lunedì
13 Aprile 2026

Fuochi d’artificio di Sant’Apollinare, L’Enpa: «Coi botti animali sotto stress»

L’Ente protezione animali: «Oltre a cani e gatti che tentano la fuga anche gli uccelli patiscono un forte shock. L’amministrazione non ha minimamente considerato il problema»

15 08.2016 Marina Di Ravenna Fuochi Di FerragostoI fuochi di artificio annunciati per Sant’Apollinare non piacciono all’Enpa che ritengono i botti una specie di tortura per gli animali. L’idea è che l’evento diventi annuale ma l’ente protezione animali fa notare come «non sia stato tenuto in alcun conto il rispetto per gli animali i quali, notoriamente, rquando si verificano queste manifestazioni sono sottoposti ad un intenso stress e persino a dolori non indifferenti in quanto i rumori sono avvertiti con un’intensità più elevata rispetto all’uomo».

Oltre ai cani ed ai gatti «che tentano una fuga irrazionale per sottrarsi al fastidio degli spari vogliamo ricordare che anche gli uccelli patiscono un forte shock. Mentre altre amministrazioni comunali si sono dimostrate attente a queste problematiche riducendo le manifestazioni pirotecniche e persino ponendo dei divieti ai fuochi artificiali in occasione di eventi quali il capodanno, dobbiamo con amarezza riscontrare che nella nostra città si potenziano questi costosi avvenimenti».

Attaccavano l’etichetta “Made in Italy” sull’abbigliamento importato dalla Cina

Operazione della guardia di finanza partita da Lugo: sequestrati 15mila capi, coinvolta una catena di 14 negozi in Italia gestita da tre stranieri. Dopo il primo sequestro in aprile avevano messo in liquidazione la società indagata e aperto una nuova attività

Foto 1Abbigliamento e accessori avevano il cartellino con scritto “Fabbricato in Italia” ma era tutta roba importata in Italia dalla Cina e poi venduta come “Made in Italy”. La guardia di finanza ha sequestrato quasi 15mila pezzi tra capi di abbigliamento e accessori e oltre centomila cartellini falsi. L’operazione Wonderland, condotta dalle Fiamme Gialle di Ravenna, è partita da Lugo e si è estesa in tutta Italia coinvolgendo una catena di negozi di abbigliamento gestiti da cinesi.

Le indagini erano partite nei mesi socrsi da alcune segnalazioni al 117 da cittadini che avevano scoperto l’etichetta “Made in China” su capi di abbigliamento venduti per italiani in un negozio di Lugo. I Finanzieri hanno presto appurato che il negozio faceva parte di un’ampia catena commerciale gestita da tre cinesi residenti a Bologna, formata da quattordici punti vendita anche nelle centralissime vie dello shopping di Bologna, Genova, Firenze, Treviso, Pisa e Lucca. Le società di gestione non erano produttrici, né direttamente né tramite terzisti, dei capi di abbigliamento e degli accessori venduti e, pertanto, non potevano attribuire ai beni commercializzati alcuna indicazione di origine, prerogativa di esclusiva competenza del produttore. In aprile la perquisizione della Finanza in tutti i punti vendita ha portato al sequestro di 2.500 capi di abbigliamento oltre a centomila cartellini attestanti il falso “Made in Italy”, molti dei quali ancora conservati nelle loro scatole e pronti per essere applicati alla merce in magazzino.

Foto 3Le indagini sono proseguite ed è emerso che dopo i sequestri di aprile, gli indagati avevano aperto un nuovo punto vendita a Jesolo e costituito una nuova società, mettendo in liquidazione una delle aziende indagate. La procura di Bologna ha disposto nuove perquisizioni che nei giorni scorsi hanno consentito di sequestrare circa 13mila ulteriori capi di abbigliamento ed accessori irregolarmente muniti di cartellino oltre a 15mila cartellini.

Il Comune mette a bilancio un milione all’anno per i danni delle radici alle strade

Un piano approvato dalla giunta per manutenzione specifica: ogni anno verrà fatto l’elenco delle priorità

Tra le problematiche maggiori per gli utenti delle strade ravennati, soprattutto quelli a due ruote, c’è la devastazione dell’asfalto a causa delle radici di certi alberi, in particolare pini e pioppi. La questione sta assumendo proporzioni consistenti soprattutto sui lidi e il Comune corre ai ripari: la giunta ha recentemente approvato l’introduzione nel bilancio degli investimenti di un budget di un milione di euro all’anno da destinare esclusivamente a interventi di manutenzione per danni da radici. «Finora ci siamo mossi con iniziative singole – dice l’assessore ai Lavori pubblici, Roberto Fagnani – mentre con questa decisione diventa un piano programmato. Anno per anno faremo l’elenco delle priorità che quasi certamente cominceranno dalla costa». Per avere il totale della spesa di Palazzo Merlato per la manutenzione della rete viaria vanno conteggiati i due milioni del fondo che viene utilizzato anche per le urgenze e i quattro milioni del contratto annuale con la società Sistema 3 per marciapiedi e strade.

Nel quadro complessivo dei cantieri per migliorare la sicurezza stradale vanno inserite le opere in corso in via Pascoli (dal 15 settembre riaperta al traffico) e nel 2018 in viale Oriani su cui pende anche un esposto in procura per la scarsa sicurezza.

Per l’utenza più debole, pedoni e ciclisti, sono in programma alcuni interventi. È stato avviato l’iter per il secondo stralcio della ciclabile tra Ponte Nuovo e Madonna dell’Albero: in tutto 1,2 km illuminati che costeranno 800mila euro. In questi giorni si sta intervenendo in viale Randi e circonvallazione Canale Molinetto per la realizzazione delle cosiddette strisce pedonali intelligenti: sensori a bordo strada rilevano la presenza di pedoni per mostrare un segnale luminoso nei due sensi di marcia e illuminare l’attraversamento. Stesso intervento a settembre verrà fatto in viale Le Corbusier e viale Saragat. Già affidati i lavori da 1,2 milioni per rifare via delle Americhe a Punta Marina con tanto di pista ciclabile.

Entro il 2019 dovranno essere appaltati i lavori da Anas per la sistemazione della Classicana potendo contare su 20 milioni di euro stanziati dal Cipe. Mentre il Comune è al lavoro sui tavoli romani per fare in modo che la stessa Anas completi prima possibile il 20 percento di opere che mancano alla rotonda tra Ravegnana e Adriatica.

Disabile segnala un’auto parcheggiata senza contrassegno ma i vigili multano la sua

Ravennate in carrozzina beffato, si sfoga su Facebook: «Il mio tagliando era parzialmente coperto ma la targa è nel database della Municipale ed erano ben visibili i comandi sul volante…»

Panizza
Emanuele Panizza in una foto del suo profilo Facebook

Ha chiamato la Municipale per segnalare un’auto irregolarmente parcheggiata in uno stallo riservato ai disabili ma a finire multato è stato invece lui, Emanuele Panizza, ravennate di 46 anni in carrozzina. Una vera e propria beffa per lui, che ha poi denunciato con tanto di foto del verbale su Facebook.

Il fatto risale a domenica, quando l’uomo si reca in piscina e fatica a trovare posto nei parcheggi riservati ai disabili. Una volta trovato, Panizza si rende conto che uno degli stalli per i portatori di handicap era occupato da un’auto senza l’obbligatorio contrassegno e così decide di chiamare i vigili urbani. Che arrivano circa due ore dopo e, non essendoci probabilmente più l’auto segnalata, fanno però la multa allo stesso Panizza, non essendo il suo contrassegno ben visibile. «In effetti – scrive su Facebook – malauguratamente una metà scarsa era coperta dalla cornice del parabrezza. Ma erano ben visibili i comandi manuali al volante e la leva del freno mentre la targa è naturalmente già presente sul database della polizia municipale per l’accesso alle Zone a Traffico Limitato». Era chiaro insomma, secondo Panizza, che quell’auto aveva «i titoli» per essere parcheggiata lì. E così ieri mattina è scattato il ricorso al prefetto contro la multa.

Motociclista morì dopo una caduta, a processo chi faceva la manutenzione stradale

Nel 2015 un motociclista perse la vita, accusa di omicidio colposo per il responsabile della ditta

BucheeSe l’asfalto di quel tratto di strada avesse avuto una manutenzione migliore o se almeno fosse stata disposta una segnaletica per la presenza di buche e avvallamenti forse il motociclista non sarebbe caduto e non sarebbe morto. Di questo è convinta la procura di Ravenna: per l’incidente costato la vita al 44enne Andrea Strani, il 22 maggio del 2015 in via Naviglio all’altezza del distributore Q8, il prossimo ottobre comincerà il processo per omicidio colposo a carico del legale rappresentante all’epoca dei fatti della società Sistema 3, esecutrice del contratto di appalto 2014-2018. Alla sbarra andrà un 43enne di Mezzano. Sistema 3 è il soggetto incaricato dei lavori dai vincitori dell’appalto comunale, il consorzio Cooperative Costruzioni e il consorzio Ciro Menotti. In un primo momento – come ricorda anche Il Resto del Carlino che riportava la notizia – erano stati indagati anche i rispettivi legali rappresentanti ma per loro è arrivata l’archiviazione.
Quel pomeriggio di due anni fa pioveva. Strani era in sella a una motocicletta e viaggiava in direzione di via Canalazzo quando è caduto finendo nella corsia opposta e scontrandosi contro un furgone che procedeva a velocità entro i limiti e non ha potuto evitare l’impatto (la posizione del conducente è stata infatti subito archiviata). La perizia del consulente del pubblico ministero riscontra tracce di frenata che partono prima di un avvallamento e la mancanza di adeguata segnaletica che comunicasse il pericolo per le condizioni del manto stradale.

Tra gli elementi presi in esame nell’udienza preliminare ci sono anche due segnalazioni inviate da cittadini al Comune tramite l’apposito servizio online, una il 13 aprile e una poche ore dopo l’incidente, indicando le condizioni scadenti di via Naviglio. Ma al 13 di aprile risale anche l’ultimo intervento di manutenzione al tratto di strada dell’incidente. Insomma, poco più di un mese prima erano intervenuti i tecnici eppure la condizione della strada per il perito dell’accusa non era in condizioni ottimali.

La difesa di Errani (avvocato Ermanno Cicognani) sostiene che manchi la certezza per attribuire alle condizioni della strada la causa della perdita di controllo del motociclista e secondo la consulenza di parte la sbandata sarebbe iniziata in un punto in cui le condizioni del fondo erano ancora buone.

Che la condizione della strada non fosse impeccabile lo dimostrò in maniera esplicita anche una circostanza particolare: un paio di giorni dopo il dramma venne stesa una toppa di asfalto sopra una buca in quel tratto. Questo non significa che la buca sia causa della caduta. Verrà stabilito in aula. Dove in buona sostanza si andrà a discutere se l’omissione per l’imputato fu quella di non svolgere una manutenzione efficace o solamente quella di non aver posizionato una segnaletica in tempo.

Impianto Gnl, la Pir ai cittadini: «Rischio esplosione inesistente e non credibile»

A Marina di Ravenna la Pir ha provato a rassicurare i cittadini. In strada ci saranno però 17mila camion all’anno in più diretti allo stoccaggio

Impianto GnlNessun rischio per il paese e, soprattutto, per le scuole che a linea d’aria sono a qualche centinaio di metri (dai 600 in su) con il nuovo impianto Gnl che Pir ed Edison hanno in progetto sul canale, a fianco della centrale Teodora. Così l’amministrazione comunale e la Pir tentano di rassicurare i cittadini di Marina di Ravenna e Porto Corsini che hanno riempito la sala del centro civico (circa 120 i presenti) a per avere i dettagli dell’impianto. E’ soprattutto la vicinanza degli istituti scolastici a preoccupare ma i dubbi della popolazione riguardano anche il numero dei camion in strada e delle navi che caricheranno e scaricheranno il gas.

Tecnicamente, ha spiegato l’ingegner Oscar Monti che ha seguito e coordinato la progettazione, l’impianto di Gnl serve solo a stoccare il gas. Si tratta di gas liquefatto che rimane tale a 163 gradi sottozero. «Tutte le componentistiche dell’impianto sono duplicate». Se non ne funziona una, è pronta ad entrare in gioco l’altra. C’è poi un impianto di raffreddamento che – in estrema sintesi – porta di nuovo allo stato liquido il materiale che dovesse tornare gassoso. Tutto per tenere il deposito a pressione zero ed evitare ogni tipo di rischi. L’impianto porterebbe ad un traffico ulteriore di 60 camion al giorno diretti allo stoccaggio. In totale 17.400 camion l’anno. Ai cittadini, come fa notare il presidente della pro loco di Porto Corsini Orio Rossi, non sembra un traffico sostenibile. Monti dall’altra parte fa presente che si tratta «dell’uno per cento dei camion che transitano sulla via Baiona».Impianto 4

In generale l’assemblea scorre tra le spiegazioni dei tecnici e i timori dei cittadini, in parte rassicurati sul finale quando l’ingegner Paolo Zoppellari, che ha seguito gli aspetti di sicurezza, mostra le curve di rischio in caso di esplosione. «Un caso – precisa – che per la nuova normativa della sicurezza deve essere inferiore a quella di un incidente aereo e che deve essere considerato non credibile». Ad ogni modo, le curve non arrivano all’abitato e anche gli effetti del cosiddetto effetto domino, assicura, sarebbero limitati perché a fianco c’è la centrale Teodora, non considerata impianto a rischio incidente rilevante. Con curve di questo genere, spiega Zoppellari rispondendo ad una domanda posta dall’ingegner Stefano Gardini, «il paese non sarà nemmeno sottoposto a piani e prove di evacuazione. Diverso il discorso per le aziende limitrofe».

Il confronto è anche sul metodo. Secondo gli esponenti di Legambiente in sala ma anche per Pasquale Minichini (LpRa) e Francesca Santarella (consigliare del Movimento 5 Stelle nella scorsa legislatura) il Comune ha peccato di poca trasparenza, ponendo in confronto quando le procedure sono già in atto. In ogni caso, ricorda Mariella Mantovani (consigliera comunale di MdP e residente a Marina di Ravenna) mancano ancora diversi passaggi prima dell’autorizzazione e la proposta, accolta dal sindaco Michele De Pascale, è quella di un ulteriore confronto con i cittadini prima dell’eventuale via libera finale.

Impianto 3L’impianto di Gnl, secondo quanto spiegano i vertici Pir, sarà obbligatorio in tutti i porti perché le navi dovranno essere riconvertite a questa alimentazione. La speranza del presidente Guido Ottolenghi e del direttore Alessandro Gentile è quella di intercettare le navi dell’Adriatico rifornendole: non esistono infatti impianti di questo tipo nel nostro mare e quello di Ravenna, che sarà operativo nel 2021, dovrebbe essere il primo. L’investimento è importante, circa 70 milioni, e «anche rischioso dal punto di vista imprenditoriale». A costruire il deposito saranno aziende romagnole e, a regime, dovrebbe dare lavoro ad una quarantina di persone. L’impianto sarà alto 25 metri, con lo stesso diametro, per un totale di 10.000 metri cubi. Le gasiere scaricheranno dai mille ai duemila metri cubi l’ora, le operazioni di carico saranno di 250 metri cubi all’ora. La progettazione è fatta in modo che, per motivi di spazio e di sicurezza, non si possano svolgere contemporaneamente le due operazioni.  Da parte sua il sindaco Michele De Pascale ha in sintesi rassicurato sul processo che porterà all’avviamento dell’impianto.

Un lavoratore in nero e pasta fresca scaduta: sospesa l’attività di un bagno

Altri due stabilimenti (su dieci ispezionati) sanzionati dai carabinieri nel litorale cervese

Stabilimenti Balneari Cervia AppealI carabinieri hanno sospeso l’attività di un bagno di Cervia dopo averci trovato nel weekend un lavoratore in nero (un extracomunitario senza permesso di soggiorno) e una trentina di confezioni di pasta fresca scaduta, poi sequestrate. Complessivamente sono anche state elevete sanzioni amministrative per quasi 8mila euro complessivi (a causa anche di inadempienze burocratiche) e il titolare è stato denunciato alla procura.

Si tratta di uno dei dieci stabilimenti controllati nel weekend dei carabinieri di Cervia, della Forestale, dell’Ispettorato del Lavoro e del Nas di Bologna.

Nell’ambito delle operazioni tremila euro di multa anche per uno stabilimento di Milano Marittima con un altro lavoratore in nero e 2.750 euro di sanzioni per un terzo bagno, questa volta a Tagliata, con un lavoratore in un periodo di prova non regolarizzato e per il mancato rispetto di requisiti generali in materia di igiene.

Anziani picchiati e rapinati dopo la messa: un arresto. E il sindaco ringrazia

Il primo cittadino di Cotignola si congratula con i carabinieri dopo il fatto di Barbiano. «Qui un contrasto efficace del crimine»

Carabinieri Di LugoDue anziani sono stati aggrediti, picchiati e rapinati sabato sera alle 22.30 a Barbiano di Cotignola, dopo essere stati a messa, all’uscita del circolo della parrocchia dove si erano fermati per la serata in compagnia di amici. I due, di oltre 70 anni, sono stati sorpresi alle spalle da un uomo che li ha spintonati e si è impossessato della borsa della donna dopo averla colpita con pugni e calci. Poco dopo, però, il rapinatore è stato arrestato dai carabinieri. Si tratta di un trentenne marocchino, residente da anni a Cotignola.

Il sindaco di Cotignola, Luca Piovaccari, ha telefonato alla donna vittima della rapina per sincerarsi delle sue condizioni di salute. «La signora – si legge in una nota inviata alla stampa dal Comune – è apparsa determinata, in buona salute e desiderosa di ringraziare le forze dell’ordine per come hanno condotto l’intervento». Piovaccari ha anche sentito il comandante della compagnia dei carabinieri di Lugo, capitano Giuseppe Talamo, per congratularsi con l’Arma. «Mi congratulo con i carabinieri per il risultato ottenuto – sono state le parole di Piovaccari –. Questo dimostra come in questo territorio ci sia un contrasto efficace del crimine. Il lavoro e il coordinamento delle attività di tutte le forze di polizia che la prefettura ha predisposto, anche grazie alle sollecitazioni che i sindaci di questo territorio hanno espresso in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dimostrano la propria efficacia».

Il sale della filosofia, con Vitiello e Magrelli

Valerio Magrelli
Valerio Magrelli

“Sale, sapere, sapori” è il titolo della rassegna Filosofia sotto le stelle, a Cervia dal 17 al 21 luglio. Si comincia lunedì alle 18 con un tour filosofico in salina con Massimo Donà, mentre alle 21 il tema dell’incontro sarà “Esistenza ed esilio” e vedrà insieme Vincenzo Vitiello e Valerio Magrelli. Martedì 18, al poiazzale dei salinari alle 18 ci sarà il laboratorio “Ontologia e gastronomia” con Davide Grossi che la sera sarà ospite dell’incontro con Donatelli di Cesare sul tema “Il sapore acre del potere. Tortura e civiltà”. Il 20 alle 18 al Bagno Club Milano laboratorio (necessaria la prenotazione) “Coltivare le parole” con Cristiano Cavina, si chiude poi venerdì 21 alla libreria Mondadori di Cervia alle 18 con il laboratorio “Eros e cibo” con Erasmo Storace che la sera sarà ospite del confronto con Rosita Copioli e Bruno Arpaia. Conduce gli incontri Massimo Previato. Info dettagliate: via Evangelis????ti, tel. 0544 974400; mail: iatcervia@cerviaturismo.it; www.turismo.comunecervia.it.

Eroina nel cestino e “ritrovo di spacciatori”: chiuso lo storico bar di via Vicoli

Serrande abbassate per una settimana su disposizione del questore

BarbostonAlcuni avventori sono seduti al solito tavolino sotto i portici, di fronte però alle saracinesche abbassate. «Ma perché chiudere il bar invece di arrestare e tenere in carcere i delinquenti?», si sfogano al nostro arrivo.

BostonLoro hanno decisamente già deciso da che parte stare, difendendo i titolari del Boston, storico bar di via Vicoli a poca distanza da piazza Vacchi e dall’ospedale di Ravenna, chiuso da questa mattina «su disposizione del questore», come scritto su due fogli affissi all’ingresso.

Il bar dovrà restare chiuso per una settimana, in quanto secondo la polizia era diventato “luogo di ritrovo e frequentazione di persone pericolose e pregiudicate anche per reati concernenti lo spaccio di sostanze stupefacenti”. Una convinzione frutto naturalmente di numerosi controlli effettuati in zona nei mesi scorsi e anche di alcuni arresti. A finire in manette due volte era stato in particolare un cittadino straniero con l’accusa di spaccio. Eroina è stata ritrovata anche nascosta in un cestino sotto un tavolo dello stesso bar di via Vicoli, occupato in quel momento da quattro ragazzi stranieri, tutti pregiudicati.

A Lido di Classe proiezioni, concerti, mostre e degustazioni con il festival Naturae

L’evento di chiusura alla foce del Bevano, da raggiungere a piedi, in bici o in barca

Foce Bevano Big Video Foto
La foce del Bevano

A Lido di Classe, dal 24 al 30 luglio, va in scena la decima edizione del Festival Naturae: una manifestazione che fin dall’esordio ha scelto di unire eventi di vario genere legati dal comune obiettivo della valorizzazione dell’ambiente naturale.

Promosso dal Comune di Ravenna e organizzato dall’associazione Culturale Solaris – in collaborazione con decine di soggetti che operano sul territorio – il festival quest’anno propone sette giornate dense di eventi rivolti ad indagare il rapporto tra l’uomo e la natura: attraverso proiezioni di film e documentari all’aperto, escursioni, concerti, laboratori, mostre e degustazioni, spesso in location “naturali” affascinanti. È il caso della suggestiva apertura del festival, che si terrà all’alba di lunedì 24 luglio, alle 6 del mattino, sulla spiaggia di viale Caboto, con il concerto “In viaggio al termine della notte”.

Poi, dal pomeriggio dello stesso lunedì, un ricco programma quotidiano di eventi, da mattina a sera: che si possono trovare nel dettaglio sul sito www.festivalnaturae.it.

La chiusura, ancora in riva al mare, con un altro concerto in programma nel pomeriggio di domenica 30, alle 17.30, alla foce del fiume Bevano da raggiungere a piedi (lungo la strada o attraverso la pineta), in bicicletta, in traghetto elettrico o addirittura in canoa.

«L’infortunistica stradale non è competenza esclusiva della polizia municipale»

Il comandante sulla polemica per i tempi dei rilievi di un incidente: «La situazione permetteva di attendere il turno montante»

RAVENNA 14/07/17. ANDREA GIACOMINI, NUOVO COMANDANTE POLIZIA MUNICIPALE DI RAVENNA
Andrea Giacomini, comandante della polizia municipale di Ravenna dal 2017

«L’attività di infortunistica stradale sugli incidenti non è una competenza esclusiva della polizia municipale. Il codice della strada e le disposizioni del ministero dell’Interno la attribuiscono a diversi corpi tra cui anche la Municipale. Ma ci sono momenti nell’arco delle 24 ore in cui non siamo di turno con questo servizio e la copertura in caso di urgenze spetta alle altre forze dell’ordine». Il comandante dei vigili urbani di Ravenna, Andrea Giacomini, prova a fare chiarezza sulla polemica sollevata dalla consigliera comunale Samantha Tardi (Cambierà) a proposito dei ritardi con cui sono stati fatti i rilievi di un incidente tra uno scooter e una bici all’alba di domenica 16 luglio.

Il sinistro è avvenuto verso le 6.20 nei pressi dello svincolo tra viale Alberti e via Ravegnana. Tardi dice che i feriti sono stati subito soccorsi dal 118 ma l’intervento della Municipale è arrivato solo dopo le 7 con i mezzi rimasti a terra abbandonati. «La premessa necessaria è che l’esigenza di una persona coinvolta in un incidente è il soccorso sanitario e questo è stato tempestivo», attacca Giacomini. Che poi entra nel merito di ciò che compete al corpo al suo comando: «Tra le 6 e le 7 della domenica c’è un’ora in cui il servizio non è coperto perché i turni sono di sei ore e si è deciso di anticipare quello 1-7 in modo che nell’ora da mezzanotte all’una siano in servizio due pattuglie, quella smontante e quella entrante in una fascia oraria in cui le statistiche dicono che accadono più incidenti».

Il quartiere dell’incidente nell’orario dell’evento erano di competenza della polizia di Stato. «Per prassi si tende ad assegnare i rilievi sulle strade comunali alla Municipale. E così abbiamo fatto anche in questo caso, anche perché la questura ha comunicato che non aveva pattuglie disponibili da inviare. Trattandosi di un incidente di entità ridotta abbiamo ritenuto che attendere i 40 minuti per arrivare all’inizio del turno non avrebbe creato disagi ai diretti interessati. Come in effetti è stato: ho chiamato personalmente al telefono le due persone coinvolte nell’incidente per spiegare i motivi dei tempi del nostro intervento e le ho sentite piuttosto stupiti della mia telefonata, non erano affatto preoccupati dei tempi per i rilievi».

L’episodio, conclusosi senza gravi conseguenze, diventa però lo spunto per affrontare anche la gestione degli interventi: «Una regia comune fra tutte le forze sul campo sarebbe certamente utile, non si discute. Oggi gli interventi vengono svolti da chi riceve la telefonata. Se non ha personale a disposizione si cerca la collaborazione delle altre centrali operative».

Infine sull’abbandono dei mezzi una ulteriore precisazione di Giacomini: «Il codice della strada specifica che quando è possibile è dovere degli utenti della strada rimuovere i veicoli dalla sede stradale per mettere in sicurezza la viabilità. Questo a dimostrazione che i rilievi si possono fare dai segni sulle strade e sui mezzi. E i contenziosi per i risarcimenti competono ai periti delle assicurazioni».

La consigliera Tardi ha presentato un question time sulla vicenda. Per sapere: a chi spetta l’infortunistica stradale negli orari non coperti dalla Municipale, di chi è la responsabilità dell’accaduto, a chi spetterebbe la responsabilità in caso di eventuali furti o danni ai mezzi abbandonati.

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