lunedì
11 Maggio 2026

La Fira di Sett Dulur scalda i motori: dal 12 settembre sapori, mostre e musica

Torna la sagra del celebre “bel e cot” ma anche delle poesie e degli incontri letterari. Senza dimenticare il luna park e i fuochi artificiali

LPF 8271 CopiaLa Fira di Sett Dulur scalda i motori: dal 12 al 17 settembre torna a Russi la sagra che unisce sapori, colori, narrazioni per trasformare il paese in un palcoscenico a cielo aperto dove le parole, i gesti e la tradizione si intrecciano in un dialogo tra cultura, intrattenimento ed enogastronomia (qui tutto il programma aggiornato sul sito del Comune).

Ad aprire il programma della sagra sarà la Banda Città di Russi che, insieme alle Associazioni, il 12 sfilerà per le vie del centro storico lasciando poi spazio alla sfilata di moda degli esercenti locali. Giovedì sera nel cortile del Centro Culturale Polivalente si rinnova l’appuntamento con il prodotto tipico locale “Signori questo è il bël e cöt”: i macellai di Russi in collaborazione con Chef to Chef Emilia-Romagna Cuochi propongono il loro bël e cöt. Il venerdì sera vedrà come protagonista l’indiscussa memoria folcloristica del “17° raduno delle fruste”, per poi entrare nel vivo della festa che per l’intero week-end.

IMG 8268Sabato sera la centrale piazza Farini si animerà con la musica della Banda Città di Bopfingen e lascerà spazio la domenica sera alla musica della tradizione dell’Orchestra Mirko Casadei. Il lunedì, invece, sarà la volta della  musica popolare con l’Orchestra Mirco Gramellini, che chiuderà la festa con i valzer e le canzoni del folclore romagnolo.

Oltre alla musica, poesia, narrativa e saggistica saranno protagoniste in questa kermesse, con le presentazioni dei libri nel cortile della Biblioteca e nel giardino della Rocca. Si riconfermano in gran numero le mostre e mostre-mercato che durante la Fira occuperanno spazi che vanno dalla Residenza Municipale al Centro Culturale Polivalente, dalla ex Chiesa in Albis al Museo Civico, fino al centro commerciale “I Portici”, ai torrioni del castello e ai vicoli del centro.

IMG 0824Infine, il Treppinfira, piccola rassegna di teatro di strada che con giocoleria, arte, danza, bolle di sapone e molto altro.

Come da tradizione le ultime due serate saranno illuminate dallo spettacolo pirotecnico di fuochi artificiali in piazza Farini: domenica alle 23 e lunedì alle 22.30. E tutte le sere della festa luna parka nelle piazza del centro con giostre e animazioni.

Il Godo piazza la doppietta di vittorie e pone una serie ipoteca per la finalissima

Baseball A2 / Sul diamante di casa del “Casadio” i rossoblù di Bortolotti sconfiggono in entrambe le gare di semifinale i goriziani del New Black Panthers di Ronchi dei Legionari. La serie si chiude in trasferta da sabato 8 settembre

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Un’immagine di una partita del Godo Baseball

Le semifinali playoff cominciano con il piede giusto per il Baseball Godo, che piazza una doppietta di vittorie nelle prime due partite della serie disputate in casa contro  i New Black Panthers di Ronchi dei Legionari. Sul diamante del “Casadio” i rossoblù hanno sconfitto la squadra della provincia di Gorizia con il punteggio di 2-1 nel primo match e e con quello di 8-5 nel secondo. Grazie a questo doppio successo la formazione del manager Bortolotti mette una serie ipoteca alla qualificazione alla finalissima che vale la promozione. Basta infatti solo un’altra affermazione a Bucchi e compagni per chiudere il discorso: sabato 8 settembre è in programma gara3 in terra friulana alle ore 15.30, mentre l’eventuale gara4 è in calendario alle ore 20.30 e l’altra eventuale “bella” il giorno dopo, domenica 9, alle 15, sempre a Ronchi dei Legionari.

La prima partita, iniziata sabato 1° settembre, è stata interrotta al terzo inning sul risultato di 2-0 dei padroni di casa a causa di un temporale, riprendendo il giorno seguente, con gli ospiti che hanno provato la rimonta, dimezzando lo svantaggio, senza però completarla. Combattuto anche il secondo incontro, con il Godo sotto 2-1 nella terza frazione, ma capace di reagire dalla quarta in poi andando sul 5-2. Il parziale di 3-1 all’ottavo inning ha infine chiuso in pratica la sfida (8-3), con il Ronchi dei Legionari che è riuscito solo a rosicchiare due punti per l’8-5 finale. Nell’altra semifinale l’Hotsand Macerata ha sconfitto in trasferta il Cus Brescia in entrambe le partite e avrà ben tre occasioni per superare il turno sul diamante di casa.

Questi risultati delle semifinali playoff (le vincitrici delle otto sfide si affronteranno nelle quattro finali al meglio delle cinque partite da cui usciranno le squadre promosse secondo gli accoppiamenti A-H, B-G, C-F, D-E): semifinale A Jolly Roger Maremà Grosseto-Bollate 1-10 e 3-7; semifinale B Comcor Engineering Modena-Castenaso 3-6 e 1-4; semifinale C Athletics Bologna-Redskins Imola 3-6 e 0-6; semifinale D Cus Brescia-Hotsand Macerata 8-14 e 3-6; semifinale E Godo-New Black Panthers 2-1 e 8-5; semifinale F Nettuno 2-Senago 6-5 e 3-4; semifinale G Grizzlies Torino ’48-Rams Viterbo 12-1 e 0-3; semifinale H Rangers Redipuglia-Collecchio Baseball 2-1 e 4-2.

“Coppa del centenario”, un Master finale caratterizzato da tante sorprese

Beach Volley / Nell’atto conclusivo al bagno Obelix del torneo giovanile di nessuna testa di serie numero 1 riesce a conquistare il trofeo. Vittorie nei ragazzi di Grassilli-Orioli (Under 19) e Pascucci-Falzaresi (U16) e nelle ragazze di Zoffoli Bortolazzi-Nanni (U19) e Balducci-Masotti (U16). E la presentazione del libro di Dallari regala un grande tuffo nella storia della pallavolo italiana

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Una fase di gara della finale Under 19 del Torneo del centenario

E’ stato un Master dalle grandi sorprese quello che si è disputato sabato scorso, 1° settembre, al bagno Obelix di Marina di Ravenna e che ha assegnato la Coppa del centenario di beach volley. Nelle categorie in lizza, Under 16 e Under 19 femminile, nessuna delle teste di serie numero 1 ha vinto il torneo inserito nel calendario delle iniziative per le celebrazioni dei cent’anni dell’arrivo del volley a Ravenna.

Nell’Under 19 maschile si è imposto il duo formato da Samuele Grassilli (Zinella Bologna) e Mattia Orioli (Porto Robur Costa, ma nell’ultima stagione al Volley Club Cesena), in partenza teste di serie n. 3, che in finale ha sconfitto la coppia del Porto Robur Costa formata da Matteo Camerani e Alessandro Ghini, testa di serie n. 1,  per 2-0 (17, 22). Terzo posto per Lorenzo Tomassini e Luca Poletti, impostisi per 2-0 nella finalina su Michele Gardini e Lorenzo Filippi in un derby tutto targato Porto Robur Costa.

Nell’Under 16 maschile le defezioni dell’ultima ora hanno in pratica limitato l’assegnazione della coppa a una sola partita, vinta dal duo composto da Luca Pascucci (Robur Costa) e Giovanni Falzaresi (Volley Club Cesena) sui n. 1 Nicola Fucksia e Fabio Vitali (Porto Robur Costa), con il punteggio di 2-0 (14, 16).

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Le otto coppie finaliste del torneo Under 19 femminile

Nell’Under 19 femminile hanno sbancato il tavolo le teste di serie n. 4, ovvero il duo della Teodora Settore Giovanile Agnese Zoffoli Bartolazzi e Caterina Nanni, brave a sconfiggere in semifinale per 2-0 le favorite Baharvand-Montanari (entrambe dell’Involley) e in finale per 2-0 (17, 11) le n. 3 Matilde Bissi-Martina Montigiani, a loro volta protagoniste in semifinale dell’impresa di battere la coppia del Master Olimpia Chiara Bosi e Claudia Pasini (n. 2), “costretta” ad accontentarsi del terzo posto grazie al successo per 2-1 su Baharvand-Montanari.

Infine, nell’Under 16 femminile è stata la coppia della Teodora Torrione, Vittoria Balducci e Alessia Masotti (n. 2), ad aggiudicarsi il torneo, battendo in semifinale per 2-0 le due ragazze del Volley Club Cesena Federica Polletta e Mirea Balzani e in finale le n. 1 Elisa Casadei (Teodora Torrione) e Giorgia Greco Zeru (Olimpia Master) per 2-1 (21-16, 18-21, 15-12). Terzo posto per Balzani-Polletta, impostesi per 2-0 sulla coppia del Master Olimpia composta da Beatrice Balella e Paola Piccinini.

 e premiazioni sono state effettuate dal presidente del comitato territoriale Fipav di Ravenna, Mauro Masotti, dai primi grandi campioni del volley ravennate Pasquale Mazzucca e Mirella Cardona e da Lorenzo Dallari che, dopo la disputa della Coppa del centenario, ha presentato il suo libro “La leggenda azzurra”, storia della nazionale maschile italiana di volley dagli albori al Mondiale 2018 che sta per iniziare proprio in Italia. Un incontro molto piacevole che ha permesso di rivivere, attraverso le pagine del libro, le più belle imprese della nostra nazionale, capace di entrare nell’immaginario collettivo per le tante vittorie conquistate nelle varie manifestazioni a cui ha partecipato. Una storia a cui ha contribuito anche Ravenna, fornendo, dagli albori ad oggi, ben 29 atleti, per un totale di 1528 presenze dal 1948, e 19 atlete per un totale di 2008 presenze dal 1951 (anno della prima partita in nazionale di Mirella Cardona), ma anche tre allenatori: Angelo Costa nel maschile, Sergio Guerra e Marco Bonitta nel femminile. Mazzucca e Cardona hanno aggiunto fascino e nostalgia raccontando il volley giocato e vissuto ai loro tempi, quelli pionieristici della pallavolo, mentre Dallari ha riconosciuto a Ravenna il suo ruolo “di culla della pallavolo”, non solo per tutti i giocatori e le giocatrici che ha saputo dare alla nazionale ma anche per i trionfi di Olimpia Teodora e Messaggero, che «per me è stata la squadra più forte degli ultimi trent’anni in Italia» e perché «Angelo Costa è stato uno dei tre padri della pallavolo italiana, insieme a Del Chicca e Anderlini».

I prossimi appuntamenti Il calendario delle celebrazioni proseguirà domenica prossima, 9 settembre, al bagno Obelix dove ci si radunerà per vedere su schermo gigante la partita inaugurale del mondiale Italia-Giappone, alle 19.30, e poi sabato 15 settembre, al bagno Tarifa di Porto Corsini con un torneo di beach sitting volley.

Il grillino Fico si smarca ancora da Salvini e conquista la festa dell’Unità

La prima volta per un pentastellato alla kermesse dei dem: il presidente della Camera fa il politico in un confronto con Delrio, ribadisce le sue posizioni antileghiste sul caso Diciotti e ricorda con nostalgia le battaglie di sinistra da cui partì il Movimento

Un grillino sul palco della festa dell’Unità non si era mai visto e lui non metteva piede sotto quelle bandiere da quindici anni, eppure a giudicare da come è stato accolto e da come si è mosso è sembrato fosse un militante di casa. Roberto Fico, presidente della Camera e primo esponente del Movimento 5 Stelle a partecipare alla kermesse dei dem, era a suo agio a Ravenna ieri sera, 3 settembre: strette di mani e selfie tra un morso a una pizza fritta e un sorso di birra, «pagata da me». Per brindare agli amici «che sono venuti a trovarmi». Gesti che ti aspetteresti da un segretario Pd e non da un big del fronte nemico.

Fico6Ma quella passeggiata tra gli stand nell’area esterna del Pala De Andrè – di propria iniziativa senza particolari inviti – è arrivata dopo che la platea della sala dibattiti aveva lanciato segnali inequivocabili a Fico: applausi a scena aperta che hanno di gran lunga schiacciato qualche isolato commento di contestazione. Del resto al popolo rosso Fico ha detto quello che voleva sentirsi dire e che già aveva affermato in altre occasioni, a cominciare dalla questione calda dell’immigrazione: «Non si sequestrano le persone, i migranti della nave Diciotti dovevano scendere il primo giorno». La visione per la gestione dell’emergenza immigrazione è fatta di tre punti: sbarcare in Italia deve significare sbarcare in Europa, corridoi umanitari con i Paesi in difficoltà, hotspot sui luoghi di partenza per pratiche e aerei e non barconi per chi davvero può chiedere protezione. Ma sul tema non si può criticare solo il gruppo di Visegrad e fare finta di niente con la Francia «dopo quello che ha fatto a Ventimiglia e Bardonecchia e dopo aver spinto per l’intervento in Libia lasciando la situazione che sappiamo».

Le affinità con la base democratica erano già nell’aria da tempo, in un’ora è diventato quasi amore. Per farlo è bastato smarcarsi da Salvini e dalla Lega, nemmeno questa una novità per il presidente della Camera: «Non è vero che sono stato lasciato solo dal Movimento quando ho espresso le mie critiche». In uno degli ultimi fortini rossi, seppure scricchiolanti, Fico è andato più in veste di politico che ha fondato l’M5s che nel ruolo istituzionale di terza carica dello Stato, come dimostra il contorno della sua visita: sul palco ha risposto alle domande del direttore de l’Espresso Marco Damilano in un confronto con Graziano Delrio, che è il capogruppo Pd alla Camera e non una carica istituzionale. Una scelta ben diversa rispetto a quella fatta da Maria Elisabetta Alberti Casellati che stasera sarà sul palco da sola, intervistata dal direttore de La Stampa Maurizio Molinari.

Fico2Ma non è proprio stato tutto tarallucci e vino. D’accordo le critiche al vicepremier leghista per il caso Diciotti, «ma ero critico anche con la politica di Minniti e dei centri di detenzione in Libia che sono dei lager». Una stoccatina al predecessore di Salvini al ministero degli Interni che a queste latutiduni non tanti vogliono sentire (Minnisti sarà ospite alla festa il 6 settembre alle 21.30).

A tratti è sembrato un Fico nostalgico, come sottolineato anche da Damilano, del Movimento che fu e che ora, almeno alla prova dei fatti, sembra non vedersi così apertamente. Sul finire dell’incontro il grillino ha ricordato i suoi inizi, nel 2005 nella sua Napoli: le battaglie per l’acqua pubblica, per la riduzione dei rifiuti, per un Parlamento senza condannati, per la riduzione dei vitalizi, per cancellare i rimborsi elettorali. Come si concilia questo Fico di sinistra con il leader politico Luigi Di Maio in un governo di destra? Damilano lo chiede, il presidente della Camera glissa.

Dove invece il grillino non si nasconde è nel raccontare cosa è andato storto quando a fine aprile il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli affidò un mandato esplorativo per la composizione di un governo Pd-M5s e sembravano esserci spiragli di alleanza: in buona sostanza Fico dice che tutto è naufragato per lo strappo di Matteo Renzi dallo studio di “Che tempo che fa” tre giorni prima della direzione Pd che probabilmente avrebbe sposato l’accordo con i pentastellati e invece non si fece nulla. Questa volta a glissare tocca a Delrio.

Pizza fritta e applausi per il presidente della Camera alla festa dell’Unità

Dopo il confronto con Delrio, Roberto Fico ha degustato la specialità romagnola e si è intrattenuto con i volontari: «Contento dell’accoglienza»

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Roberto Fico alla Festa dell’Unità

La pizza fritta romagnola a confronto con quella napoletana. Una birra, poi risate e strette di mano. Roberto Fico, il primo esponente del Movimento 5 Stelle che partecipa ad una festa dell’Unità, è stato accolto molto bene nel pomeriggio di oggi – lunedì 3 settembre – a Ravenna. Il presidente della Camera ha degustato quello che è un po’ il simbolo gastronomico della Festa dell’Unità di Ravenna, quest’anno declinata come festa nazionale, offertagli dai volontari con le magliette rosse che hanno insistito perché assaggiasse anche una piadina e la polenta fritta.

Il mini tour gastronomico è avvenuto al termine del confronto con Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, moderato dal direttore de l’Espresso Marco Damilano (qui il resoconto della serata sul palco). Fico ha bevuto una birra e si è intrattenuto qualche minuto con l’esponente del  Movimento 5 Stelle faentino Andrea Palli e altri militanti grillini. Poi, appunto, due chiacchiere sulla differenza tra le pizze fritte. Tra i volontari è parso di vedere grande disponibilità e apertura verso il presidente della Camera: «Mi raccomando lavorate bene», è stata la raccomandazione di una di loro.

E una buona accoglienza l’aveva avuta anche dal pubblico della sala dibattiti al quale, imbeccato da Damilano, ha confessato che non metteva piede in una festa dell’Unità da quindici anni. Prima di confrontarsi con Delrio aveva fatto un giro tra gli stand, prendendo un caffè e firmando il libro degli ospiti del bar al centro della kermesse, abbracciando alcuni volontari. Ha visitato anche lo stand dei deputati Pd, che ha al centro il tema dei migranti. Un rapido incontro anche con Francesca Santarella, esponente ravennate dell’M5s, che gli ha regalato il libro “La vera storia di Ravenna” di Dario Fo.

«Io sono contento – ha poi aggiunto dal palco – se i militanti, i partecipanti del Pd sono felici di avere il presidente della Camera qui e poter parlarci perché sono anche il presidente loro e di tutti gli italiani. Sarei andato anche a una festa della Lega? Certo, oggi andrei alla festa di tutti i partiti».

Addio ad Idina Ferruzzi, vedova di Raul Gardini

.L’anno dopo il suicidio del marito, avvenuto il 23 luglio 1993 a Milano, aveva scelto di diventare carmelitana laica

E’ morta nel tardo pomeriggio di lunedì 3 settembre in un ospedale del ravennate Idina Ferruzzi, 82 anni, vedova del manager Raul Gardini e figlia dell’imprenditore Serafino Ferruzzi. La donna – secondo quanto scrive l’Ansa – soffriva da tempo di problemi di salute .L’anno dopo il suicidio del marito, avvenuto il 23 luglio 1993 a Milano, aveva scelto di diventare carmelitana laica. Le sue apparizioni pubbliche, già rarefatte e concentrate perlopiù in occasione della messa annuale in ricordo del defunto consorte, da qualche anno si erano interrotte. Oltre ai nipoti, lascia i figli Ivan Francesco, Eleonora e Maria Speranza.

Nel tubetto delle vitamine effervescenti nascondeva dieci dosi di cocaina: arrestato

Controllo della squadra volante della polizia in un locale. In manette anche un altro cliente che ha provato ad andarsene dopo aver nascosto tre dosi nel bagno

DrogaIn tasca aveva un tubetto di una nota marca di vitamine ma dentro invece delle pastiglie effervescenti c’erano dieci dosi di cocaina in piccoli involucri di nylon termosaldato. Un 37enne albanese incensurato è stato arrestato dalla polizia nel tardo pomeriggio di ieri, 2 settembre, durante un controllo in un esercizio pubblico di Punta Marina. In manette nella stessa circostanza, sempre con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, anche un altro albanese di 40 anni: nel bagno del locale aveva nascosto tre dosi di cocaina sotto al sacchetto di plastica del cestino dei rifiuti.

Secondo quanto rende noto la questura, gli agenti della squadra volante intervenuti per un controllo avrebbero notato segni di nervosismo nel 37enne. Mentre trovavano la droga nel tubetto, l’altro uomo si alzava da un tavolino e tentava di allontanarsi con indifferenza dopo essere andato in bagno: la perquisizione della toilette ha permesso il secondo ritrovamento.

Le perquisizioni domiciliari permettevano di rinvenire oltre alle bilancine di precisione anche la stessa plastica utilizzata per il confezionamento delle dosi. I due hanno passato la notte ai domiciliari e stamani il giudice ha disposto l’obbligo di dimora in attesa del processo che si terrà l’11 settembre. Nel frattempo i due non potranno uscire dall’abitazione dalle 20 alle 7.

Prove tecniche di centrale a biomasse: a Russi partono i test di funzionamento

Ecco il calendario delle attività del “polo energie rinnovabili”. In arrivo anche un incontro pubblico

Centrale A Biomasse

A tredici anni dalla chiusura dello zuccherificio, dopo polemiche, annunci, ricorsi, controricorsi e varianti, da martedì 4 settembre si accende la centrale a biomasse di Russi. Anche se al momento solo come “prova”.

Considerato l’avanzato stato di costruzione di quello che è stato ribattezzato come “Polo Energie Rinnovabili” e la previsione di mettere in funzione la centrale entro la fine dell’anno, la società PowerCrop ha infatti comunicato l’avvio dei test di funzionamento delle singole apparecchiature che costituiscono l’impianto.

Le prove più significative, riguardanti la caldaia, saranno distribuite nell’arco di un mese. Martedì 4 le prove dei bruciatori, il giorno dopo le prove del ventilatore, lunedì 10 le prove di bollitura e passivazione, mercoledì 12 sono in programma i lavaggi acidi, giovedì 20 l’essicazione del refrattario, martedì 25 le prove delle apparecchiature linea fumi e lunedì 1 ottobre le soffiature.

La società fa inoltre sapere che, come previsto dall’Autorizzazione Unica, prima dell’entrata in funzione del polo verrà organizzato un incontro pubblico per informare tutti i cittadini coinvolti sul tipo di impianto e sugli impatti che avrà sul territorio.

 

L’opposizione vuole un consiglio comunale straordinario sulla sanità ravennate

Cinque punti all’ordine del giorno richiesti, tra cui i rapporti con i privati, le dotazione e la situazione dell’ospedale

Lospedale, ausl generica‘opposizione una convocazione del consiglio comunale straordinaria a cui partecipi il direttore generale dell’Ausl Romagna Marcello Tonini. Lo scopo è quello di “fornire risposte alle aspettative e alle preoccupazioni dei cittadini che non vedono la fine del processo di riorganizzazione”.

Il documento, firmato da tutti i consiglieri della minoranza, chiede chiarimenti su alcune criticità che riguardano cinque punti in particolare. Il primo è lo stato di attuazione dell’atto aziendale di Ausl Romagna, dotazioni del presidio ospedaliero di Ravenna e movimenti dei vertici sanitari.

Il secondo punto è il “reclutamento del nuovo personale medico nei vari reparti e prevenzione del fenomeno di uscita verso il mondo privati”. Il terzo punto riguarda i “rapporti con Villa Maria”, la struttura ospedaliera privata di Cotignola. Si chiede poi conto della formazione del personale all’interno dei vari reparti, “con particolare riferimento a ginecologia e ostetricia” e del presidio ospedaliero di Ravenna, “cenerentola rispetto alle altre province”.

Il 4 settembre al Pala De André la seconda carica dello Stato: Elisabetta Casellati

La presidente del Senato sarà intervistata dal direttore de La Stampa. Seguirà un dibattito con Raffaele Cantone, responsabile dell’Agenzia nazionale anticorruzione

Casellati
Maria Elisabetta Casellati

Dopo Roberto Fico, atteso oggi al Pala De André, domani, martedì 4 settembre, alla Festa Nazionale dell’Unità sarà ospite la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati che sarà intervistata dal direttore de La Stampa Maurizio Molinaro. Appuntamento alle 19.30. Un’ora dopo Raffaele Cantone interverrà nel dibattito “Combattere la corruzione. L’impegno quotidiano”. Alle 21.30 il confronto sarà tra Marianna Madia, Leonardo Becchetti e Riccardo Staglianò. Si parlerà in questo caso di coesione sociale per far crescere il paese.

In libreria alle 18.30 l’ex ministro Beatrice Lorenzin si confronterà con il governatore dell’Emilia-Romagna Steano Bonaccini su “la salute dei bambini non si rinvia”. Nel dibattito interverranno Caterina Bini, Marina Sereni e Palo Siani. Alle 20 presentazione del libro di Gianni Pittella, “Il più bello dei mari è quello che non navigammo”. Alle 21.30 si parla ancora di salute, partecipazione e democrazia: il manifesto per un’autentica casa della salute, con Marco Frey, Gaia Jacchetti, Donata Lenzi, Franco Riboldi, Marina Sereni.

Savarna allagata dopo l’acquazzone, LpRa: «Il Comune intervenga sulle fogne»

La piazza e quattro vie si riempiono d’acqua, poi la situazione rientra quando alcuni residenti liberano dalla sporcizia le caditoie su via dei Martiri

Savarna 2Sabato pomeriggio, dopo un temporale, una parte di Savarna si è allagata. Le foto inviate dai consiglieri territoriali di LpRa (Nicola Carnicella e Andrea Fabbri) mostrano le vie dei Martiri, del Progresso, del Risorsimento e della Libertà trasformate in canali di laguna, così come la piazza cetrale. «Il peggio – segnala Alvaro Ancisi, capogruppo in comune della lista civica – è avvenuto in via del Risorgimento, in prossimità della centralina Tim, dove, essendosi più volte scavato per manutenzioni, i successivi rinterri hanno creato un evidente dislivello col piano stradale».

I residenti «hanno assistito sconsolati all’acqua che si innalzava. Qualcuno si è munito di una pompa per abbassarne il livello nella sua proprietà scaricandola in strada, vedendola poi rientrare dalla fogna del giardino. Altri, pensando che il problema fosse la sporcizia accumulatasi nel lungo tempo sulle caditoie di via dei Martiri, si è vestito a dovere e si è sostituito, sotto la pioggia battente, a chi per contratto col Comune di Ravenna avrebbe dovuto farlo con regolarità, ma che, nonostante ripetute segnalazioni del disservizio, non se n’è curato (né il Comune se n’è preoccupato)». Secondo Ancisi «è probabile che si tratti di problemi di ricezione e di pendenza delle fogne, in quanto gli allagamenti sono progressivamente rientrati, nel giro di mezz’ora, non appena stasate le fogne su via dei Martiri»

Per il capogruppo «spetta tuttavia all’amministrazione comunale stabilire le cause e le responsabilità e definire i necessari interventi riparatori di un fenomeno assolutamente ingiustificabile laddove un territorio urbano fosse correttamente assestato e mantenuto. Lista per Ravenna chiama in causa, ancora una volta, il “Piano di indirizzo per il contenimento del carico inquinante delle acque meteoriche”, approvato dalla Provincia di Ravenna nel 2014, e in particolare il capitolo sulle “Misure per la mitigazione dell’impatto delle acque meteoriche”, alla luce del quale è possibile verificare cosa si sarebbe dovuto e cosa si dovrebbe fare in tale situazione». Lista per Ravenna chiede ora «una relazione tecnica» di cui «possa darsi comunicazione alla cittadinanza».

Il consigliere Panizza: «Per il bene del M5S Santarella faccia un passo indietro»

L’esponente del gruppo misto replica all’intervista della grillina: «Da parte sua non c’è stata disponibilità a collaborare»

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Emanuele Panizza

Emanuele Panizza, consigliere del gruppo misto ed attivista del Movimento 5 Stelle, replica all’intervista rilasciata da Francesca Santarella riguardo al futuro della forza politica a Ravenna. Panizza è entrato in consiglio comunale con CambieRà, la lista civica di ispirazione M5S, che fu creata in fretta e furia dopo che i vertici avevano negato il simbolo a causa degli attriti nel gruppo. Attriti che facevano capo, nel 2016, a Pietro Vandini (allora capogruppo) e – appunto – Santarella, che peraltro si dimise a marzo, un paio di mesi prima della fine del mandato. In due anni le cose sono cambiate, e non di poco. Il progetto Cambierà sembra destinato a non andare oltre la consiliatura (la candidata sindaca Michela Guerra si è dimessa qualche mese fa, al suo posto è entrato proprio Panizza) e dei tre consiglieri eletti solo Samantha Tardi porta ancora la bandiera della lista civica.

Intanto Santarella ha ricostituito un meet up, chiamandolo “A Rivedere le Stelle” che alla fine è stato riconosciuto dal Movimento 5 Stelle. Vicina a Max Bugani, referente regionale e colonna del Movimento nazionale, Santarella è di fatto oggi titolata a parlare a nome dei grillini, come ha fatto nella nostra intervista. Le sue parole, specie quelle che si riferiscono ai due consiglieri confluiti nel gruppo misto (oltre a Panizza anche Marco Maiolini) sembrano però destinate a far discutere. In breve: secondo l’ex consigliera i due, se non si riconoscono più nella lista con cui sono stati eletti, dovrebbero dimettersi. Altrimenti  – questa è la sintesi – c’è un problema di coerenza e quindi diventa difficile una collaborazione futura.

Panizza oggi si dice «molto sorpreso» dalle parole di Santarella. Secondo il consigliere lei stessa, essendosi dimessa a marzo prima della fine del mandato, secondo le regole del Movimento non sarebbe più candidabile. Per quanto riguarda la sua posizione, Panizza spiega di essersi candidato «perché ritenevo fondamentale che in consiglio comunale ci fosse una rappresentanza M5S (quantomeno ideologica) , che fosse di supporto ai meetup attivi e propedeutica alla formazione di una lista che potesse essere certificata dal Movimento e concorrere alle elezioni del 2021. Come verificatosi, non pensavo che senza simbolo Cambierà potesse vincere le elezioni». La scelta di non dimettersi è figlia del «rispetto degli elettori» che lo hanno votato e dei principi che lo vedono vicino al Movimento 5 Stelle al quale – secondo quanto da lui ricostruito – la parte civica di Cambierà non voleva dare un appoggio formale. Da qui la scelta di creare un gruppo misto insieme a Maiolini.

Santarella
Francesca Santarella

L’altro retroscena raccontato da Panizza è il confronto tra i meet up ravennati. Dopo che lo staff ha ritenuto come ufficiale quello di Francesca Santarella, Panizza ha contattato gli altri due meetup attivi (Ravennacinquestelle e Ravenna in Movimento) proponendo loro di convogliare in “A Rivedere le Stelle”. La risposta è un rifiuto: «Per screzi passati, questi due meet up ritengono sia impossibile lavorare con la Santarella». La quale, a sua volta, rifiuta la proposta di Panizza: fare un passo indietro e creare un nuovo meet up.  «Di conseguenza la soluzione che proponiamo è che tutti lavorino in maniera indipendente e di riconsiderare il tutto più avanti nel tempo». Santarella rimane però dell’idea che i due consiglieri, in quanto non eletti con il Movimento 5 Stelle, si debbano dimettere per iniziare una collaborazione.

«Con tutta la buona volontà – dice Panizza – non capisco la ratio della sua richiesta, i vantaggi e le opportunità che ci offre la presenza in consiglio comunale è evidente. Con tutto il rispetto ho la sensazione che sia più preoccupata della nostra ‘visibilità’ in quanto consiglieri che quella di lavorare per il bene di Ravenna; certe sue valutazioni mi lasciano molto perplesso». Emergono anche differenze di vedute sul programma: «Ritenere che non si debbano effettuare i lavori di dragaggio è irragionevole. Non si rende conto di quante famiglie trovano il pane sulla tavola grazie al porto». Inoltre, «nell’incontro del 23 agosto del suo meet up erano presenti quattro persone.  Capisco che è periodo di ferie, infatti mi chiedo l’opportunità di questa e altre sue scelte., come quella di rifiutare nuovamente una proposta di fusione». Da qui la richiesta reiterata di «un passo di lato» da parte del Movimento 5 Stelle.

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