Il primo punto vendita in Italia sta per inaugurare a Varese. Nella città manfreda sorgerà vicino al nuovo Lidl
Sta destando molta curiosità tra gli addetti ai lavori l’imminente apertura (il 15 febbraio) a Castellanza (in provincia di Varese) del primo supermercato a insegna Aldi in Italia. Ed è ormai certo che un altro punto vendita, il primo nella nostra provincia, aprirà a Faenza, all’angolo fra via Volta e via Emilia Ponente.
Si tratta della catena, fondata dai fratelli Karl e Theo Albrecht, che ha inventato il format del discount subito dopo la Seconda Guerra Mondiale in Germania. L’insegna dei supermercati e i prodotti venduti alla scaffale dalla catena sono gli stessi, in tutti e 4 continenti dove opera: Australia, Cina, Usa ed Europa (nei 15 principali paesi), con circa 5 mila negozi. In media i punti vendita sono della stessa dimensione (sui 1.000 metri quadri, a Faenza potrebbe essere anche più grande), dello stesso aspetto esteriore (un edificio basso con tetto a spioventi) e della stessa disposizione interna (così che il cliente trovi facilmente i prodotti, che non sono solo del comparto “food” ma anche di elettronica di consumo).
A Faenza il supermercato nascerà a poche centinaia di metri dal nuovo punto vendita Lidl, in procinto di essere realizzato nell’area ex Cisa.
Esulta Autorità portuale, soddisfatti gli investitori che spenderanno 70 milioni di euro per il progetto. A Marina e Porto Corsini erano stata raccolte 500 firme
Questa mattina il Ministero dello Sviluppo Economica ha approvato il via libero definitivo al progetto per la realizzazione del deposito di gnl sul canale Candiano, tra Marina di Ravenna e Porto Corsini. I lavori dovrebbero partire in tarda primavera e dureranno tre anni. A darne notizia, in una nota, sono Pir ed Edison, le due aziende che finanzieranno l’investimento da circa 70 milioni di euro.
L’intervento prevede la costruzione di due grandi serbatoi da circa diecimila metri cubi. Molto soddisfatto il presidente di Autorità portuale Daniele Rossi che su Twitter esulta: «Ravenna è il primo porto italiano con un deposito gnl grazie all’investimento di Pir ed Edison. Oggi il via libera del Mise. Esempio di efficienza, dalle navi tutela dell’ambiente». Molto contento anche Guido Ottolenghi, presidente del gruppo Pir, che parla di «grande collaborazione delle istituzioni» e di un percorso all’insegna della trasparenza.
Il nuovo progetto desta comunque non poche preoccupazioni a Marina di Ravenna e Porto Corsini, i due paesi più vicini. Molti cittadini non si sono sentiti soddisfatti delle rassicurazioni avute in due distinte assemblee e hanno fatto una raccolta firme che ha avuto 500 sottoscrizioni. Si chiedevano approfondimenti sul tema: a preoccupare non è tanto la sicurezza dell’impianto in sé ma l’aumento del traffico di camion e di gasiere sul canale.
Soddisfatto il consigliere Rudy Gatta: «Non sempre le cose giuste sono anche popolari. Migliorata la sicurezza della città»
Uno degli incroci più trafficati di Ravenna avrà presto un semaforo dotato di telecamere contro chi brucia il rosso. E’ il cosiddetto “Sirio Red”. La notizia è stata data in consiglio comunale dalla giunta che ha risposto ad una interrogazione di Rudy Gatta. Ad annunciare l’installazione del semaforo è stato l’assessore Roberto Fagnani. Gatta si è detto molto soddisfatto.
«Non sempre le cose giuste sono anche popolari – scrive Gatta su Facebook – . Oggi ho presentato in Consiglio Comunale una interrogazione che riguarda uno dei punti critici del nostro centro città: l’incrocio tra via s. Gaetanino via di Roma e via Sant’Alberto. Parlo di fila, smog, pericolosità per chi va a piedi o in bici. Per questo ho posto questo tema e mentre i tecnici studiano la soluzione migliore per riorganizzarla verrà installata una telecamera che sanziona chi passa col rosso. Per carattere non sono mai soddisfatto fino in fondo, ma oggi abbiamo migliorato un pezzetto della sicurezza del nostro centro città, e credo sia un bene. Se sarò uno di quelli fotografati a passare col rosso siete autorizzati a farvi pagare da bere».
Il Comune: «Sono aeromobili, serve licenza e permessi». Gli aeromobili telecomandati sono un pericolo per i piloti del 15° Stormo
I droni sono «a tutti gli effetti degli aeromobili» e guidarli senza competenza può essere molto pericoloso. Per chi c’è sotto, certo, ma anche per chi vola. Sul tema lancia l’allarme il Comune di Cervia, preoccupato perché sempre più droni vengono fatti volare «in modo improvvisato e dilettantistico» sulla spiaggia. Gli amanti delle riprese dall’alto, però, se non in regola sono a rischio sanzione e denuncia.
Cervia ricade interamente nello spazio aereo controllato dalla torre di controllo dell’aeroporto della città che è sede del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare. Proprio il comando ha posto il problema all’amministrazione: durante la normale attività di volo svolta prevalentemente dagli elicotteri, « alcuni equipaggi hanno riportato la presenza di droni a quote prossime a quelle degli stessi elicotteri, rappresentando un rischio per la sicurezza del volo».
Il Comune ricorda che per pilotare un drone servono autorizzazioni, licenze e sono necessarie abilitazioni alla navigazione sia per il velivolo sia per il pilota. I droni «vanno impiegati seguendo la normativa prevista dall’Enac (l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), che è l’autorità italiana di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile». L’amministrazione invita chi non è autorizzato e non in possesso delle licenze previste a «non utilizzare tali mezzi, in quanto potrebbero essere pericolosi per la collettività, inoltre i rischi e le conseguenze hanno carattere giuridicamente rilevante, sia sotto l’aspetto amministrativo che penale».
L’ex tecnico di Milan e Nazionale ospite dell’auditorium Arcangelo Corelli. «La modestia è fondamentale e questo paese ha bisogno di essere una squadra»
Arrigo Sacchi sarà all’auditorium “Arcangelo Corelli” (in vicolo Belletti 2) nella sua Fusignano nella serata di giovedì 15 febbraio, alle 21. L’ex tecnico del Milan parlerà in occasione dell’incontro dal titolo “Lo sport come metafora della vita”. Sacchi parlerà del ruolo fondamentale dello sport per trasmettere valori ed educazione. Conduce la serata il giornalista di Tuttosport, Filippo Cornacchia. All’iniziativa parteciperanno anche le società sportive con i bambini.
«Lo sport in genere è uno dei sentieri più importanti per la crescita delle persone in tutte le parti del mondo, fa crescere la persone perché fa porre obiettivi, fa capire la vita e la società, è una lezione di vita – ha dichiarato Arrigo Sacchi -. Il calcio, essendo uno sport di squadra, aiuta ad uscire dall’egocentrismo, l’altruismo crea nelle persone generosità, allegria e intelligenza«.
«La modestia – continua Sacchi – è fondamentale e questo paese ha bisogno di essere una squadra perché si vince come sistema, come paese, altrimenti si perde. Le scorciatoie non portano a vittorie sane, è importante insegnare il rispetto delle regole e per questo, nella crescita dei bambini, il compito dei genitori è fondamentale, la furbizia non deve mai andare al posto del merito». L’ingresso è libero.
Dodici aule per l’elementare e palestra con tribuna da inaugurare per l’anno 2019/2020
Il progetto originale del polo scolastico di Lido Adriano
Partirà in marzo il cantiere per il nuovo polo scolastico di Lido Adriano. Una notizia attesa da quasi 20 anni in quella che resta la frazione più popolosa dell’intero comune di Ravenna, con oltre 6mila residenti e circa la metà dei bambini in età scolare costretta a emigrare nelle località vicine tutte le mattine (anche la pro loco si adopera con un pulmino) non essendo più sufficiente la piccola elementare di viale Marino e non essendo presente in paese una scuola media.
L’Amministrazione comunale annunciò l’intenzione di realizzare un nuovo polo scolastico a Lido Adriano già nei primi anni 2000, arrivando a bandire nel 2004 un concorso di progettazione (mettendo in palio oltre 130mila euro) vinto poi dal gruppo dell’architetto Giampiero Cuppini di Bologna, a cui è stato affidato negli anni successivi anche l’incarico di progettazione (per un corrispettivo in questo caso di oltre 150mila euro).
Il finanziamento del primo stralcio – per un impegno di spesa, ai tempi, di 8.360.000 euro – fu previsto per il 2007 nel piano triennale delle opere pubbliche approvato nell’ottobre del 2006 dal Comune ma il progetto è stato rallentato da crisi economica (sono venuti a mancare circa 4 milioni di euro previsti inizialmente dalla Regione) e questioni burocratiche, legate in particolare al mancato accordo con la Bisanzio Beach, l’immobiliare a cui è legata l’intera storia di Lido Adriano, proprietaria del terreno che avrebbe dovuto concedere gratuitamente all’Amministrazione nell’ambito di convenzioni urbanistiche. Tra ricorsi e diatribe, fino a minacce di espropri da parte dell’Amministrazione, lo stesso Comune ritiene necessario riaggiornare il progetto preliminare, approvandone uno rivisto nel 2014, identico nei contenuti ma decisamente meno oneroso rispetto a quello originale. La svolta arriva però solo nel marzo del 2016: davanti al notaio Stefania Palmieri arriva la stipula dell’accordo, ai sensi dell’articolo 18 della legge regionale (che prevede il conseguimento di rilevanti interessi pubblici a fronte di lottizzazioni da parte di privati) grazie al quale il Comune ottiene gratuitamente i 75mila metri quadrati della Bisanzio Beach su cui verrà ora realizzato il polo scolastico.
Il primo stralcio sarà di 9.300 metri quadrati (di cui 2.500 coperti), con accesso da via Tono Zancanaro. Redatto dagli uffici comunali, il progetto prevede un investimento del Comune di 3,5 milioni di euro per la costruzione di due edifici (entrambi solo su un piano terra, dotati di ampie vetrate, con copertura in legno e un impianto fotovoltaico): la nuova scuola elementare con 12 aule (10 per le classi e 2 speciali per laboratori e altre attività) e una palestra, di cui la località è da sempre sprovvista. Una palestra, in particolare, con campo da gioco regolamentare per pallavolo e basket con tribuna da un centinaio di posti e spogliatoi, che potrà essere utilizzata da società sportive anche in orari extrascolastici.
La scuola elementare sarà pronta per l’anno scolastico 2019/2020.
Poi si penserà agli stralci successivi, con il nuovo polo di Lido Adriano che prevede anche la realizzazione di un asilo nido, una scuola materna, una scuola media, una biblioteca e un auditorium.
Il punto vendita NaturaSì di via Faentina si trasferisce di pochi metri. Ultimi giorni di sconti nella vecchia sede, l’inaugurazione il 23 febbraio
La nuova sede, in allestimento, di NaturaSì in via Faentina
Ultima settimana di apertura (con sconti extra fino ad esaurimento) del punto vendita di via Faentina, alle porte di Ravenna, di NaturaSì, il piccolo supermercato bio aperto sotto il cavalcavia per Fornace Zarattini ormai dal lontano 2001.
Chiuderà a fine settimana ma il 23 febbraio (inaugurazione alle 10) riaprirà a pochi metri di distanza, sempre in via Faentina ma dopo la rotonda Spagna (in direzione centro storico), a fianco della pizzeria Al Portico, nei locali del civico 126 dove c’era la concessionaria moto Tgr-Yamaha.
Una decisione – ci dicono dal supermercato – dovuta alla necessità di rinnovare i locali e che permetterà di adeguare il layout con le nuove proposte della catena, con tanto di un parcheggio coperto ricavato per i clienti del punto vendita.
Il 34enne Dario Cammarata fa parte dell’equipaggio di Norauto, tra i 1.500 iscritti alla manifestazione
Il 34enne ravennate Dario Cammarata sarà protagonista al 4L Trophy, il più grande rally raid umanitario d’Europa ideato dall’Ecole Supérieure de Commerce de Rennes nel 1998, il cui obiettivo è guidare attraverso il deserto del Marocco per portare aiuti ai bambini. Alla competizione possono partecipare solo vetture Renault 4, da cui deriva il nome della manifestazione – le celebri Quatrelle (4L), il modello R4 accessoriato – anche se vengono ammesse tutte le versioni della famosa auto a patto che abbiano telaio e motore originali.
Dario Cammarata
Il 34enne ravennate farà parte insieme ad altri due colleghi dell’equipaggio di Norauto, gruppo leader nella manutenzione dell’auto, dove lavora. Un viaggio di 10 giorni (dal 15 al 25 febbraio) a bordo di una Renault 4 insieme ad altri 1.500 equipaggi. Il raid francese, che cambia ogni anno, percorre in carovane il tratto europeo con partenza da Biarritz e approda in Africa a Tangeri. Da qui parte un percorso che porta oltre la catena dell’Atlante, per arrivare a Marrakesh. Circa 6.000 km in due settimane, con bivacchi di gruppo, percorsi avventurosi edobblighi di regolarità ed esercizi di orientamento.
«Sin da piccolo mi sono appassionato alla meccanica – dichiara Dario –, in primis sui motorini ed ora sulla macchine. il mio più grande hobby è il restauro ed elaborazione delle Vespe. Inoltre sono un viaggiatore, amo girare il mondo con lo zaino in spalla insieme a mia moglie, appena abbiamo la possibilità, partiamo per una nuova avventura». In officina il 34enne ripara le auto in avaria con problemi alle parti meccaniche. Cresciuto professionalmente nel centro Norauto di Ravenna, oggi è responsabile officina del centro di Rimini. Proprio per la sua competenza tecnica, unita allo spirito d’avventura e alla passione per i viaggi, è stato scelto come pilota del team italiano che parteciperà a questo rally, unico nel suo genere, giunto alla sua 20esima edizione. «Ho desiderato fortemente di essere scelto per questa esperienza perché unisce tutto ciò che mi appassiona, il viaggio avventura e la meccanica. in più il Marocco è una meta dei miei prossimi viaggi. Sicuramente sarà un’esperienza molto interessante».
L’uomo aveva l’abitudine di andare tutte le mattine al caffè di Madonna dell’Albero. Rilievi della polizia municipale, esami tossicologici richiesti sulla conducente della vettura
Un uomo di 68 anni è morto all’alba di oggi, martedì 13 febbraio, mentre si trovava in sella alla sua bici in via Cella nei pressi di Madonna dell’Albero. Secondo le prime informazioni disponibili, verso le 6.45 l’uomo pedalava verso il paese ed è stato tamponato da un’auto guidata da una 48enne marocchina residente a Ravenna. Il ciclista è Ezio Vallucci, nato a Sarsina e residente a San Bartolo: è stato trascinato per alcuni metri e poi è finito nel fosso a lato della strada morendo sul colpo (il personale del 118 ha potuto solo constatare il decesso). A ricostruire la dinamica è stato chiamato l’ufficio infortunistica della polizia municipale.
L’automobilista 48enne in stato di shock è stata portata al pronto soccorso ma non ha riportato ferite, verrà sottoposta a tutti gli accertamenti tossicologici come previsto dal codice della strada. La vittima aveva l’abitudine di andare ogni mattina in bicicletta al bar di Madonna dell’Albero: i primi accertamenti avrebbero rilevato che il velocipede non era provvisto di luci.
Il coinvolgimento di un secondo veicolo e lo scoppio di un incendio a seguito dell’impatto, circostanza riportata in un primo momento, è da considerare invece un episodio slegato dall’incidente stradale con la morte dell’uomo.
Accusa di maltrattamenti ad animali per una coppia che utilizzava l’apparecchio per evitare che il beagle Giotto saltasse la recinzione
Per impedire che Giotto, un cane di razza beagle, lasciasse il recinto di casa i padroni gli avevano messo un collare elettrico che dava scosse a basso voltaggio: i proprietari dell’animale, una coppia di 49 e 46 anni residente a Faenza, dovranno rispondere di maltrattamenti dopo che due carabinieri di passaggio davanti all’abitazione hanno notato il particolare collare.
I militari dell’Arma, durante un servizio a piedi, alla periferia di Faenza, hanno suonato al campanello per avere informazioni. Un 49enne e una 46enne, proprietari di Giotto, che hanno raccontato di aver acquistato quel dispositivo online per scoraggiare il cagnolino che aveva l’abitudine di uscire dal giardino: un collare elettrico impostato a basso voltaggio in modo tale da far partire una lieve scossa tutte le volte che il cane oltrepassava il confine della proprietà per farlo arretrare e desistere.
I carabinieri si sono fatti consegnare anche la trasmittente e la scatola con cui il prodotto è stato recapitato e hanno sequestrato tutto in applicazione della legge che vieta di utilizzare dispositivi del genere sui cani a scopo di addestramento. Giotto, viste le ottime condizioni di salute, è stato lasciato ai proprietari non essendoci la necessità di affidarlo a un canile.
I due proprietari hanno tentato di giustificarsi sostenendo che non avevano alcuna intenzione di maltrattare il cagnolino, ma volevano solo proteggerlo da eventuali fughe in strada. Le loro spiegazioni non sono però bastate a evitare la denuncia e il sequestro del dispositivo.
I carabinieri ricordano che la vendita di collari a impulsi elettrici è libera, infatti sia online sia nei negozi specializzati se ne trovano di ogni tipo e varie fasce di prezzo. Il loro uso, però, è vietato dalla legge e quindi comporta una denuncia per maltrattamenti di animali con il sequestro del collare e nei casi più gravi anche la confisca del cane, come ha più volte ribadito la Cassazione.
Il sindaco Davide Ranalli ha chiesto una convocazione urgente e straordinaria del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica
In seguito alla rapina a mano armata avvenuta ai danni di un supermercato di Lugo la sera del 10 febbraio, il sindaco di Lugo Davide Ranalli, assieme ai sindaci della giunta dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, ha richiesto con urgenza al prefetto di Ravenna una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
«Abbiamo chiesto una riunione straordinaria per conoscere appieno le dinamiche di quanto avvenuto – ha dichiarato il sindaco Davide Ranalli -, per chiarire tutti i punti della vicenda e capire se ci sono stati problemi sul piano della prevenzione e quali misure possano essere messe in atto per scongiurare il ripetersi di simili azioni, da considerarsi senz’altro come casi isolati».
Il prefetto si è reso disponibile nel convocare la riunione straordinaria richiesta, «ribadendo la grande collaborazione tra amministrazioni dello Stato e locali e forze dell’ordine che ha sempre contraddistinto il territorio bassoromagnolo – ha riferito Daniele Bassi, sindaco delegato alla Sicurezza dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna –. Ci aspettiamo quindi risposte concrete da chi è deputato allo svolgimento delle indagini, con la massima fiducia nell’operato delle forze dell’ordine».
La Provincia ha vinto un bando statale che coinvolge l’Inail. Nel 2011 era stato progettato un complesso da 13 milioni di euro mai realizzato
Un rendering del progetto che nel 2011 vinse il bando per un grande polo scolastico a Ponte Nuovo
Si riaccende la possibilità di immaginare una scuola a Ponte Nuovo, nella prima periferia ravennate. La speranza arriva dalla Regione e da una gara vinta per il secondo biennio consecutivo dalla Provincia di Ravenna. Si tratta del bando “Scuole innovative” che prevede un investimento diretto dell’Inail nel costruire gli immobili scolastici a cui lo Stato si impegna poi a pagare l’affitto e se nel 2015 aveva premiato il progetto per rifare l’alberghiero di Riolo Terme (vedi pagina 20), nel 2017, un po’ a sorpresa, sono stati assegnati poco meno di 5 milioni di euro (4,8 sugli 11,3 milioni per tutta la Regione) per il progetto di una scuola materna e nido a Ponte Nuovo, appunto. Il Comune, da parte sua, dovrebbe metterci il terreno, già individuato e di sua proprietà e, a seguire, la manutenzione.
Manca il decreto attuativo del Miur e dunque, data anche la congiuntura elettorale, la certezza assoluta, ma la notizia potrebbe comunque riservare una prospettiva che sembrava ormai tramontata da tempo, quella di un polo scolastico a Ponte Nuovo. Era infatti il 2011 quando il Comune di Ravenna pubblicava l’esito del concorso di progettazione vinto da un raggruppamento temporaneo capeggiato da La Fabbrica di Architettura di Faenza con il progetto “Bruco Bizantino”, un complesso da oltre 13 milioni di euro che si sarebbe dovuto realizzare grazie a una permuta con i privati che poi, complice la crisi, non si è mai potuta concretizzare. Il grande polo avrebbe dovuto raggruppare cinque scuole del territorio tra materne ed elementari, svilupparsi su una superficia di seimila metri quadrati su un solo piano e pronto a ospitare fino a 782 ragazzi. L’edificio peraltro sarebbe stato di grande impatto anche visivo ed estetico essendo ricoperto di pannelli di vetro colorati o retrosmaltati.
Cosa ne sarà ora di quel progetto? Difficile a dirsi. La cosa più probabile è che, anche nel caso i 5milioni effettivamente arrivassero, sarebbe tutto da rifare anche perché, rispetto ad allora, molte cose sono cambiate. Per esempio al momento è completamente tramontata l’idea che la scuola elementare di Madonna dell’Albero (che nel progetto originario doveva appunto confluire nel nuovo polo) possa essere chiusa (anzi, sono stati realizzati lavori anche recenti per sistemare l’ingresso). Abbiamo allora chiesto al sindaco quali siano le prospettive. «Innanzitutto – ci ha spiegato Michele de Pascale – aspettiamo di capire se davvero i fondi saranno stanziati, come ci auguriamo. Siamo stati naturalmente molto contenti di questo esito non scontato, visto che la Provincia di Ravenna aveva già avuto il finanziamento precedente per Riolo. Abbiamo comunque deciso di partecipare puntando tutto proprio su quell’area. Se quei fidanziamenti arriveranno, ci permetteranno di ripensare tutto il sistema scolastico dell’area sud tenendo conto di quanto è cambiato in questi anni e con un percorso condiviso con le realtà del territorio». Oggi i ragazzi di Ponte Nuovo e quelli di Madonna dell’Albero frequentano la media Ricci-Muratori mentre da Classe vanno alle medie alla Randi. Insomma, par di capire che se dallo Stato, tramite l’Inail, arriveranno i fondi per partire con nido e materne, il Comune potrebbe poi decidere di completare l’intervento con una scuola elementare e medie e palestra, ma senza più progetti faraonici sognati in passato. Anche perché quei meccanismi di permuta su cui si faceva affidamento in passato per finanziare opere pubbliche hanno dimostrato più di un limite nell’efficacia. La speranza adesso è che la firma definitiva arrivi entro il fatidico 4 marzo o che, chiunque venga eletto, decida di proseguire la strada intrapresa in questi anni.