell’immobile, davanti alle vetrate del Darsenale

Nella nuova casa Birra Bizantina verrà prodotta in otto tipologie (il birraio sta lavorando a tre nuove versioni, oltre alle cinque già presenti sul mercato), degustata di fronte a grandi vetrate dove si potrà ammirarne la produzione, accompagnando piatti che tipicamente vengono proposti nelle birreria del centro-nord Europa o degli Stati Uniti, dagli hot dog agli hamburger, senza tralasciare alcune particolari paste fatte in casa e proposte per vegetariani. Il locale sarà aperto dall’ora dell’aperitivo fino a notte, con possibilità di ospitare eventi musicali e non solo.

Il Faventia strappa un punto al Chieti al termine di un big match duro e emozionante

Calcio a 5 B / I biancazzurri pareggiano in casa con gli abruzzesi ma recriminano per due occasioni non sfruttate nel finale

Faventia-Chieti 3-3
FAVENTIA: Tronconi, Gatti, Garbin, Piallini, Barbieri, Catalano, Karaja, Carpino, Cavina, Revert Cortes, Matteuzzi, Pozzovivo. All.: Placuzzi.
CITTÀ DI CHIETI: Cornacchia L., Di Pietro, D’Ambrosio, Correggiari, Ciommi, Correia, Canale, Santacroce, Magalhanes, Trusgnach, D’Elsa, Cornacchia F. All.: Di Pietro.
ARBITRI: Anzisi di Mantova e Plutino di Foggia.
RETI: 7’ pt e 14’ st Revert Cortes, 13’ pt (aut.) Karaja, 15’ pt Correia, 16’ pt Barbieri, 6’ st Magalhanes.
NOTE – Ammoniti Canale, Magalhanes. Espulsi al 5’ pt Garbin per somma di ammonizioni e al 16’ st Correia per condotta violenta.

Rej Karaja
Il biancazzurro Rej Karaja è stato autore di una sfortunata autorete

Big match doveva essere e big match è stato: l’agonismo e i gol non sono mancati, a conferma dell’ottimo momento di forma che stanno attraversando sia il Faventia, sia il Città di Chieti. Alla fine la posta in palio viene equamente divisa, ma i faentini recriminano per due occasioni fallite nel finale che potevano valere i tre punti.

Dopo soli 30’’ Cavina calcia in porta, il portiere teatino non si lascia sorprendere e Revert Cortes approfitta della respinta, scheggiando la parte superiore della traversa. È poi il Chieti a essere pericoloso in tre occasioni, ma Carpino si fa sempre trovare pronto, soprattutto sul tiro ravvicinato di Ciommi. La partita inizia a scaldarsi e a farne le spese è Garbin, espulso per somma di ammonizioni, con entrambi i cartellini estratti in neanche un minuto di gioco. Il Faventia è vivissimo e al 6’ con Piallini sfiora la rete, arrivata poi nell’azione successiva con Revert Cortes: al 7’ lo spagnolo calcia una precisa punizione nell’angolino basso alla sinistra di Luca Cornacchia. I padroni di casa meriterebbero il raddoppio, ma trovano sulla loro strada l’estremo difensore abruzzese, superatosi con ottimi interventi su Cavina e Revert Cortes. All’improvviso il Chieti si accende e in due minuti ribalta il risultato. Al 13’ D’Elsa dall’out sinistro serve un assist al centro, con il pallone che colpisce Karaja e finisce in rete per l’l-1. Poi al 15’ Correia firma il 2-1 con una conclusione al volo da posizione defilata che passa tra le gambe di Carpino. Neanche un minuto e al 16’ Barbieri trova il pareggio con una potente staffilata dall’out destro. Nonostante le emozioni continuino a non mancare, si arriva all’intervallo sul 2-2.

Il secondo tempo inizia con Karaja che fallisce un tap in da buona posizione poi i ritmi calano fino a quando il Chieti trova il gol. Al 6’ Magalhanes finalizza con un preciso tocco un assist di Canale, a conclusione di un’ottima manovra offensiva. Al 9’ Francesco Cornacchia sfiora il poker, centrando il palo da buona posizione. Il Faventia si affida a Revert Cortes che ci prova due volte da fuori area senza trovare fortuna, ma non sbaglia al 14’ quando sfrutta un assist di Karaja siglando il 3-3. Al 16’ gli ospiti perdono Correia, espulso per una manata al volto di Revert Cortes. Il Faventia prova allora a sfruttare la superiorità numerica, ma alla prima palla persa, Chieti si distende in contropiede e ancora una volta il protagonista è Carpino. Nel finale il Faventia fallisce due match ball: al 19’ con Revert Cortes, che si vede sventare un tiro libero da Luca Cornacchia e a 5’’ dalla fine con Cavina, sfortunato a non trovare il gol a pochi passi dalla porta.

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