domenica
26 Aprile 2026

Il bordello è in casa: il marito obbligava le ragazze, la moglie segnava gli incassi

Lei cercava le ragazze all’estero e si prostituiva con loro nello stesso appartamento dove vivevano tutti. Clienti tramite annunci online, sconti per alcune nazionalità

Lei avviava i contatti con le ragazze soprattutto in Romania per farle venire in Italia e poi teneva il libro mastro con la contabilità degli incassi, lui le sorvegliava con i clienti e alzava le mani quando qualcuna non rispettava gli ordini: moglie e marito, romeni di 40 e 34 anni, avevano messo in piedi un bordello casalingo a Lugo con un discreto giro di clienti e entrate registrate nero su bianco. Nelle prime ore di questa mattina, 30 novembre, gli investigatori della squadra mobile e del commissariato di Lugo, hanno arrestato i due coniugi per favoreggiamento e sfruttamento aggravati e continuati della prostituzione di tre donne sotto i trent’anni, una romena e due moldave. Anche la moglie, oltre a ingaggiare le ragazze e tenere i conti, a sua volta si prostituiva.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dal pm Cristina D’Aniello e firmata dal gip Rossella Materia, è arrivata al termine di un’indagine cominciata due mesi fa. Alla fine di settembre una delle ragazze, dopo un litigio violento con il protettore che l’aveva picchiata per costringerla a prostituirsi mentre lei non voleva più farlo, aveva chiamato il 112 cominciando a raccontare tutto. Era così emerso che un mese prima si era già verificata la stessa cosa: la ragazza era stata violentata dal 40enne che l’aveva picchiata fino a romperle la mandibola. Era scattato così l’arresto per l’uomo (in carcere da allora) con le accuse di violenza sessuale e lesioni personali gravi.

Gli approfondimenti investigativi hanno proseguito per delineare il contorno del giro di prostituzione. Le ragazze erano state convinte a venire in Italia in alcuni casi con la scusa di fare le badanti e in altri senza tanti giri di parole. Per i rapporti con i clienti veniva utilizzato soprattutto l’appartamento di Lugo dove viveva la coppia e dove le ragazze alloggiavano e si prostituivano. Oppure un camper che l’uomo era solito parcheggiare in zona Punta Marina per poi mettersi in disparte a sorvegliare gli affari con un binocolo. I clienti venivano procacciati tramite annunci su internet corredati da foto delle lucciole e numeri di telefono forniti alle ragazze dai due coniugi.

Nella perquisizione odierna sono stati trovati nella borsa della donna arrestata tre mazzette di banconote contraddistinte da un biglietto di carta con il nome delle tre prostitute: l’ipotesi degli investigatori è che si tratti degli incassi corrisposti alla coppia. Incassi che, come detto, figuravano anche nel libro mastro. Ogni prestazione aveva una sua tariffa specifica. E c’erano sconti per uomini di alcune nazionalità.

Stoccaggio gas, installate 15 sonde entro 10 km per registrare ogni scossa sismica

Su indicazione del ministero monitoraggio attorno ai giacimenti di San Potito e Cotignola in funzione dall’estate 2018

San Potito E CotignolaOgni scossa sismica anche di bassa magnitudo (tra zero e uno gradi sulla scala Richter) che si dovesse verificare in prossimità dei giacimenti di stoccaggio gas di San Potito e Cotignola verrà registrata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) grazie a una rete di monitoraggio microsismico nell’area attorno alla concessione. I lavori per la realizzazione della rete sono in fase di avvio e interesseranno i comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Conselice, Cotignola, Lugo e Russi: in totale saranno posizionate 15 sonde di rilevamento, sia in superficie che nei pozzi entro un raggio di 10 km dai giacimenti. La rete di monitoraggio entrerà in esercizio nell’estate 2018.

Il progetto, sviluppato da Edison Stoccaggio in collaborazione con l’Università di Bologna e in coordinamento con il Ministero della Sviluppo economico, rientra nel quadro dell’implementazione delle linee guida in tema di monitoraggio sismico definite dal Ministero dello Sviluppo economico nel 2014. Una volta in esercizio, la rete permetterà di migliorare le conoscenze scientifiche sulla sismicità della Bassa Romagna e costituirà un’ulteriore misura di controllo del territorio.

La concessione di stoccaggio di gas naturale di San Potito e Cotignola è stata conferita a Edison stoccaggio dal ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministero dell’Ambiente, con decreto ministeriale in data 24 aprile 2009. I lavori di realizzazione dell’impianto sono iniziati nel maggio 2010 e sono stati conclusi nel maggio 2013. «Lo sviluppo dell’impianto – scrive Edison sul suo sito – ha permesso di incrementarne la capacità rispettando le condizioni originarie del giacimento. Il campo di San Potito e Cotignola ha una capacità di stoccaggio di circa 400 milioni di metri cubi di gas naturale ed è costituito da 11 pozzi attivi».

Legalità, convegni e laboratori per due giorni con un focus sul gioco d’azzardo

Sarà presentata un’analisi dell’impatto sociale del gioco diffuso sul territorio

Slot

Due giorni dedicati alla legalità con convegni, premi di laurea, proiezione di corti e spettacolo musicale per discutere e analizzare temi sensibili e attuali con un focus sul gioco d’azzardo. L’evento, curato dall’assessorato alle Politiche giovanili in collaborazione con il Gruppo dello Zuccherificio, è in programma venerdì 1 e sabato 2 dicembre per fare il punto sulle azioni locali legate all’educazione alla legalità e alla cittadinanza responsabile con la partecipazione di esperti tra cui Gian Guido Nobili, dirigente regionale, che terrà una relazione su “Le mafie in Emilia-Romagna e la reazione delle Istituzioni territoriali” e Roberto Lucchi, presidente di Sos Impresa sulla lotta al racket. La manifestazione culminerà con la consegna di due premi di laurea, del valore di tremila euro ciascuno, a due studenti di giurisprudenza del Campus di Ravenna. I due giorni dedicati al tema sono conclusivi delle iniziative previste per la realizzazione del progetto “I laboratori della legalità”, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per 13mila euro a fronte del costo complessivo di 23mila.

«Si tratta di un progetto che giunge a compimento – afferma l’assessora Valentina Morigi – tra quelli ammessi a finanziamento. La nostra azione amministrativa tesa all’inclusione, alla educazione, alla legalità e alla cittadinanza responsabile si fa dunque sempre più concreta per intervenire nel tessuto sociale attraverso iniziative preventive e di analisi in grado di entrare nel cuore delle problematiche del disagio sociale e dell’illegalità e cercare soluzioni percorribili».

Si comincia quindi venerdì 1, alle 9, nella facoltà di giurisprudenza, aula 3, in piazza Arcivescovado 1, dove avrà luogo il workshop con Marco Dotti, giornalista di Vita.it. Nella prima parte i temi della legalità verranno affrontati dal punto di vista degli strumenti di analisi e del quadro macroeconomico; nella seconda parte si passerà ad analizzare il quadro microeconomico della provincia di Ravenna e l’impatto sociale dell’azzardo diffuso.

Sabato 2 dicembre, alle 9, a Palazzo Corradini, aula Tumidei, in via Mariani 5, avranno luogo i lavori del convegno che saranno introdotti dal Gruppo dello Zuccherificio e dall’amministrazione comunale. Seguiranno gli interventi di Maurizio Fiasco, presidente di Alea, consulente della Consulta antiusura, Vittorio Foschini, dirigente psicologo del Sert di Ravenna, Gian Guido Nobili, responsabile dell’Area di sicurezza urbana e legalità della Regione Emilia-Romagna, Gianni Savron, psicologo e membro di Alea, Roberto Lucchi, direttore Confesercenti Ravenna e presidente di Sos Impresa, Michele Angelo Lupoi, docente di diritto processuale civile dell’università di Bologna, campus di Ravenna, Elena Valentini, docente di diritto processuale penale. La mattinata si concluderà con la consegna dei premi di laurea su “La legalità come contrasto a forme di sfruttamento e discriminazione”. Dalle 20, nel circolo Abajur, in via Ghibuzza 12, si terrà “Giocare senza essere giocati”, proiezione dei corti realizzati durante il laboratorio cinematografico tenuto da Fabrizio Varesco nelle scuole. Alle 21 si terrà lo spettacolo di improvvisazione musicale con Alien Dee.

A Borgo Rivola da due settimane linee telefoniche ko, sindaco furioso contro Telecom

Una nevicata di un paio di ore il 13 novembre ha danneggiato i collegamenti: nella frazione abitano 500 persone che sono senza telefono e senza internet. Nicolardi: «Situazione insostenibile»

Telefono Horror 134005Da più di due settimane Borgo Rivola, frazione di 500 abitanti nel comune di Riolo Terme, non può comunicare con il resto del mondo: linee telefoniche interrotte dal 13 novembre, giorno in cui il territorio è stato investito da un’ondata di maltempo che, seppur breve nella sua durata, ha procurato danni alla rete telefonica di Telecom. Decine e decine di famiglie, di aziende e di cittadini da allora hanno i propri telefoni e terminali muti e fermi. Telecom, tramite i suoi operatori, risponde alle sollecitazioni, sia dei cittadini che della stessa amministrazione pubblica, che la questione è in fase di risoluzione. Niente di concreto, ad oggi, però si è ancora visto.

A questa continua mancanza di tempestività di intervento arriva anche lo sfogo e il commento irritato del primo cittadino termale, Alfonso Nicolardi: «Questa situazione è assurda. Fossimo stati investiti da una calamità naturale di bibliche dimensioni si poteva immaginare qualche situazione di disagio, ma quasi venti giorni di totale mancanza di intervento , a seguito di una nevicata durata un paio di ore, hanno dell’incredibile. Abbiamo più volte sollecitato Telecom affinché intervenisse, è stata interessata la prefettura e il caso, assieme ad altre situazioni simili distribuite sul territorio provinciale sono state segnalate anche in consiglio regionale da parte del consigliere Mirco Bagnari. Nonostante tutto questo la situazione non è affatto tornata alla normalità. Anzi. I disservizi – prosegue il primo cittadino – perdurano lasciando aziende e famiglie senza telefono fisso. Molti hanno scelto proprio di mantenere questa tipologia perché i cellulari in questa zona ha problemi di ricezione del segnale. Se ci si mette anche la rete fissa a non funzionare la cosa diventa insostenibile. Chiediamo che Telecom quanto prima risolva questa incomprensibile e insostenibile situazione».

Processo Cagnoni, l’identikit dei giudici popolari che decideranno se è un assassino

Il 53enne dermatologo è accusato di aver ucciso la 39enne moglie Giulia Ballestri e rischia l’ergastolo: la sentenza spetta alla corte d’assise, composta da due giudici togati e otto cittadini estratti a sorte (di cui due solo in veste di supplenti). Il loro profilo: età, sesso, titolo di studio, stato civile, professione

I giudici togati della corte d’assise del processo a Matteo Cagnoni: a destra il presidente Corrado Schiaretti, a latere Andrea Galanti

L’età media è 56 anni, quattro donne e quattro uomini, sette su otto sono sposati, tre hanno la licenza media e uno solo è laureato, un pensionato e una casalinga, due residenti a Ravenna e gli altri sei nel Faentino: è il profilo sommario degli otto giudici popolari che affiancano i due togati (presidente Corrado Schiaretti, a latere Andrea Galanti) nella corte d’assise del processo per l’omicidio di Giulia Ballestri cominciato il 10 ottobre scorso con il marito Matteo Cagnoni alla sbarra.

Questi i singoli profili più dettagliati (nomi e foto non sono pubblicabili): una casalinga 50enne con diploma di scuola superiore, una 46enne metalmeccanica con licenzia media, un’infermiera 57enne, una 60enne laureata che lavora nel campo amministrativo, un artigiano di 64 anni con diploma di superiori, un 55enne con diplomato alberghiero che lavora nel turismo, un pensionato di 63 anni con licenza media e un 54enne artigiano con licenza media. Uno è residente a Ravenna, due a Castel Bolognese, due a Faenza, uno a Solarolo e uno a Brisighella. Siedono tutti al banco della corte ai lati dei togati, indossando una fascia tricolore, ma due di loro sono in veste di supplenti: seguiranno tutte le udienze ma prenderanno parte alle decisioni solo qualora venissero chiamati a sostituire uno dei titolari impossibilitato a continuare per via di qualche grave problema (la sostituzione poi diventa definitiva).

Sono stati selezionati tra i 50 estratti a sorte dall’elenco a disposizione del tribunale, distribuiti in maniera omogena tra i diciotto comuni della provincia perché trattandosi di un’assise di primo grado il bacino di riferimento è provinciale, gestito in via telematica dal ministero. L’elenco dovrebbe essere composto dai cittadini con età compresa tra 30 e 65 anni che si iscrivono volontariamente. Ma siccome i volontari scarseggiano, alcuni Comuni hanno adottato una linea opposta: comunicano ai tribunali tutti i nominativi dei cittadini idonei e affiggono avvisi pubblici non per cercare volontari ma per avvisare chi non è interessato perché chieda di essere cancellato.

Alcuni tribunali fanno periodicamente le estrazioni per avere già pronta l’eventuale composizione mentre il tribunale di Ravenna, per snellire le procedure, ha scelto di comporre le corti solo quando sono in programma processi che lo richiedano (l’assise è chiamata a giudicare solo i reati più gravi). E così a settembre gli estratti hanno ricevuto dai carabinieri la convocazione ufficiale per comparire in tribunale (il datore di lavoro è obbligato a concedere il permesso, l’assenza è consentita solo con certificato medico per gravi motivi di salute o spostamenti all’estero già programmati e inderogabili). Uno per uno gli estratti sono stati chiamati e sottoposti ad alcune semplici domande per valutare la propensione alla partecipazione. Innanzitutto si cerca di capire chi potrà garantire una disponibilità certa per un lungo periodo (dal 10 ottobre udienza ogni venerdì fino a primavera inoltrata): persone sole con anziani o figli piccoli a carico o con particolari impegni già in previsione vengono scartate. Così come sono stati scartati quelli che conoscevano già le parti (ad esempio un vicino di ombrellone dei coniugi a Marina Romea) o gli obiettori di coscienza per l’ipotesi ergastolo (è stato scartato anche quello che ha risposto di essere favorevole alla pena di morte…). I giudici togati prendono nota anche di eventuali sensibilità dei singoli di fronte a immagini violente che dovranno essere visionate in udienza, oppure la difficoltà a restare chiusi per ore in un’aula senza finestre. Sono esclusi d’ufficio appartenenti alle forze dell’ordine e dipendenti del tribunale. A quel punto la scelta degli otto nomi è di competenza esclusiva dei due giudici togati (a cui tocca poi anche il compito di accompagnarli nella comprensione dei passaggi più tecnici): una volta selezionati restano incaricati fino alla fine del processo qualunque sia la durata (e per due anni a seguire non faranno altre corti). All’inizio in pochi gioiscono ma molti alla fine in passato hanno riconosciuto di aver vissuto un’esperienza anche faticosa ma intensa.

Per ognuno c’è un gettone. Rimborso pasto, rimborso spese di viaggio (calcolato come se si viaggiasse in treno) e un piccolo extra: in totale si arriva a circa 70-80 euro giornalieri. Chi ha un lavoro dipendente percepisce la busta paga come se fosse presente al lavoro.

Non è richiesto adottare particolari disposizioni o comportamenti al di fuori del tribunale se non il divieto di parlare con chiunque di quanto accade in camera di consiglio: una volta che si chiude la porta sono interrotti tutti i contatti con l’esterno fino alla decisione. La pausa si fa dentro. Il bar fornisce i caffè, per il resto i giudici ravennati hanno fatto un patto: a turno ognuno porta qualcosa di dolce o salato da condividere.

La sentenza del processo arriverà dopo maggio 2018: per quel mese è atteso il pronunciamento della Cassazione sulla richiesta della difesa di trasferire altrove il processo perché la corte ravennate sarebbe stata influenzata da una campagna stampa avversa all’imputato. Se la Suprema Corte dovesse accogliere la richiesta, il processo dovrebbe ricominciare da zero in altra sede.

Si accende l’albero in centro a Ravenna. Per la pista di ghiaccio bisogna aspettare

Il 7 dicembre invece l’inaugurazione del villaggio di Natale in piazza, con 15 capanni

Albero di NataleAccensione anticipata, quest’anno, per l’albero di Natale in piazza del Popolo a Ravenna che inizierà a splendere già da sabato 2 dicembre. Anche quest’anno il grande albero è stato donato dalla città di Andalo e addobbato da Pandora (la foto è stata pubblicata dal consigliere Daniele Perini su Facebook in uno status in cui appunto ringrazia la città di Andalo).

In occasione dell’accensione, alle 17.30, si esibisce l’associazione Orchestra dei giovani di Ravenna  con 45 musicisti, di età compresa tra i 12 e 18 anni, diretti dai professori Franco Emaldi e Marco Paganelli. Il repertorio è incentrato su brani natalizi tra i quali Bianco Natale, Jingle Bells, Joy to the World.

Nella vicina piazza Kennedy si dovrà invece aspettare probabilmente fino al ponte dell’Immacolata per veder aprire la pista di pattinaggio JFK on Ice, inizialmente annunciata per il 2 dicembre.

Giovedì 7 è invece prevista l’apertura sia dei “capanni del Natale” in piazza del Popolo (che quest’anno saranno 15 rispetto ai 10 del 2016) sia dei Mercatini in viale Farini e Piazza Anita Garibaldi, con numerose attività di animazione.

A Faenza torna il temporary shop della ceramica, con idee regalo per il Natale

Dall’1 al 24 dicembre in corso Mazzini mostra e vendita temporanea sull’identità ceramica faentina

Temporary Shop 2016 1Dopo i successi del 2015 e del 2016, Ente Ceramica Faenza organizza anche quest’anno il Temporary Shop della Ceramica, una mostra e vendita temporanea di ceramica faentina in occasione del Natale 2017.

Dall’1 al 24 dicembre saranno 27 i ceramisti all’interno dello spazio in Corso Mazzini 35 che rappresenteranno collettivamente l’identità ceramica faentina. L’inaugurazione sarà venerdì 1 dicembre, alle ore 18.

Temporary Shop 2016 2Ceramica artistica e artigianale di qualità, tra tradizione e contemporaneità, con tante idee per un regalo o un pensiero creativo, unico, fatto a mano a Faenza da (in ordine alfabetico): Serena Balbo, Fosca Boggi, Federica Bubani, Fos Ceramiche, Ceramica Gatti, Gino Geminiani, Ceramiche Geminiani di Silvana Geminiani, Elvira Keller, Paola Laghi, Carla Lega Ceramiche d’Arte, Mabilab di Ivana Anconelli, Maestri Maiolicari Faentini, Manifatture Sottosasso, Etra Masi, Antonietta Mazzotti, Marta Monduzzi, Ceramica Monti di Vittoria Monti, Morena Moretti, Mirta Morigi Ceramica Contemporanea, Monica Ortelli, Fiorenza Pancino, Ifigenia Papadopulu, Liliana Ricciardelli, Studiocasalaboratorio di Maurizio Russo, Studio Leoni in Arte di Antonella Amaretti, Susanna Vassura, La Vecchia Faenza.

«Anche quest’anno Ente Ceramica Faenza ripropone alla città un luogo in pieno centro storico all’interno del quale si racconta l’insieme della produzione ceramica artistica della nostra città», commenta Massimo Isola, vicesindaco e presidente di Ente Ceramica Faenza. «Saranno quasi una trentina infatti le botteghe che parteciperanno a questo momento espositivo, che vuole stimolare la diffusione della ceramica faentina, non solo dentro le mura. La formula del temporary shop negli ultimi due anni è stata vincente e ci ha permesso di vendere centinaia di articoli in ceramica, aiutando le nostre botteghe e diffondendo la nostra ceramica. Questa terza edizione vuole confermare le idee forti degli anni passati: racconto di una produzione plurale, valorizzazione delle eccellenze produttive locali e coinvolgimento di alcuni soggetti attivi sul territorio. Saremo ancora nel cuore della città, nello stesso spazio del 2016, a pochi passi dalla nostra piazza, luogo di forte animazione e vitalità di questo dicembre faentino. La conferma di un percorso che vogliamo coltivare in direzione futura, cerando di dare sempre più solidità e stabilità a questa nostra idea di presentare insieme la nostra produzione. Dal tradizionale al contemporaneo, dal mondo del design alle suggestioni dell’arte contemporanea: Faenza oggi produce un insieme diffuso e articolato di ceramiche che devono sempre di più, nel rispetto delle singole specificità e tipicità, trovare spazi comuni. La nostra identità ceramica va aggiornata e raccontata, questo temporary shop cerca di dare un piccolo ma significativo contributo in questa direzione».

Partner del progetto, come nella prima edizione, è la Riunione Cattolica Torricelli, associazione con cui Ente Ceramica Faenza ha condiviso in questi anni eventi e iniziative, in una logica di rete, che la prossima primavera riproporrà la tradizionale asta di opere d’arte e ceramica che contribuisce a finanziare le attività dell’ente stesso, e in modo particolare proprio il Temporary Shop della Ceramica.

In collaborazione con Strada della Romagna, che offrirà il vino per l’inaugurazione.

Non mancherà, anche quest’anno, l’ormai tradizionale intervento musicale del Gruppo Ottoni della Scuola Comunale di Musica G. Sarti di Faenza, la mattina della Vigilia di Natale (24 dicembre), dalle ore 10.30.

Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30; sabato e domenica dalle 10 alle 19.30 (8 dicembre dalle 10 alle 19.30).

Università, docenti e studenti omaggiano l’ex vicesindaco «per 20 anni di impegno»

29 11 2017 RAVENNA UNIVERSITà , FOND FLAMIN IA , GIURISPUDENZA , TRIBUTO A MINGOZZI PER I SUOI PIù DI 20 ANI PER LUNIVERSITà
Mingozzi omaggiato da due studenti

Studenti e docenti di diversi corsi di laurea ravennati hanno reso omaggio all’ex vicesindaco Giannantonio Mingozzi, «per il suo costante impegno a sostegno dell’Università a Ravenna, che dura più di vent’anni», si legge in un comunicato stampa.

Mingozzi Tributo
Il tributo a Mingozzi

Nel corso della breve  cerimonia all’ex vicesindaco è stata donata la tradizionale feluca universitaria dei giuristi, dopo i brevi interventi degli studenti Camelia Parodi (presidente dell’associazione Universirà) e Jason Gabrielli, in rappresentanza degli studenti di giurisprudenza.

Oltre a diversi docenti erano presenti il presidente della Fondazione Flaminia Lanfranco Gualtieri, il presidente dell’ordine forense Mauro Cellarosi, l’attuale vicesindaco Eugenio Fusignani e diversi consiglieri comunali, nonché imprenditori e personale del Campus. «Una sorpresa e un omaggio commovente – ha dichiarato Mingozzi – che vorrei estendere a tutti coloro che hanno contribuito a far si che dalle 100 matricole di fine anni ’80 oggi si sia arrivati a quasi 4.000 universitari nel nostro Campus, 1.000 matricole e 500 laureati ogni anno, 30 sedi di ricerca, di studio e di servizio, 25 corsi di laurea in una città che possiamo chiamare finalmente universitaria».

«Più che un saluto – ha concluso Mingozzi – questo incontro è uno stimolo a continuare l’impegno per nuovi risultati, seppure da un altro versante (Mingozzi è presidente di Tcr, società dei container partecipata da Sapir e Contship, ndr) affinché le imprese del porto e dell’offshore si dimostrino sempre più vicine al sistema universitario perché insieme rappresentano il meglio della ricerca e della innovazione nell’economia ravennate».

Agli studenti Mingozzi ha lasciato alcune copie del volume da lui curato “Ravenna dall’Università in poi.

All’Esp di Ravenna «la prima libreria al mondo all’interno di un supermercato»

La presidente di Librerie.coop: «Vogliamo rendere l’acquisto di un libro un gesto quotidiano, come l’acquisto del pane o del latte»

Nuova Ipercoop Esp
I lavori di allestimento delle scorse settimane per la nuova libreria all’Ipercoop di Ravenna

Sabato, 2 dicembre, nell’ambito dell’inaugurazione del nuovo supermercato Coop al centro commerciale Esp di Ravenna, sarà tagliato il nastro anche alla nuova libreria della catena Librerie.coop. «Un nuovo formato in totale controtendenza – si legge nel comunicato inviato alla stampa da Librerie.coop – all’attuale modello presente nei maggiori player italiani; si triplica il numero dei titoli presenti, si espongono i libri in modo chiaro e leggibile e soprattutto la vendita sarà assistita da librai professionisti». Sei, quelli a Ravenna dove secondo Librerie.coop ci sarà «la prima sperimentazione al mondo di una libreria tradizionale con assortimento di catalogo all’interno di un ipermercato».

«Ricordo – dichiara il presidente di Librerie.coop, Nicoletta Bencivenni – un’ intervista di un anno fa ad un grande editore italiano che rispose a proposito dei libri nei supermercati dicendo che è una grande idea, che “è un bene che il libro diventi un abitudine, che stiano pure vicino al cartone del latte”. Leggere dovrebbe essere un gesto quotidiano, come fare colazione. Gli spazi libri di cui parliamo non portano i libri vicino al cartone del latte perché abbiamo cercato ci ricreare un ambiente confortevole e piacevole, con la possibilità di sedersi e sfogliare un libro, un luogo che possa assomigliare il più possibile ad una libreria, pur sapendo che ci sono limiti strutturali, ma è reale l’intento di rendere l’acquisto del libro un “gesto quotidiano” come l’acquisto del pane e del latte. Coop Alleanza 3.0 ha dimostrato molto coraggio nel sostenere questo progetto che rivoluziona il mondo dei libri nella grande distribuzione, condividendo con Librerie.coop l’ambizione di portare i libri incontro alla gente, ai lettori forti ma anche e sopratutto ai lettori occasionali offrendo una standard qualitativo diverso e unico, con un servizio di assistenza mai esistito nel panorama della distribuzione organizzata».

Lavori nel cortile delle scuole: 120mila euro per la Garibaldi e la Freccia Azzurra

Manutenzione straordinaria per l’elementare e la materna, adiacenti, in zona via Rubicone, a Ravenna

Garibaldi
Una veduta della Garibaldi su via Rubicone

Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Roberto Fagnani, nell’ultima seduta la giunta del Comune di Ravenna ha approvato lavori di manutenzione straordinaria per le aree esterne della scuola primaria Garibaldi e della scuola per l’Infanzia Freccia azzurra, rispettivamente in via Rubicone e in via Aniene, ma adiacenti.

Sono previsti, tra gli altri, per la primaria Garibaldi, il rifacimento completo delle pavimentazioni esterne, il rifacimento del massetto e la pavimentazione con piastrelle in gres nell’accesso esterno su via Aniene. Sul confine a est verrà realizzato un muro in cemento armato in aderenza a quello esistente mentre sul lato sud dell’area cortilizia verrà rifatta la recinzione in rete metallica.
Alla materna Freccia azzurra sarà ripristinato il muretto di recinzione e sarà realizzato un cancello carraio su via Aniene per consentire l’accesso ai mezzi di manutenzione. Sarà altresì sostituita la recinzione metallica sul lato nord dell’area.

La somma di 120mila euro è finanziata nel Piano degli investimenti 2017 del Comune.

«L’impianto di gnl è sicuro». Ma i residenti hanno paura: «La scuola è a 600 metri»

Le rassicurazioni dei tecnici durante un’animata assemblea pubblica a Marina di Ravenna. L’azienda disponibile a convertire il traghetto come compensazione ambientale

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L’assemblea pubblica di mercoledì 29 novembre a Marina sull’impianto gnl

L’impianto di gnl sul Candiano è sicuro. Questo è quanto ha certificato il Comitato tecnico regionale che dato il nulla osta di fattibilità alla costruzione del deposito di carburante progettato dalla Pir sulla sponda del canale che si trova a poche centinaia di metri da Marina di Ravenna e Porto Corsini. Le rassicurazioni dei tecnici però non sembrano convincere ancora parte degli abitanti che continuano ad avere forti perplessità, espresse durante un’animata assemblea mercoledì 29 novembre, la seconda dopo quella di luglio, che si è tenuta a Marina di Ravenna.

Stavolta a parlare non erano politici e azienda ma i tecnici. Primo tra tutti Silvano Barberi, ingegnere e direttore generale dei Vigili del fuoco, che ha esaminato il progetto proprio all’interno del Ctr. In sintesi: il gnl (acronimo di gas naturale liquefatto) viene raffreddato e depositato allo stato liquido nel deposito, a differenza di quanto avverrebbe con il gpl, che invece viene stoccato in pressione. Ciò rende il gnl molto meno pericoloso perché, spiega Barberi, «la pressione all’interno è la stessa che c’è nell’atmosfera». Inoltre «non si tratta di un impianto sperimentale ma di un progetto già presente in altre parti del mondo». In caso di esplosione, ritenuto altamente improbabile, gli effetti non arriverebbero oltre i 140 metri dall’impianto. Le scuole sono a circa mezzo chilometro.

Alberto Rebucci, dirigente Arpae, ha poi illustrato le osservazioni fatte sull’impatto ambientale e fornito alcuni numeri che riguardano le emissioni. I cinque motori di raffreddamento necessari appunto per tenere il gas allo stato liquido sono alimentati a gnl e impattano nell’atmosfera con 19 tonnellate annue di azoto. Ma il dato più importante riguarda il traffico: camion e navi dovrebbero portare un aumento di 11,75 tonnellate annue di polveri sottili e 38,11 tonnellate di azoto. Difficile capire così, se non esperti, se siano tante oppure no ma Arpae ha chiesto azioni ambientali compensative. Una dà l’idea della misura delle emissioni di cui stiamo parlando. «L’azienda, su nostra richiesta, si è detta disponibile a convertire il traghetto tra Marina e Porto Corsini che attualmente va a gasolio in un impianto a gnl. Ciò permetterebbe di ridurre le tonnellate di pm10 annue emesse dal traghetto da 26,3 a 1,3 tonnellate annue». L’azienda è disponibile anche a migliorare la performance ambientale dei suoi impianti di stoccaggio.

Le rassicurazioni sono abbastanza dal punto di vista legislativo, tanto che il Comune a breve procederà con la concessione del permesso di costruire in deroga. Palazzo Merlato deve valutare infatti l’aspetto urbanistico e una commissione si è occupata qualche giorno prima dell’assemblea del tema. Le forze di maggioranza – a parte Mdp che si è riservato di esprimere parere in Consiglio – si sono già espresse favorevolmente.

Tutti aspetti che non placano molti residenti. Una ventina a fine serata gli interventi: c’è chi «non si fida delle autorità», altri che «si sono informati» e considerano «superficiali» le risposte date alle osservazioni. Alcuni continuano ad essere perplessi sul traffico e sui 17mila camion annui che circoleranno sulla Baiona con gli autisti che «guidano in modo un po’ allegro». I più ostici sono i genitori: difficile convincere una mamma che i 600 metri tra la scuola di suo figlio e il nuovo deposito di gas siano più che sufficienti per tenerlo al sicuro.

Moni Ovadia al teatro Socjale di Piangipane omaggia Charles Mingus

Il grande attore accompagnato da un quintetto d’archi per un viaggio attraverso le composizioni del mitico contrabbassista

Manifesto ARTISTI.inddArriva al teatro Socjale di Piangipane per la prima volta il grande attore teatrale, drammaturgo, scrittore e compositore Moni Ovadia. L’appuntamento è per venerdì 1 dicembre, dalle 22, con “Mingus in strings”, una sorta di viaggio attraverso le musiche di Charles Mingus arrangiate per quintetto d’archi in cui la voce di Moni Ovadia, grande estimatore e cultore del mitico contrabbassista afro americano, viaggia in compagnia dei grandi personaggi della storia del jazz che hanno accompagnato e a volte influenzato l’opera di Mingus. I brani che accompagnano i testi di Maurizio Franco sono tra i più rappresentativi delle composizioni di Mingus.

Musikorchestra è il quintetto che accompagnerà Ovadia, composto da Emanulele Parrini e Mariella Sanvito al violino, Paolo Botti alla viola, Eliana Gintoli al violoncello e Luca Garlaschelli a contrabbasso e arrangiamenti.

Cappelletti nell’intervallo, come da tradizione. Ingresso riservato soci Arci. Info e prevendita: 327 6719681.

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