venerdì
01 Maggio 2026

A Castiglione, Roncalceci e Mare il centrosinistra è la terza forza, vince la Lega

Il Movimento 5 Stelle primo partito nella circoscrizione Terza e a Piangipane. Alberto Pagani e la coalizione del Pd tengono solo in cinque territori su dieci

RAVENNA 5/03/2018. ELEZIONI POLITICHE 2018. ATTESA DEL VOTO NELLA SEDE DEL PD

L’analisi del voto declinata sui territori mostra un centrosinistra in affanno un po’ dappertutto, lontanissimo dalle percentuali bulgare che un tempo caratterizzavano la chiusura delle urne. La coalizione di Pd e alleati affonda al Mare (dove da tempo non è più maggioritaria) e soprattutto a Castiglione. In questi due territori fa il pieno di vota il centrodestra, con il secondo posto ottenuto dal Movimento Cinque Stelle.

Al Mare Lega e soci portano a casa il 34,43 percento. Il Pd si ferma al 25,62 mentre a metà del guado ci sono i grillini (31,97). A Castiglione numeri simili: 33, 36  alla coalizione che sostiene la leghista Samantha Gardin, 30,10 ai grillini e il centrosinistra fermo a quota 26,83.  Roncalceci, infine, vede il centrodestra a quota 32,17, il Pd al 30,48 e il Movimento al 27,38.

Il Movimento 5 Stelle vince invece nella circoscrizione Terza, dove con il 32,34 per cento si mette dietro centrodestra (29,24) e centrosinistra (29,02). Anche qui quindi il Pd, seppur di poco, viene sconfitto e finisce all’ultimo posto tra i tre maggiori schieramenti. I grillini ottengono esattamente la stessa percentuale, precisa al centesimo (32,34) a Piangipane, ormai ex roccaforte rossa. Qui il Pd arriva secondo (30,10) e la coalizione di Gardin non sfonda (27,37).

Negli altri cinque territori circoscrizionali Alberto Pagani vince, con percentuali che vanno dal 31,88 percento (Seconda) al 35,63 (Sant’Alberto).

A Lugo il Pd passa con 200 voti di scarto, a Faenza perde 30 punti percentuali

Più tranquilla per i dem la situazione a Bagnacavallo, dove Pagani vince con il 5 percento di scarto dalla candidata leghista

I risultati delle elezioni politiche 2018 nel comune di Ravenna
In otto comuni sui 18 della provincia di Ravenna passa il centrodestra

Legge Elettorale Elezioni Politiche 2018Secondo comune per importanza della provincia, Faenza non votava alla Camera nella stesso collegio di Ravenna e aveva come candidato del Pd il forlivese Marco di Maio, renziano della prima ora e parlamentare uscente che è stato eletto, così come il collega Alberto Pagani, ravennate candidato nel capoluogo di provincia, a Cervia e nelle bassa lughese. A sfidarlo c’erano la leghista Andrea Cintorino e la grillina Annamaria De Bellis. E anche se Di Maio ha effettivamente ottenuto la maggioranza, così come il collega candidato al Senato, Stefano Collina, peraltro faentino doc, e per quanto, a differenza che a Ravenna, il Pd qui resti il primo partito, comunque il colpo per i democratici è stato forte e chiaro. Il Pd nella città manfreda ha raccolto in questa tornata 9.221 voti (pari al 28,2) perdendo migliaia di elettori dal mirabolante 58,3 percento delle Europee nel 2014 ma anche dal più modesto 37,6 percento del 2013. Del resto qui, alle ultime Amministrative, il sindaco Pd Malpezzi (renziano ante litteram) vinse il ballottaggio con la Lega per una manciata di voti. Il secondo partito è il Movimento 5 Stelle che torna sui numeri del 2013 (allora erano 8.128 votanti, oggi sono 8223 pari al 25,1 percento), la Lega è al 18,5 percento, Forza Italia sfiora il 9, Leu il 5 percento. Sopra la media nazionale il voto di + Europa al 3,6 percento, mentre non cresce Forza Nuova che raccoglie 288 voti insieme alla Fiamma Tricolore (nel 2013 erano stati, da sola, 265) nonostante il radicamento del partito di destra a Faenza e i candidati faentini in lista. Come un po’ dappertutto in provincia, supera il 3 percento anche Fratelli d’Italia, mentre Potere al Popolo si ferma sotto l’1 percento con 317 voti.

Vince a Lugo, il Pd, dove appunto candidava l’uscente della vicina Alfonsine Alberto Pagani, ex segretario del partito. Anche se ha vinto con un margine davvero risicato pari ad appena 200 voti. Anche qui i voti dem sono precipitati dai 10.583 delle Europee (a guida Renzi) ma anche dagli 8.560 delle scorse politiche (a guida Bersani) per fermarsi sotto soglia 6mila, pari al 32,1 percento. E anche qui, non è a Leu che i voti sono finiti, visto che la formazione di ex in questa terra che pure era fortemente bersaniana non ha raccolto più di 645 voti, pochi di più di quelli di Giorgia Meloni che ne ha presi 604. Secondo partito è il Movimento 5 Stelle che però, pur essendo qui presente nei consigli comunali e potendo contare su attivisti più radicati che a Ravenna, si ferma al 22,1 percento con un numero di voti assoluti, 4.087, simile a quello del 2013 (quando furono 4.036 per il 17,7 percento di voti). Lega sopra il 20 e Forza Italia sopra il 10.

Più largo il margine a Bagnacavallo, pur trattandosi della cittadina in cui risiede la candidata e segretaria della Lega Samantha Gardin, e dove Pagani vince con il 5 percento in più, il Pd resta saldamente al primo posto sfiorando il 30 percento, mentre i grillini si fermano sotto il 26, la Lega è al 18 e Leu conquista un dato appena sopra la media nazionale, ma comunque sotto le aspettative, del 4,4 percento.

La compagnia Il Passaggio porta in scena “Sabato, domenica e lunedì” di De Filippo

Regia di Fausto Pollio, commedia in tre atti: appuntamento il 10 marzo alle 21 e l’11 marzo alle 16.

MaxresdefaultAl teatro comunale di Cervia la compagnia “Il Passaggio”, con la regia di Fausto Pollio, mette in scena  “Sabato, domenica e lunedì”, commedia in tre atti di Eduardo De Filippo. Appuntamento il 10 marzo alle 21 e l’11 marzo alle 16.

«In “Sabato, domenica e lunedì” – scrice la compagnia sulla sua pagina Facebook – c’è un fermento contestatario, un’anticipazione dell’avvento del divorzio in Italia, un’apparente fusione di finti rapporti cordiali in una famiglia in cui convivono i rappresentanti di tre generazioni: nonni, figli, nipoti. Ma dietro la facciata bonaria si avverte un ammonimento a tutti i coniugi che non vanno d’accordo: “spiegatevi, chiaritevi i vostri dubbi, i vostri tormenti”. Alla fine della commedia, non c’è chi non comprenda che soltanto l’amore può tenere insieme due esseri; non certo il matrimonio, e nemmeno i figli. Ancora una volta la famiglia è la vera protagonista della commedia o forse bisognerebbe dire della tragicommedia, poiché tutto nasce da una ridicola incomprensione tra coniugi che però maschera la crisi del loro matrimonio».

Da Bolzano al Vaticano a piedi: tappa a Ravenna per i pellegrini con i lama

Il 9 e 10 marzo la spedizione attraverserà il territorio ravennate accompagnati dai volontari del Cai

2018 01 06 Lama 1Il loro arrivo nel territorio ravennate è previsto per il 9 marzo: provenienti da Argenta faranno tappa per la notte nella Fattoria Guiccioli a Mandriole. Tre camminatori-pellegrini (due altoatesini e un tedesco) accompagnati da tre lama argentini sono partiti il 20 febbraio dalla piazza principale di Bolzano: percorrendo la Via Romea Germanica e – parzialmente – la via di San Francesco intendono raggiungere San Pietro per presentarsi a Papa Francesco a cui consegneranno una “papalina” e alcuni calzettoni in lana di alpaca preparati appositamente per il Pontefice.

Il 10 marzo, accompagnati da alcuni soci del Cai ravennate, percorreranno il tratto Mandriole-Ravenna che prevede l’attraversamento della pineta San Vitale per concludersi, passando dal parco Teodorico, all’ex convento dei frati cappuccini di via Oberdan, ove i pellegrini saranno ospitati per la notte.

L’associazione Via Romea Germanica sottolinea che «attraverso il cammino si vuole ricordare che l’unità dei Popoli Europei, l’incontro delle culture, della spiritualità, delle religioni sono elementi fondamentali per la crescita sociale ed economica di tutti i paesi del vecchio Continente; le vecchie strade dei pellegrini possono essere ancor oggi un attualissimo veicolo di reciproca conoscenza, comprensione e collaborazione».

Da Cervia a Russi, da Solarolo a Brisighella: ecco dove ha vinto il centrodestra

In otto comuni su 18 della provincia il Pd è arrivato secondo. E in un paio di casi addirittura terzo. Ecco la mappa

A questo link i risultati delle elezioni politiche 2018 nel comune di Ravenna

Elezioni 2018Alla fine sono stati ben 8 su 18 i comuni in provincia di Ravenna dove i candidati del Pd non hanno avuto la maggioranza: numericamente meno rilevanti dei maggiori, non sono stati sufficienti per lo storico sorpasso del centrodestra anche da queste parti, come è accaduto altrove in Emilia-Romagna, a cominciare dalla vicina Ferrara dove a perdere è stato addirittura il ministro uscente Dario Franceschini (che sarà eletto in virtù dei voti ravennati raccolti al proporzionale). Un dato, questo dei comuni dove il centrodestra ha prevalso, molto interessante anche perché si tratta di comuni dove tra appena un anno si andrà al rinnovo delle amministrazioni.

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Tra i più importanti c’è sicuramente Cervia, governata dal sindaco Pd Luca Coffari che fu eletto senza nemmeno bisogno del ballottaggio quattro anni fa, oggi passata, si può dire, al centrodestra. Qui Samantha Gardin (segretaria della Lega in provincia e candidata del centrodestra) ha infatti superato di mille voti il candidato Pd Alberto Pagani, ottenendo il 34,9 percento. Un risultato che si associa all’oltre 20 percento della Lega (letteralmente esplosa rispetto al 4,2 delle Europee e al 2,5 delle Politiche) che si unisce all’11,7 percento di Forza Italia e al 3 percento di Fratelli d’Italia. Il Pd qui non può nemmeno vantare il primato di primo partito, detenuto dal Movimento 5 Stelle che con 4.629 voti è al 27,7 percento. E non si può nemmeno dare la responsabilità agli ex Pd confluiti in Leu, tra cui l’ex segretario provinciale Ds e l’ex consigliere regionale Pd Miro Fiammenghi (da sempre vicino a Bersani) che qui ha incassato un modesto 3,4 percento con 560 voti (considerato che nel 2013 la sola Sel ne fece 364, davvero un modesto risultato).

Perfino peggio per il Pd è andata a Russi dove il candidato Pagani è arrivato addirittura terzo con il 27,8 percento dei voti, dietro al 33,6 di Gardin e al 28,3 di Zanforlini, candidato 5 Stelle. I grillini sono il primo partito con oltre il 27,6 percento dei voti, il Pd il secondo con il 23,7 e a poca distanza arriva la Lega che qui supera addirittura il 20 percento. Situazione analoga nella più piccola Sant’Agata su Santerno dove Samantha Gardin è davanti con il 36, Zanforlin è al 28,5 e Pagani al 28,3.

Per quanto riguarda invece i comuni più piccoli (nel collegio forlivese) dove per il Pd il candidato era il forlivese Marco Di Maio e non il ravennate Alberto Pagani e per la Lega era Andrea Cintorino che nella piccola Bagnara di Romagna è arrivata al 33, mentre Di Maio si è fermato al 31,8 e così è stato in tre comuni nell’area del Faentino. A Castel Bolognese Cintorino è arrivata al 33,9 percento con Di Maio fermo al 30,3, divaricazione anche maggiore è quella a Brisighella dove la leghista è al 36,7 e Di Maio fermo sotto il 30 percento. Infine, per quanto con uno scarto più ridotto anche Solarolo premia la candidata del Carroccio (33,4 percento) contro Di Maio (32,8 percento). Infine, anche a Casola Valsenio il centrodestra ha avuto la meglio Andrea Cintorino con il 35 percento mentre Di Maio si è fermato al 33,5 percento.

Ravenna: in quattro anni il Pd perde 20mila voti, la Lega ne conquista 13mila

Recupero per Forza Italia, Movimento 5 Stelle primo partito, male la sinistra

Matteucci Pd
Il quartier generale del Pd durante lo scrutinio, con l’ex sindaco Fabrizio Matteucci, l’assessore regionale Andrea Corsini e il deputato appena rieletto Alberto Pagani

Sono oltre 20mila i voti persi in quattro anni nel comune di Ravenna dal Partito democratico, che passa dal 56 percento delle Europee del 2014 al 27,5 delle politiche di ieri, 4 marzo (24mila voti – prendiamo in considerazione quelli della Camera – contro 44mila). Sono 13mila i voti persi invece rispetto alle Politiche del 2013 dal Pd, che resta però, a livello assoluto, sui livelli delle Amministrative del 2016, quando ottenne solo 500 voti in più, con una percentuale però decisamente maggiore (oltre il 35 percento) a causa dell’affluenza più bassa. Irrilevanti (sotto all’1 percento quelle della Lorenzin e di Insieme) le performance delle liste che appoggiavano il Pd, con la Bonino che anche da queste parti non arriva al 3 percento (2,85).

Dando un’occhiata ai due veri vincitori di questa tornata elettorale, Movimento 5 Stelle e Lega, i grillini rispetto a 5 anni fa (non è possibile fare un raffronto con le Amministrative, dove non era presente il simbolo dei 5 Stelle ma quello del Movimento civico Cambierà, che ottenne 9mila preferenze) crescono nel comune di Ravenna soltanto di 2mila voti (raggiungendo 25.581 preferenze – e il 28,8 percento – e mettendo a segno uno storico sorpasso ai danni del Pd) mentre la Lega passa in cinque anni da neppure 2mila voti agli oltre 15mila di ieri, che valgono il 17,4 percento. A rimetterci sono i compagni di coalizione di Forza Italia che nel 2013 (quando però erano dentro al Pdl) valevano quasi 15mila voti e oggi sono poco sopra le 8mila preferenze, stabili rispetto alle Europee del 2014 ma più che raddoppiate rispetto alle Amministrative di due anni fa (oggi Forza Italia nel comune di Ravenna è al 9,3 percento). Restando nella coalizione del centrodestra, buona performance anche di Fratelli d’Italia che arriva al 3 percento con oltre il doppio dei voti delle Amministrative, mille in più rispetto alle Europee e il triplo rispetto alle preferenze ottenute nel 2013 (2.679 contro 854).

Complicato fare raffronti e paragoni con quello che è successo a sinistra del Pd in questi anni nel comune di Ravenna. Di certo il risultato di Liberi e Uguali è sotto le aspettative – nonostante sia sopra alla media nazionale, con 4.006 voti ottenuti alla Camera che valgono il 4,5 percento – potendo contare su un bacino potenziale di oltre 6mila voti ottenuti alle ultime Amministrative complessivamente da Ravenna in Comune (la lista di sinistra che si presentò contro il Pd ma che a queste politiche è andata in ordine sparso) e Sinistra per Ravenna (la lista che appoggiò invece il Pd e il candidato sindaco De Pascale, ugualmente in ordine sparso alle politiche). Furono quasi 5mila invece i voti presi nel 2013 dal partito di Ingroia e da Sel, che si presentava da solo.
Deludente, per continuare ad analizzare la sinistra, anche la performance a questa tornata elettorale di Potere al Popolo che con 850 voti ottiene praticamente lo stesso risultato dei Comunisti di Rizzo, senza riuscire a raggiungere nemmeno l’1 percento (0,96 per la precisione).

Infine, a restare ampiamente sotto l’1 percento sono anche il Popolo della Famiglia di Adinolfi e i tanto chiacchierati in campagna elettorale partiti di estrema destra con Casa Pound che però passa dagli 86 voti del 2013 ai 500 di oggi (che valgono lo 0,6 percento) mentre Forza Nuova e Fiamma Tricolore fanno peggio (359 preferenze che valgono lo 0,4 percento) di cinque anni fa quando insieme ottennero circa 500 voti.

Don Ugo: «Ci sono imprenditori interessati alla gestione dell’hotel Mare Pineta»

La struttura, di proprietà della Fondazione San Rocco che fa capo al parroco, ha 49 camere: era anche residenza per anziani, chiusa dal 2015 dopo l’inchiesta sul suicidio di un ospite

Mare Pineta 5Per il Mare Pineta il tempo di una nuova gestione potrebbe non essere così lontano. Chiuso dal 2015 e di proprietà della Fondazione San Rocco che fa capo a don Ugo Salvatori, l’albergo si trova in viale delle Nazioni. Il parroco di San Rocco, pur senza sbilanciarsi su numeri e nomi, ci conferma al telefono che gli imprenditori interessati non mancano: «Abbiamo ricevuto diverse proposte, c’è chi è venuto anche a vedere la struttura per cui sono piuttosto fiducioso su una possibile riapertura già nella prossima estate». L’albergo, che ha 49 camere, è il più grande del paese dopo il Park Hotel. «Se riaprirà tornerà ad essere soltanto un albergo», precisa il parroco.

Mare Pineta 2La struttura  aperta alla fine degli anni Ottanta, era infatti utilizzata di recente anche come residenza per anziani. Un uso promiscuo che era finito sotto la lente di ingrandimento della procura che, dopo il suicidio di un anziano, aveva aperto un’inchiesta e disposto anche il sequestro. Il provvedimento arrivò nell’autunno del 2015 ma l’albergo era già stato chiuso con la fine della stagione estiva. La struttura è stata poi dissequestrata alla fine delle indagini, ma nelle ultime due stagioni balneari non è stata operativa.

Uninominali: a Ravenna eletti i candidati Pd, ma a fatica contro il centrodestra

Tre riconferme dal Ravennate: Collina al Senato, Pagani e Di Maio alla Camera, Movimento 5 Stelle sempre terzo

Paganicollina
Da snistra: Collina, Barattoni (segretario pd) e Pagani

Sono sempre stati in testa, ma con uno scarto che raramente ha superato i 2 punti percentuali, eppure alla fine sono stati tra i pochissimi a spuntarla. Stefano Collina al Senato e Alberto Pagani alla Camera saranno tra i pochi parlamentari che sono riusciti a farsi eleggere all’uninominale nelle file del Pd, nonostante nella circoscrizione complessivamente abbia prevalso il centrodestra.

A Rimini, per esempio, sarà il candidato di Lega e Forza Italia ad andare a Roma nella Camera alta.

Una curiosità: ce l’ha fatta invece il tanto discusso Pierferdinando Casini, grazie ai voti del Pd e nonostante Liberi e Uguali, che gli aveva candidato contro il ravennate ex governatore Vasco Errani, che ha ottenuto un 7,6 percento, ampiamente sopra il deludente risultato della nuova forza politica che anche nella città di Errani, Ravenna, ha superato di poco il 4 percento.

A fine scrutinio nel collegio uninominale ravennate del Senato, Stefano Collina supera i 96mila voti, pari al 32,5 percento, seguito da Massimiliano Alberghini che per la seconda volta in pochi mesi sfiora l’impresa e ottiene quasi 93mila voti pari al 31,2 percento, con la Lega che da queste parti doppia Forza Italia (oltre il 18 il Carroccio, sopra il 9 Forza Italia). Terzo il forlivese Alessandro Ruffilli del Movimento 5 Stelle che sfiora il 27 percento.

E ce l’ha fatta anche Alberto Pagani alla Camera, in una circoscrizione in cui il centrodestra supera il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle supera il Pd. Complice anche in questo caso lo scarso risultato degli ex Pd, che non sono stati decisivi.

Quando siamo a 292 seggi su 302, Pagani è stabile in testa al 32,3 percento mentre Samantha Gardin (centrodestra) è al 30,7. Più alto qui il dato del Movimento 5 Stelle rispetto al Senato, nonostante il candidato (ferrarese) David Zanforlini fosse stato sospeso dal Movimento per non aver voluto dichiarare se in passato abbia fatto o meno parte di una loggia massonica. Rispetto a Ruffilli arriva al 28 percento (forse perché alla Camera votano anche gli under 25).

Nel collegio di Forlì, che includeva Faenza, ce l’ha fatta il forlivese Marco Di Maio, anche lui del Pd.

Sorpasso storico: il Movimento 5 Stelle è il primo partito anche a Ravenna

Nel territorio comunale, i grillini vanno oltre il 28 percento superando il Pd che va poco oltre il 27 percento. Bene anche Lega e centrodestra

Legge Elettorale Elezioni Politiche 2018Il Movimento 5 Stelle è diventato il primo partito anche a Ravenna, perlomeno nel territorio comunale (pur restando sotto la media nazionale). È questo il primo dato che emerge guardando ai dati pressoché definitivi del voto (alla Camera): con il 28,7 percento e 25.301 voti supera il Pd che si ferma a 24.221 voti, pari al 27,5 (la differenza si assottiglia al Senato). Un tonfo senza precedenti per i dem in una terra storicamente governata dal centrosinistra, e un tonfo che non si spiega con la scissione da Leu che anche qui, sebbene sopra la media nazionale, ha fatto risultati decisamente deludenti. Il partito in cui milita anche il ravennate Vasco Errani infatti nella sua città si è fermato al 4,5, senza arrivare nemmeno a 4mila voti, e nonostante peraltro di Ravenna sia il deputato uscente e ricandidato Giovanni Paglia di Sinistra Italiana.

Ottimo naturalmente il risultato della Lega che arriva al 17,4 dei voti, un vero e proprio boom rispetto al 2013, ma in qualche modo prevedibile dopo l’ottimo risultato alle amministrative del 2016 dove già si era dimostrato di gran lunga la forza del centrodestra a livello locale più seguita.

Sempre per quanto riguarda il comune di Ravenna, si segnala come nessuna delle liste in appoggio al Pd abbia avuto risultati di rilievo, la Bonino si è fermata sotto il 3 percento, mentre la lista Lorenzin è arrivata allo 0,5 e Insieme allo 0,8 nonostante candidati ravennati presenti in entrambe le liste.

Male anche Potere al Popolo, la lista a sinistra di Leu, che sfiora l’1 percento, conquistando praticamente i voti dei comunisti di Rizzo (non pervenuti sul territorio in campagna elettorale, ma con una falce e martello nel simbolo). Male anche le forze di estrema destra (Casa Pound e Forza Nuova insieme non arrivano neppure all’1 percento e a mille voti) e in generale tutte le liste minori (il Popolo della Famiglia di Adinolfi si ferma allo 0,6). Anche il Pri con ilsimbolo dell’edera nel Comune di Ravenna si ferma a un modestissimo 1.15 percento.

L’OraSì ha finito la benzina: nella finale di coppa esulta l’irresistibile Tortona

Basket A2 / La squadra giallorossa paga la serata storta di alcuni dei suoi giocatori e viene schiacciata fin dal primo quarto dalla Bertram, che alza il trofeo di vincitore della competizione

Tortona-Ravenna 89-57
(27-17, 49-26, 71-39)
BERTRAM TORTONA: Stefanelli 19 (5/5, 3/5), Spanghero 7 (0/3, 1/6), Johnson 29 (9/12, 7/9), Sorokas 14 (3/4, 2/5), Garri 9 (2/6, 0/5), Radovic 5 (1/3 da tre), Gergati 4 (0/1, 1/4), Alibegovic (0/1), Quaglia 6 (2/3, 0/1). All.: Pansa.
ORASI’ RAVENNA: Giachetti 9 (3/4, 1/2), Rice 3 (1/4, 0/3), Sgorbati (0/1, 0/1), Masciadri 13 (1/4, 3/6), Grant 9 (3/10), Chiumenti 5 (2/6), Montano 10 (2/5, 2/10), Raschi 2 (0/1, 0/1), Esposito 2 (1/3), Vitale 4 (1/3, 0/2). All.: Martino.
NOTE – Spettatori 2000 circa di cui 300 ravennati. Tortona: tiri da due 14/25, da tre 15/39, liberi 16/20, rimbalzi 40. Ravenna: tiri da due 14/40, da tre 6/26, liberi 11/17, rimbalzi 39.

Montano Orasi Contro Piacenza 1
Il play-guardia Matteo Montano

Finisce seconda l’OraSì nella Final Eight di Coppa Italia di Jesi.  Troppo forte, infatti, una Bertram Tortona che dopo avere spazzato via la favorita Trieste e regolato Biella nei giorni precedenti impiega pochi minuti a risolvere anche la finalissima, dall’alto di una percentuale mostruosa al tiro. Finisce 89-57 e, dovesse restare questa la forma piemontese fino ai playoff, il posto per la promozione in A1 avrà una favorita a sorpresa. Ravenna, segnatamente alla finale, ha pagato la serata negativa di alcuni uomini chiave ma è stata sostenuta fino alla fine ed applaudita dai quasi 300 sostenitori al seguito (pullman offerti da società e sponsor), con l’augurio  che questa bella Coppa Italia possa rappresentare il viatico per ripartire in campionato a caccia dei playoff.

Nel primo quarto avvio con i canestri di Giachetti e Masciadri da una parte e le triple di Stefanelli e Spanghero dall’altra (8-8) , Sgorbati (miglior Under 21 della manifestazione) colleziona subito due falli ed entra Montano, Tortona continua a essere infallibile e sul 22-10 ha già segnato sei triple complessive. Poi la mira dei piemontesi inizia a calare, ma l’OraSì non ne approfitta e segna solo dalla lunetta fino al primo intervallo che la vede sotto di dieci punti. All’inizio del secondo periodo non cambia molto, con le triple di Sorokas e Stefanelli che doppiano l’OraSì che fatica a trovare il canestro e quando Tortona, dopo una sosta, riprende a segnare con Stefanelli e Johnson il margine si amplia (43-23) e all’intervallo lungo il match è già indirizzato dalla parte sbagliata, con i piemontesi che chiudono con il 50% al tiro a fronte 25 dell’OraSì. Terzo quarto con timidi segnali giallorossi (tripla Montano, Giachetti in entrata dopo un tecnico costato 4 liberi), ma gli errori al tiro continuano e Tortona può giocare sempre sul velluto di un vantaggio da tempo incolmabile. Continuano a piovere triple nella retina ravennate (Sorokas e Johnson per il 61-31). Si gioca ormai solo per far scorrere il cronometro, finisce con il trionfo della Bertram e meritati applausi a Ravenna per quanto aveva fatto per arrivare fin qui.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Antimo Martino
(allenatore OraSì Ravenna): “Tortona è arrivata a questa finale con una grande fiducia, sulla spinta delle due prove precedenti, mentre da parte nostra c’è stata poca energia, cosa che avevo in parte temuto dopo le due vittorie. Penso però che sia stato un bel risultato arrivare al secondo posto, per come eravamo arrivati a questa finale di Coppa. Ci resta la soddisfazione di avere battuto le due capoliste ad Est e Ovest, ora dobbiamo rituffarci su un campionato che per quanto ci riguarda non vede cambiare l’obiettivo, ovvero il raggiungimento dei playoff”.

Affluenza provinciale definitiva: 79,2 percento. Nel 2013 era stata 83,3

Il picco con l’affluenza più alta è nel comune di Riolo Terme (82,4) mentre il dato peggiore è quello di Massa Lombarda 77,7. Nel capoluogo 78,3 (alle Comunali del 2016 fu 61,3)

RAVENNA 04/03/2018. ELEZIONI POLITICHE 2018. Il Voto Dell’ Ex Presidente Della Regione Emilia Romagna Vasco Errani Ora Candidato Per Liberi E Uguali.
ELEZIONI POLITICHE 2018. Il voto dell’ ex presidente della regione Emilia romagna Vasco errani ora candidato per Liberi e Uguali. Vasco Errani ha votato alle 10:30 nel seggio della scuola media Don Minzoni in Via Cicognani a Ravenna

Il dato definitivo dell’affluenza in provincia di Ravenna per le elezioni per il rinnovo del Parlamento si ferma a 79,2 percento (73 a livello nazionale). Nel 2013 alla precedente tornata elettorale per le Politiche il dato provinciale fu 83,3.

Nel comune capoluogo l’affluenza definitiva è arrivata a 78,3 percento. Cinque anni fa alle precedenti Politiche era 82,6. Nel 2016 quella per la scelta del sindaco è stata 61,3 e nel 2014 fu 66,8 per le Europee e 40 per le Regionali. Il picco con l’affluenza più alta è nel comune di Riolo Terme (82,4) mentre il dato peggiore è quello di Massa Lombarda 77,7. Il dato riguarda le votazione per la Camera (aperte a chi ha compiuto 18 anni mentre per il Senato ne servono 25).

Anche in provincia di Ravenna, come segnalato in altre parti d’Italia, in alcuni seggi elettorali si sono verificati rallentamenti nelle operazioni di voto con qualche caso di file di elettori in attesa. La cosa è da attribuire alla combinazione di più fattori: l’esordio di un nuovo sistema elettorale che richiede quindi un’attenzione in più in cabina per evitare l’annullamento del voto e l’introduzione del cosiddetto bollino antibroglio che va rimosso da ogni scheda prima dell’inserimento nell’urna.

I disagi hanno riguardato solo alcuni dei seggi più numerosi – per legge devono essere tra 500 e 1.200 elettori – e non sono stati particolarmente consistenti. L’ufficio elettorale comunale di Ravenna ha monitorato le situazioni e ha fornito alcune indicazioni tecniche ai presidenti di seggio per snellire le operazioni garantendo comunque il controllo del regolare svolgimento.

La Bunge viene travolta dalla capolista. Rivincita tra sette giorni nei playoff

Volley Superlega / Troppo forte la formazione di Bernardi, in campo con il sestetto titolare, che con gli scatenati Atanasijevic (mvp con 18 punti) e Zaytsev mostra tutta la sua forza. Nei quarti di finale i ravennati sfideranno proprio gli umbri, a partire da domenica prossima, sempre al PalaEvangelisti

Perugia-Ravenna 3-0
(25-15, 25-14, 25-19)
SIR SAFETY CONAD PERUGIA: Zaytsev 17, Podrascanin 1, Atanasijevic 18, Berger 13, Anzani 5, De Cecco 1, Colaci (L); Ricci 1, Shaw, Della Lunga, Siirila. Ne: Cesarini (L), Russell, Andric. All.: Bernardi.
BUNGE RAVENNA: Poglajen 8, Vitelli 1, Orduna 2, Marechal 11, Diamantini 1, Buchegger 6, Goi (L); Pistolesi, Gutierrez 1, Georgiev 1. Ne: Raffaelli, Marchini. All.: Soli.
ARBITRI: Braico di Torino e Sobrero di Savona.
NOTE – Perugia: bs 13, bv 6, errori 5, muri 7; Ravenna: bs 13, bv 1, errori 6, muri 2. Durata set: 22’, 23’, 23’ (tot. 68’).

Muro Bunge A Perugia Rid
Un muro a Perugia dei giocatori della Bunge

La capolista Sir Safety Conad non fa sconti alla Bunge, che a Perugia perde in tre set nell’ultima giornata della regular season. Troppo forte la formazione di Bernardi, in campo con il sestetto titolare, che con gli scatenati Atanasijevic (mvp con 18 punti) e Zaytsev mostra tutta la sua forza. La battuta d’arresto non fa male ai ravennati, che comunque erano sicuri dell’ottava posizione che vale i playoff: nei quarti di finale la squadra di Soli sfiderà proprio gli umbri, a partire da domenica prossima, sempre al PalaEvangelisti. Il ritorno è invece in programma domenica 18 marzo al Pala De André, mentre l’eventuale “bella” è in calendario il 25 marzo a Perugia.

Sestetti titolari I padroni di casa guidati da Bernardi scendono sul taraflex con De Cecco in regia, Atanasijevic opposto, Berger e Zaytsev bande, Podrascanin e Anzani centrali e Colaci libero. La Bunge di Soli risponde con il classico starting six: diagonale Orduna-Buchegger, Poglajen e Marechal schiacciatori, Vitelli e Diamantini al centro, Goi in seconda linea.

Il primo set registra la veloce partenza della Sir Safety, che scatta sul 4-2 con Berger, sul 10-5 con Atanasijevic e sul 16-10 con De Cecco. Zaytsev porta a otto le lunghezze di divario (20-12), il coach Soli fa entrare Pistolesi e Gutierrez per Orduna e Buchegger, ma Anzani porta in vantaggio gli umbri: 25-15. La seconda frazione è quasi in fotocopia, con Anzani che mette a terra la palla El 4-1, Atanasijevic quella del 7-2 e Berger segna l’ace del 9-3. L’opposto di casa è scatenato e realizza il 13-5, la Bunge fatica a reagire ma ancora Berger l’allontana (17-9) e nel finale sale in cattedra Zaytsev, con il punto del 23-11 e Atanasijevic fa il muro del 25-14. Nel terzo periodo i ravennati mostrano il loro reale valore, andando in vantaggio con Marechal (3-4) e Orduna, che con un ace manda sul +2 i suoi: 7-9. Perugia risponde con Anzani, che pareggia il conto a quota 12 e poi i padroni di casa si scatenano di nuovo, con un break di 7-0 dove il protagonista è Zaytsev, autore di due servizi vincenti: 22-15. Accumulato un tale vantaggio, la squadra chiude il match con Berger: 25-19.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Aleksandar Atanasijevic (Sir Safety Conad Perugia): “Un’altra bella prova per Perugia. Era importante vincere stasera ed ora ritroveremo di nuovo con Ravenna nei playoff. Dobbiamo restare concentrati, ogni partita adesso è decisiva e quella di domenica è subito importantissima”.
Santiago Orduna (Bunge Ravenna): “Perugia ha dimostrato di essere la squadra più forte del campionato, Fisicamente, specialmente in battuta e a muro, sono superiori a noi. Ora ci dobbiamo preparare bene per i playoff per tenere quando loro aggrediscono in battuta, rischiare ed andare spregiudicati in attacco. Non sarà facile, ma ci prepareremo per fare domenica una gara migliore rispetto a quella di stasera”.

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