lunedì
13 Aprile 2026

Smog estivo: ozono sempre più oltre i limiti

A Ravenna picchi a metà giugno e dal 10 luglio. In inverno invece incide la scarsità di pioggia sulle Pm10

Valore Ozono

In un mese alla stazione Delta Cervia l’ozono ha superato il valore medio di guardia 15 volte. Al Parco Bertozzi di Faenza il limite di 120 microgrammi al metro cubo è stato scavalcato in dieci occasioni. Una in meno a Ravenna, nella centralina Caorle. Ad Alfonsine, alla postazione Ballirana, la situazione conta soltanto sei valori oltre il limite in un mese.

Sono i dati rilevati da Arpae Emilia-Romagna dal 18 giugno al 18 luglio che riguardano il cosiddetto inquinamento estivo. Se nei mesi freddi gli occhi sono  puntati sulle pm10, le polveri sottili che schizzano ai massimi tra dicembre e marzo, in estate l’allarme, che fa meno rumore perché non comporta blocchi del traffico e targhe alterne, è invece relativo all’ozono.

Il “valore obiettivo”, quello cioè a cui si deve tendere e possibilmente stare al di sotto è appunto 120 microgrammi. A Ravenna l’ultimo mese da questo punto di vista non è stato dei più semplici. Le centraline che misurano la concentrazione di ozono hanno conosciuto due periodi di picco. Il primo a metà giugno, quando il valore era costantemente a tre cifre. La seconda negli ultimi giorni, dal 10 luglio in poi. In mezzo, un calo che coincide con la leggera rinfrescata della fine del mese scorso. La situazione peggiore è a Cervia. La stazione suburbana (posta cioè in prossimità di una strada di traffico secondario) ha già superato 38 volte il valore obiettivo. Gli sforamenti consentiti in un anno sono in tutto 25. È probabile che da qui a fine estate anche la stazione ravennate passi questo limite: in questo momento è a quota 20 superamenti.

A scanso di equivoci, va detto che l’inquinamento da ozono – lo “smog estivo” – non va confuso con il problema del buco dell’ozono. Finché infatti il gas si trova nella stratosfera è utilissimo perché, come spiegano alla stessa Arpa, impedisce di far passare i raggi pericolosi per il sole. A bassa quota è però un inquinante la cui variazione viene favorita dalle alte temperature solari. A volerla semplificare al massimo, il buco dell’ozono ad alta quota favorisce l’aumento dell’ozono a bassa quota.

Visto il tema, è bene dare un’occhiata anche al rilevamento delle polveri sottili invernali per tracciare un primo bilancio dell’anno. In questo caso è la scarsità delle piogge invernali a causare i problemi maggiori all’ambiente. Ad oggi la situazione è quasi ovunque entro i limiti di legge. I superamenti consentiti ogni anno del valore limite (50 microgrammi al metro cubo) sono 35. A Cervia e Faenza tale valore è stato scavalcato 12 volte. A Ravenna si contano 18 superamenti nella stazione Caorle, 26 alla Zalamella e 14 alla Rocca Brancaleone. La situazione più preoccupante è al Porto San Vitale, dove la centralina locale conta già 43 superamenti ed è l’unica di tutta la provincia in grado di superare, anche il 18 luglio, il valore consentito arrivando a 55 microgrammi su metro cubo. Segno che sul fronte dell’inquinamento in zona industriale, dove molti lavorano all’aperto, c’è ancora molto da fare.

Pd e slot machine nei circoli: cosa è cambiato in tre anni? Restano casi scabrosi

Il sindaco chiede di rimuovere la pubblicità di videolottery dalla spiaggia. Ma dentro le “case del popolo” ancora resistono sale gioco

Pdmarina
L’insegna della sala slot durante la festa del Pd di Marina di Ravenna

Ascoltando la richiesta dell’ex assessora Giovanna Piaia (richiesta peraltro già espressa dall’ex consigliera Raffaella Sutter alcuni giorni prima), il sindaco ha di recente chiesto alla Cooperativa dei bagnini di rimuovere un manifesto da una torretta di controllo in spiaggia che pubblicizzava due locali muniti di videolottery. Il tutto in linea con la lotta senza quartiere che le amministrazioni locali stanno da anni portando avanti contro il gioco d’azzardo a livello regionale e anche comunale. I bagnini hanno prontamente accolto la richiesta del sindaco e indicato chi gestisce gli spazi in vendita di evitare d’ora in poi quel tipo di affissioni, cioè di rinunciare a quel tipo di clienti.

Cartelloinspiaggia
Il manifesto fatto rimuovere dal Sindaco

Sorge allora spontaneo chiedersi se, intanto, come promesso anni fa, il Pd stesso, il partito del sindaco e del Presidente della Regione, stia facendo altrettanto. Il tema è naturalmente quello delle attività di gioco d’azzardo ospitate negli immobili dove hanno sede i circoli di partito. Si tratta di strutture che non sono di proprietà del Pd, ma di cooperative nate quando Ds e Margherita diedero vita al nuovo partito. Un’operazione che allora servì a mettere in sicurezza le proprietà del partito nato dalle radici del Pci. Tuttavia, nel 2014, cambiando la linea che aveva fino ad allora prevalso del “tutto è fatto a norma di legge”, il partito decise che quella contraddizione andava sanata. Non si poteva combattere il gioco d’azzardo come amministratori e tollelarlo se non trarne un indiretto vantaggio (gli affitti di quelle attitivà infatti permettono di mantenere gli edifici in cui il Pd può spesso usufruire di sedi gratuite o di cui paga solo le spese vive). E così si diede vita a un’opera di sensibilizzazione che ha riguardato anche le coop, politicamente vicine, che affittano i locali ai privati per andare a dismettere macchinette dalle “case del popolo” compatibilmente con gli obblighi contrattuali e le licenze in vigore. Un’operazione non banale dal punto di vista economico e legale.

Siamo andati a chiedere in via della Lirica, dove intanto sono cambiati sia il segretario provinciale che quello comunale di Ravenna, cosa è stato fatto da allora su questo fronte. «La strada è stata intrapresa – dice Eleonora Proni, segretaria provinciale del partito – e ora stiamo portando avanti con molta attenzione la nostra opera di sensibilizzazione, lavorando in accordo con le proprietà, i circoli e i singoli gestori. Inoltre a breve entrerà in vigore la nuova normativa regionale in materia, che sarà di grande aiuto su questo fronte».

Ma intanto, le cooperative non hanno iniziato a fare qualcosa concretamente? «Qualcosa dal 2014 è stato fatto – ci risponde Bruno Casadio, presidente della coop Nuova Unità che possiede per esempio l’immobile di Marina di Ravenna sede del circolo Pd che attualmente ospita anche Mdp e dove si sono svolte le manifestazione di entrambi i partiti sotto l’insegna appunto di un Videolottery (vedi foto in alto) – sono stati favoriti, per esempio a Fusignano con Fata Roba, gestori che scelgono di non mettere le slot. Le leve che abbiamo, naturalmente, riguardano l’accordo per l’affitto. Abbiamo detto no a gestori che volevano aprire nuove vere e proprie sale giochi. Per quelle esistenti? Man mano che arrivano i rinnovi valuteremo caso per caso, nei paesi piccoli, come Marina di Ravenna, anche le nuove norme regionali che vietano la vicinanza a luoghi sensibili come scuole o chiese. Regolamenti che ovviamente rispetteremo alla lettera». Per questo, anche, è in corso un censimento sul territorio distinguendo tra le diverse realtà. Le situazioni più “scabrose” restano forse quelle del ravennate con la più volta citata Casa del Popolo di Fosso Ghiaia e Ca’ Rossa in via delle Industrie (oltre appunto al circolo di Marina).

«Il percorso intrapreso è quello giusto, quanto promesso nel 2014 è stato fatto – dice Alessandro Barattoni, neosegretario comunale del partito – e intendiamo proseguirlo con convinzione. Qualche idea ce l’ho, magari cercando di intervenire, dove possibile, anche, per esempio, sulle misure delle insegne, che sono davvero a volte di dimensioni sproporzionate. In generale credo che il Pd non possa essere tacciato di incoerenza visto che la lotta al gioco d’azzardo è portata avanti da tutte le amministrazioni locali, a partire dalla Regione, a guida Pd».

Al via un tavolo tra associazioni cristiane e il Comune per la ripresa demografica

Lo ha annunciato il vescovo nell’omelia di Sant’Apollinare. «Servono politiche ad hoc per la famiglia e la natalità»

Vescovo GhizzoniLa crisi demografica è stata al centro del messaggio lanciato dall’arcivescovo di Ravenna Lorenzo Ghizzoni nell’omelia nella messa per Sant’Apollinare, patrono di Ravenna e di tutta la regione. Ghizzoni ha parlato dell’apporto che i cristiani «possono e vogliono» dare a un problema «che sta ridisegnando la società» ma che «necessita anche, urgentemente, di politiche ad hoc per la famiglia e la natalità».

«Tutti noi – ha detto Ghizzoni – speriamo che da alcuni provvedimenti del Governo positivi, ma parziali, a favore della natalità e delle famiglie numerose, si passi a una azione completa di politiche a favore della famiglia soprattutto per aiutare i nostri giovani a realizzare il desiderio di generare figli, ancora ben presente». Anche a livello locale – secondo l’arcivescovo – si può fare qualcosa per disegnare politiche che favoriscano la ripresa demografica «e su questo si lavorerà in un tavolo comune che le associazioni familiari di ispirazione cristiana e il Comune stanno preparando».

Le difficoltà a trovare lavoro, la precarietà, le discriminazioni verso le donne ambito lavorativo, «le convivenze che diventano matrimoni sempre più tardi» sono alcune delle cause di questo inverno demografico secondo monsignor Ghizzoni, che poi aggiunge: «Occorre però ritrovare una mentalità che porti ad attendere i figli più che farli. Il rischio, altrimenti, nella mentalità attuale è quello non di accogliere “qualcuno”, ma che si cercare “qualcosa” per se stessi, per la propria realizzazione, per una convenzione sociale. Da qui nasce lo strano “diritto al figlio” che deve essere soddisfatto a tutti i costi. Mentre ci sarebbero altre forme di paternità e maternità come l’affido, l’adozione o la genitorialità sociale in aiuto ai tantissimi minori non accompagnati che arrivano in Italia. Dalla stessa mentalità discende anche, spesso, la scelta drammatica dell’aborto, se il concepimento non rientra nei propri piani. Le situazioni singole sono tutte complesse e non vanno giudicate superficialmente, dall’esterno. Ma la tendenza culturale va tenuta presente, perché incide sulle scelte. Prima di scartare una vita umana, anche se all’inizio della sua evoluzione, bisognerebbe fare il possibile e l’impossibile per aiutare, sostenere, garantire anche nel futuro la sua custodia e il suo sostentamento. Non possiamo negare che anche questa mentalità abbia un’incidenza sulla crisi demografica».

Temporali e vento, allerta meteo fino alla mezzanotte di lunedì

Dopo quella per il caldo e le “temperature estreme”, nuova allerta meteo per il comune e la provincia di Ravenna. Si tratta di un’allerta gialla per criticità idrogeologica per temporali e vento, valida dalla mezzanotte di oggi, domenica 23 luglio, fino alla mezzanotte di domani, lunedì 24.

Lo spot pro Cervia (a guida Pd) di Salvini: «Spariti i vù cumprà: volere è potere»

Il leader del Carroccio atteso in piazza dei Salinari il 29 luglio nell’ambito della festa della Lega Nord Romagna

Salvini«Polizia locale, controlli e sequestri, e i vù cumprà in spiaggia a disturbare non ci sono più. Volere è potere!». La dichiarazione, postata su Facebook con tanto di foto tra due vigili urbani in spiaggia, è di Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Nord. Ed è uno spot per il comune di Cervia, guidato invece come noto da Pd e centrosinistra. Comune che sta portando avanti un progetto anti-abusivismo insieme a Prefettura, Forze dell’Ordine, Cooperativa Bagnini e associazioni di cui si parla oggi a livello nazionale: se ne sono occupati nei giorni scorsi Tg5, Studio Aperto, Agorà, Rai3 oltre a vari quotidiani nazionali.

«Fino a due estati fa l’arenile veniva spartito da un sistema organizzato che portava allo sfruttamento dei venditori in spiaggia muovendo illegalmente anche importanti flussi di denaro – sono le parole del sindaco di Cervia Luca Coffari –. Nonostante i grandi sforzi profusi da parte di tutte le forze dell’ordine, non si era trovata la formula giusta. Poi, grazie al Prefetto e a un’attività di studio congiunto importante abbiamo messo a punto un progetto integrato, basato sulla collaborazione istituzionale e sulla divisione specifica dei compiti tra le forze dell’ordine, sotto lo stretto coordinamento del Prefetto. Una proposta innovativa alla quale abbiamo risposto con slancio, stanziando risorse economiche importanti. Aver sradicato questo fenomeno è per noi un risultato storico che ha portato molteplici effetti positivi, dall’eliminazione dello sfruttamento dei venditori abusivi e del finanziamento di organizzazioni illecite, all’incremento della tutela dei prodotti e delle aziende del Made in Italy con il risultato di una maggiore tranquillità e sicurezza per i nostri turisti, un beneficio importante per il turismo».

E Cervia ora si prepara ad accogliere proprio il segretario del Carroccio Salvini, atteso il 29 luglio alla Festa della Lega Nord Romagna che si terrà dal 28 al 1 agosto in piazza dei Salinari, a Cervia. Annunciate anche le presenze, tra gli altri, di Roberto Maroni, Luca Zaia e Umberto Bossi.

La “maratona” dei colori fa tappa a Marina di Ravenna. Si corre anche per le cefalee

Il 28 e il 29 luglio l’evento, in collaborazione con la podistica di beneficenza “Scatta in testa”

Color VibeIl 28 e 29 luglio a Marina di Ravenna “Scatta in testa”, la mini maratona di beneficenza che da quattro anni vede correre a luglio runner professionisti e amatoriali per sostenere la ricerca scientifica sulle cefalee, si unisce quest’anno alla coloratissima marcia della Color Vibe 5K Italia, che in questa tappa devolverà 1,5 euro per ogni iscrizione ricevuta. Si tratta dell’ormai celebre corsa di 5km, non competitiva e non cronometrata – unica data in Romagna insieme a quella di metà settembre a Forlì – nel corso della quale ad ogni chilometro percorso vengono “sparati” colori di tinte diverse sui partecipanti.

«L’iniziativa – ha spiegato il professore Piero Barbanti, presidente dell’AIC e direttore dell’Unità per la cura e la ricerca su cefalee e dolore dell’IRCCS San Raffaele Pisana – rappresenterà l’occasione per insegnare al paziente a curare la propria cefalea rallentando un cervello spesso troppo veloce in un corpo lento, sfruttando quest’anno, grazie all’incontro con la Color Vibe, i benefici neurologici dello sport e dei colori per la nostra salute e per le nostre performance fisiche ».

L’iniziativa, patrocinata da Comune di Ravenna, Ficef e Anircef, è promossa da AIC – Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee e gestita dal Ravenna Runners Club (società che organizza la Maratona Internazionale Ravenna Città d’arte).

L’evento si articolerà su 2 giorni e in più tappe. Il 28 luglio alle 21 al bagno Obelix è in programma una cena a favore dell’Associazione Italiana per la lotta contro le Cefalee con esperti, giornalisti, musicisti, cantanti lirici, personaggi dello spettacolo e campioni sportivi. Il giorno dopo sempre all’Obelix dalle 10 alle 16 consulti gratuiti effettuati da medici specialisti in cefalee (prenotazioni a comunicazione@aic-onlus.it).

Alle 11 di sabato 29 luglio apre invece il Color Vibe Village, in piazza Dora Markus, dove gli iscritti potranno ritirare il kit (maglietta ufficiale, pettorale, bustina di colore da usare per il party finale, tatuaggi temporanei, gadget e prodotti offerti dai partner) incluso nella quota di iscrizione e i “ritardatari” potranno ancora registrarsi alla corsa fino a pochi minuti dal via, fissato per le ore 18. Per tutti attività di intrattenimento e per i più sportivi riscaldamento muscolare. Alle 21.30 sempre in piazza la festa di chiusura con workshop, proiezioni di interviste e immagini della gara, la premiazione del concorso fotografico “Scatta e vinci: in una foto la tua vittoria” e un concerto lirico.

È possibile iscriversi sul sito ufficiale della manifestazione (www.colorvibe5k.it) e lo si potrà fare anche presso alcuni “Registration Point” attivati sul territorio.

L’esperto di Arpae: «Piove la metà di quanto dovrebbe per colpa dell’effetto serra»

Stimoli e riflessioni emerse nel corso dell’incontro organizzato sul tema dall’associazione Punto di Vista

Puntodivsitagiangi
L’assessore Gianandrea Baroncini

Cosa può fare di fronte ai cambiamenti climatici l’amministrazione comunale di un territorio molto esteso, col mare sulla costa, attraversato da cinque corsi d’acqua e sul quale insiste un porto industriale, il petrolchimico e parte del sistema turistico romagnolo? La domanda se la pone Gianandrea Baroncini, assessore all’Ambiente di Ravenna, alla fine dell’incontro organizzato dalla sua associazione ­– “Punto di Vista” – in una calda serata di luglio allo Chalet dei giardini pubblici. A lui le conclusioni di un’iniziativa che ha avuto successo: non è da poco portare una sessantina di persone ad ascoltare un incontro di tre ore sui cambiamenti climatici e le conseguenze sull’ambiente. Segno che il tema è sentito, almeno dalle parti a sinistra del Pd, punto di vista da cui guarda appunto l’associazione di Baroncini, da poco confluito in Mdp.

Cosa può fare, dunque, l’assessore all’Ambiente del Comune di Ravenna? «Noi cerchiamo di lavorare sulla programmazione e far sì che ogni intervento sul territorio abbia le caratteristiche di sostenibilità necessarie a impattare il meno possibile».
L’idea di Baroncini è quella di «agire in modo organico» tra cittadini e politica, spesso chiamata in causa durante l’incontro dalla platea perché non è facile accettare ciò che hanno ripetuto tutti e tre i relatori: il cambiamento climatico è in atto e ognuno di noi dovrebbe fare la propria parte.

L’assessore sottolinea l’importanza della sensibilizzazione nelle scuole: «A molti sembrava una follia insegnare la differenziata ai bambini delle materne, invece sappiamo che è servito perché a casa molto spesso è il figlio che, ascoltate le conseguenze sull’ambiente, rimprovera il genitore che non differenzia i rifiuti». Ci sono poi documenti programmatici e studi che «saranno resi noti molto presto con dati importanti che riguardano il nostro territorio. In particolare si tratta di dati derivanti dal protocollo Sinatra, firmato il 16 marzo di due anni fa, che punta ad approfondire temi come l’inquinamento correlato all’effetto climatico».

La serata ha dato parecchi spunti di riflessione su cui “Punto di Vista” vuole costruire diverse proposte da sottoporre all’amministrazione. Si tratta di ragionamenti per forza di cose soprattutto globali che partono dall’ampia relazione di Carlo Cacciamani, di Arpae. «In Emilia-Romagna siamo alla quarta siccità in dieci anni. Sta piovendo la metà di quanto dovrebbe, e la colpa è di un eccesso di effetto serra». In Europa del Sud «piove sempre meno e fa sempre più caldo». Inevitabile il riferimento agli accordi di Parigi che, in sintesi, dicono questo: «Le nazioni si sono accordate per evitare che la temperatura media al 2100 aumenti di sei gradi. Sarebbe un disastro dalle conseguenze imprevedibili. Si vuole tenere questo incremento attorno ai due gradi». Come fare lo spiega Leonardo Setti, ricercatore dell’Università di Bologna, città da cui è venuto in auto elettrica. «Ho parcheggiato in Darsena dove c’è la colonnina, ho fatto trecento metri a piedi e sono arrivato qui. Scomodo? Lo è anche il cambiamento climatico. Ora l’auto si sta ricaricando e farò ritorno a casa. La rivoluzione è già in atto». La mobilità elettrica, assicura lo studioso, è il futuro anche se qualche problema pratico al momento non manca: «Ad Oslo ci sono 1.800 colonnine per la ricarica e a Bologna 14». A Ravenna, per la cronaca, le postazioni sono cinque (piazza Baracca, Darsena e via Marabina, Largo Firenze e piazza della Resistenza).

L’altro strumento su cui si può puntare sono i pannelli fotovoltaici. A illustrarlo in questo caso è la professoressa Daniela Cavalcoli, per dodici anni docente al polo universitario ravennate: «Oggi i costi sono calati molto, gli incentivi sono stati tolti perché non più necessari per l’installazione». A far crollare i prezzi, tra il 2009 e il 2012 l’arrivo dei cinesi che con un’operazione di dumping ha messo fuori mercato tutte le concorrenti europee. La legge economica è spietata ma, come riassume Setti, «quando siamo consumatori non guardiamo in faccia a nessuno. Per questo, alla fine, è probabile che siano le dinamiche di mercato a portarci verso queste tecnologie».

Il barista chiede alla moglie 60 euro di arretrati, lui minaccia di ucciderlo

Arrestato 44enne che ha anche insultato e colpito con calci e pugni i carabinieri giunti sul posto

Carabinieri FaenzaSi è presentato ubriaco al solito bar, infuriato dopo che il titolare avrebbe chiesto alla moglie 60 euro per delle consumazioni (del marito) mai pagate, arrivando a minacciare di bruciargli il locale e di sparargli con una pistola. Il barista, spaventato, ha allora chiesto aiuto al 112 ma l’uomo – un 44enne faentino – se l’è presa anche con i carabinieri giunti poco dopo sul posto, insultandoli e spintonandoli, prima di finire sull’auto dei militari in direzione caserma. Qui l’uomo ha perso letteralmente le staffe colpendo due carabinieri con calci e pugni e prendendosela poi anche con il comandante della compagnia di Faenza, il capitano Cristiano Marella, giunto a dare manforte ai suoi dopo aver sentito le urla dal suo ufficio.

Il 44enne ha pure continuato con le minacce verbali, arrivano a millantare conoscenze importanti tali da poter fare trasferire – a suo dire – lontano da Faenza i carabinieri ritenuti “nemici”.

Inevitabile l’arresto per violenza e resistenza, con i due militari finiti al pronto soccorso per lievi contusioni. A casa del 44enne i carabinieri hanno trovato anche una pistola scacciacani e un’altra ad aria compressa, entrambe sequestrate.

Il pm Monica Gargiulo ha convalidato l’arresto e concesso i termini a difesa, rinviando il processo a settembre. Nel frattempo il 44enne è stato rimesso in libertà ma si dovrà presentare tutti i giorni dai carabinieri per l’obbligo di firma.

Chiuso un altro bar dal questore: «Troppi clienti con profili criminali»

L’intervento in un locale di Lido Adriano, in seguito a continui controlli partiti in gennaio

Polizia

A pochi giorni dalla chiusura del bar di via Vicoli a Ravenna, la polizia chiude anche un altro bar a Lido Adriano. Si tratta dell’Happy Caffè, costretto a tenere le serrande abbassate per sette giorni a causa di un decreto del questore che lo ha ritenuto un “luogo di ritrovo di avventori pregiudicati e pericolosi per la sicurezza pubblica”.

In particolare – si legge in una nota della questura – sono stati effettuati continui interventi e controlli presso il bar da parte degli equipaggi delle volanti sin dal mese di gennaio, riscontrando la presenza di numerosi clienti “con profili criminali”.

Richiedenti asilo: cambia l’accoglienza. Una partita da 5 milioni di euro all’anno

Il Comune di Ravenna pronto a prendere la gestione: «Sarà all’insegna della partecipazione e della trasparenza»

San Pietro In Campiano
Una decina di giovani richiedenti protezione internazionale saranno impegnati nei mesi di luglio e agosto nelle operazioni di sfalcio e cura di tutte le aree verdi di pertinenza della scuola media Vittorino da Feltre di San Pietro in Campiano.

Tre mesi di affiancamento e passaggio di consegne e poi dall’1 ottobre la gestione dei Cas per i richiedenti protezioni internazionale sul territorio del comune di Ravenna passeranno dalla Prefettura a Palazzo Merlato, con l’eccezione di circa 200 posti che rimarrano in capo alla Prefettura e che dal 2018 potrebbe gestire il Comune all’interno però del progetto di accoglienza Sprar (che oggi accoglie 79 persone). Un passaggio che non sarà solo formale o “tecnico” ma che comporterà anche una diversa gestione degli ospiti delle strutture e un’organizzazione molto articolata, così come previsto dal bando predisposto dall’Amministrazione comunale che, per la prima volta, separava le competenze.

Da un lato dunque ci sono le cooperative che hanno vinto il bando per gestire l’alloggio e i servizi di assistenza di base, dall’altro un’associazione temporanea di imprese che si occuperà invece di formazione (oltre che di gestire alcuni alloggi).

Come si diceva, lotti di massimo dieci persone distribuite nel territorio comunale con l’unica eccezione dei lidi per ospitare in tutto 350 persone. Con la possibilità di aumentare i posti qualora fosse richiesto dal ministero per eventuali emergenze (che al momento non risultano).

Una partita da oltre 5 milioni di euro all’anno interamente finanziati dallo Stato e che, l’assessora all’Immigrazione Valentina Morigi, assicura, «avranno una ricaduta diretta sul territorio perché il progetto così come è stato costruito darà lavoro a un numero importante di persone altamente qualificate e, inoltre, utilizzerà beni immobili di privati al momento sfitti evitando di creare ghetti».

Quante persone saranno effettivamente impiegate ancora è difficile da stimare perché molto dipende anche dall’organizzazione delle singole realtà che hanno vinto i bandi che le obbliga a rispettare contratti nazionali. «Vigileremo anche su questo», assicura Morigi.

Intanto la macchina comunale si sta organizzando per una sfida, appunto, del tutto nuova. «Sarà un’occasione di innovazione – dice Morigi – perché l’accoglienza sarà gestita in modo integrato e trasversale da più servizi che si coordineranno con il nostro ufficio Immigrazione». Quest’ultimo, spiega sempre Morigi, si sta strutturando in tre équipe per altrettante aree di competenza. «Una parte si occuperà delle iscrizioni anagrafiche e delle pratiche burocratiche, una sarà destinata a visite nelle strutture, a tenere i rapporti con il territorio, e con i gestori dei Cas. Infine ci sarà chi si occuperà dei percorsi di integrazione individuali in collaborazione con l’ambito sociale. L’Amministrazione avrà il ruolo di facilitatrice di processi tra territorio, soggetti privati e richiedenti protezione, all’insegna della partecipazione  e della trasparenza».

Sono infatti già iniziati gli incontri con le presidenze dei Consigli territoriali per definire una serie di sopralluoghi nelle strutture sui diversi territori e anche nelle sedi delle ex circoscrizioni dove si dovranno tenere i corsi di italiano. «Una scelta dettata proprio nella logica  della trasparenza e nella costruzione di un rapporto proficuo con i territori.  Il processo di apprendimento della lingua è per noi centrale e siamo convinti debba avvenire in un luogo confortevole e istituzionale». Al momento l’Ati che ha vinto questo lotto del bando, il cosiddetto “prestazionale” – composta da Persone in movimento, Consorzio il Solco, Engim, Angelo Pescarini – sta predisponendo i test di ingresso sulla base dei quali i richiedenti protezione internazionale saranno suddivisi. «Engim e Angelo Pescarini – aggiunge l’assessora – stanno invece strutturando quattro moduli sul fronte della formazione professionale: uno sulle informazioni sui servizi nel territorio; uno sulla normativa italiana riguardo la sicurezza sul lavoro; il terzo modulo prevede la costruzione di un bilancio di competenze individuale e il quarto prevede di collocare i richiedenti in un corso di formazione lavoro vero e proprio».

Ma gli ospiti dei Cas non saranno impegnati solo a imparare l’italiano o in corsi professionali, saranno coinvolti, secondo un modello già in atto e che verrà esteso sui territori, in progetti di tutela del bene comune. «Si tratta di un obbligo per i gestori delle strutture che abbiamo messo nel bando – precisa Morigi, che aggiunge con giustificato orgoglio – si tratta di prassi già attive in alcune zone della città e oggi riceviamo richieste spontanee da parti di associazioni o comitati cittadini per dare avvio a progetti di collaborazione. Al di là della becera propaganda, che cerca di confondere immigrati residenti da anni con i  richiedenti protezione stigmatizzando tutti gli stranieri (riferimento al dibattito sullo ius soli, ndr), esiste un piano di realtà ben diverso nei nostri territori, grazie a una pratica di accoglienza che crea contatti tra residenti e ospiti delle strutture».

Finanzia lo Stato, nessun costo per il Comune

Per ogni richiedente asilo ospitato lo Stato copre una spesa di 35 euro al giorno, di cui 2,5 euro vanno direttamente alla persona accolta e il restante serve a coprire i servizi che sono erogati. Per il Comune la gestione diretta del Cas non comporterà costi aggiuntivi se non in termini di impiego del personale interno, che è stato per questo riorganizzato. Nel caso del bando ci sono stati  ribassi minimi che non hanno influito però sulla aggiudicazione, su cui ha influito maggiormente l’offerta tecnica e è il progetto complessivo, parte preponderante nel giudizio della commissione di gara. Il risparmio non resterà comunque nelle casse del Comune, ma in quelle dello Stato.

 

 

L’Ausl: «A breve 220 assunzioni, selezioni per la Salute mentale»

L’Azienda fa il punto del personale, ricordando complessivamente i 18 direttori nominati

Ponendosi nell’alveo tracciato dalla Regione Emilia-Romagna, l’Ausl annuncia che «sta mettendo in campo politiche importanti dal punto di vista del personale attraverso investimenti significativi per rafforzare, qualificare e ulteriormente equilibrare gli organici di tutti gli ambiti territoriali». Partendo dal personale medico e in particolare dai ruoli apicali, l’Azienda ricorda che per quanto riguarda la nostra provincia nel recente passato sono stati nominati i direttori dei Distretti di Ravenna (dottoressa Roberta Mazzoni) e di Faenza e Lugo (dottoressa Marisa Bianchin), con l’intendimento di «dare un forte impulso alle cure territoriali in un ambito, quello della provincia di Ravenna, in cui sul fronte dell’integrazione e collaborazione coi medici di medicina generale e coi pediatri di libera scelta, vi sono ancora importanti margini di miglioramento. Ad ulteriore riprova dell’importanza attribuita alle cure territoriali, sono in corso di espletamento le procedure per la copertura della direzione delle Cure Primarie di Ravenna, Faenza e Lugo».

Sono stati inoltre già nominati, a livello ospedaliero, i primari di Ematologia (dottor Francesco Lanza), di Gastroenterologia (dottor Omero Triossi), di Oncologia (dottor Federico Cappuzzo), di Neurologia (dottor Pietro Querzani), di Geriatria di Faenza (dottoressa Maria Laura Spinelli), di Chirurgia Generale di Faenza (dottor Giampaolo Ugolini), e le direzioni mediche degli ospedali di Ravenna (dottor Stefano Busetti) e di Lugo (dottoressa Marisa Bagnoli). «Sette strutture complesse – si legge nella nota stampa – che vanno a riassestare un quadro che presentava lacune, e che specialmente nell’area oncologica (coi primariati di oncologia ed ematologia) esce fortemente rafforzato».

È stato inoltre nominato in questi giorni il primario della Medicina Interna di Lugo, dottor Pierluigi Giacomoni, e sono in corso di svolgimento le selezioni per le coperture dei primariati di Anatomia Patologica di Ravenna, Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza di Lugo.

Sono state infine già bandite le selezioni per la copertura del Centro di Salute Mentale, area su cui si concentra una grande attenzione da parte delle associazioni dei famigliari (che ne denunciano esplicitamente le carenze, come evidenziato anche di recente su queste pagine), e dell’Ostetricia e Ginecologia per dare una guida stabile ai tre punti nascita di Ravenna, Faenza e Lugo.

Sarà inoltre richiesta a breve, in Regione la coperture del primariato di Pneumologia.

Si tratta, complessivamente, di 18 direzioni di struttura complessa, cui si aggiungono quelle di livello aziendale, che riguardano dunque anche Ravenna, vale a dire la Farmacia Centralizzata di Pievesestina, la Genetica Medica ed il servizio di Immunologia e Medicina Trasfusionale (il concorso è in corso di espletamento).

A quanto sopra si aggiungeranno le stabilizzazioni di circa 220 posizioni, di personale sia medico sia infermieristico e tecnico, oggi coperte da dipendenti a tempo determinato e rispetto alle quali si provvederà gradualmente alla copertura a tempo indeterminato.

«Inoltre – conclude l’Ausl toccando un tasto dolente – va ben sottolineato che si provvederà alla copertura dell’intero turnover dei pensionamenti, del personale sia medico sia del comparto, operazione di grande rilievo in particolare considerando che da diversi anni il turnover non era mai stato coperto al 100 per cento, ma con percentuali significativamente più contenute».

Donato un defibrillatore a Porto Fuori grazie agli incassi della Festa dell’Unità

ProvaDefibrillatorePortoFuori
L’inaugurazione del defibrillatore a Porto Fuori

Una parte dei ricavi della Festa dell’Unità di Porto Fuori è stata utilizzata per donare un defibrillatore alla località ravennate. La macchina salvavita è stata installata presso l’area dove si è svolta la festa, nei pressi della discoteca.

«Grazie alla straordinaria partecipazione – hanno comunicato gli organizzatori – la festa è stata un successo e gli incassi ci hanno permesso di raggiungere l’obiettivo di fornire ai cittadini un apparecchio che può salvare la vita. Il merito va a tutti i volontari che in maniera generosa, con passione ed entusiasmo, hanno contribuito alla realizzazione di questo evento. Il cuore è importante, anche per amare la propria comunità».

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi