lunedì
13 Aprile 2026

Striscione su Lepanto alla moschea di Ravenna: il tribunale condanna Forza Nuova

Due mesi alla segretaria provinciale del movimento di estrema destra, che commenta: «Una medaglia al valore»

Lo striscione incriminato

Condannata a due mesi, pena sospesa, Desideria Raggi, responsabile provinciale di Forza Nuova, per aver appeso uno striscione con la scritta “Lepanto ce l’ha insegnato, l’Islam va fermato” ai cancelli della moschea di Ravenna, nel 2013. Un gesto subito rivendicato dal movimento di estrema destra.

«Ove l’allarme terrorismo dovrebbe avere precendenza assoluta, in una città dove già 7 foreign fighters son partiti arruolati nell’Isis, ove si spalancano le porte ad una selvaggia immigrazione clandestina atta ad un becero business e alla sostituzione etnica, la repressione contro i nazionalisti è all’ordine del giorno – è il commento della segretaria provinciale Raggi –. Una condanna che equivale ad una medaglia al valore per la perenne difesa della patria e del suo popolo: attendiamo curiosi la sentenza motivata del giudice Galanti».

Prelevava di nascosto con la carta aziendale: rubati 40mila euro in un anno e mezzo

Denunciato un 44enne dipendente dell’area amministrativa di una ditta di abbigliamento faentina

Carabinieri Faenza Dipendente Infedele
Uno dei filmati che hanno inchiodato l’impiegato infedele

Da qualche mese aveva notato strani ammanchi nel conto corrente della sua azienda e, dopo aver informato il figlio, la titolare di una ditta di abbigliamento del Faentino – una 73enne di Castel Bolognese – ha fatto denuncia ai carabinieri. Che, in collaborazione con la banca dove l’azienda ha il conto corrente, sono riusciti a risalire al colpevole. Si tratta di un dipendente dell’azienda, un faentino di 44 anni, sorpreso dalle telecamere di videosorveglianza a prelevare in totale circa 40mila euro spalmati in un anno e mezzo di tempo.

L’uomo, dipendente dell’area amministrazione della ditta, aveva attivato una nuova tessera magnetica digitale (oltre alle due già in uso da titolare e figlio) con la quale era ormai solito prelevare allo sportello del bancomat.

L’uomo – oltre che licenziato – è stato denunciato dai carabinieri per “appropriazione indebita aggravata dal rapporto lavorativo”.

Allarme caldo: “temperature estreme” fino a mezzanotte di domenica

Allerta meteo dell’Agenzia regionale di protezione civile per il comune di Ravenna. Ecco come proteggersi

CaldoDalla mezzanotte di oggi, 22 luglio, alla mezzanotte di domani, 23 luglio sarà attiva nel territorio del comune di Ravenna l’allerta meteo numero 71, per temperature estreme, emessa dall’Agenzia regionale di protezione civile e da Arpae Emilia Romagna. L’allerta è gialla.

Il Comune in una nota «raccomanda di mettere in atto le opportune misure di autoprotezione, fra le quali, in questo caso: non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, soprattutto ad anziani, bambini molto piccoli, persone non autosufficienti o convalescenti; in casa, proteggersi dal calore del sole con tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi (se si usa un ventilatore non indirizzarlo direttamente sul corpo);bere e mangiare molta frutta ed evitare bevande alcoliche e caffeina (in generale, consumare pasti leggeri); indossare abiti e cappelli leggeri e di colore chiaro all’aperto evitando le fibre sintetiche (se in casa c’è una persona malata, fare attenzione che non sia troppo coperta)».

Nasce a Ravenna il videoclip ufficiale della canzone “Il pescatore” di De André

Le riprese tra città e lidi. Diventerà l’unico, acquisendo tutte le visualizzazioni anche delle immagini non autorizzate

Il Pescatore
Le riprese del videoclip de “Il Pescatore” di Fabrizio De André a Marina di Ravenna in una foto postata su Facebook dal sindaco Michele De Pascale

Il Comune di Ravenna, accogliendo il progetto “Capolavori immaginati” proposto dalla Daimon film srl, in accordo con Sony Music Italia, ha deciso di aderire e contribuire alla realizzazione del videoclip ufficiale de “Il Pescatore” di Fabrizio De Andrè.

A firmare la regia è Stefano Salvati che in questi giorni sta dirigendo gli attori ravennati Derek Boschi e Alessandro Braga. Partecipano anche molti cittadini di Ravenna che sono stati scelti dopo il casting di fine maggio a Palazzo Rasponi dalle Teste, tra loro il fotografo Alfredo Lando e Manuel Furfari, 8 anni. I dettagli del videoclip sono stati presentati in municipio dal regista e dall’assessore al Turismo Giacomo Costantini. Le riprese sono iniziate giovedì 20 luglio e termineranno sabato 22 luglio in luoghi, scelti in collaborazione tra Comune e produzione: centro storico (via di Roma e via Dante Alighieri), a Marina di Ravenna alla diga foranea sud, al faro e in alcune aree del Canale Candiano, con la collaborazione di S.e.r.s di Ravenna che, avendo deciso di aderire e contribuire al progetto, ha messo a disposizione alcuni rimorchiatori.

Questo progetto culturale, sostenuto dal Comune e da S.e.r.s., anticipa e si fa portavoce del Festival Mondiale del Videoclip, che si terrà a Cesena dal 13 al 15 ottobre, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, Apt servizi e con le tre più importanti case discografiche (Sony, Universal e Warner), nonché le relative consorelle internazionali.

Infatti, il videoclip sarà lanciato, per la prima volta, al Festival e caricato ufficialmente sui social, in modo da diventare l’unico videoclip ufficiale associato alla canzone di Fabrizio De André, acquisendo tutte le visualizzazioni che, al momento, sono rappresentate dalle immagini non autorizzate, che verranno tolte da Internet, sempre per opera degli aventi diritto, Sony Music Italia.

«De André e altri cantautori della storia della musica Italiana – ha commentato dell’assessore al Turismo Giacomo Costantini – continuano a vivere attraverso le loro canzoni, anche attraverso canali web come youtube dove contano milioni di visualizzazioni. È un’ottima occasione di visibilità per Ravenna, che sarà raccontata attraverso luoghi suggestivi e rappresentativi che sono nel cuore di noi cittadini, nei ricordi di tanti turisti e, perché no, nei desideri di potenziali futuri visitatori».

Un progetto per parco, bar, ristoranti e negozi allo stadio. Il mercato? In Darsena

L’idea messa in campo grazie a una borsa di studio e presentata pubblicamente a Ravenna

Progetto Stadio BenelliPresentato pubblicamente un progetto per la “rifunzionalizzazione” dello stadio Benelli di Ravenna, realizzato grazie alla Fondazione Flaminia che – in collaborazione con il Panathlon Club di Ravenna, l’Università di Bologna, il Comune di Ravenna, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e il Comitato Regionale Coni Emilia Romagna – ha messo a disposizione una “borsa di perfezionamento”, destinata a neo laureati in Ingegneria dei Sistemi Edilizi ed Urbani nei corsi dell’Università di Bologna a Ravenna, assegnata a Giacomo Neri sulla base di un bando di concorso.

Rendering Stadio BenelliLa  borsa, intitolata ad Afredo Cavezzali, importante attore del mondo sportivo ravennate scomparso nel 2011, è stata finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, dal Panathlon Club e dalla Scuola Superiore di Studi sulla Città e il Territorio dell’Università di Bologna che ha curato la gestione scientifica del progetto sotto la direzione di Massimiliano Casavecchia e Luca Cipriani.

Hanno collaborato con Giacomo Neri: Valeria Balella, Carlotta Piraccini e Teresa Ravaioli.

Lo studio, partito dalla ricerca storica del materiale di archivio relativo progetto originale degli anni 50, elabora un’idea strategica di utilizzo che comprende non solo dell’area strettamente di pertinenza dello stadio, ma anche delle zone circostanti che concorrono così alla rigenerazione urbana di un ambito molto più vasto.
Ciò è reso possibile dall’ipotesi di spostamento del mercato ambulante, trasferito lungo la banchina della darsena, sviluppando le indicazioni del Piano Operativo Comunale del Comune di Ravenna.

Per quanto riguarda l’operazione-stadio, il progetto tiene conto degli interventi di riqualificazione sullo stadio già in parte avviati dal Comune di Ravenna sulle gradinate e prevede la rimozione delle tribune metalliche per restituire alla città la struttura originaria. Un esempio di architettura per lo sport, progettata dallo studio CGS di Roma, generata nel tempo in cui Pier Luigi Nervi andava definendo la struttura dello stadio Flaminio di Roma.

Il progetto, accanto al restauro e rifunzionalizzazione dello stadio, ha come obiettivo quello di realizzare un grande parco urbano attrezzato dedicato allo sport, dilatando la fruizione della struttura esistente oltre gli eventi sportivi calcistici. La soluzione offre l’area come uno spazio di incontro e socializzazione, luogo di ricreazione, anche per gli studenti del polo scolastico adiacente, ma luogo funzionale all’accesso e deflusso degli spettatori che attraverso dei ponti raggiungono lo stadio accedendo in sicurezza ai diversi settori.

La proposta, nella parte che interessa la via Sighinolfi, in adiacenza con il polo scolastico, prevede la riorganizzazione della viabilità e la sistemazione degli spazi di sosta dimensionandoli correttamente in relazione alla capienza dello stadio (sulla superficie libera dalle auto, in assenza delle maggiori manifestazioni sportive, si potranno ospitare eventi temporanei), la realizzazione di una struttura commerciale dedicata prevalentemente allo sport, ospitata sotto una grande duna erbosa, con bar, ristoranti, sedi di associazioni sportive e spazi di intrattenimento e di formazione della cultura sportiva. Dall’atro lato sulla piazza Brigata Pavia, lungo la via Cassino, una piastra su due livelli con tetto verde al cui piano terra si mantiene il parcheggio, sopra si realizza uno spazio wellness e fitness con in copertura una piscina immersa in un tetto giardino.

Non manca l’integrazione dell’offerta sportiva quali campi da calcetto, paddle, tennis e basket che nell’ambito della riorganizzazione genera una dotazione di servizi separata di rispetto a quella del campo centrale che ne consente una fruizione autonoma.

Il progetto prende anche in considerazione il bilancio economico dell’intervento, capace di sostenersi, almeno in parte, con la realizzazione degli spazi dedicati alle varie attività.

Taglia su Igor il Russo, 50mila euro per chi fornirà indicazioni utili

Nel caso il latitante venga ritrovato morto il compenso sarà della metà

Killer Ricercato: Ha 2 Identità,Igor Russo E Ezechiele Serbo

Cinquantamila euro al primo che fornirà indicazioni utili alla cattura di “Igor il russo”, il latitante ricercato per mesi ai confini della provincia di Ravenna e accusato anche dell’omicidio della guardia giurata alla cava di Savio.

È questa – citiamo un’agenzia dell’Ansa – una delle condizioni della taglia che il comitato degli amici di Davide Fabbri, il barista di Budrio assassinato nel suo bar la sera del primo aprile, ha deciso di formalizzare.

La forma è quella della “promessa al pubblico”, spiega il legale della vedova Maria Sirica, l’avvocato Giorgio Bacchelli, e il pagamento del compenso, «verrà fatto ad avvenuto ed effettivo ritrovamento» del latitante Norbert Feher alias Igor Vaclavic, «assicurato alla giustizia». Se invece venisse trovato il cadavere del killer «sempre a favore di colui che fornisce per primo notizie in merito, verrà riconosciuta una ricompensa pari al 50% dell’importo». La promessa al pubblico scadrà tra tre mesi, o prima, se nel frattempo il latitante dovesse essere rintracciato «dalle forze dell’ordine o da altri». Le segnalazioni dovranno essere indirizzate o al presidente del Comitato, Augusto Morena.

Migliaia in fila per scoprire le meraviglie segrete della Classense (di notte)

La prima apertura serale con visite guidate del complesso di via Baccarini ha fatto il tutto esaurito. E il direttore assicura: «Ci saranno altre aperture, non ci aspettavamo un simile afflusso»

Un successo straordinario e non previsto nei numeri, che forse può dire qualcosa sulla fame di cultura in città. Accade infatti che in una afosa serata di luglio la prima apertura serale della biblioteca Classense di Ravenna con visite guidate nelle sale normalmente non accessibili faccia una sorta di overbooking e il direttore Maurizio Tarantino lo si trovi alle dieci di sera a scusarsi personalmente con chi, ormai è chiaro, non potrà entrare.

L’evento è in effetti straordinario: la possibilità gratuita di un tour guidato di un’ora condotto da persone molto preparate e appassionate (sicuramente lo era Benedetto Gugliotta che abbiamo avuto la fortuna di seguire) nei meandri di quell’ex monastero camaldolese che da tempo è motivo di orgoglio per Ravenna ben oltre le mura cittadine. Gruppi di una ventina di persone alla volta che, ogni dieci minuti, entrano e fanno un tour tra sale normalmente accessibili ma, soprattutto, nei luoghi in cui normalmente non si entra. Un viaggio che ha a che fare con la storia della città stessa, con la storia della conservazione libraria, con la Storia in senso lato. Dalla sala da poco restaurata e riaperta al pubblico del Refettorio (dove ci fanno notare anche che nell’ultimo restauro del dipinto delle Nozze di Cana è riapparso un gatto, forse progenitore di quelli che oggi vivono nel complesso?), al chiostro maggiore, dal “corridoio dei novizi” fino alla presunta stanza da letto dell’abate. Corridoi di libri, incertezze sulla destinazione effettiva di alcuni ambienti prima dell’arrivo dei “Francesi”, nel 1800, che hanno deciso di far confluire qui i beni librari anche degli altri monasteri determinandone il destino del luogo per i secoli a venire, fino a oggi.

I fondi dati in donazione, Farini e Rava, le sale del Morigia a cui si accede da una stretta scala a chiocciola che parte dall’aula magna e porta fino al busto di Teresa Gamba Guiccioli. Le iscrizioni, gli affreschi, gli intarsi, le opere d’arte, le curiosità e l’ambizione generosa di chi ha fatto nascere il primo nucleo di quella bilblioteca, anzi “libreria”, ai primi del Settecento, il cremonese Canneti, che la volle da subito come un posto aperto, al servizio della città e non solo dei monaci, l’unico luogo in cui, in quel monastero, non si è invitati al silenzio, quasi un paradosso a pensarci oggi. Certo, non si può che essere grati ancora oggi per quel dono che in questa apertura serale svela almeno un po’ della sua unicità, suscitando innanzitutto la voglia di tornare in quella dimensione tra il materiale che appare allo sguardo e l’immateriale “divina sapienza” racchiusa nelle migliaia di volumi accanto a cui si passa, sapendo che da qualche parte ci sono tesori come il Canzoniere del Petrarca con un disegno di Botticelli o l’Aristofane su cui ha studiato Canfora. E così, la promessa di nuove aperture, con visite magari tematiche, è il miglior commiato prima di uscire, mentre i gruppi continuano ad affluire e la fila fuori è ancora lunghissima e i bibliotecari si fanno in quattro per far funzionare tutto al meglio. Ed è qui, in via Baccarini, che il direttore di fresca nomina sembra più preoccupato per chi in fila, tra persone di ogni età, si è lamentato dei tempi di attesa e di chi proprio non è riuscito a entrare che soddisfatto per l’enorme successo di un’iniziativa apparentemente semplice, ma che non aveva precedenti. «Ci aspettavamo qualche centinaio di persone, ne saranno arrivate duemila. Ci dispiace per i disagi – ripete Tarantino – ci saranno altre aperture a breve, studieremo un sistema di prenotazioni, non eravamo pronti a un simile afflusso di persone». La città, invece, non sembrava aspettare altro che la propria biblioteca aprisse le porte, per essere forse percepita un po’ meno torre di avorio e un po’ più bene comune.

Antimafia, bancario arrestato: la Cassa lo trasferì per condotte non in linea

La direzione della Carira dispose accertamenti sulle operazioni di Sangiorgi «ma non emerse nulla di grave». Il 59enne è nel gruppo dal 2011, ora sospeso. Il direttore generale Sbrizzi illustra gli strumenti antiriciclaggio interni

Foto 1«A un certo punto abbiamo notato che teneva comportamenti non in linea con quelli del nostro gruppo e abbiamo subito provveduto al suo trasferimento in altri uffici per fare accertamenti sulle operazioni compiute sotto la sua supervisione ma non sono emersi elementi tali da giustificare provvedimenti più pesanti». Il direttore generale della Cassa di Risparmio di Ravenna, Nicola Sbrizzi, ricorda le perplessità sorte sulla condotta professionale di Domenico Sangiorgi, il 59enne arrestato con l’accusa di aver agevolato gli affari di alcuni clan camorristici attraverso il suo ruolo di bancario.

Sbrizzi assicura sull’estraneità dell’istituto di credito ravennate alla vicenda, circostanza che al momento trova conferma anche nella ricostruzione degli inquirenti: «Forse operazioni fatte fuori dal contesto lavorativo», dice il dg. Nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare però non si fa cenno agli accertamenti disposti internamente, cosa invece riportata a proposito di un’altra banca per cui lavorava un’altra indagata con un profilo simile a quello di Sangiorgi.

Oggi il ragioniere faentino sotto inchiesta è sospeso cautelativamente dal servizio. In Carira arrivò nel 2011 con una lunga carriera da bancario alle spalle: quasi trent’anni all’Unicredit e poi al Credito di Romagna. Sei anni fa venne messo a dirigere una filiale di Bologna della Cassa. Poi nel 2013 sono iniziati i trasferimenti: prima Faenza poi Ancona e infine Rimini.

IMG 1216
La palazzina in via Garibaldi a Russi sequestrata in un’inchiesta dell’Antimafia di Napoli perché di proprietà di una società sospettata di riciclaggio

Il caso di cronaca offre lo spunto per ragionare sui sistemi di controllo e contrasto al riciclaggio, quelli messi in campo in autonomia dalle banche e quelli imposti per legge. «La normativa diventa sempre più stringente e impone investimenti importanti nel settore per faticose e laboriose attività sia nelle sedi periferiche che centrali. La criminalità aggiorna i suoi metodi, cerca nuove vie per delinquere e noi dobbiamo stare al passo. È una gara continua per contrastare l’illegalità». Le ultime disposizioni hanno inasprito le sanzioni per chi non segnala le operazioni sospette: «E ci tengo a sottolineare che è sufficiente siano sospette. È stato ampliato l’elenco dei soggetti tenuti a fare segnalazioni: non solo banche e poste ma anche notai e commercialisti».

Il sistema di controllo funziona su due binari. Il primo è quello delle segnalazioni spontanee da inviare all’ufficio di informazione finanziaria (Uif) di Bankitalia: «Può farle qualunque dipendente e viene garantito il completo anonimato. Il sistema centrale le raccoglie e poi valuta quali approfondire trasmettendole all’autorità giudiziaria». Il secondo è invece quello che viene dall’alto da un ufficio di controllo incardinato in ogni gruppo bancario: «Sulla base di statistiche che valutano variabili definite dell’Uif si fanno accertamenti. Ad esempio il numero di bonifici fatti o ricevuti o la consistenza di versamenti in contanti».

Ladri al ristorante Silverio: rubate bottiglie di vino del valore di 40mila euro

I malviventi sono entrati dalla finestra della cucina nel cortile dello stabile e sono andati solo in cantina senza rovistare da altre parti

01Numerose bottiglie di vino pregiato per un valore di circa 40mila euro sono state rubate dalla cantina del noto ristorante Silverio in centro a Faenza. Secondo una prima ipotesi i ladri avrebbero approfittando del giorno di chiusura settimanale al mercoledì entrando in azione nella precedente. Il titolare si è accorto del furto solo alle 17 di ieri, 20 luglio, quando è arrivato sul posto: dopo avere infranto il vetro della cucina sul retro del locale all’interno di un cortile dello stabile, i malviventi sono entrati andando dritti in cantina senza rovistare in nessun altro posto o asportare altro. Le bottiglie sono contraddistinte da numero seriale identificativo, il valore esatto del vino è ancora da quantificare con precisione. Sul posto è intervenuta la polizia scientifica per le indagini.

Lavori nelle vie Pascoli e Oriani, Sirio spento in via di Roma fino al 14 settembre

La giunta sospende la Ztl per agevolare la circolazione nel periodo dei cantieri: le telecamere non faranno multe ma solo rilevazioni statistiche

sirio ztl traffico telecamere sicurezza auto strade

Dalla mezzanotte del 23 luglio fino al 14 settembre saranno spente le telecamere di Sirio a controllo della zona a traffico limitato a Ravenna in via di Roma nel tratto compreso tra via Carducci e via Negri. Lo ha deciso la giunta comunale per permettere una migliore circolazione dei veicoli in occasione degli interventi di ristrutturazione delle vie Pascoli e Oriani. La sospensione della Ztl terminerà prima dell’avvio dell’anno scolastico. Le telecamere di Sirio non faranno multe ma resteranno accese per consentire il conteggio dei veicoli a scopo statistico e per eventuali controlli utili alle forze dell’ordine e all’Ufficio pianificazione mobilità.

La decisione della giunta scatena l’esultanza della Pigna. «Dal giorno successivo all’ordinanza di chiusura per lavori in via Pascoli avevamo evidenziato che il raggiungimento del parcheggio di largo Firenze sarebbe stato difficoltoso è scoraggiante – dice il capogruppo Veronica Verlicchi – e abbiamo presentato un ordine del giorno per aprire temporaneamente il tratto di via Roma e tra piazza Caduti e largo Firenze. Dopo averci dormito sopra oltre un mese, l’assessore Fagnani ha fatto deliberare la sospensione della ztl solamente nel tratto interessato di via di Roma. Provvedimento che non risolve totalmente il problema del raggiungimento del parcheggio di Largo Firenze e che, comunque, andava ricompreso al momento dell’emissione dell’ordinanza relativa ai lavori di via Pascoli così da evitare i forti disagi di queste settimane».

«Un provvedimento tardivo, benché apprezzabile – lo definisce Alberto Ancarani di Forza Italia –. La battaglia di Forza Italia nei prossimi mesi sarà quella di convincere la giunta a rendere il provvedimento definitivo e non provvisoriamente legato solo ai lavori di via Pascoli».

Fuochi d’artificio per il patrono: 6 punti di lancio invece di 5 e durata ridotta

Per ragioni di sicurezza è stata aggiunta una postazione nei pressi della foce Bevano. Lo spettacolo comincerà alle 23.30 del 22 luglio ma non durerà più 26 minuti. Interruzione del servizio traghetto

Ravenna Fuochi Artificiali
Foto di Simone Masini / Lumos Produzioni

Dopo un sopralluogo della commissione tecnica comunale è stato deciso che i punti di lancio dei fuochi d’artificio sulla costa il 22 luglio per la festa del patrono non saranno più cinque ma sei: si è aggiunta infatti la postazione nei pressi della foce del Lamone, a Marina Romea, a quelle già previste a Casalborsetti, tra Porto Corsini e Marina di Ravenna, a Punta Marina, a Lido di Dante e a Lido di Classe. L’aggiunta della nuova postazione ha richiesto una riorganizzazione dello spettacolo (costato 46mila euro al Comune di Ravenna) che non sarà più di 26 minuti ma durerà comunque oltre 20 minuti.

Sempre per questioni di sicurezza, fa sapere il Comune di Ravenna, è stato stabilito di sospendere il servizio traghetto tra Porto Corsini e Marina di Ravenna da mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo, fissato per le 23.30, fino a mezz’ora dopo la sua conclusione. Sarà infatti prevista un’interruzione della navigazione nel canale Candiano con apposita ordinanza della capitaneria di porto.

Gli stabilimenti balneari, la cui apertura è prevista fino alle 2 del 23 luglio dovranno sospendere i trattenimenti musicali e la diffusione della musica alle 0.30, come d’altra parte già previsto per le giornate del sabato.

Formiche in stanza all’ospedale, l’Ausl si scusa: «Episodio increscioso ma isolato»

Gli insetti negli angoli del pavimento e sotto al letto nel reparto di Medicina del Santa Marina delle Croci. La direzione ospedaliera assicura: «C’è un costante monitoraggio sulla presenza di parassiti»

La presenza di formiche in una stanza del reparto di Medicina dell’ospedale di Ravenna, segnalata da un video pubblicato sul nostro sito stamani 21 luglio, è da considerare «un episodio increscioso ma isolato che è stato risolto nella mattinata odierna». Lo afferma la direzione ospedaliera del Santa Maria delle Croci che si scusa per l’accaduto e assicura che «è operativo un costante monitoraggio sulla presenza di parassiti in tutti i locali ospedalieri».

La segnalazione era giunta alla nostra redazione dalla parente di un paziente ricoverato. In un video si vedono gli insetti che si aggirano negli angoli del pavimento e sotto al letto di un degente. Il filmato è stato girato nel tardo pomeriggio del 20 luglio, dopo due giorni di ricovero in convivenza con le formiche. Prima di inviare le immagini a Ravennaedintorni chi le ha registrate aveva fatto una segnalazione al personale in servizio sentendosi rispondere che avrebbero provveduto subito a eliminare il problema.

Riviste Reclam

Vedi tutte le riviste ->

Chiudi