mercoledì
13 Maggio 2026

A Pisignano mister Zaccheroni e l’allenatore dell’Italia Under 19 campione d’Europa

Due ospiti d’eccezione alla sagra del cotechino di Pisignano organizzata dalla Del Duca

Alberto Bollini
Alberto Bollini

Parte domani la due giorni (16 e 17  febbraio) della “sagra del cotechino” organizzata nell’area del Bar Barbaciga di Pisignano dalla Asd calcio Del Duca Grama. Si tratta di una società sportiva radicata nel territorio, attualmente impegnata con la prima squadra nel campionato di Promozione di calcio e con la Juniores in quelli giovanili.

E non potevano che essere legati al mondo del calcio i due ospiti di eccezione di venerdì sera, i mister Alberto Zaccheroni (che può vantare tra le altre cose uno scudetto con il Milan e la vittoria della Coppa d’Asia alla guida della nazionale del Giappone) e Alberto Bollini, allenatore della Nazionale italiana Under 20 e campione d’Europa in carica con l’Under 19.

Entrambe le sere si parte con la cena dalle 19.

Per i wc pubblici ora serve la tessera sanitaria, la modifica costa 40mila euro

Il Comune di Lugo installa dei lettori sulle porte dei bagni pubblici al Pavaglione per consentire l’accesso solo con tessera sanitaria

Accesso BagniPer accedere ai bagni pubblici del Pavaglione di Lugo dal 16 febbraio sarà necessaria la tessera sanitaria. Il Comune parla di «misura a tutela del decoro e per garantire maggiore sicurezza agli utenti». La tessera sanitaria andrà strisciata con la banda magnetica rivolto verso l’alto e il nuovo funzionamento è segnalato da due cartelli, uno posto sopra il lettore e uno sul portone d’accesso ai bagni.

Per il momento si tratta solo delle toilette che si affacciano su piazza Trisi nella zona dei parcheggi a spina di pesce, ma il progetto riguarda tutti i bagni pubblici del Pavaglione per un investimento complessivo di 39mila euro che comprende anche l’installazione di telecamere nelle aree di accesso. «In questo primo caso le telecamere sono installate all’esterno dell’ingresso e nel disimpegno prima del locale bagni».

«Abbiamo preso questa decisione nella consapevolezza che l’amministrazione comunale ha i doveri di manutenzione dei beni pubblici e i cittadini hanno il diritto di fruire di luoghi decorosi – spiega l’assessora ai Lavori Pubblici e Manutenzione Veronica Valmori –. È giusto quindi che ognuno faccia la sua parte e che, tutti assieme, rispettiamo i beni comuni».

Tre cuccioli di cane tra i pacchi su un autocarro: denunciati autista e padrone

Gli animali erano trasportati senza le adeguate disposizioni e in condizioni igieniche non ottimali

Sezione Polizia Stradale Di Ravenna Denunciati Per Trasporto Cuccioli CaneTra i pacchi caricati su un autocarro c’erano tre cuccioli di cane in una cesta. È la scoperta fatta da una pattuglia della polizia stradale di Ravenna quando ha fatto un controllo verso le 14 di oggi, 14 febbraio, sulla statale 309 Dir. Il veicolo di nazionalità straniera era guidato da un romeno con altri quattro connazionali. Il conducente e il proprietario dei pastori maremmani bianchi sono stati denunciati per violazione delle norme sulla detenzione e il trasporto di animali.

Gli  accertamenti, svolti con il concorso del personale veterinario dell’Ausl, hanno evidenziato l’inadeguatezza delle modalità di trasporto dei cuccioli e le non ottimali condizioni igieniche degli stessi, nonché la totale mancanza di dati certi sui libretti sanitari esibiti. Gli animali sono stati sequestrati e affidati a una struttura in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

L’erosione costiera nel Ravennate: quanto ci costa e come ci difendiamo

Tra le cause, la subsidenza. Tra le strategie, le scogliere frangiflutti (con effetti controproducenti)

Ripascimento

Scogliere frangiflutti, lavori di ripascimento e ruspe che innalzano dune di sabbia d’inverno sono diventati una costante della costa romagnola; delle presenze a cui siamo talmente abituati, da non farci quasi nemmeno più caso. In realtà si tratta di opere artificiali entrate a far parte del nostro paesaggio da pochi decenni, per difenderci da un fenomeno che altrimenti porterebbe alla rapida scomparsa di molti tratti di spiaggia fra Ravenna e Cervia e non solo: quello dell’erosione costiera.

La spiaggia è un ambiente in costante mutamento, che si allunga o si accorcia a seconda di un’ampia serie di variabili legate al minore o maggiore apporto di sedimenti. Alcune di queste hanno origini naturali, come le correnti del mare, l’azione del vento e l’arrivo di detriti dai fiumi, ma la maggior parte è di causa antropica: l’innalzamento del livello del mare, la cementificazione degli alvei dei fiumi, la pulizia meccanica della spiaggia e la costruzione di porti sono tra le cause di responsabilità umana che hanno provocato fenomeni di erosione su circa la metà delle coste italiane. Nella provincia di Ravenna, i tratti più colpiti da questo fenomeno sono le spiagge di Marina Romea nord, Punta Marina, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Savio e Milano Marittima nord.

Tra le cause più incisive dell’erosione costiera nel litorale ravennate c’è la subsidenza del suolo, che Arpae stima in circa 10 millimetri all’anno. Questa è generata da una molteplicità di fattori legati al peso dei grandi edifici di cemento costruiti lungo la fascia costiera e all’estrazione di acqua dolce e di gas metano dal sottosuolo, che determinano l’abbassamento del terreno: sommando questo fenomeno al mare in innalzamento per lo scioglimento dei ghiacciai, a sua volta dovuto al riscaldamento globale di causa antropica, abbiamo una micidiale combinazione che sta determinando la rapida scomparsa di molti tratti di spiaggia. Per ripristinarne la lunghezza, i Comuni e la Regione investono centinaia di migliaia di euro ogni anno in lavori di ripascimento, che tuttavia sono interventi molto controversi: perché vanno a eliminare il sintomo ma non la causa, perché si tratta di consistenti quantità di sabbia movimentate per farle nuovamente divorare dal mare nel giro di pochi anni, e perché si spendono molti soldi pubblici per salvaguardare solo una fascia di popolazione e di attività, quelle legate alla spiaggia e al turismo balneare.

Nell’ultimo triennio, tra i lidi di Ravenna e Cervia la Regione ha speso 350.000 euro nel 2021 per dei ripascimenti ordinari e circa 5 dei 22 milioni disposti per i ripascimenti straordinari del “Progettone 4” avvenuti nel 2022 lungo tutta la costa romagnola, a cui si sommano i 210.000 euro stanziati lo stesso anno dal Comune di Ravenna per il ripascimento di Lido Adriano.

Queste cifre sono in linea col resto d’Italia, dove secondo Legambiente si spendono circa 100 milioni di euro all’anno per opere di difesa costiera. D’altronde, nel nostro sistema, l’entità di un’azione di difesa dipende dal valore economico di ciò che si difende: perciò è diventato del tutto normale che la spiaggia venga tutelata non in quanto ambiente naturale da salvaguardare, bensì come risorsa che genera più profitto quanto maggiori sono gli ombrelloni che vi possono essere piantati. E sappiamo come in riviera romagnola l’economia del turismo balneare sia considerata troppo importante per permettere che le spiagge si accorcino.

Una strategia più strutturale di difesa all’erosione costiera è quella delle scogliere frangiflutti, che lungo la costa di Ravenna si trovano davanti a quasi tutti i lidi sud, da Lido di Savio a Punta Marina, e a nord a Casalborsetti. Tuttavia, anche queste opere presentano forti criticità: la funzione delle scogliere è infatti quella di trattenere la sabbia portata dalle correnti marine, in modo da far riallungare la spiaggia davanti a cui si trovano; ma la sabbia fermata in quel tratto viene “rubata” alla spiaggia adiacente, provocando l’erosione dove altrimenti non sarebbe avvenuta. Nonostante questo effetto controproducente sia noto ormai da anni, il nostro è l’unico paese al mondo a presentare una quantità così elevata di scogliere, 1.300 chilometri su un totale di 7.500 di coste, mentre nel resto del mondo sono quasi inesistenti perché ritenute obsolete e dannose. In Italia sono diffuse soprattutto lungo il versante adriatico, e non a caso. Viene infatti da pensare che, se lungo le nostre coste il sole tramontasse sul mare anziché sorgervi, l’esigenza estetica di far scattare foto da cartolina ai vacanzieri avrebbe forse prevalso rispetto al circolo vizioso delle scogliere frangiflutti.

Contro l’erosione costiera, insomma, non esistono rimedi artificiali definitivi e il fenomeno sta purtroppo diventando via via più grave, tanto che la sabbia per i ripascimenti è una risorsa sempre più scarsa, richiesta e costosa, già oggi al centro di contrabbandi illegali e conflitti in alcune aree del mondo. Oltre a ciò, c’è da considerare che negli anni a venire non potremo più permetterci di spendere una quantità sempre più elevata di soldi pubblici in ripascimenti e barriere contro il costante innalzamento del mare, perciò saremo costretti a decidere quali coste salvare e quali invece sacrificare. Si spera non solo in base al loro valore economico, ma anche a quello ambientale: anche perché l’unica difesa efficace contro le onde che divorano la sabbia è quella naturale, rappresentata dalle dune costiere ancora superstiti in alcuni tratti della costa ravennate.

Della loro importanza parleremo nel prossimo articolo.

Alla fondazione Sabe un omaggio a Giorgio Morandi sospeso nel tempo

Tre artisti di generazioni e linguaggi diversi interpretano le creature impassibili del grande pittore

Benvenuto
Un’opera di Carlo Benvenuto

In sottotraccia alla nuova esposizione presentata negli spazi della Fondazione Sabe di Ravenna c’è un dichiarato omaggio a Giorgio Morandi, il grande pittore bolognese scomparso una sessantina di anni fa che è stato al centro quest’anno delle recenti celebrazioni di Arte Fiera a Bologna.

Famoso per le diafane bottiglie che circoscrivono iconicamente un tempo sospeso, i suoi dipinti interrogano ancora oggi sulla qualità di un tempo rallentato e per questo oppositivo a tutte le tendenze del contemporaneo. Le composizioni minimali di Morandi discutono l’importanza di un rapporto diretto con l’esperienza quotidiana: se questa pietas per l’esistente sia possibile – soprattutto per un pittore che seppelliva come cari congiunti i propri pennelli al termine dell’utilizzo – o se piuttosto quel mondo di oggetti cristallini sia da vedere come una sorta di correlativo oggettivo alla Montale – in grado di esprimere la separazione dal senso dell’esistenza – non sappiamo. O meglio, l’arte pone le domande e le risposte possono essere solo individuali e aperte.

Il titolo In suspensus della mostra a cura di Angela Madesani interpreta le creature impassibili di Morandi come presenze in grado di sospendere il corso del tempo: a interpretare questo omaggio sono state scelte opere che partono da quel set per ambientare i propri fantasmi.
Le immagini di Enrico Cattaneo, fotografo milanese scomparso nel 2019, non sono quelle prodotte dall’artista e che documentano gli eventi dagli anni ’60 in poi ma appartengono alla linea più sperimentale del lavoro tra esecuzioni off-camera, still life e testimonianze di archeologia industriale. Provenienti dall’archivio Cattaneo, le sedici stampe appartenenti alla serie Morandiane (2002) si propongono come fedele traduzione delle visioni dell’artista bolognese. E come tutte le traduzioni, il tradimento c’è – ci deve essere – non nella scelta formale ma nel sovraccarico e nell’evidenza volumetrica degli oggetti che usualmente denota il mondo reale. Per quanto allontanate grazie a una resa seppiata o a una traduzione quasi incisoria, le bottiglie di Cattaneo abbandonano l’evanescenza della visione interiore e impongono la propria appartenenza al mondo circostante.

Cattaneo
Un’opera di Enrico Cattaneo

Assistiamo a un nuovo interessante tradimento nelle opere di Carlo Benvenuto, un artista da decenni di adozione milanese, che qui abbandona in parte le tecniche abituali della pittura e scultura per scegliere una presentazione in immagine fotografica del proprio lavoro. Tre fotografie in scala 1:1 sono state realizzate per portare testimonianza delle sculture in vetro che rendono oggetti appartenenti al mondo quotidiano. Generalmente le sculture di Benvenuto interpretano ossimori visivi – come testimonia l’unica scultura in mostra, un bicchiere paradossalmente ricolmo e non straripante – che descrivono una razionalità ormai sfumata in un mondo fatto di tazzine in bilico sul tavolo, recipienti con liquidi inclinati, gruppi di oggetti fermi ma apparentemente in moto centripeto perpetuo. Le immagini fotografiche delle creazioni dell’artista rappresentano una mediazione aggiuntiva, leggermente in eccesso, alla parabola di questo viale al tramonto del senso in grado però di restituire il senso del suo lavoro.

Modorati
Un’opera di Elena Modorati

Tangente alla visione di Morandi sono anche le opere della milanese Elena Modorati. Le sue sculture e installazioni spesso nascono all’interno dello spazio che viene a crearsi nell’avvicinare un objet trouvé a un equivalente creato appositamente dall’artista. Il paradosso che sorge da questa ricerca interviene sui significati e valori attribuiti a realtà e finzione, a prototipo e copia, giocando la carta di una forte ambiguità. Dopo l’installazione Dispositio (2024) in cui alcuni oggetti reali emanano un doppio fissato in cera agendo la crisi del dato di realtà, e dopo che le sagome di Interior (2024) ripercorrono questa crisi presentandosi come ombre cinesi di un reale alluso e perduto, ci si imbatte in una serie di quattro teche del 2014: Fund, Albio, Japanese, Mémoire racchiudono oggetti alternativamente in vetro e peltro e risagomati nei loro doppi in cera. Pur nella tranquillità apparente del loro stato di semplici oggetti inanimati d’uso quotidiano – vasi, portaoggetti o formine per dolcetti – prende corpo un sostanziale senso di disequilibrio come se la visione del mondo fosse sempre e leggermente fuori asse. I replicanti presentano minute gradazioni di colore – un omaggio alle varianti malinconiche di Morandi – predisponendo, ma solo in apparenza, appigli stabili alla percezione. Le composizioni di oggetti di Modorati sono invece recinti che attivano continui scivoli di senso per una realtà in cui si può procedere solamente con grande cautela.

In suspensus. personali di Carlo Benvenuto, Enrico Cattaneo e Elena Modorati – fino al 7 aprile 2024 – Ravenna, Fondazione Sabe per l’arte, via Pascoli 31 – orari: GIO-DO 16-19 (ingresso libero)

Il Piccolo Principe rivive all’Alighieri tra narrazione, musica e nouveau cirque

Dal 15 al 18 febbraio con cinque repliche

Aviatore (Davide Paciolla), Principe (Gabriele Tonti) E Volpe (Ludovico Cinalli) @Roar Studio«Tutti gli adulti sono stati bambini una volta», scriveva Antoine de Saint-Exupéry, «ma pochi di essi se ne ricordano»: l’occasione per recuperare quelle memorie arriva a Ravenna in forma di spettacolo teatrale, con Il piccolo principe in scena dal 15 al 18 febbraio al Teatro Alighieri, con cinque recite – tre serali alle 20.30 e due pomeridiane alle 15.30 – per immergersi nell’amatissimo classico nato dalla fantasia dello scrittore-aviatore francese.

A ottant’anni dalla pubblicazione del romanzo che ha incantato intere generazioni, lo spettacolo prodotto da Razmataz Live e diretto da Stefano Genovese unisce narrazione, musica, canto, nouveau cirque e installazione per raggiungere il cuore di spettatori di ogni età. Un’esperienza immaginifica e coinvolgente che può contare su un team creativo d’eccezione: accanto a Stefano Genovese, Carmelo Giammello firma le scene, Paolo Silvestri la direzione e gli arrangiamenti, Guido Fiorato i costumi e Giovanni Pinna il disegno luci.

I giovanissimi Alessandro Stefanelli e Gabriele Tonti si alternano nel ruolo del Principe, mentre Davide Paciolla veste i panni dell’aviatore il cui velivolo precipita nel Sahara dando inizio alle avventure e agli incontri e Ludovico Cinalli quelli della Volpe che dispensa alcuni dei più celebri messaggi del libro; il cast si completa con Claudia Portale, Matteo Prosperi, Giulio Lanfranco e Vittorio Catelli.

Ravenna è la seconda tappa del tour 2024 dello spettacolo – dopo Roma e seguita da Torino, Napoli, Milano… – dopo il successo dalla tournée dell’anno scorso, che ha venduto 60 mila biglietti.

Biglietti da 26 a 44 euro (20 per gli Under 14), prevendite Biglietteria Teatro Alighieri – tel. 0544 249244 – www.teatroalighieri.org

Un corso gratuito per diventare volontarie dei centri contro la violenza sulle donne

Un percorso di otto lezioni e un tirocinio pratico. Adesioni entro l’8 marzo

Donne Violenza 25 NovembreL’associazione Linea Rosa di Ravenna, che si occupa da oltre trent’anni di contrasto alla violenza di genere, organizza a Cervia un corso gratuito per nuove volontarie, allo scopo di formare donne che siano in grado di comprendere il fenomeno della violenza di genere, la metodologia di accoglienza dei centri antiviolenza, che permetterà loro di sostenere donne vittime di violenza e di approfondire il tema del maltrattamento e dell’abuso anche sui minori.

Il corso, in collaborazione con il Comune di Cervia, è rivolto a tutte le donne di maggiore età residenti a Cervia e sarà articolato in 8 incontri teorici, dalle 20.30 alle 22.30 a partire da giovedì 14 marzo, al termine dei quali, le volontarie che avranno partecipato ad almeno 6 degli 8 appuntamenti, potranno accedere alla seconda fase del percorso formativo, che prevede un tirocinio pratico nelle sedi dell’associazione.

Durante gli incontri verranno trattati numerosi argomenti, fra i quali le tipologie della violenza, il disturbo post traumatico da stress, le conseguenze della violenza, la metodologia del centro antiviolenza e le case rifugio, il ciclo della violenza e le normative in tema di violenza di genere.

Per partecipare è necessario iscriversi scrivendo una mail con i propri dati a corsovolontariecervia@linearosa.it entro venerdì 8 marzo 2024.

Nuovo allestimento per il museo dedicato a Monti a 270 anni dalla nascita del poeta

Il 19 febbraio una giornata di iniziative con la presentazione del nuovo allestimento del museo nella casa dove il poeta Vincenzo Monti trascorse i primi otto anni di vita

Casa Monti Ad Alfonsine (1)In occasione del 270esimo anniversario della nascita del poeta Vincenzo Monti, originario di Alfonsine, che cade il 19 febbraio, il museo a lui dedicato nella casa natale rinnova l’allestimento. La prima sezione sarà presentata al pubblico con una giornata ricca di iniziative proprio lunedì 19 febbraio. La casa natale, ricordata dal Monti sempre con grande affetto per avervi trascorso i primo otto anni di vita, diventa ora luogo di una narrazione che racconta non solo dell’uomo, ma del poeta e del suo tempo.

Casa Monti Ad Alfonsine (2)Le celebrazioni inizieranno alle 10, con la presentazione del libro Voltaire. La Pulcella d’Orleans. Traduzione in ottava rima di Vincenzo Monti, a cura di Arnaldo Bruni, con interventi dell’autore, della docente Paola Maria Carmela Italia e di Luca Frassineti, presidente del Comitato montiano. Per coloro che non avranno la possibilità di essere presenti al convegno, la diretta sarà disponibile sui canali Facebook del Comune di Alfonsine e sul canale YouTube dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Alle 12 sarà invece presentata la prima sezione museale del nuovo allestimento. Il riallestimento procederà per momenti successivi nel corso dell’anno, con particolare attenzione alla didattica, nel corso della primavera, e agli aspetti laboratoriali nel corso dell’autunno. Durante tutto l’anno sarà inoltre possibile seguire gli sviluppi del nuovo percorso esterno all’edificio.

Alle 15 si terrà la cerimonia di intitolazione del parco prospiciente la casa natale del poeta, che sarà dedicato a Luigi Mariani e Umberto Pagani, cittadini alfonsinesi profondi conoscitori e artefici della valorizzazione delle memorie montiane.

A seguire si svolgerà la premiazione del concorso di poesia «La bellezza dell’Universo», organizzato da Casa Monti e dal Ceas Bassa Romagna, che ha come oggetto l’elaborazione di poesie in cui natura e cultura siano affiancate e che coinvolge ogni anno centinaia di studenti.

Il Comune di Alfonsine ha predisposto un ricco calendario di appuntamenti dedicati all’illustre concittadino per celebrarne il 270esimo anniversario della nascita. Le iniziative si svilupperanno durante l’anno, nell’ambito del progetto di riallestimento e valorizzazione messo in atto dalla direzione museale e dall’Amministrazione comunale, in sinergia con il rinnovato Comitato montiano, per promuovere la figura del «principe del Neoclassicismo».

Appunti catalogati e prototipi fatti in casa: così si inventa un gioco da tavolo

Il 32enne ingegnere ravennate Fabio Bicocchi ha esordito come inventore di giochi di società con un titolo dedicato al cammino di Santiago che non ha mai percorso: «In ogni luogo in cui mi trovo cerco spunti per idee da sviluppare»

Pedine ScaledNon ha mai pensato di percorrere gli 800 km del Cammino di Santiago, eppure è diventato l’autore del primo gioco da tavolo dedicato al celebre itinerario di pellegrinaggio in Spagna. Il ravennate Fabio Bicocchi ha fatto il suo esordio nel mondo dei boardgame con El Camino de Santiago uscito lo scorso novembre per Dominioni Editore.

Creare giochi, per ora, è solo un secondo lavoro. Il 32enne è un ingegnere elettronico che lavora come sviluppatore informatico: «La passione per i giochi in scatola è cominciata da ragazzino con i classici che erano in molte case come Risiko o Cluedo. Quando mi è venuta la curiosità di sperimentare qualcos’altro sono entrato alla ludoteca Cacciatori di Teste». Il negozio in via di Roma non esiste più da dieci anni (al suo posto ora c’è il bar Grinder, in questo articolo raccontammo il momento della chiusura), ma si può dire che sia iniziato lì il percorso di Bicocchi per arrivare alla prima creazione.

La passione per tabelloni, carte e pedine è andata in crescendo e in parallelo si è fatta strada la voglia di inventare qualcosa. «Da quando ho provato a mettere giù qualche idea avrò accumulato 50-60 prototipi più o meno definiti. Prendo appunti e conservo tutte le idee, perché quello che oggi non porta a niente magari può diventare uno spunto da riprendere in futuro. Soprattutto ora che non è più un hobby e quindi serve un approccio professionale».

Bicocchi in passato aveva provato a proporre qualche sua idea alla Dominioni Editore di Como, grazie a conoscenze maturate nel periodo in cui ha vissuto nella città lombarda, ma non è sbocciato nulla. Qualche tempo fa è stata la società comasca a chiederli di sviluppare qualcosa su Santiago e il lavoro vero e proprio è stato fatto in collaborazione con la Cobblepot Games, società di Ravenna che produce giochi fondata dai gestori dell’ex ludoteca di via di Roma. «È stato come chiudere un cerchio – dice l’ingegnere –. Varie strade che avevo imboccato si sono ritrovate in questo progetto». Con il team Cobblebot c’era stato già un contatto quando Bicocchi partecipò a un contest per la ricerca di nuove idee da sviluppare in forma di giochi.

BicocchiL’inizio della progettazione avrebbe potuto scoraggiare qualcuno: «Quando mi sono presentato con la mia prima idea alla Cobblepot me l’hanno fatta a pezzi – ricorda Bicocchi con il sorriso –. Però al tempo stesso mi hanno anche detto che volevano avermi nel team perché vedevano delle potenzialità in me». La parte difficile è stata creare una sensazione simile a quella di chi si cimenta con il percorso in Spagna. «Inizialmente mi era venuto fuori come un gioco di sopravvivenza, ma non è quello lo spirito giusto. Siamo arrivati a elaborare una meccanica in cui non necessariamente vince chi arriva per primo».

Dal giorno della firma del contratto per la realizzazione al giorno in cui il gioco è arrivato sugli scaffali dei negozi è passato quasi un anno e mezzo, tra progettazione e tempi per trovare la migliore rete commerciale per la vendita. «La cosa più difficile per me è stata quella di non rivelare a nessuno che stava per uscire il mio primo gioco ed era una cosa di cui ero felicissimo. Ma non potevamo rischiare che qualcuno lo sapesse e ci anticipasse. Essere i primi su questo tema è un grande vantaggio».

Oggi Bicocchi guarda a tutto quello che gli capita intorno con occhi diversi: «Qualunque esperienza di vita mi porta a pensare se può essere un’ambientazione per un gioco. Prendo appunti e metto da parte suggestioni. E magari di notte mi viene in mente come sviluppare qualcosa e scrivo, perché perdere un’idea è la cosa peggiore che può capitare». Diventerà il lavoro principale del 32enne? «L’informatica mi piace quindi non ho urgenza di cambiare. Però ora posso dire di essere un autore di giochi. Ho tanto da imparare e ci sto provando».

La protesta dei contadini: raduno e corteo di circa 300 trattori a Massa Lombarda

Mezzi agricoli arrivati dalle zone limitrofe per la protesta a sostegno del settore

WhatsApp Image 2024 02 13 At 12.39.58Circa 300 trattori agricoli si sono radunati nella mattinata di oggi, 13 febbraio, a Massa Lombarda per poi incolonnarsi in un corteo sulle strade limitrofe come forma di manifestazione nell’ambito della protesta che ormai da due settimane anima il mondo agricolo italiano e europeo. I mezzi radunatisi a Massa Lombarda provengono dalle zone limitrofe.

Attualmente uno dei presidi più radicati della protesta è nei pressi del casello autostradale di Castel San Pietro. Da ieri anche a Faenza.

Apre al traffico un’altra parte del nuovo svincolo tra la tangenziale e via Savini

Per chi viaggia verso Rimini non ci sono più limitazioni in entrata e in uscita, ma rimane il restringimento di carreggiata così come sulla carreggiata verso nord

Presentazione Standard Di PowerPointApre al transito dei veicoli a Ravenna un’altra parte del nuovo svincolo della statale 16 Adriatica con via Savini. Da sabato 17 febbraio sulla carreggiata in direzione sud (Rimini) saranno aperte al traffico le rampe interne dello svincolo e la relativa nuova strada complanare. Le rampe esterne erano state aperte lo scorso ottobre. Rispetto al calendario presentato a marzo 2023 quando partirono i lavori, lo stato di avanzamento è in ritardo di circa 4 mesi.

Per chi viaggia verso sud ora lo svincolo di via Savini non avrà più limitazioni in entrata e uscita, ma permane il restringimento di carreggiata a una corsia sola (quella di sorpasso) nel tratto tra il ponte di via Faentina e via Savini dove è chiuso lo svincolo Consar.

Proseguiranno i lavori di allargamento della sede stradale sulla carreggiata direzione Nord (Ferrara) con la ricostruzione delle nuove rampe dello svincolo di via Savini e con la realizzazione della complanare che collegherà la nuova sede allargata della tangenziale con i rami di svincolo; queste opere verranno completate con la posa della segnaletica, delle nuove barriere di sicurezza e degli impianti. L’attuale restringimento tra il km 148,800 e 149,600 e la chiusura dello svincolo resteranno attivi fino alla fine dei lavori.

L’intervento – che riguarda il primo stralcio di 1,45 km per un importo dei lavori di circa 15 milioni di euro – rientra nel più ampio progetto di riqualificazione della tangenziale di Ravenna che prevede l’allargamento della sezione stradale ed installazione dello spartitraffico centrale.

Cercasi influencer per promuovere parchi e musei: 300 euro per 5 post in un anno

Il gestore di oltre venti luoghi di cultura in Romagna e provincia di Ferrara, tra cui musei e parchi naturali, cerca tre testimonial con almeno 5mila follower su Instagram per la promozione di eventi e iniziative

Instagram
La cooperativa Atlantide che gestisce il circuito Ama Parco, una rete di oltre 20 parchi e musei nelle province di Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena e Ferrara, cerca testimonial (chiamati ambassador) per la promozione sui social, in particolare Instagram: 300 euro in cambio di 5 storie e 5 post in un anno.

Un ulteriore premio di 200 euro potrà essere corrispondo a giudizio di Atlantide che valuterà l’impegno e l’attività complessivamente svolta e i risultati raggiunti, la visibilità e i riscontri. Requisiti richiesti: almeno 18 anni e un profilo Ig con cinquemila follower. Per rispondere all’annuncio c’è tempo fino al 25 febbraio (sul blog di Atlantide tutte le informazioni).

L’ambassador dovrà condividere almeno una delle tematiche al centro della filosofia di Atlantide e del circuito Ama Parco, tra cui ad esempio la passione per la bicicletta, per le attività all’aria aperta, per la natura, la poesia e la cultura in generale.

Ognuno dei tre ambassador selezionati sarà ospite dei parchi del circuito per partecipare ad almeno 5 escursioni e attività organizzate nel periodo di apertura 2024, documentando le esperienze attraverso foto e video e creando sui propri canali social post, reels e storie per promuovere i luoghi del circuito Ama Parco e le emozioni vissute.

Questi sono i luoghi gestiti da Atlantide, alcune hanno apertura annuale, altre stagionale

Provincia di Ferrara: Delizia Estense del Verginese, Vallette di Ostellato, Anse Vallive di Porto Bacino di Bando.

Provincia di Ravenna: Centro Visite Salina di Cervia, Casa delle Farfalle di Milano Marittima, Parco Naturale di Cervia e CerviAvventura, Museo NatuRa di Sant’Alberto, Rocca di Riolo Terme, Giardino delle Erbe “Augusto Rinaldi Ceroni” di Casola Valsenio, Casa Monti.

Provincia di Cesena: Idro Ecomuseo delle Acque di Ridracoli, Giardino di Valbonella, Parco Poesia Pascoli, MAF -Museo Archeologico di Forlimpopoli.

Provincia di Rimini: Musei della città di Bellaria – Igea Marina, Osservatorio Naturalistico Valmarecchia, Rocca Malatestiana di Verucchio, Museo Civico e Archeologico di Verucchio.

Per informazioni: promozione@atlantide.net.

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