Il traffico nei contenitori è calato del 2,69 percento. Il totale della movimentazione merci è aumentata soltanto dello 0,64 percento
Il porto di Ravenna segna il passo sui container. Rispetto al 2018 la quota di mercato persa sui contenitori, considerando solo i “pieni”, è pari al 2,69 percento. Il dato positivo riguarda l’export (+5,25 percento) mentre l’import perde l’8,02 per cento. In totale nelle banchine ravennati sono stati movimentati 4.496 teu in meno rispetto allo scorso anno, quando si era arrivati a quota 168.459 container “pieni”. Considerando anche i container vuoti movimentati per motivi logistici, il dato è addirittura peggiore: -3,16 percento (pari a 7.049 teu di differenza.
In generale il 2018 è stato un dato di stallo per il porto di Ravenna. I dati diffusi da Autorità portuale che tracciano il bilancio dello scorso anno contano 94 navi in meno arrivate e un traffico totale in linea con quello del 2017: una movimentazione pari a 26,684 milioni di tonnellate (+0,64 percento rispetto al 2017). Oltre ai container, ha sofferto anche la merce movimentata con trailer-rotabili(-5,39 percento). Positivo invece il dato delle merci secche (+1,48 percento) e delle rinfuse liquide (+1,68 percento).
Tra i prodotti in crescita nel 2018 c’è l’agricoltura (12,61 percento), i prodotti metallurgici (+4,98 percento) e i combustibili solidi (+37,12 percento ma si parla di un traffico che vale meno di centomila tonnellate). Male, invece, l’alimentare: il dato è in calo del 5,65 percento. L’alimentare funziona invece sul fronte delle rinfuse liquide dove oli e similari sono in crescita del 9,89 percento. I materiali da costruzione segnano una flessione del 4 percento.
I crocieristi sono calati del 64 percento: 18.068 passeggeri contro i 50.133 del 2017. Le toccate delle navi da crociera, a causa dell’insabbiamento nell’avamporto di Porto Corsini, sono passate da 48 a 34. Facendo una media matematica, è come se fossero andati persi 2.290 turisti per ogni nave.
Composto da due ambulatori, garantisce dieci ore di apertura per cinque giorni a settimana. L’Ausl: “Strutture fondamentali per sgravare il pronto soccorso”
Il primo Nucleo di cure primarie strutturato dell’area urbana di Ravenna è stato inaugurato nella mattinata di oggi, lunedì 18 febbraio, alla presenza del sindaco Michele de Pascale. Attivo da alcune settimane, nasce dall’esperienza delle medicine di gruppo “San Rocco” (via San Mama 8/A) e Omega (viale Berlinguer 36). La sua nuova denominazione è “Nucleo Ravenna 18”. I numeri di questa struttura territoriale sono importanti: 24.000 assistiti, 18 medici, due infermieri, otto operatori per l’accoglienza, due sedi che garantiscono dieci ore di apertura nei giorni feriali, due ambulatori per la gestione integrata della patologia cronica con la condivisione degli archivi e dei sistemi informativi. I cittadini assistiti con questo modello organizzativo hanno mostrato di gradire il servizio, che garantisce tempi d’attesa più ridotti e una presa in carico più completa ed efficace.
Già dal mese di novembre il Nucleo aveva avviato il servizio di continuità assistenziale estendendo l’orario di apertura degli ambulatori a 10 ore giornaliere per 5 giorni/settimana in ogni sede con la seguente articolazione oraria 8,00-13,00 14,00-19,00.
Il servizio, consente all’assistito di poter ricevere una risposta a bisogni sanitari che non necessitano dell’intervento in urgenza garantito dal Pronto Soccorso o, per richieste di tipo amministrativo quali certificazioni, prescrizioni di farmaci e altro, in assenza del proprio Medico di Medicina Generale. Contestualmente, attraverso il supporto del personale di accoglienza e del personale infermieristico è stata avviata la gestione integrata della patologia diabetica attraverso l’identificazione da parte del Medico di Medicina Generale dei pazienti arruol abili al percorso di presa in carico della persona portatrice di patologia diabetica e attraverso una piano di monitoraggio diagnostico e clinico concordato e gestito dal personale infermieristico.
La realizzazione si deve alla piena collaborazione di tutti i medici di medicina generale convenzionati con la guida del Coordinatore del Nucleo Ilaria Frisoni, i referenti dei due gruppi Sandro Vasina e Gian Luigi Baldini, il direttore del distretto Roberta Mazzoni e il direttore della gestione giuridico economica Convenzionati esterni Pierdomenico Lonzi. Gli infermieri, il responsabile dipartimentale degli infermieri Antonella Cerchierini e il direttore del Dipartimento di Cure Primarie Mauro Marabini hanno garantito il necessario supporto organizzativo. Stamane l’inaugurazione della nuova organizzazione alla presenza, tra gli altri, del direttore sanitario dell’Ausl Romagna Stefano Busetti oltre che del sindaco.
Il dottor Busetti ha evidenziato come esperienze di questo tipo, estremamente positive, siano importanti nell’ottica di sgravare i reparti ospedalieri, principalmente il Pronto soccorso, di accessi inappropriati, ma non solo: “La valorizzazione delle cure territoriali, che in un futuro prossimo potrà avvalersi anche dell’arricchimento di questi ambulatori con apparecchiature diagnostiche collegate con la Radiologia ospedaliera, va incontro principalmente ai crescenti bisogni sanitari legati alla cronicità e alla fragilità. ”. Tema quest’ultimo trattato anche dal dottor Falcinelli: “L’età media si sta alzando e questo si porta dietro tutta una serie di problemi sanitari nella cittadinanza. A fronte di ciò ci troviamo di fronte, a livello statale, a scarsi investimenti sulla sanità e alla mancanza, cui è sempre più difficile sopperire, di medici sul mercato del lavoro. Con questa esperienza proviamo a dare, a Ravenna, una risposta anche a queste problematiche. Speriamo che situazioni come questa, e anche arricchite con maggiori apparecchiature come diceva il dottor Busetti, si moltiplichino”.
Ha chiuso i lavori il sindaco: “Esperienze come queste, che vanno nella direzione di unire invece che dividere, sono importanti conquiste per il nostro territorio, e vanno nell’interesse del paziente per il quale viene messa in campo una presa in carico complessiva. Per tale obiettivo i medici stanno cambiando il loro approccio alla professione e per questo dobbiamo essere loro grati. Si tratta di un impegno importante che non deve restare isolato, che potrà dare i suoi frutti nel medio periodo e che, anche per questo, non deve rappresentare una deresponsabilizzazione rispetto alla risoluzione delle criticità sull’ospedale di Ravenna che attendiamo da tempo”.
Tra 19 e 21 febbraio circolazione vietata ai diesel Euro 4, abbassamento temperature in casa e nei negozi
Misure emergenziali anti-smog, da martedì 19 a giovedì 21 febbraio, in diversi comuni emiliano-romagnoli, a seguito degli sforamenti del valore limite giornaliero di Pm10 che si sono verificati da 15 al 17. Ad essere interessate in provincia di Ravenna tre città: il capoluogo, Faenza e Lugo. È quanto emerge dal bollettino Liberiamolaria di Arpae.
Le misure di emergenza prevedono il divieto di circolazione dalle 8.30 alle 18.30 per tutti i veicoli diesel Euro 4; l’abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19 gradi e negli spazi commerciali e ricreativi fino a 17 gradi; il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico; il divieto di sosta con motore acceso per tutti i veicoli; il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili e il potenziamento dei controlli su questi elementi. Il prossimo bollettino sarà emesso giovedì.
Le altre città dell’Emilia-Romagna che dovranno rispettare le limitazioni sono Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Modena, Bologna, Ferrara e Rimini oltre a Riccione; Carpi, Castelfranco Emilia, Formigine e Sassuolo nel Modenese; Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Imola, Ozzano dell’Emilia, San Lazzaro di Savena, Zola Predosa, nel Bolognese; Cento nel Ferrarese.
La lista civica insiste perché il sindaco prenda misure a sostegno di imprese e privati dei territori più colpiti
«Essendo trascorsi diversi mesi dalla chiusura della Ravegnana, con evidente aggravio della situazione sopratutto per i cittadini e le attività economica del territorio, sarebbe ora che il sindaco Michele de Pascale deliberasse la riduzione delle imposte comunali». La lista civica La Pigna continua a tirare per la giacca del primo cittadino sulla questione Ravegnana e lo fa tramite la consigliere comunale Veronica Verlicchi e i consiglieri territoriali Andrea Barbieri e Lorenzo Frisenda. «Per adottare tale provvedimento impiegherebbe pochissimo tempo, auspichiamo che la decisione della giunta avvenga entro pochi giorni».
«I disagi, sopratutto in termini economici per i ravennati residenti e le attività economiche adiacenti alla Ravegnana, sono davvero preoccupanti e oramai insopportabili», continua la Pigna che ha anche presentato un progetto da 20 milioni di euro per una Ravegnana Bis.
In progamma un ciclo di dodici incontri aperti al pubblico per illustrare le modalità dell’iniziativa e cercare nuovi volontari che accompagnino gli studenti
Uno scuolabus con un capolinea, fermate, orari e percorsi stabiliti come qualunque servizio di trasporto scolastico ma ci si muove a piedi. È il Pedibus, appunto: una lunga fila di bimbi guidata da un “autista” e con diversi accompagnatori, che possono essere volontari, nonni, genitori, membri di associazioni e non solo. L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna promuove la mobilità sostenibile nel percorso casa-scuola degli studenti delle scuole dei nove comuni dell’Unione. Da martedì 19 febbraio e fino a marzo sono in programma dodici appuntamenti con esperti, aperti a tutta la cittadinanza, «per illustrare i benefici del pedibus e per coinvolgere nuovi volontari per questa attività».
«I primi cinque incontri in programma fino alla fine di febbraio – spiega una nota dell’Unione – hanno l’obiettivo di presentare il progetto e illustrare, con la collaborazione di pediatri e pedagogisti, i benefici del pedibus sul benessere psico-fisico del bambino». Il primo appuntamento è martedì 19 febbraio alle 20.30 nel Salone Estense della Rocca di Lugo (piazza dei Martiri 1). Interverranno il pediatra Marco Zucchini e il coordinatore pedagogico Ernesto Sarracino. Doppio appuntamento lunedì 25 febbraio: alle 17 a Massa Lombarda intervengono, nella sala multimediale del centro culturale “Carlo Venturini” (viale Zaganelli 2), la psicologa Luana Valletta e il coordinatore pedagogico Cristiana Santinelli; a Bagnacavallo alle 20.30 spazio, nella sala di Palazzo Vecchio (piazza della Libertà), alla psicologa Luana Valletta. Mercoledì 27 febbraio appuntamento alle 20.30 a Conselice nella Sala Arte Incontro (piazza Foresti 2) con la psicologa Luana Valletta e il coordinatore pedagogico Ernesto Sarracino. Infine, giovedì 28 febbraio l’incontro è a Fusignano alle 17.30 nella sala del centro culturale “Il Granaio” (piazza Corelli 16) con la pediatra Eva Michelin e il coordinatore pedagogico Ernesto Sarracino.
A marzo sono invece in programma altri sette incontri per coinvolgere genitori, cittadini e associazioni disponibili a diventare volontari pedibus e per organizzare le linee e i percorsi che seguiranno i bambini. Si comincia martedì 5 marzo alle 17.30 a Bagnacavallo nella sala polivalente della scuola elementare “Berti” (via Cavour 5). Giovedì 7 marzo appuntamento a Conselice alle 17.30 all’auditorium Garbesi dell’Istituto comprensivo “Felice Foresti” (via Di Vittorio 1) e a Lugo alle 20.30 nel Salone Estense della Rocca (piazza dei Martiri 1). Lunedì 11 marzo l’incontro è ospitato a Fusignano alle 17.30 nell’aula Magna della scuola media “Emaldi” (via Vittorio Veneto 36) e a Sant’Agata sul Santerno alle 20.30 nella sala polivalente del centro sociale Ca di Cuntaden (via Roma 12). Ultimi due appuntamenti giovedì 14 marzo: alle 17.30 nella scuola elementare “San Francesco” (via Matteotti 12) di Bagnara di Romagna e alle 20.30 nella Polisportiva massese, ex Bocciofila, di Massa Lombarda (via Dini e Salvalai 34/F).
«L’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha scelto di portare avanti il progetto dedicato alla mobilità sostenibile per offrire ai bambini un nuovo modo per andare a scuola – spiega il sindaco referente per le Politiche educative dell’Unione Enea Emiliani –. Grazie al Pedibus gli studenti del territorio potranno fare ogni mattina il percorso da casa a scuola in compagnia e in modo ecologico, con la possibilità, quindi, di una maggiore socializzazione con i loro coetanei e riducendo il traffico». Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a piedibus@unione.labassaromagna.it.
Un accordo tra Regione e ministeri competenti prevede scontifino alla metà per i ticket annuali dei residenti nei comuni dove si estrae dal sottosuolo. Secondo Start il pagamento doveva avvenire entro fine anno
Dov’è finito il rimborso della metà del prezzo dell’abbonamento annuale all’autobus previsto da un accordo Regione-ministeri per chi vive nei comuni dove si estraggono idrocarburi? Se lo chiede Nicola Carnicella, consigliere territoriale di Lpr, che ricorda l’avviso pubblicato sul proprio sito da Start, la società a controllo pubblico che fornisce il trasporto pubblico su gomma: «Start scriveva che entro il 31 dicembre scorso era previsto l’accredito nel conto corrente. Il fatto è che a tutt’oggi, a distanza di oltre un mese e mezzo, i rimborsi annunciati non sono arrivati».
I rimborsi in questioni riguardano gli abbonamenti annuali 2017/18 e 2018/2019 al trasporto pubblico dei residenti nei 26 comuni (su oltre trecento) dell’Emilia-Romagna dove si estraggono idrocarburi. È il frutto di un accordo siglato dalla Regione con i ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia per l’utilizzo del Fondo idrocarburi. I cittadini avranno diritto a uno sconto, differenziato in proporzione alle produzioni sui territori comunali, sul costo effettivamente sostenuto per l’acquisto dell’abbonamento. In provincia di Ravenna solo il comune capoluogo è interessato e rientra tra quelli con la fascia di sconto più alta: 50 percento.
«Nel nostro territorio – prosegue Carnicella –, il provvedimento interessa le famiglie, soprattutto residenti nelle frazioni del forese o del litorale, ma non solo, le quali devono contrarre abbonamenti annuali di trasporto pubblico per i figli che frequentano scuole non esistenti in loco. Si può dire una misura sociale. Nel comunicato era infatti scritto che, essendo “possibile richiedere il rimborso esclusivamente via internet compilando il modulo predisposto dalle Aziende e reperibile sui loro siti”, coloro che non disponevano di un collegamento internet, avrebbero potuto “rivolgersi al Comune di Ravenna, Servizio sociale di via Massimo d’Azeglio 2”, oppure “inviare una mail all’indirizzo accoglienzasociale@comune.ra.it”. I rimborsi potevano essere richiesti dall’1 al 30 giugno 2018 per abbonamenti acquistati tra l’1 agosto 2017 e il 31 maggio 2018 e dall’1 luglio al 31 agosto 2018 per abbonamenti acquistati dall’1 giugno 2018 al 31 luglio 2018».
Carnicella ha girato la pratica ad Alvaro Ancisi, capogruppo di Lpr in consiglio comunale, «per sollecitare chiarimenti e spiegazioni su tale disservizio dal sindaco, dato che l’assessore alla mobilità del Comune di Ravenna presiede il massimo organo deliberativo di Amr, l’Agenzia Mobilità Romagnola che regola e vigila sul trasporto pubblico locale nelle province romagnole».
Tre incontri per il progetto di Ravenna Teatro alla ricerca delle “parole fatte in casa”
Il poeta e drammaturgo Nevio Spadoni (foto Daniele Ferroni)
Il progetto “Le radici e il sogno” è un percorso che interseca dialetto romagnolo e teatro presentato dal Consorzio di cooperative sociali Solco Ravenna e Ravenna Teatro, frutto di una collaborazione iniziata circa un anno fa con due progetti teatrali, Inferno e Odiséa. Nulla nasce dal caso, ma da una vicinanza “fisica” delle due cooperative: confinanti sono infatti, in via di Roma a Ravenna, gli edifici che ospitano la Casa Residenza Anziani Garibaldi-Zarabbini, gestita dal Solco insieme alle sue associate Asscor e Corif, e la chiesa di Santa Chiara, diventata cavallerizza e infine, oggi, teatro Rasi, che ospita le due compagnie fondatrici di Ravenna Teatro (il Teatro delle Albe e la compagnia Drammatico Vegetale).
L’utilizzo del dialetto “come lingua di scena” è da sempre uno dei punti cardine della poetica del Teatro delle Albe/Ravenna Teatro ed è stato l’innesco per la collaborazione con Il Solco.
Grazie inoltre alla relazione con Nevio Spadoni – poeta e scrittore ravennate, nonché profondo conoscitore della tradizione romagnola – si daranno vita a tre distinti appuntamenti con il fine didattico di favorire l’interesse e la conoscenza di questo ancora vitale idioma locale.
Il primo appuntamento sarà lunedì 18 febbraio alle ore 15.30 alla sala Mandiaye Ndiaye del teatro Rasi dove Nevio Spadoni terrà una conversazione sulla storia del dialetto romagnolo nella poesia e nel teatro italiano dal 1900 a oggi.
Roberto Magnani (foto Enrico Fedrigoli)
Il 20 febbraio alle ore 15.30 alla Casa di riposo Tarlazzi Zarabbini di Cotignola, il Teatro delle Albe presenta Odiséa, nella lettura selvatica di Tonino Guerra, con la traduzione di Giuseppe Bellosi, la cura di Marco Martinelli, la produzione di Ravenna Teatro. Lo spettacolo – nato dall’esigenza del giovane attore Roberto Magnani di uno scavo quotidiano nella poesia e dalla voglia di affinare l’uso del dialetto come “lingua di scena”, cardine irrinunciabile della poetica del Teatro delle Albe – più che un semplice reading è una sorta di esercizio lirico in cui l’afflato ultralocale di una lingua terrosa come il dialetto della Romagna più folle e immaginifica, si fa universale.
Nell’ultima serata è previsto un omaggio alla lunga carriera del poeta Nevio Spadoni, al Teatro Rasi il 17 aprile, alle 19 in occasione della pubblicazione della sua nuova opera, Tutto il teatro (Società Editrice “Il Ponte Vecchio” 2019). Durante la serata si alterneranno sul palco studiosi della lingua romagnola e gli attori che hanno portato in scena le liriche del poeta ravennate.
Volley Superlega / Fondamentale vittoria dei ravennati, che in terra laziale piegano al tiebreak l’ostica Top Volley e portano a dodici i punti di vantaggio sul penultimo posto
Una esultanza dei giocatori della Consar nel match contro Latina
Un Rychlicki monumentale (con 34 punti e un 61% in attacco aggiorna i record di Ravenna e della Superlega), una diagonale d’attacco in doppia cifra, un Saitta che non si accontenta solo di distribuire il gioco ma si veste da bomber (sei punti con due ace), una Consar che mette in campo tutta la sua tenacia, la qualità della sua pallavolo, la sua voglia di vincere: si poggia su queste basi la vittoria che il sestetto ravennate conquista a Cisterna, nuova casa della Top Volley. Un successo che, complice la sconfitta di Siena, porta Ravenna ad un vantaggio di dodici punti a cinque giornate dalla fine e alla certificazione di un traguardo strameritato raggiunto in anticipo.
Sestetti titolari Ravenna si schiera con il sestetto tipo, con Saitta in cabina di regia e Rychlicki opposto, Verhees e Russo centrali, Poglajen e Raffaelli schiacciatori. Goi è il libero. Tubertini risponde con Sottile in regia, Toncek Stern opposto, Barone e Rossi al centro, Parodi e Palacios di banda, Santucci è il libero.
Primo set Si parte con uno strappetto di qua (2-0) e di là (2-3) poi si viaggia in perfetto equilibrio fino all’8 pari quando la Top Volley prova l’allungo con un errore Ravenna e un punto di Palacios (10-8). La Consar sembra in grado di frenare i pontini che però con Barone e Sottile arrivano al +4 (14-10) costringendo Graziosi a chiedere il timeout. Un muro di Palacios su Rychlicki sancisce il +5 per i padroni di casa, un distacco che la Consar non riesce più a colmare. Un ace di Stern, confermato dal videocheck, e un errore in attacco di Ravenna timbrano il 25-17 in cui Latina fa valere percentuali elevate in attacco (68%) e a muro (4 punti).
Secondo set La Consar prova a scappare subito (2-4), ma la Top Volley piazza un break di cinque punti sfruttando il gran turno al servizio di Palacios. Due errori di Latina riportano in quota la Consar che trova la parità a quota 8 con un errore di Parodi, torna davanti con un attacco vincente di Raffaelli e allunga fino all’8-11. Un vantaggio che Rychlicki contribuisce a sigillare con una parte finale di set da protagonista (sette punti in totale), ben supportato da Raffaelli estremamente efficace in attacco e da Russo al centro.
Terzo set Latina scende in campo con Gitto al posto di Rossi e il primo allungo della Consar con un punto di Poglajen e un errore della Top Volley (3-5), ma Latina pareggia presto i conti (7-7). Rychlicki riporta la Consar a +2 e manda Tubertini all’angolo per il timeout Latina. Una mossa che non sortisce effetto perché la Consar ha trovato l’inerzia giusta e la giusta continuità in attacco e a muro. Sul 13-18 nuovo time out di Latina. Sembra fatta per la Consar ma la Top Volley torna in campo con un’altra carica e piazza un break possente (7-2) e ritrova la parità a quota 20. E addirittura il vantaggio sul 22-21 con un muro di Gavenda e il +2 con un ace di Gitto. Poglajen fa saltare in battuta la ricezione di casa (in questo set quattro gli ace della Consar ma anche nove gli errori) e firma il 23 pari. Finale di set al cardiopalma che Latina fa suo al secondo set ball.
Quarto set Ravenna si porta subito in vantaggio (4-7) e piazza l’accelerazione decisiva portandosi sul +5 (9-14). Niente distrazioni o cali di tensione questa volta e la Consar riesce a tenere a distanza Latina e trova la nuova parità, rimandando tutto al tiebreak.
Tiebreak Saitta (attacco vincente e muro) propizia la fuga della Consar, un prezioso +3, Rychlicki mette giù il pallone del +4 (3-7). La Top Volley si fa pericolosamente sotto (7-9) costringendo Graziosi al timeout. Latina ci crede e trova il pareggio a quota 10 e nuovo timeout Consar. Rychlicki e Russo portano la Consar fuori dall’apnea (10-12). E’ Verhees, ex di turno, a buttare per terra il pallone del successo liberatorio.
Dichiarazioni post-gara Gianuca Graziosi (allenatore Consar Ravenna): «La vittoria della tenacia e di chi sta sempre sul pezzo. L’andamento del terzo set è tipico di una squadra che ci tiene talmente tanto a vincere. Ci siamo innervositi a un certo punto, abbiamo perso lucidità quando invece bisognava stare sereni e tranquilli. Sono contentissimo per i ragazzi perché questo successo se lo meritano tutto, considerando quanto lavorano in palestra, e non è la prima volta che riescono a girare le partite, tirando fuori gli attributi».
Basket A2 / La Naturelle gioca una buona prima parte di gara, ma poi deve cedere alla prova di forza e di grande intensità della squadra di Mazzon
Ravenna-Imola 87-80
(19-22, 41-44, 65-57)
ORASI’ RAVENNA: Rubbini, Smith 27, Cardillo 6, Masciadri 12, Hairston 13, Montano 16, Marino 6, Jurkatamm, Gandini 7. Ne: Montigiani, Baldassi, Tartamella. All.: Mazzon.
LE NATURELLE IMOLA: Fultz 6, Bowers 19, Crow 2, Simioni 19, Raymond 14, Magrini 7, Rossi 10, Montanari 3. All.: Di Paolantonio.
ARBITRI: Boscolo Nale, Nuara, Pedrocco.
NOTE – Spettatori 2900. OraSì: tiri da due 22/41 da tre 10/28, liberi 13/18, rimbalzi 40. Imola: tiri da due 21/37, da tre 8/24, liberi 14/19, rimbalzi 31.
Grande prova in difesa per il giallorosso Marco Cardillo
Nel derby del Pala De André contro La Naturelle torna alla vittoria una gran bella OraSì, assolutamente implacabile in difesa nella seconda parte del match e sempre in partita in attacco con quattro giocatori in doppia cifra. Imola gioca una buona prima parte di gara, ma poi deve cedere alla prova di forza e di grande intensità della squadra di Mazzon. Sono due punti voluti e molto importanti, quelli conquistati dall’OraSì davanti a quasi 3000 tifosi, 250 dei quali provenienti da Imola.
Ravenna parte con Rubbini e l’ultimo arrivato Marino in panchina, quintetto annunciato per Imola che va avanti (6-11). Bella reazione dell’OraSì, però, con un break di 6-0 (12-11), poi Gandini e Smith per il primo tentativo di allungo (17-13), vanificato però dai tanti falli fischiati (sei in 8’) che mandano in lunetta a ripetizione Le Naturelle per il contro sorpasso (17-19), con successivo break ospite (21-28) al quale risponde solo parzialmente l’OraSì. Le triple e i rimbalzi offensivi di Imola portano al massimo vantaggio (27-38 al 15’). Dopo il timeout di Mazzon parte Montano, con cinque punti e un assist (34-38), l’OraSì adesso lotta e va a segno due volte con Marino (41-44) prima della seconda sirena.
Inizio ripresa molto combattuto, Hairston domina ma sul possibile sorpasso viene fischiato uno sfondamento inesistente a Cardillo. Rimedia ancora Hairston (54-53), poi Smith da tre per il massimo vantaggio (57-53). La difesa di Ravenna domina e costringe Le Naturelle a non trovare la via del canestro (63-55). Ultimo quarto di clamorosa intensità, oltre alla difesa si scatena l’attacco di casa con Smith e Montano, mentre Gandini giganteggia sotto canestro (80-66). Imola rimonta parzialmente negli ultimi due minuti, ma è tardi e c’è solo spazio per la festa OraSì e dei suoi tifosi.
Volley A2 femminile / Il netto punteggio non fa onore a Bacchi e compagne, capaci di lottare alla pari contro le quotate piemontesi, ma poco concrete nei finali delle frazioni
La Conad cade in tre set a Mondovì, sconfitta dalla quotata Lpm Bam al termine di un match equilibrato e combattuto. Il risultato no fa onore alle ravennati, capaci di stare sempre attaccate alle avversarie, cedendo solo nei finali delle frazioni. Nel primo e nel terzo periodo, inoltre, le biancorosse non sfruttano alcune set point che avrebbero cambiato di sicuro il volto della sfida. A causa di questa battuta di arresto Bacchi e compagne vedono allontanarsi la settima posizione, ultima utile per andare nei playoff, ora distante sei punti.
Sestetti iniziali In casa piemontese Delmati fa scendere in campo Valpiani al palleggio, Tonello e Rebora centrali, capitan Biganzoli e Schlegel attaccanti di posto 4, Zanette in diagonale, Agostino libero. Dal canto suo Caliendo schiera lo starting six titolare composto da Agrifoglio al palleggio, Gioli e Torcolacci centrali, capitan Bacchi e Lotti sulle bande, Mendaro opposto, Rocchi libero.
Primo set Le piemontesi provano un primo allungo e con un ace di Schlegel si portano sul 7-3. Un doppio attacco vincente di capitan Bacchi riporta sotto l’Olimpia Teodora (7-6) che, con Torcolacci e un fallo per palla accompagnata di Mondovì, trova il primo sorpasso (8-9). Nella parte centrale del set sono Gioli e Mendaro a realizzare punti preziosissimi e a tenere a stretto contatto Ravenna con le padrone di casa. È proprio la centrale classe 1977 a riportare la situazione in parità (19-19). Il finale è giocato dai tecnici delle due squadre in campo come una partita a scacchi: 23-21 e timeout chiamato da Caliendo, 23-22 e ferma il gioco Delmati, 24-22 di nuovo time out Caliendo, 24-23 ultimo discrezionale chiamato da Delmati. Due errori in attacco delle piemontesi riportano in vantaggio Ravenna (24-25). Ma Mondovì non ci sta a cedere il passo alle biancorosse e prima pareggia, poi mette la freccia (26-25). Non basta però il punto del nuovo pareggio realizzato da Gioli. Un errore al servizio di Ravenna e un attacco vincente delle padrone di casa chiudono il set sul punteggio di 28-26.
Secondo set La frazione è ancora più equilibrata, con le due formazioni che mettono in scena un match combattuto punto a punto. È soprattutto Lotti a mettersi in evidenza nella parte centrale del set con alcuni attacchi messi a terra e con il primo ace della partita per Ravenna che regalano alle romagnole un vantaggio temporaneo di +2 (14-16). L’Olimpia Teodora prova a resistere al ritorno delle piemontesi che però riescono a riportarsi avanti (21-20) costringendo Caliendo a chiamare la sospensione temporanea. Dopo il pareggio di Mendaro però è Mondovì salire in cattedra e a giocare con maggiore concentrazione. Il set termina con un ace di Schlegel (25-22).
Terzo set Parte avanti la Conad, trovando con Lotti un vantaggio di +3 (2-5). Le padrone di casa perdono per infortunio il libero titolare Agostino, sostituito da Mandrile, ma non si perdono d’animo e prima ritrovano il pari, quindi effettuano il sorpasso, mettendo a segno un break di tre punti (9-7). Caliendo fa scendere Agrifoglio per dare spazio a Vallicelli al palleggio. Il vantaggio ravennate è di breve durata e nella parte centrale del set si torna a procedere punto a punto. Mendaro, Bacchi e Lotti fanno il loro dovere e Gioli trova il controsorpasso sul punteggio di 18-19. Ravenna sembra crederci e trascinata da capitan Bacchi si porta a un passo dalla vittoria del terzo parziale (21-24). Le piemontesi però non mollano e riescono ad annullare tre set ball. Il tecnico dopo aver richiesto l’ultimo discrezionale fa tornare in campo Agrifoglio. Dopo un finale interminabile con attacchi vincenti, ma anche errori in attacco da entrambe le parti, è un punto della centrale Rebora e un errore in attacco di Mendaro a decretare la fine delle ostilità sul punteggio di 33-31.
Dichiarazioni post-gara Nello Caliendo: «È stata una partita con molti errori ma questa è una caratteristica che fa parte del loro gioco. Mondovì tira forte in tutti i fondamentali e specialmente nel servizio, con quattro giocatori che battono in salto spin. Gli errori da parte loro sono una costante e fanno parte del loro modo di affrontare le partite. Noi invece puntiamo su un’altra tipologia di gioco e oggi abbiamo fatto qualche errore di troppo che ci ha penalizzato. Ci dispiace perché abbiamo dimostrato per l’ennesima volta di saper tenere il passo e di non sfigurare a questo livello. È però necessario fare qualcosa in più sia nella freddezza sia nell’ordine tattico. È necessario interpretare determinate situazioni di gioco con più determinazione. Su tante piccole cose ancora non siamo precisi. Oggi non abbiamo sfigurato e abbiamo fatto un’ottima figura in casa di una delle candidate alla promozione diretta. Di contro questa partita ci dice che per stare a questo livello bisogna fare di più».
22 punti per la guardia della Rekico Carlo Fumagalli
La Rekico sbanca con autorità il campo della Rimadesio, mostratasi mai doma come da pronostico. La voglia di vincere e di restare ancorata alla coppia di testa fanno però la differenza, permettendo ai faentini di chiudere i conti già all’intervallo con un perentorio break. Il primo quarto è all’insegna dell’equilibrio con il fanalino di coda Desio che resta in partita approfittando di qualche calo di tensione di troppo della difesa manfreda: uno su tutti, la tripla di Busetto segnata allo scadere che vale il 17-17. La Rekico non accusa il colpo e inizia a giocare la propria pallacanestro, ma Desio non molla e passa a condurre di pochi punti, poi sul 30-30 arriva il momento clou del match. Le maglie della difesa romagnola si stringono non concedendo nulla e in attacco Chiappelli e Sgobba colpiscono da tre, dando il via ad un break di 10-0 che porta la Rekico sul 30-40 all’intervallo.
Un allungo che galvanizza i faentini, rientrati poi in campo con il giusto spirito e a suon di triple prende il largo. L’ex di turno Fumagalli sigla una delle sue cinque ‘bombe’ (chiuderà con un 5/5 dall’arco) firmando il 36-52 poi il punto esclamativo di un quarto perfetto lo mette Venucci nei secondi finali, portando i Raggisolaris sul 45-64. Un parziale frutto delle altissime percentuali offensive e della difesa, tanto che Desio nel terzo quarto segna quasi esclusivamente dalla lunetta. Gli ultimi dieci minuti diventano così un monologo faentino dove trova gloria anche Petrini, autore del canestro del 66-95 finale.
Il dato emerge da un dossier pubblicato dall’ufficio studi Cisl Romagna su dati Inps
Sempre più precari i ruoli dei lavoratori agricoli ravennati secondo una ricerca dall’ufficio studi della Cisl Romagna in collaborazione con la Cisl regionale su dati Inps.
«Nella provincia di Ravenna gli operai agricoli sono 18.910, che corrispondono al 47,7% dei lavoratori agricoli romagnoli ed al 18,9% di quelli regionali: la percentuale più alta dell’Emilia-Romagna a testimonianza della grande importanza che il settore ha nel territorio ravennate».
Lo sottolinea Francesco Marinelli, segretario generale Fai-Cisl Romagna, il sindacato che si occupa dei lavoratori del comparto agricolo e alimentare, nel presentare il primo dossier su “Il lavoro agricolo in provincia”.
«In questo settore economico l’occupazione è quasi esclusivamente a tempo determinato, – illustra il segretario – infatti a Ravenna ben il 94,9% degli occupati ha un contratto con scadenza, però, grazie al diritto di riassunzione previsto dalla contrattazione provinciale, c’è la sostanziale certezza di ripetere la cosiddetta stagione l’anno successivo».
La precarietà del lavoro è una caratteristica dell’agricoltura e questo dipende dallo svolgersi dei tradizionali cicli naturali ma che provoca negative ricadute retributive sui lavoratori che i sindacati cercano di arginarle con la contrattazione, nazionale e aziendale, e fornendo servizi come in questi giorni, la presentazione della domanda di disoccupazione agricola.
Francesco Marinelli, segretario generale Fai-Cisl Romagna
«La contrattazione integrativa e la disoccupazione agricola – precisa Marinelli – sono due strumenti fondamentali di sostegno per i lavoratori di questo settore, che riescono così ad integrare la retribuzione precaria, nell’attesa del successivo contratto».
«Se non ci fossero queste previsioni di contratto e di legge – continua il sindacalista – sarebbe difficile pensare al mantenimento di una famiglia. Infatti, ben il 79,2% dei lavoratori agricoli ha più di 30 anni ed è immaginabile che la maggior parte di loro abbia un nucleo familiare a cui provvedere».
«Sui 18.910 operai agricoli in provincia – puntualizza Marinelli – solo il 24,2% è extra comunitario. Un dato che contraddice il classico luogo comune per cui in agricoltura sono impiegate soprattutto persone provenienti da Paesi non UE. Infatti, in questi anni di crisi, c’è stato un ritorno al lavoro agricolo anche di tanti italiani che avevano perso il lavoro in altri settori economici»
Ora le tre province romagnole sommano ben il 39,6% dei lavoratori dell’Emilia-Romagna impiegati in agricoltura, segue poi Ferrara con il 17,3%, Modena con il 14,6% e Bologna con il 10,7%. I valori occupazionali sono coerenti con il numero delle imprese: in Romagna opera il 30,7% di tutte le imprese agricole regionali. In particolare a Ravenna, sulle 1.424 aziende registrate, 1.239 occupano fino 9 lavoratori, 152 imprese da 10 a 49 addetti e le restanti 33 aziende sono le più grandi.
«È bene ricordare ai lavoratori del settore agricolo – conclude il responsabile della Fai-Cisl Romagna – che dal primo gennaio scorso e fino al 31 marzo, è possibile presentare la domanda sulla disoccupazione agricola agli uffici del Sindacato; quest’anno, è prevista anche la consegna gratuita di un documento con il conteggio dei propri contributi».
Sotto le tabelle della ricerca sul lavoro agricolo della Cisl Romagna