martedì
05 Maggio 2026

«Il Comune non scarichi sugli esercenti la mancanza di bagni pubblici»

Confesercenti critica le dichiarazioni del vicesindaco Fusignani che ipotizza un obbligo di utilizzo delle toilette a prescindere dalla consumazione

Wc«Il Comune di Ravenna non utilizzi dubbi escamotage per scaricare sugli esercenti la responsabilità della cronica mancanza di bagni pubblici in questa città, da sempre e in più sedi ribadita». Confesercenti non digerisce le dichiarazioni del vicesindaco Eugenio Fusignani che, in una intervista rilasciata a Il Resto del Carlino, ha sostenuto la tesi dell’obbligo per i pubblici esercizi di consentire l’utilizzo dei servizi igienici a prescindere dalla consumazione.

«Crediamo si tratti di una scelta che va lasciata eventualmente alla discrezionalità del singolo esercente – scrive l’associazione di categoria –; bar e ristoranti offrono un servizio pubblico ma questo obbligo suona inopportuno: ogni attività ha esigenze e necessità diverse come diverse sono le utenze che vi si possono approcciare, l’esercente dovrebbe avere tutto il diritto di riservare l’accesso al bagno alla propria clientela, perlomeno in via prioritaria».

Il timore per Confesercenti è che in occasione degli eventi di piazza i pubblici finiscano per trasformersi «in mere latrine al servizio di manifestazioni con cui non centrano nulla».

La critica poi si sposta sui pochi bagni pubblici presenti in centro: «Sono a pagamento: se veramente parliamo di città turistica allora l’amministrazione investa sulla capillarità e sulla gratuità di questi servizi fondamentali, che mancano anche durante le manifestazioni più frequentate».

Istituto musicale Verdi, autonomo da luglio e poi entrerà lo Stato

Il direttore Patrignani: «Scontiamo un ritardo ma ora potremo ampliare l’offerta e gli iscritti». Il conservatorio al momento ha 250 frequentanti e 28 docenti di cui oltre 20 assunti

Musica Classica2Se l’Accademia di Belle Arti di Ravenna è di fatto in mezzo a un guado, la situazione dell’Istituto Musicale Parificato Verdi sembra invece molto meglio avviata. Già dotato di un suo statuto da decenni, l’Istituto sta finalmente diventando un’entità autonoma dal Comune. Il tutto sta costando 300mila euro in più all’anno a Palazzo Merlato che al momento sta trasferendo all’Istituto le risorse necessarie a pagare funzionamento e stipendi per una cifra complessiva di poco inferiore a un milione e 800mila euro l’anno di cui 1.434.763 solo per gli insegnanti, essendo la sede di proprietà. Cifra a cui vanno tuttavia sottratti i circa 400mila euro di contributo ministeriale e i circa 120mila che arrivano dalle rette.

«I costi aggiuntivi per l’autonomia – dice l’assessora Ouidad Bakkali – dipendono per esempio dal fatto che ora hanno bisogno di servizi, come anche banalmente l’ufficio paghe, che prima venivano erogati dal comune stesso. E per metà sono dovuti a maggiori oneri contributivi dal momento che è cambiata la cassa previdenziale per i lavoratori. Ma è un investimento che abbiamo fatto con convinzione, per essere appunto pronti alla statizzazione». E in effetti, prevista da una riforma del 1999 e attesa da almeno 10 anni, è arrivata per l’Istituto musicale Verdi l’agognata statizzazione. Dall’1 luglio diventerà autonomo e dal 1 novembre partirà il processo di statizzazione in tre anni parte del corpo docente. Il Comune continuerà ad avere oneri di utenze e sedi e su questo già sono stati presi impegni precisi per l’impiego dell’ex anagrafe, impegni indispensabili alla statizzazione.

Musica Live Basso 01«Siamo senza un auditorium – ci spiega il direttore Andrea Patrignani – che è come essere un ospedale senza sala operatoria. Esami e concerti non si possono fare in una stanza. Per anni abbiamo usato il Rasi, ma non è adatto a noi, troppo grande e con un’acustica ottima, ma non adatta ai ragazzi. Da quest’anno grazie alla ottima collaborazione con Ravenna Manifestazioni abbiamo la possibilità di usare il Ridotto dell’Alighieri che per noi è ideale. E una sala al Mar è diventata, si può dire, la nostra sala prove e che utilizziamo per conferenze, visto che tiene circa 50 o 60 persone, naturalmente quando è libera». Insomma, un’arte di arrangiarsi che potrà essere proseguita ancora per qualche anno, ma che deve trovare una soluzione definitiva per l’Istituto che ha sede in via Roma. E che, insieme a Rimini, era rimasto l’ultimo in Italia senza autonomia.

Un ritardo che non è stato privo di conseguenze, ci dice sempre Patrignani: «Siamo rimasti un piccolo istituto. Chi ha fatto il passaggio anni fa ha dovuto affrontare problemi, c’è stata anche una chiusura, ma ora al 90 percento sono in una situazione tranquilla in cui hanno potuto organizzarsi e ampliarsi. Chi ha lavorato bene ha visto raddoppiarsi o anche triplicare gli iscritti. Ora però noi partiamo con il vantaggio di avere una strada tracciata da chi l’ha percorsa prima di noi. E il fatto di poter aver una struttura autonoma e più snella ci potrà dare la possibilità di aprire ulteriori corsi importanti per l’offerta formativa del nostro istituto». Oggi intanto il Verdi di Ravenna conta 25 insegnanti e 3 a contratto per tre nuove cattedre: chitarra, sax e contrabbasso. In tutto 28 insegnanti, di cui oltre 20 di ruolo in cui si includono tre recenti stabilizzazioni dopo anni a tempo determinato per quanto riguarda pianoforte, composizione e coro. In tutto oggi gli iscritti sono circa 250, in maggioranza ragazze, e un po’ in tutte le fasce di età. Circa una cinquantina i cosiddetti “accademici” ossia coloro che stanno compiendo un percorso di alta formazione uguale a una laurea, composto di un triennio più un biennio.

Ma, è convinto Patrignani, potranno aumentare quando finalmente si amplierà l’offerta in particolare con corsi di jazz e canto. Intanto la normativa sta cambiando anche sul cosiddetto propedeutico all’Accademia, anche se ancora non si sa se le novità partiranno dal prossimo settembre o quello successivo. Un punto importante questo, se si considera che i licei musicali in tutta l’Emilia Romagna (cioè quelli che dovrebbero in teoria sfornare diplomati da mandare ai cosiddetti Conservatori, termine ormai decaduto però da tutti gli atti ufficiali) sono appena quattro e nessuno a Ravenna. E così, per chi vuole continuare a studiare musica, in città, bisogna affiancare alla scuola l’impegno del Verdi. «Noi cerchiamo di concentrare le lezioni in pochi pomeriggi – conferma Patrignani – per andare loro incontro, ma resta comunque un’attività che richiede molto impegno. E i musicisti che formiamo oggi non sono più solo bravi a suonare il proprio strumento, ma hanno un bagaglio».

Ma studenti, soprattutto “accademici”, ne arrivano da fuori? «Ci tengo a dire che, nonostante le nostre ridotte dimensioni, abbiamo insegnanti di altissima qualità selezionati con concorsi pubblici nazionali esattamente come già avviene negli istituti statali, tutti con contratto Afam. Quello che scontiamo, purtroppo, è la nostra piccola dimensione e il fatto anche che in questa città, da quarant’anni a questa parte, non si è mai messo mano alla viabilità e raggiungere Ravenna resta, anche per chi vive non troppo lontano, sempre molto scomodo». Di certo non può essere la retta annuale a scoraggiare gli iscritti, pari a 720 euro, molto bassa, se si considera che la media si aggira sui 1.300, ci racconta Patrignani. Ma anche qui potrebbero arrivare novità: «Credo che la situazione vada diversificata, tra chi frequenta il preaccademico, il barocco, il jazz, per esempio. E utilizzeremo l’Isee per riequilibrare alcune situazioni».

«La quercia di valle con 700 mq di chioma ha bisogno di interventi per la stabilità»

È uno dei 62 alberi monumentali tutelati. Interrogazione di Rontini (Pd) in Regione per conoscere gli interventi previsti

Uno degli alberi danneggiatiAlto oltre 25 metri, con un tronco di 670 centimetri di diametro e con una chioma che copre circa 700 metri quadrati di superficie: è la carta di identità di una quercia Roverella nella valle di Ghiozzano a Brisighella e tra i 62 alberi monumentali tutelati dalla Regione per cui Manuela Rontini, consigliera regionale Pd, ha presentato un’interrogazione alla giunta per sapere se sono in programma interventi per assicurare la stabilità dell’albero e prevenire i possibili danni che potrebbero essere arrecati alle due abitazioni sotto la sua chioma. L’interrogazione inoltre vuole conoscere quali interventi siano stati effettuati negli ultimi anni sugli alberi monumentali e quali siano in previsione nei prossimi mesi e, infine, se i fondi a disposizione nel bilancio regionale riescono a coprire tutte le richieste di manutenzione per la sopravvivenza degli esemplari.

«Ad oggi in Emilia-Romagna – spiega Rontini nell’atto – sono ancora in vita quasi seicento alberi secolari» e questo anche grazie alla legge regionale del 1977 ed ai costanti finanziamenti che l’ente ha assicurato per la cura e la manutenzione di questi magnifici esemplari storico-naturalistici. Con la legge nazionale del 2013 che ha istituito l’elenco degli alberi monumentali d’Italia, continua la dem, «l’Emilia-Romagna ha censito e protetto 62 esemplari, selezionati tra quelli già oggetto di tutela regionale». E sarebbe proprio l’Istituto per i beni culturali dell’Emilia-Romagna che, sulla base di appositi finanziamenti annuali, provvede ad erogare ai soggetti pubblici e privati indicati, i fondi necessari per gli interventi conservativi e di salvaguardia.

La quercia di Brisighella, già ricordata, è così imponente che, sotto i suoi rami, nasconde due abitazioni e gli annessi agricoli. «Un albero che potrebbe anche essere valorizzato, vista la sua accessibilità, per consentire a cittadini e visitatori di ammirarlo da vicino e che però necessiterebbe di un intervento curativo per eliminare le parti secche e deperenti».

«Strumenti usurati, l’attività di Oculistica è danneggiata. Disagi per i pazienti»

Interrogazione al sindaco presentata dalla consigliera comunale Tardi del gruppo Cambierà: «Ritiene che sia accettabile?»

La strumentazione per le ecografie del reparto di Oculistica dell’ospedale di Ravenna è usurato e questo determina la scarsa qualità delle immagini per gli esami specialistici. La segnalazione è di Samantha Tardi, consigliera comunale del gruppo Cambierà, che presenta un’interrogazione al sindaco per invitarlo a intervenire nei confronti dell’Ausl affinché migliori la dotazione al servizio dei funzionari.

«Come gruppo consiliare abbiamo ricevuto la copia di un referto medico dal quale si evince l’impossibilità, da parte del medico, di effettuare un’indagine ecografica a causa dell’usura dello strumento. Il sindaco ovviamente non rientra tra gli addetti preposti alla sostituzione delle attrezzature, né tra coloro che dovrebbero occuparsi del controllo dello stato di usura delle stesse. Però un referto così redatto crea, senza dubbi, nel paziente, un grave disagio in termini di tempo perso ed eventuale rimessa economica, se costretto a rifare altrove l’esame diagnostico, con il rischio, inoltre, di dover attendere altro tempo prezioso per le risposte del caso. Il sindaco ritiene accettabile che un presidio ospedaliero come il nostro, tanto conclamato sui giornali, sia ridotto a non poter effettuare esami diagnostici semplici come quelli presenti in referto a causa di usura delle attrezzature?».

Dal trasporto maestre alle trasferte con la Spal in serie A: i 60 anni di Zaganelli

Il sindaco Ranalli fa visita alla storica società che oggi dispone di un parco autobus di 40 mezzi

Tutto iniziò da un’attività di noleggio con conducente con una Fiat 1400 per il trasporto delle maestre da Lugo alle scuole elementari di Voltana e San Bernardino. Era il 1956 e Aldo Zaganelli stava creando quello che oggi è conosciuto come Zaganelli Group, società di trasporto persone che vanta un parco autobus di 40 mezzi con capienza da 9 a 64 posti. In occasione del 60esimo anniversario dell’azienda, mercoledì 23 maggio il sindaco di Lugo Davide Ranalli ha fatto visita alla ditta accompagnato dal presidente di Cna Lugo Nicola D’Ettorre. Ad accoglierli c’erano Mauro e Andrea Zaganelli, eredi del fondatore.

La Zaganelli ha di recente festeggiato anche la salvezza in serie A della Spal: l’azienda di Lugo infatti firma l’autobus di linea per gli spostamenti della prima squadra di Ferrara.

«Da sessant’anni la Zaganelli fornisce un servizio di pubblica utilità – ha sottolineato Ranalli -. Questo traguardo è sicuramente merito di un impegno costante e di una vera passione tipica delle aziende del nostro territorio. Auguro a tutto il personale e ai dirigenti che l’azienda possa continuare su questa strada».

La visita del sindaco Ranalli è stata organizzata nell’ambito del progetto “Impresa Comune”, nato da un’idea dell’amministrazione comunale di Lugo con la collaborazione di tutte le associazioni di categoria del territorio, punta a incentivare l’innovazione e lo sviluppo attraverso la conoscenza reciproca tra pubblico e privato. Tutte le aziende del territorio possono richiedere un appuntamento con l’amministrazione comunale, contattando il Comune di Lugo al numero 0545-38111.

Frontale fra auto sulla statale San Vitale, due feriti gravi

Un 20enne e una 48enne trasportati in ospedale. Per i soccorsi l’elicottero del 118 da Bologna

Due persone sono rimaste ferite gravemente in un incidente stradale avvenuto verso le 7 di stamani, 24 maggio, sulla strada statale 253 San Vitale all’altezza di Godo. Un ragazzo di 20 anni e una donna di 48 hanno riportato ferite nello scontro frontale tra le due auto che guidavano: lui è stato trasportato all’ospedale di Cesena e lei a quello di Ravenna. Per i soccorsi è intervenuto anche l’elicottero da Bologna.

Tamponamento in A14 bis, camion in fiamme e carreggiata chiusa al traffico

Verso Bologna nel tratto tra l’incrocio con l’Adriatica e lo svincolo di Fornace. Coda di curiosi in direzione opposta

Il tamponamento fra due automezzi pesanti sull’autostrada A14 bis a Ravenna, poco dopo le 9 sulla carreggiata in direzione Bagnacavallo nel tratto tra l’incrocio con la statale Adriatica e lo svincolo di Fornace Zarattini, ha causato un violento incendio che ha avvolto uno dei due veicoli. I due conducenti sono usciti senza riportare ferite gravi, uno di loro è stato portato in ospedale per accertamenti. Le fiamme hanno causato una colonna di fumo nero visibile da diversi km di distanza.

Secondo le informazioni finora raccolte, uno dei due camion dopo l’urto si è ribaltato e ha preso fuoco. I pompieri hanno domato l’incendio e messo in sicurezza l’area per consentire il recupero dei rottami e il ripristino della normale viabilità. La polizia stradale infatti ha disposto la temporanea chiusura del tratto: per chi proviene da sud non è possibile procedere oltre il quadrifoglio e i veicoli vengono deviati sulla viabilità ordinaria. La chiusura ha causato circa un km di coda. Rallentamenti anche in direzione opposta per curiosi.

Imbrattato il manifesto contro l’aborto. «Gesto violento, non ci faremo intimidire»

A Faenza in un camion vela è apparsa la scritta: “Per il mio corpo scelgo io. Basta Medioevo”

IMG 20180524 WA0008“Per il mio corpo scelgo io. Basta Medioevo”. È la scritta con la quale è stato imbrattato il camion vela che circola a Faenza con la campagna dei movimenti Pro Vita contro l’aborto.

L’associazione culturale San Michele Arcangelo, tra i promotori sul territorio della campagna pubblicitaria, commenta: «Gesto violento, nella peggiore tradizione del totalitarismo. Non ci faremo intimidire».

Rinunciano a usare l’appartamento al mare e ospitano famiglia di 6 persone sfrattata

L’epilogo della controversa vicenda nata dal mancato rimborso del mutuo. Soluzione temporanea in attesa della casa popolare

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I due coniugi sul cancello di casa

Una famiglia ravennate ha deciso di rinunciare all’utilizzo del proprio appartamento al mare per la stagione estiva per offrire ospitalità gratuita temporanea a sei persone (genitori e quattro figli tra tre e 18 anni) rimaste senza un tetto dopo lo sfratto conseguente alla vendita all’asta della propria abitazione per mancati pagamenti del mutuo. È l’epilogo della vicenda già raccontata su queste pagine il 14 maggio scorso, giorno in cui il custode giudiziario ha comunicato lo sfratto esecutivo concedendo sette giorni di svuotare i locali. La famiglia resterà nell’appartamento sui lidi fino al momento dell’assegnazione di una casa popolare che, secondo le dichiarazioni dell’assessora competente, avverrà entro la fine del 2018. A rendere noti gli sviluppi della storia è Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lpr che lo scorso febbraio aveva segnalato il caso ai servizi sociali.

Era stato lo stesso decano dell’opposizione a lanciare un appello alla solidarietà della cittadinanza perché qualcuno potesse aiutare la famiglia sotto sfratto con una soluzione temporanea. «La risposta della cittadinanza al mio appello è stata toccante. Sono state otto le offerte di un alloggio o di aiuti economici, soprattutto per pagare un affitto, e materiali. Tuttavia per varie ragioni non c’era stato modo di concretizzare nulla. Domenica 21 è arrivata l’offerta che poi è andata a buon fine».

Cambia partner ma resta stalker: arrestato. Lei non poteva parlare con i colleghi

In manette un 37enne: pedinamenti e minacce alla ex. Già condannato per lo stesso reato nei confronti della compagna precedente

StalkingAgli altri uomini non doveva nemmeno rivolgere la parola, nemmeno sul luogo di lavoro per questioni professionali. E quando ha rotto la relazione lui è passato a minacce e pedinamenti portando la donna a licenziarsi ma non è bastato. I carabinieri di Riolo Terme hanno arrestato nei giorni scorsi un 37enne per stalking eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, unica misura ritenuta adeguata dal giudice. In passato l’uomo era già stato condannato a due anni per una vicenda identica con la precedente compagna.

Le indagini sono partite un mese fa quando la donna ha deciso di rivolgersi ai carabinieri per segnalare l’ex appostato fuori di casa ed è emerso così l’inferno vissuto nell’ultimo anno. All’inizio del 2017 si era fidanzata con un collega e ben presto erano iniziati litigi, scenate e maltrattamenti vari per la morbosa gelosia dell’uomo. Dalle scenate si è passati alle offese poi fino alle violenze fisiche e minacce di morte, anche davanti a testimoni. Che sono stati sentiti dagli inquirenti per ricostruire il quadro. Peggiorato quando la donna ha interrotto il legame. L’ex fidanzato è passato ai pedimenti e decine di telefonate promettendo vendette. Le testimonianze raccolte hanno confermato.

Vandali appiccano il fuoco in chiesa: la condanna del sindaco, indagini in corso

Coffari si augura che i carabinieri trovino al più presto gli autori dell’incendio che ha danneggiato un espositore nell’edificio dedicato alla Madonna della Neve. Le fiamme si sono spente da sole, lievi danni

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I danni causati dall’incendio in chiesa. Foto dalla bacheca Facebook di don Cerasa

Il Comune di Cervia e i consigli di zona esprimono vicinanza e solidarietà a don Christian Cerasa e a tutta l’arcidiocesi di Ravenna-Cervia per l’atto vandalico nella chiesa della Madonna della Neve in zona Malva dove ignoti nel pomeriggio di ieri, 22 maggio, hanno appiccato il fuoco a un espositore di volantini. «Questo ennesimo atto vandalico e criminale in un luogo di culto è un gesto vile e deprecabile che l’intera città condanna con forza», afferma il sindaco Luca Coffari. Che ringrazia i cCarabinieri prontamente intervenuti e confida nell’operato delle forze dell’ordine per individuare i colpevoli. L’episodio è accaduto nel tardo pomeriggio, tra le 18.30 e le 19 mentre il parroco era fuori dalla chiesa. Al suo ritorno ha trovato i resti dell’incendio che si era spento da solo.

Manifesti anti aborto, la difesa delle associazioni Pro Life: «Aiutiamo le donne»

I sostenitori ravennati della campagna informativa ricordano che sulle affissioni compaiono i numeri di telefono per chi ha bisogno di assistenza in caso di difficoltà in gravidanza

Pro Life«Non si capisce come un aiuto a scegliere la vita financo previsto dalla stessa legge all’articolo 5 possa essere scambiato per un attacco ai diritti di non di sa chi». Le associazioni ravennati Pro Life rispondono alle critiche giunte da più parti per la campagna di affissioni e camion vela organizzata in occasione del quarantennale della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza anche a Ravenna da Pro Vita e a cui hanno aderito. Si tratta, in sintesi, di un manifesto che mostra un feto a undici settimane sottolineando le sue funzioni vitali.

«Questa attività di informazione dell’opinione pubblica – si legge in una nota firmata da Associazione culturale San Michele Arcangelo, Movimenti per la vita di Ravenna e di Lugo, Centro di aiuto alla vita e Comitato “Difendiamo i nostri figli” – mostra né più né meno quello che si vede in un’ecografia a quell’epoca gestazionale e che dovrebbe essere mostrata nella stessa prassi della legge 194/78. Ha lo scopo di di valorizzare la scelta alla vita delle donne che in attesa di gravidanze inaspettate o percepite come momentaneamente indesiderate non sanno a chi chiedere aiuto per loro e le loro famiglie. Nella parte bassa del manifesto è stato inserito il testo “Aspetti un bambino? Sei in difficoltà? Non avere paura: noi ti aiutiamo”, con il numero del centro di aiuto alla vita di Ravenna e del Movimento per la Vita di Lugo, per fornire alle donne in stato di gravidanza, che desiderino avere la più utile consulenza sul proseguimento della gravidanza, di poter affrontare questa delicata fase della loro vita in modo più sereno e con l’aiuto di operatori competenti».

I promotori della campagna affermano che «le donne devono essere libere di poter decidere per la vita, devono essere supportate in ciò e non e devono sentirsi “obbligate” ad abortire per assenza di un’idonea informazione su cosa sia un aborto e le sue conseguenze fisiche e psichiche, sugli aiuti materiali e non».

Sullo stesso tema giungono anche i commenti, di opposto tenore, dall’Unione donne in Italia (Udi) e dalla Casa delle Donne di Ravenna. L’Udi scrive che «la Legge 194 è diventata negli anni cuore e simbolo di un attacco generalizzato ai diritti delle donne. A tutte le Istituzioni responsabili della sua applicazione, chiediamo di garantire i diritti delle donne del nostro Paese, senza arretramenti. La Legge 194 è già fortemente compromessa dall’abnorme e ingiustificabile obiezione di coscienza. Vogliamo che le donne possano scegliere tra i diversi metodi abortivi e che sia possibile la somministrazione della Ru486 fino alla nona settimana, come in tutt’Europa, anche nei Consultori pubblici adeguatamente potenziati, dove la contraccezione ordinaria e di emergenza sia accessibile, gratuita, senza obiezioni fasulle. Basta con l’ideologia familista/maschilista che rivuole la donna o in casa a fare figli o nel lavoro senza maternità».

La Casa delle donne si rivolge al Comune e chiede che si attivi «per la rimozione immediata dei manifesti lesivi della dignità e dei diritti delle donne. In altre città sono stati prontamente rimossi. Si tratta di immagini che mirano a colpevolizzare le donne che hanno subito, o scelto, la fine di una gravidanza per i motivi più diversi. Colpire le donne che vivono un momento così difficile e doloroso della loro vita, è subdolo e ipocrita». Per dovere di cronaca va ricordato che la versione ravennate è diversa da quella apparsa in altre città perché non viene menzionata esplicitamente la contrarietà all’aborto o alla legge che lo garantisce.  «L’obiettivo di questa campagna di comunicazione oscurantista e violenta – continua il comunicato della Casa delle Donne – non è affatto la difesa della vita ma è la criminalizzazione delle donne per sottrarre loro potere e controllo sulla riproduzione e trasformarle in strumento procreativo».

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