martedì
21 Aprile 2026

Un anno dopo e con sette mesi di ritardo riapre il ponte dell’Albergone

Alle porte di Bagnacavallo torna alla normalità la circolazione sul fiume Lamone

AlbergoneConclusi i lavori e superato il collaudo, il ponte Albergone sul fiume Lamone – alle porte di Bagnacavallo, in direzione Ravenna  sulla provinciale 253 San Vitale – è stato definitivamente riaperto ieri – in entrambi i sensi di marcia, a un anno dalla chiusura e con un ritardo di diversi mesi rispetto alle previsioni.

Il cantiere per l’adeguamento statico, sismico e funzionale del ponte aprì infatti a settembre con la previsione di arrivare a conclusione entro febbraio 2017. In maggio l’apertura a senso unico alternato, dopo la risoluzione consensuale del rapporto con la ditta Pinciara di Milano e l’affidamento dei lavori da parte della Provincia, in marzo, alla seconda classificata al bando del 2014, l’impresa consortile Arco Lavori di Ravenna.

A Bagnacavallo oltre 200 opere dei grandi cicli incisori di Goya

Dal 16 settembre al 19 novembre al museo delle Cappuccine. L’anno scorso in 6mila per Chagall

Follia Della StupiditaSarà inaugurata alle 18 di sabato 16 settembre al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo la mostra Goya. Follia e ragione all’alba della modernità, curata da Diego Galizzi, direttore del museo, e da Patrizia Foglia, storica d’arte.

La mostra, che con più di 200 opere esposte realizzate ad acquaforte, acquatinta, puntasecca e bulino riunisce i quattro grandi cicli incisori di Goya (i Capricci, i Disastri della guerra, le Follie e la Tauromachia), è stata presentata in municipio dal direttore Diego Galizzi e dall’assessore alla Cultura Enrico Sama.

«Il lavoro svolto in questi anni dal Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo è intenso, prezioso e lungimirante – ha esordito l’assessore Sama. – Ci auguriamo che questa mostra possa incontrare l’interesse del pubblico come è accaduto con quella dedicata a Chagall nel 2016, con oltre seimila visitatori, e siamo sempre più convinti che investire in cultura sia un arricchimento per tutti».

Diego Galizzi
Diego Galizzi

«Tra tutti i grandi artisti europei, Francisco Goya, genio innovatore e anticonformista, è uno dei pochi esempi di maestro la cui grandezza si rivela pienamente nelle incisioni – ha aggiunto il direttore Galizzi –. Non sarebbe stato infatti possibile per Goya raggiungere le vette della notorietà mondiale se non ci avesse lasciato i suoi capolavori grafici. Con questa mostra, per noi ambiziosa, vogliamo proseguire con determinazione il nostro impegno rivolto alla divulgazione della grafica d’arte, con la quale siamo convinti che si possano realizzare eventi di grande qualità.»

All’inaugurazione ufficiale di sabato interverranno il sindaco Eleonora Proni, l’assessore Sama e i curatori della mostra. Poi, alle 19.45, il museo ospiterà il concerto La follia in musica. Omaggio a Francisco Goya, curato da Emilia Romagna Concerti, con musiche di Corelli, Tartini, Vitali; al violino Roberto Noferini, al clavicembalo Chiara Cattani.

In un percorso intenso e incalzante si attraversano le ottanta incisioni dei Capricci (1799), una feroce e fantasmagorica messinscena grottesca che nel colpire i vizi e le superstizioni della società spagnola dà loro sostanza visiva, spesso in forma di streghe, demoni o fantasmi, e dove Goya porta alla luce quei territori nascosti dell’inconscio di ognuno di noi dove si annidano i sogni, gli incubi e le passioni che fanno di noi degli esseri incoerenti, in preda a pulsioni e desideri contraddittori.

Nelle ottanta tavole dei Disastri della guerra (1810-20), una cruda sequenza di brutalità e violenze ispirate dalla “guerra di indipendenza” spagnola (1808-14), ci si imbatte invece nel concretizzarsi nella realtà quotidiana di quel mondo di fantasmi e demoni a cui aveva dato forma nei Capricci: tra uomini e demoni non vi è più alcuna differenza, la follia si è liberata nel mondo, risiede ovunque, nella spietatezza dei soldati così come nel delirio della gente comune. A proposito di questo ciclo, nel 1979 Fred Licht ha scritto: «Chiunque abbia letto, anche frettolosamente, i giornali degli ultimi cinquant’anni constaterà che le notizie più significative erano state illustrate da Goya più di un secolo e mezzo fa».

 

Ricca di quaranta tavole, la Tauromachia (1815 ca.) si presenta come una lunga e travolgente carrellata di immagini che ci racconta con straordinaria vitalità alcuni momenti, sospesi tra storia e leggenda, della fiesta de toros, un rituale eroico e folle insieme, che rappresenta come null’altro lo spirito più autentico dell’hispanidad.

Quasi un preludio di quello spettacolo oscuro e delirante che sono le celebri pitture nere della “Quinta del sordo” è il ciclo delle Follie (1816-19 ca.), dove Goya, sempre più rinchiuso nella sordità e nell’isolamento interiore, dà vita a scene di difficile interpretazione che presentano visioni da incubo, attraverso le quali Goya fa ancora una volta riemergere quella che lui sente essere la vera essenza dell’uomo: il caos delle passioni, delle paure e delle follie umane.

La mostra, patrocinata dall’Istituto Beni Culturali dell’Emilia Romagna e realizzata con il contributo di Edison Stoccaggio, rappresenta un’importante occasione per ammirare tutti insieme i capolavori grafici con i quali, con l’aprirsi dell’Ottocento, l’artista spagnolo ha spalancato la strada ad un nuovo modo di intendere l’arte e di guardare il mondo. In sostanza, a una nuova epoca.

“Goya. Follia e ragione all’alba della modernità” rimarrà aperta dal 16 settembre al 19 novembre 2017.
Orari: martedì e mercoledì: 15-18; giovedì: 10-12 e 15-18; venerdì, sabato e domenica: 10-12 e 15-19. Chiusa il lunedì e post-festivi.
Aperture serali speciali (fino alle 23.30) dal 28 settembre all’1 ottobre. Ingresso gratuito.
Il Museo Civico delle Cappuccine è in via Vittorio Veneto 1/a a Bagnacavallo.
Per info e visite guidate per gruppi: 0545 280911; centroculturale@comune.bagnacavallo.ra.it e www.museocivicobagnacavallo.it

 

Due Open day del Porto Robur Costa per i baby che vogliono giocare a minivolley

Volley giovanile / La società ravennate organizza due giornate speciali indirizzate alle bambine e ai bambini nati dal 2006 al 2011: sabato 16 settembre (ore 15) alla “Montanari”, domenica 24 settembre (ore 10.30) al PalaCosta. Il presidente Casadio: «La nostra speranza è far vivere anche a loro le stesse sensazioni che abbiamo vissuto noi da giovani»

Locandina Open Day Minivolley
La locandina del Porto Robur Costa sugli Open Day

Due giornate speciali dedicate ai bambini e alle bambine che vogliono avvicinarsi al mondo della pallavolo. Il Porto Robur Costa organizza due “Open Day” di minivolley, indirizzati ai giovanissimi nati dal 2006 al 2011, durante i quali gli allenatori e gli istruttori del vivaio insegneranno le prime basi di questo sport, ovviamente in un contesto di puro gioco e divertimento. Il primo dei due appuntamenti è in programma per sabato 16 settembre, alle ore 15, alla palestra della scuola Montanari, in via Aquileia 29. La seconda data è fissata per domenica 24 settembre, alle ore 10.30, al PalaCosta in piazza Caduti sul Lavoro 13. Nel corso dei due Open Day saranno consegnati ai partecipanti dei coupon che daranno diritto all’estrazione a sorte di due biglietti gratuiti per assistere alla prima partita di campionato di Superlega in programma il 15 ottobre, con la Bunge che al Pala De André affronterà Piacenza. Per ulteriori informazioni chiamare dal lunedì al venerdì (ore 10-13) al numero della sede del Porto Robur Costa (0544.421032), oppure al 335.8185487.

«Siamo orgogliosi – afferma il presidente del Porto Robur Costa, Luca Casadio – di dare la possibilità a questi bambini di provare a giocare a uno sport meraviglioso come la pallavolo, di cui Ravenna è una delle capitali italiane. La nostra speranza è far vivere anche a loro le stesse sensazioni che abbiamo vissuto noi da giovani. Abbiamo la fortuna di poter contare su un direttore generale come Marco Bonitta e un responsabile del vivaio come Pietro Mazzi, che rendono ancora più qualificata e professionale la nostra attività giovanile. Nella passata stagione abbiamo partecipato a ben cinque finali nazionali ed è da quando siamo nati, dal 2004, che piazziamo sempre almeno una squadra alle fasi tricolori e non penso ci siano altre società in Italia che possano vantare un simile risultato. Questo è anche il frutto della collaborazione con il Romagna In Volley, del quale consorzio facciamo parte in maniera paritaria come altri club del territorio».

Rom con soldi e Rolex nella casa dell’Asp: «L’alloggio era per il bambino malato»

Il sindaco si difende dagli attacchi politici e annuncia querele per i commenti su Facebook, anche contro Faenzanet. «Le condizioni di salute segnalate obbligavano l’Amministrazione a trovare una soluzione. Viviamo in uno stato di diritto»

Faenzanet
Il post incriminato su Facebook di Faenzanet

A Faenza nel giorno del corteo “contro le politiche dell’Amministrazione sul tema rom e sulla gestione delle case popolari” (in programma giovedì 14 settembre dalle 20.30) il clima politico si scalda anche a causa dell’ultima notizia di cronaca, riguardante il sequestro di Rolex e 11mila euro in contanti nell’abitazione di una famiglia rom e l’ipotesi ricettazione.

L’ex candidato sindaco della Lega Nord alle Amministrative di Faenza, Gabriele Padovani, su Facebook infatti sottolinea che «anche a questo nucleo famigliare rom è stata assegnata la casa dal Comune tramite Asp» e sui social monta la protesta. Tanto che nel pomeriggio il sindaco Giovanni Malpezzi e l’amministrazione di centrosinistra inviano una nota ai giornali.

«Il Comune di Faenza – si legge nel comunicato – respinge qualsiasi interpretazione dei fatti che tenda a speculare politicamente su quanto accaduto, così come sta accadendo in queste ore soprattutto tramite i social network. La famiglia in questione infatti- è in affitto in un alloggio dell’Azienda di servizi alla persona della Romagna Faentina in virtù di una emergenza sanitaria segnalata dall’Asl di competenza, relativa a gravi problemi medico-sanitari di un minore – all’epoca neonato e oggi di appena due anni – appartenente al nucleo familiare in questione. Le condizioni di salute segnalate obbligano l’amministrazione pubblica (in questo caso specifico il Comune in collaborazione con l’Asp) a individuare soluzioni abitative idonee al caso come assoluta priorità su tutto il resto. Un dovere e un principio che valgono per chiunque, senza distinzione di nazionalità o di provenienza. Se l’ente pubblico non tutelasse in primis la salute di un minore rispetto alle eventuali colpe dei genitori, non vivremmo in uno stato di diritto ma di barbarie; oltre al fatto che il Comune sarebbe esposto ad eventuali gravi responsabilità civili e penali, nel caso in cui non facesse fronte alle emergenze sanitarie segnalate».

«Sul tema della legalità, invece – continua la nota del portavoce del Primo Cittadino – il sindaco Malpezzi in persona ha chiesto in più occasioni alle Forze dell’Ordine il massimo rigore. Anche stavolta il primo cittadino esprime perciò la propria gratitudine all’Arma dei Carabinieri per la brillante operazione messa in atto. Il sindaco infine, valutati alcuni commenti violenti sui social network, ha deciso di sporgere denuncia nei confronti degli autori. A differenza del passato in cui altre denunce-querele promosse dal primo cittadino si sono concluse con il ravvedimento e le scuse degli autori, in questa occasione non vi sarà alcuna remissione della relativa querela e il sindaco Malpezzi chiederà una severa condanna per gli autori e i responsabili della divulgazione, in primis la pagina facebook Faenzanet per non aver filtrato i commenti».

 

Ristoratori di Milano Marittima se ne vanno con i mobili del franchising, denunciati

Ritrovate pentole e stoviglie in un altro locale. A uno dei quattro revocata anche la licenza per “falsità materiale in atto pubblico”

Mr CotolettaAvevano aperto un ristorante da asporto in franchising a Milano Marittima (Mr. Cotoletta) e prima di chiuderlo definitivamente si erano portati via arredamenti e attrezzature varie ottenuti in comodato d’uso: dai frigoriferi ai forni, dalle pentole fino addirittura ai vasi di fiori, per un valore stimato di migliaia di euro. Pentolame e stoviglie sono stati recuperati in queste ore dai carabinieri in seguito al decreto di perquisizione emesso dalla procura di Ravenna alla luce dell’articolata indagine eseguida nei mesi dagli stessi militari della stazione di Milano Marittima.

A finire nei guai, denunciati per concorso nel reato di “appropriazione indebita” sono stati i quattro gestori: padre e figlio di 55 e 26 anni, entrambi pregiudicati, gestori oggi di un noto ristorante di Lido di Savio; un 26enne (risultato nullafacente) di Cesenatico e un 38enne pregiudicato invece gestore “de facto”, secondo i carabinieri, di alcuni ristoranti di Milano Marittima. Quest’ultimo è stato denunciato anche per il reato di “falsità materiale commessa da privato in atto pubblico”, poiché nel corso delle indagini è emerso che per ottenere la licenza per la gestione di un ristorante di Milano Marittima aveva presentato una Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo sportello unico delle attività produttive del Comune di Cervia, attestando il possesso dei necessari requisiti soggettivi nonostante fosse pluripregiudicato (soprattutto per reati contro il patrimonio e frode) e addirittura sottoposto a misura di prevenzione dell’avviso Orale comminatogli dal Questore della Provincia di Ravenna a fine 2015. Dopo la denuncia alla Procura della Repubblica il Comune di Cervia, a seguito della formale comunicazione avanzata dai carabinieri, ha emesso ordinanza dirigenziale di annullamento della Scia, revocando quindi la licenza.

Il 26enne è stato anche denunciato invece per i reati di “ricettazione” e “detenzione sostanze stupefacenti” poiché trovato anche in possesso di farmaci anabolizzanti, tra cui alcuni a base nandrolone.

Dopo il delirio iPhone X, apre «uno dei più grandi Apple Premium Reseller d’Italia»

Il Med Store Ravenna si trasferisce al centro commerciale Esp. «Offerte sottocosto fino al 25 settembre»

AppleApre i battenti sabato 16 settembre dalle 9 – a poche ore dalla presentazione a Cupertino del chiacchieratissimo iPhone X, nei negozi dal 3 novembre – il nuovo Med Store Ravenna, che si trasferisce dal centro storico (via Corrado Ricci) al centro commerciale Esp per diventare «tra i più grandi Apple Premium Reseller d’Italia», si legge in una nota inviata ai giornali. Uno store quindi per forza di cose completamente rinnovato, in ogni sua forma, con tutte le novità Apple come il Flex Table, appositamente studiato per momenti di formazione e condivisione con i clienti, oltre a un’intera sala corsi dedicata a seminari e workshop.

Per l’occasione il locale annuncia «offerte sottocosto su Apple e il meglio dell’hi-tech valide fino al 25 settembre».

Epidemia di chikungunya a Roma, l’appello anche ai donatori di sangue ravennati

Regione Emilia-Romagna, Avis e Fidas chiedono un contributo straordinario

IndexL’obiettivo è raccogliere 500 unità di sangue alla settimana per tutto il periodo dell’emergenza, da destinare alla capitale. Regione, Avis e Fidas lanciano un appello ai donatori di sangue dell’Emilia-Romagna: un contributo straordinario per far fronte a quanto sta accadendo in provincia di Roma, dove è in corso un’epidemia di chikungunya, malattia virale dal decorso benigno che provoca febbre alta e dolori articolari anche persistenti, trasmessa dalla zanzara tigre (un’epidemiasi verificò negli anni scorsi anche nel Ravennate). Il Centro regionale sangue del Lazio ha sospeso la raccolta come misura di prevenzione dell’infezione.

«Chiediamo ai nostri donatori uno sforzo straordinario, certi che come sempre la risposta ci sarà- afferma l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. La nostra è una regione che ha nella solidarietà uno dei principi fondamentali. Il nostro sistema è forte, da sempre capace di garantire l’autosufficienza regionale e di fornire unità di sangue alle regioni che più ne hanno bisogno. Questo è il momento di dimostrarlo».

Le donazioni di sangue sono necessarie per consentire il mantenimento delle attività assistenziali e supportare la terapia trasfusionale e gli interventi chirurgici che altrimenti rischierebbero di essere sospesi.

Sangue. I dati dell’Emilia-Romagna
Sono 137.972 i donatori di sangue totali in Emilia-Romagna. I donatori che donano periodicamente sono 126.518. Aumentano i nuovi donatori, ovvero le persone alla prima donazione: 16.634 nel 2016 rispetto ai 14.229 dell’anno precedente (+14%). Il numero maggiore si è avuto nella fascia di età 18-25 anni (5.524). Nel 2016 le unità raccolte di sangue intero sono state 217.058, le unità trasfuse 207.542.
Dati che confermano la capacità del sistema regionale di essere autosufficiente e di riuscire anche a fornire unità di sangue alle regioni che più ne hanno bisogno: 2.945 quelle inviate nel 2016. Nei primi mesi del 2017 sono già state inviate 1.957 unità di sangue ad altre regioni.

Vaccini: Ravenna è la provincia in regione con percentuale più alta di bimbi idonei

Risultano in regola il 94,4 percento dei nati tra 2012 e 2016. A Rimini 84,4. Media Emilia-Romagna 92,2. Ecco tutte le info utili

Vaccini obbligatori

In provincia di Ravenna il 94,4 percento dei bambini nati dal 2012 al 2016 è in regola con le nove vaccinazioni obbligatorie e gratuite (la varicella è obbligatoria per i nati dal 2017) previste dalla legge Lorenzin per poter frequentare le scuole d’infanzia (nidi e materne). Tra le nove province dell’Emilia-Romagna, Ravenna è quella con la percentuale più alta: all’estremo opposto della graduatoria c’è Rimini dove i bimbi in regola sono 84,4 su cento (la media regionale è 92,2). I dati elaborati attraverso l’Anagrafe vaccinale della Regione, aggiornati al 30 giugno 2017, sono stati diffusi dalla Regione alla vigilia dell’apertura dell’anno scolastico.

Nei giorni scorsi era stata invece l’Ausl Romagna a fornire i dettagli del territorio ravennate dove sono 844 i bambini nella fascia di età 3-6 anni (nati tra il 2012 e il 2014 compresi) non vaccinati o con cicli vaccinali incompleti e quindi allo stato attuale senza idoneità per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia. Entro il 2 settembre scorso l’Ausl Romagna ha inviato ai genitori un invito (con data, orario e luogo) per effettuare le vaccinazioni mancanti o avere un colloquio con personale qualificato. Sono invece 8.591 le attestazioni di idoneità inviate alle famiglie dei bimbi che hanno effettuato tutte le vaccinazioni previste dalla norma per il loro anno di nascita.

Sulla base della legge 119/2017 e successive circolari ministeriali, a scuola va presentata: idonea documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni; oppure idonea documentazione sull’esonero dalla vaccinazione o sul rinvio per motivi di salute; oppure idonea documentazione sull’esonero per immunizzazione da malattia naturale; oppure prenotazione dell’appuntamento o della richiesta di vaccinazione presso l’Azienda Usl (o autocertificazione della stessa).
È consentito, nel caso in cui i genitori non siano in possesso della documentazione comprovante la vaccinazione, presentare un’autocertificazione e poi, entro il 10 marzo 2108, la relativa certificazione.

«Le forze messe in campo per informare le famiglie sono servite e la macchina sta funzionando bene – sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi –. Aver approvato una legge regionale prima ancora di quella nazionale ci ha avvantaggiato, consentendoci di mettere a disposizione dei genitori tanti strumenti per informarsi e arrivare preparati con la certificazione già ad inizio anno. Le Aziende sanitarie hanno fissato le prenotazioni per i bimbi che ancora non sono in regola, comunicando data e luogo dell’appuntamento con una lettera a casa. Siamo fiduciosi che anche i genitori più dubbiosi possano convincersi che si tratta di una battaglia fatta per la tutela e la salute di tutti, a partire dai più piccoli e più esposti, come i malati cronici, gli immunodepressi, coloro che sono affetti da patologie oncologiche. Questi dati, uniti al complessivo aumento della copertura vaccinale in tutta la regione, ci dicono che siamo sulla strada giusta». Infine, una raccomandazione da parte dell’assessore: «La documentazione attestante lo stato vaccinale del bambino, inclusa quella spedita dall’Azienda Usl, deve essere consegnata alle scuole per l’infanzia».

La Regione ha realizzato una campagna di informazione/comunicazione e specifici siti con tutte le informazioni utili, dove sono anche pubblicate alcune risposte alle domande più frequenti: www.ascuolavaccinati.it; http://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccinazioni-infanzia-e-adolescenza. 
È possibile inoltre scrivere all’indirizzo email infovaccinazioni@regione.emilia-romagna.it, curato da un gruppo di esperti della Regione e delle Aziende sanitarie, e chiamare il numero verde regionale 800.033.033, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18, il sabato dalle 8.30 alle 13.

Per nerd e per piccini: due giorni di giochi in scatola, wargames e ricostruzioni

Il 16-17 settembre l’appuntamento a ingresso gratuito per gli appassionati del mondo ludico. Tornei di Risiko e Star War Destiny

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Si terranno tornei di Risiko in entrambe le giornate con modalità “sit&go”

Il 16 e 17 settembre al Palazzo delle Esposizioni di Faenza, con ingresso gratuito, torna il Faenza Ludens. Due giorni di giochi in scatola, wargames e ricostruzioni di battaglie storiche in compagnia dei volontari delle Ludoteche e delle Associazioni delle Romagna Faentina per diffondere la cultura del divertimento.
Non mancheranno tornei, mostre, dimostrazioni di scherma storica e star wars, softair, videogames. Si comincia sabato con alle 10 il torneo di Blood Blow, alle 14 apertura Aree Games ed Espositori con tornei anche di Risiko “Sit&Go”, Star Wars Destiny e Workshop gratuito di pittura con Cheli Fabrizio. Dalle 19, serata per “hard gamers” con (anche) il toneo di Coloni di Catan, riproduzione della battaglia di Endor e il King of Risiko.  Domenica apertura già alle 10 (fino alle 20) con (alle 9), gara di qualificazione per l’italian mini4wd jump interregional race e per tutto il giorno tornei vari. Alle 15.30, esibizione di scherma con spade laser a cura di LudoSport International Ravenna e alle la Premiazioni del Premio Ludens 2017! Miglior Prototipo e Miglior Artwork.
In giro per la città ci sono inoltre più mostre, come quella dei Lego nella Chiesa del Palazzo, la mostra di illustrazioni storico militari di Giuseppe Rava, i  Fumetti delle Graphic Novelist Trallalaura – Laura Fuzzi, le miniature e scenari realizzati da Cheli Fabrizio e Claudio Cavina, le tavole e disegni dell’artista e grafica Alice Golfari – Alixinwonderland e le strisce fumettistiche e opere dell’artista Valentina Murphy.

Confermata la data di apertura della caccia: il 17 settempre si comincia a sparare

Gli ambientalisti chiedevano un rinvio: fauna stremata da incendi e siccità. Ma per la Regione bastano le piogge di inizio mese

Caccia 1200x800Apertura ufficiale della caccia in Emilia-Romagna confermata per domenica 17 settembre dopo la pre-apertura dello scorso 2 settembre. Nessun rinvio quindi come invece aveva richiesto soprattutto il mondo vicino alle istanze animaliste e ambientaliste per via dell’estate siccitosa e segnata da molti incendi che ha messo a dura prova la fauna. Un pericolo scongiurato, secondo l’assessore regionale all’Agricoltura e Caccia, Simona Caselli, dalle piogge di inizio settembre: «Anche in considerazione delle previsioni meteo di medio periodo che parlano di ulteriori precitazioni in arrivo, riteniamo che non vi siano più le condizioni per adottare un simile provvedimento in quanto la situazione di criticità per la fauna selvatica dovuta alla siccità appare superata».

Tornano a sparare le doppiette ma restano in vigore tutte le limitazioni stabilite dal calendario venatorio regionale nei Siti di interesse comunitario (Sic), nelle Zone di protezione speciale (Zps) e nelle aree percorse questa estate da incendi.

«Non è vero – ha ribadito l’assessore- che siamo insensibili agli appelli lanciati nelle settimane scorse dalle associazioni ambientaliste, tanto è vero che come giunta regionale stavamo seriamente valutando il possibile posticipo dell’apertura o, in alternativa, la riduzione dell’orario di caccia. Inoltre ricordo che rispetto ad altre Regioni il nostro calendario venatorio stabilisce precise limitazioni nelle prime due settimane di avvio della stagione venatoria, con quattro giornate (17, 21, 24 e 28 settembre, ndr) in cui la caccia alla fauna stanziale è consentita solo fino alle 13 e fino al tramonto esclusivamente per la fauna migratoria. Infine per l’avifauna acquatica il divieto di caccia antecedente l’1 ottobre è già in vigore in più del 95 percento% delle zone umide del territorio regionale». L’assessore ha infine annunciato che sarà intensificata la vigilanza nelle zone interessate da incendi.

Rolex e 11mila euro in contanti a casa di una coppia di disoccupati senza reddito

E un camper da 55mila euro. Soldi nascosti tra i pannolini dei figli e nella tapparella. I due orologi acquistati in gioielleria

SoldiccDisoccupati e senza reddito ma, nascosti in vari angoli di casa, avevano undicimila euro in contanti in banconote da 50 e 100, due orologi Rolex acquistati regolarmente e viaggiavano su un camper da 55mila euro. Una coppia di rom, 41 anni lui con precedenti e 34 lei che vivono in un condominio di Faenza con i figli, sono stati denunciati dai carabinieri per ricettazione.

Image001I militari della stazione Borgo Urbecco insieme ai colleghi del radiomobile avevano notato che i due coniugi portavano gioielli, anelli, collane d’oro e orologi di marca che sembravano eccessivi per le possibilità di disoccupati senza reddito. Poi pure quel camper. Dopo gli accertamenti svolti dalla guardia di finanza sulle loro condizioni di reddito, i carabinieri hanno perquisito l’appartamento: nell’armadio della camera da letto dei bambini hanno trovato 4.200 euro in contanti nascosti fra i pannolini ed i vestitini e 7.300 euro in contanti in un borsello nascosto nel cassone della tapparella. Non hanno saputo spiegarne la provenienza e nemmeno perché avevano negato l’esistenza di altro denaro dopo il ritrovamento della prima partita di banconote nella camera dei bambini. Nel corso della perquisizione è saltato fuori anche un Rolex del valore di circa cinquemila euro che dopo una serie di accertamenti è risultato regolarmente acquistato e pagato in contanti in una gioielleria della Romagna così come è risultato regolare l’acquisto di un secondo Rolex che il 41enne portava al polso.

I carabinieri li hanno denunciati entrambi per ricettazione e hanno sequestrato l’intera somma di denaro trovata nell’abitazione, ravvisando delle evidenti incongruenze con la loro situazione reddituale accertata dalla guardia di finanza. I militari dell’arma hanno già avviato le indagini per cercare di risalire alla provenienza di quelle banconote.

Il direttore de La Stampa: «Il giornalismo oggi è una conversazione con i lettori»

Maurizio Molinari ospite della della rassegna Dante2021 alla biblioteca Classense il 14 settembre: dialogherà con Antonio Patuelli (presidente della Cassa e dell’Abi) sulla perdita del senso del noi nella società contemporanea e sul valore della comunità, partendo da una citazione del Sommo Poeta

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Maurizio Molinari, 53 anni, direttore de La Stampa

Firma sulle pagine del quotidiano La Stampa da vent’anni, gran parte dei quali vissuti da corrispondente a New York. Nel 2016 si è spostato a Torino diventando il direttore. Maurizio Molinari, 53 anni, sarà ospite della rassegna Dante2021 a Ravenna (il 14 settembre alle 17 alla sala Dantesca della biblioteca Classense, ingresso libero fino esaurimento posti) per un dialogo con Antonio Patuelli, presidente dell’Abi. La conversazione parte da una citazione, e quindi una prospettiva, dantesca: i versi «e sonar nella voce e “io” e “mio” / quand’era nel concetto “noi” e “nostro”» (ParadisoXIX, vv. 11-12).

Direttore, con il presidente della Cassa ragionerete sulla perdita del senso del noi nella società contemporanea e sul valore della comunità. In che modo il giornalismo oggi può contribuire?
«Scrivere oggi significa conversare con i lettori. Bisogna cercare di coinvolgerli per dare loro la possibilità di agire e interagire. Viviamo un’epoca contrassegnata dalla circolazione dell’intelletto che moltiplica il sapere e in molti terreni si crea una conoscenza verticale molto specifica: il giornalista deve partire dall’idea che in certi argomenti si troverà a dialogare con lettori che ne sanno molto più di lui. Per questo serve umiltà e rispetto, della notizia e del lettore».

Assistiamo, anche di recente, a casi in cui i giornali non si pongono lo scrupolo di un dialogo costruttivo con i lettori. I titoli visti ultimamente sulle prime pagine di Libero o Il Tempo sono ancora espressione della libertà di stampa?
«Posso rispondere solo per il giornale che dirigo e non per altri. E per quanto riguarda La Stampa posso dire che la tradizione a cui si ispira da 150 anni è quella che somma un’identità locale molto forte a una proiezione europea, atlantica e internazionale».

La cronaca di certi episodi ha messo in mostra anche gli errori dei giornalisti e le conseguenze che questi possono avere sull’opinione pubblica. Questo costringe in qualche modo i grandi giornali a rivedere il loro ruolo?
«Nel mondo dell’informazione digitale la carta ha un futuro e una ragione di esistere solo se saprà dare informazione di qualità. Andiamo verso una diversificazione delle piattaforme sempre più pronunciata e i giornali sono comunità di intellettuali che producono contenuti su più piattaforme: carta, digitale, video, audio, social network e altre ne arriveranno se pensiamo che è sempre più vicina la realtà aumentata. La sfida di fronte all’informazione su carta è quella di fornire approfondimento specializzato».

È una sfida che può essere vinta e quindi ha senso tentare?
«Il mercato dice che è possibile perché in più Paesi vediamo che chi compra prodotti di carta è disposto a cifre più alte per meno pagine ma più qualità».

Prodotti di questo tipo sono l’antidoto contro la diffusione delle fake news?
«L’aspetto più interessante delle fake news è che ora anche i grandi portali digitali come Facebook e Google hanno interesse a garantire informazione qualificata attribuendola ai giornali perché è la risposta migliore contro chi avvelena il clima con notizie false».

Ma se Google e Facebook scendono in campo per stabilire cosa è buon giornalismo e cosa è bufala, dobbiamo avere paura o possiamo stare tranquilli?
«Viviamo in una fase di accelerazione della Storia anche sul fronte della rivoluzione dell’informazione e come è normale si creano nuovi equilibri, ci sono fughe in avanti e poi bilanciamenti. È interessante vedere che l’informazione digitale non uccide la carta ma la spinge a ridefinirsi. La moltiplicazione delle piattaforme aumenta il bacino di utenza: in questo secolo la sfida per i grandi giornali è essere presenti in ogni segmento del bacino di utenza».

Ma ogni segmento sarà capace di raggiungere la sostenibilità economica?
«La domanda è corretta, pone una questione di fondo, strategica. Andiamo verso una stagione nella quale ogni singolo settore si dovrà autosostenere. Non c’è dubbio che solo con i conti in ordine una testata può garantire la libertà di stampa».

A proposito di multimedialità, cinque anni fa La Stampa ha inaugurato una nuova sede a Torino pensata proprio per la produzione di contenuti su più piattaforme. Come procede il nuovo approccio?
«La particolarità del nuovo spazio è data dal fatto che tutti vedono tutti, pur garantendo la necessaria privacy che deve avere ogni redattore. Questo perché la conversazione non deve essere solo con i lettori ma anche fra giornalisti».

Dopo molti anni da corrispondente è diventato direttore. Come valuta i due anni al vertice?
«Chi fa il corrispondente impara a essere per strada e cercare notizie fra la gente e poi portarle dentro al giornale restituendo alla redazione quello che ha raccolto. Cerco di mantenere questo approccio nella conduzione del giornale».

Stiamo entrando in campagna elettorale. Come se l’aspetta?
«Credo ci siano tre argomenti che attirano l’interesse di tutte le famiglie italiane: la necessità di ridurre le diseguaglianze economiche per proteggere il ceto medio, la sfida dei flussi migratori che cambiano l’identità del nostro Paese, il bisogno di sicurezza di fronte al terrorismo dilagante. La classe politica che saprà dare risposte chiare su questi temi si guadagnerà il diritto a governare».

È fiducioso che qualcuno saprà farlo?
«Le stagioni di crisi sono un momento di selezione della classe dirigente e non ho dubbi che in Italia emergeranno leader capaci di dare risposte a queste sfide».

Torna a Ravenna dopo esserci stato nel 2011 per ricevere il premio Guidarello. Ma Ravenna vista attraverso la lente di un grande giornale nazionale cos’è? È una anonima città di provincia o ha qualche peso in qualche contesto?
«Ho iniziato a fare il giornalista ne La Voce Repubblicana. Non c’è dubbio che un angolo d’Italia in cui Mazzini è ancora cittadino a tutti gli effetti sia Ravenna che quindi è culla di valori in cui l’intero Paese si rispecchia. Se aggiungiamo una realtà economica vivace e capace di innovare con iniziative culturali come quella a cui parteciperò, allora questo ci dice quanto e come Ravenna sia, e resti, una frontiera importante per interpretare sfide e trasformazioni del nostro Paese».

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