I carabinieri hanno ricostruito i sei mesi di violenze di un uomo che era arrivato a mettere un Gps sull’auto della compagna e la minacciava di morte se lei lo avesse lasciato
Dopo aver picchiato la moglie si è colpito più volte con una lampada di vetro per dichiarare di essere stato aggredito dalla donna nel tentativo di alleggerire la sua posizione agli occhi degli inquirenti. È un episodio ricostruito dai carabinieri nei sei mesi di indagini su un 46enne italiano residente a Russi che ora è stato arrestato, su ordinanza di custodia cautelare in carcere, per maltrattamenti in famiglia, minacce e lesioni personali. Le indagini sono state complesse per il timore della donna nel raccontare tutti gli episodi subiti.
A partire dallo scorso giugno l’uomo ha cominciato ad aggredire verbalmente e fisicamente la compagna arrivando fino a picchiarla davanti alle figlie minorenni, con minacce di morte nel caso lei lo avesse lasciato e un costante monitoraggio degli spostamenti della donna tramite l’installazione di un Gps all’interno della sua vettura.
Una classe quinta del liceo Alighieri di Ravenna è stata invitata dal ministero dell’Istruzione per un viaggio nei luoghi della Shoah. La testimonianza di uno studente: «Una domanda resta senza risposta: perché?»
Pubblichiamo la testimonianza di uno studente del liceo Dante Alighieri di Ravenna che ha partecipato all’edizione 2024 del “Viaggio della Memoria” e che ha fatto parte anche della delegazione di ragazzi e ragazze che ieri, 26 gennaio, sono stati accolti al Quirinale dal presidente della Repubblica.
Lo chiamano il viaggio della memoria e di sicuro per tutti noi che abbiamo partecipato resterà un ricordo indelebile. Tra il 21 e il 22 gennaio la nostra classe, la 5AES del liceo economico-sociale dell’istituto Dante Alighieri di Ravenna, è stata in visita a Cracovia e ai campi di lavoro e sterminio Auschwitz-Birkenau.
Siamo stati invitati dal ministero dell’Istruzione a partecipare all’iniziativa dopo essere stati selezionati, insieme ad altre quattro classi in Italia, per un concorso che prevedeva la realizzazione di un video da cinque minuti sulla Shoah e sulla memoria dell’olocausto (è visibile in fondo alla pagina). Ad accompagnarci le professoresse Enrica Brina (a cui dobbiamo la partecipazione) e Antonella Battaglia. Il viaggio è stato inoltre seguito da diversi telegiornali come Tg1, Tg2, Sky e Rainews. Alla sinagoga a Cracovia e ad Auschwitz era con noi anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Il viaggio è iniziato con Cracovia, la passeggiata guidata attraverso stare miasto (la città vecchia), la visita delle sue piazze più celebri e le (parecchie) chiese di varie epoche, cattoliche e protestanti. Una città che mi ha ricordato Praga come struttura, colorata, con i tram e molto verde, ma meno americana, senza Kfc, Starbucks o Nike in piazza centrale. Poi il ghetto ebraico, grande quasi quanto il centro. Siamo partiti dalla piazza delle 70 sedie, a rappresentare gli eroi del ghetto, con storie di oppressione, deportazione e morte.
Un dato mi ha affascinato molto, tra quelli enunciati dal professor Andrea Bienati, nostra guida per tutto il viaggio: nel ghetto si pubblicavano 35 quotidiani. Il giornalismo come resistenza. Attraverso il percorso che ha toccato tutti i punti più importanti ho avuto modo di poter seriamente capire cosa avevo letto nei libri o visto nei film, e secondo me è questo lo scopo principale del viaggio, completare la memoria, solidificarla e far sì che rimanga.
Il mattino seguente, 22 gennaio, siamo partiti presto, direzione Oswiecim, il nome polacco della cittadina che, nei suoi pressi, ha ospitato la costruzione del campo di lavoro e sterminio Auschwitz-Birkenau.
La visita comincia a Birkenau, si entra passando sotto la celebre torretta di controllo dove arrivavano i binari con i treni che trainavano carri bestiame. Il campo è grande quasi due km quadrati e la struttura è semplicemente perfetta, di un’efficienza terrificante, i binari che arrivano nel mezzo del campo e i detenuti che scendono e si dirigono verso la selva di baracche. Si capisce perfettamente come sia stato possibile costruirne così tanti e in così poco tempo, di campi, che si compongono di decine e decine, se non centinaia, di piccoli edici di mattone cotto con impalcature di legno al loro interno; i forni e le camere a Zyklon B erano strutture prefabbricate da aziende esterne a cui il Reich appaltava i contratti edili. Non ci sono impianti elettrici, idrici o per il metano.
La sensazione non appena si varca quel cancello è indescrivibile. Disorientamento, angoscia, rimpicciolimento, agorafobia sono alcune parole che mi aiutano ad inquadrare vagamente ciò che si prova. In un istante anni di numeri e dati imparati a memoria, a volte senza nemmeno distinguere il campo di lavoro da quello di sterminio: ad Auschwitz sono morte più di un milione di persone, Auschwitz è grande 1,7 km quadrati, Auschwitz è arrivato ad avere contemporaneamente centomila deportati. Numeri che ti travolgono e così capisci realmente di cosa si sta parlando, di quali dimensioni si sta parlando, ed è semplicemente straziante.
Durante la visita faceva un gran freddo, la neve e il ghiaccio sotto i piedi scricchiolavano sonoramente e il vento era molto pesante. Noi eravamo vestiti con pesanti giubbotti, abbigliamento termico e scarpe in Goretex, ma cosa doveva aver provato chi quel campo lo percorreva con addosso vesti stracciate e scarpe forate.
La visita è proseguita dopo pranzo ad Auschwitz, il campo di lavoro e concentramento. Le dimensioni erano ridotte e le strutture e i dormitori più complessi delle baracche di Birkenau, la celebre insegna Arbeit macht frei ormai non necessita più di traduzioni o spiegazioni.
Lo shock qui è all’interno. Entrando nei dormitori quantità immense di scarpe, pentole, valigie, protesi, capelli, nell’ordine delle tonnellate. Sono stati anche riprodotti alcuni disegni dei bambini deportati sui muri, un treno, una pentola come forziere del tesoro, un campo di margherite, una serie di graziose casette disposte in file ordinate con a fianco dei binari.
Mentirei se dicessi che non ero molto provato alla fine. Ma mentirei anche se dicessi che non è, soprattutto per la mia generazione e per il momento storico che stiamo vivendo con guerre che si consumano una dopo l’altra, vitale vedere questi posti, vedere cosa è stato, dare forma alle storie e ai numeri che si sono sentiti raccontare. Una sola domanda rimane senza risposta dopo questo viaggio: perché?
Ernesto Moia, studente del liceo Alighieri di Ravenna
Tagliato il palo della telecamera sulla provinciale 47 a Borello. Il sindaco: «Sarà ripristinato al più presto»
Un altro velox fisso è stato abbattuto in provincia di Ravenna. Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio è stato tagliato il palo che sorregge l’apparecchio a Borello, frazione del comune di Castel Bolognese, sulla provinciale 47 nei pressi dell’incrocio con via Rio Sanguinario e via Paoline Lesina. La notte precedente era toccato al velox sulla provinciale 118 Dismano nella frazione di Osteria nel comune di Ravenna. In entrambi i casi la stessa tecnica: un taglio netto alla base del palo, quasi certamente con un flessibile, e velox ko steso a terra.
Sembra quindi moltiplicarsi l’emulazione di Fleximan, il nome che i media hanno utilizzato per individuare il presunto autore di questi gesti che nel nord Italia si stanno ripetendo già da diverse settimane. In Veneto in otto mesi sono stati distrutti 15 dispositivi. Ci sono stati casi anche in Lombardia e Puglia. In Piemonte una persona è stata identificata e denunciata perché ritenuta responsabile di due abbattimenti.
Il sindaco di Castel Bolognese, Luca Della Godenza, ha fatto sapere di aver presentato denuncia e di condannare il gesto: «Il posizionamento del velox sulla via Borello è necessario al raggiungimento dell’obiettivo di rispetto dei limiti di velocità quindi di sicurezza stradale, pertanto sarà ripristinato al più presto». Stessa cosa verrà fatta a Osteria. Anche il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, aveva criticato l’azione dell’ignoto.
Il sindaco e presidente delle Province: «Non si può tollerare questo attacco alle istituzioni»
«Il dibattito sugli autovelox è uno specchio del rapporto che una parte del nostro Paese ha con il rispetto delle regole. Viene messo in discussione il principio stesso per cui chi non rispetta regole e limitazioni imposte dalla legge debba essere sanzionato e si giustificano persino le azioni violente (il cosiddetto effetto Fleximan, ndr) che si stanno verificando in diverse zone d’Italia».
«Gli autovelox non devono essere considerati dai cittadini come un mezzo per fare cassa di Comuni e Province – continua De Pascale -, ma come un presidio per garantire la sicurezza e salvare vite. Vengono installati sulla base dei dati sull’incidentalità e nella stragrande maggioranza dei casi su richiesta pressante dei comitati di quartiere che non sopportano più l’alta velocità di alcuni automobilisti. Di fondo, purtroppo, sta passando un messaggio molto pericoloso: che le regole possano essere liberamente infrante a discrezione del singolo cittadino senza conseguenze».
«È assolutamente legittimo discutere di quale limite sia più appropriato nelle diverse zone del territorio – continua De Pascale -, così come sarebbe opportuna una riflessione più ampia sulle sanzioni, che devono essere proporzionali rispetto alle infrazioni commesse, ma non si può tollerare questo attacco generalizzato alle istituzioni preposte alla sicurezza stradale e al rispetto delle regole».
«Siamo i primi a intraprendere questa strada in Romagna, ci auguriamo di ottenere buoni frutti già in estate»
Il primo febbraio alle 10.30 nella sede Ascom di Cervia verrà presentato il primo progetto speciale che la fondazione per il turismoCervia In ha programmato per il 2024. Si tratta della collaborazione con Expedia Group, nato grazie anche alla collaborazione con la project manager Francesca di Girolamo, che permetterà di promuovere la città di Cervia in maniera innovativa.
Expedia è considerato il primo intermediario di viaggi al mondo e attraverso il proprio team dedicato esclusivamente alle destinazioni, promuoverà la città, grazie alla creazione di una pagina “dedicata” (landing page) a Cervia e Milano Marittima, dove saranno inseriti i punti di forza che contraddistinguono l’offerta turistica. A questo si aggiungerà un’azione mirata sui social del gruppo (Google, Facebook, Instagram) e una robusta campagna di marketing.
Come tutte le grandi Ota (Online Travel Agencies), Expedia ha a disposizione un patrimonio di potenziali clienti che, in base a profilazioni determinate da scelte di viaggio di luoghi simili a Cervia, permetterà di far raggiungere al brand Discover Cervia, un pubblico più ampio e sicuramente in maniera più diretta.
«Tutti noi dobbiamo fare i conti con le Ota – spiega il presidente della fondazione Luca Sirilli –. Il turismo oggi è anche questo. Il paradigma è completamente cambiato rispetto a qualche anno fa e noi, per primi, dobbiamo coglierne alcuni risvolti positivi. Per questo motivo è nata la collaborazione con Expedia che ci permette di dare visibilità non al singolo hotel ma alla destinazione con tutti i suoi prodotti e le eccellenze. Con questo progetto proviamo ad arrivare in contatto con un pubblico internazionale che difficilmente, da soli, potremmo raggiungere. La Fondazione è la prima nella riviera romagnola, che intraprende questa strada e ci auguriamo che già dalla prossima stagione estiva possa dare buoni e nuovi frutti».
La classe quinta A del liceo Dante Alighieri (indirizzo Economico Sociale) invitata dal ministero a partecipare al “Viaggio della memoria”
I giovani ravennati Ernesto Moia e Natasha Dhima – in rappresentanza della classe quinta A (indirizzo Economico Sociale) del liceo Dante Alighieri – sono stati ricevuti oggi, 26 gennaio, al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e dalla presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiana Noemi Di Segni, nell’ambito della cerimonia di premiazione della XXII edizione del concorso “I Giovani Ricordano la Shoah“.
Unica romagnola, la classe del liceo ravennate è stata premiata per aver realizzato un video (che pubblichiamo qui sotto) che ripercorre «sotto forma di narrazione le storie avvenute in luoghi diversi – si legge nella motivazione del premio – per descrivere nei dettagli delle esperienze umane il grande orrore che tutte le accomuna, quello della Shoah, raccontando il tentativo di sterminio di un popolo che resiste, opponendosi al male con la forza delle virtù umane. Questo percorso di difesa della memoria ci fa ascoltare il racconto emozionante di una bambina, Lia Levi, la testimonianza di Primo Levi, le stragi a Ferrara e in altri luoghi di Europa i racconti di chi ha vissuto. Nel percorrere queste vie la memoria perde i tratti sfumati dal passare del tempo e ritrova la sua intensità. Lodevole l’elaborazione dei fatti appresi, l’attenta riflessione e l’articolata restituzione».
Grazie a questo video, i ragazzi e le ragazze della classe 5Aes sono stati invitati dal ministero a partecipare al “viaggio della memoria” che li ha portati nei giorni scorsi in visita a Cracovia e ai campi di lavori e sterminio Auschwitz-Birkenau. Abbiamo pubblicato la testimonianza in merito di Ernesto Moia a pagina 12 dell’ultimo numero del nostro settimanale.
Ritirata la querela contro il 23enne Demba Seck (Frosinone) per il furto di 460 euro nel 2019 dagli spogliatoi di Massa Lombarda dove iniziò a tirare i primi calci
Il calciatore senegalese Demba Seck, attaccante 23enne che milita in serie A ed è appena passato dal Torino al Frosinone, era accusato di aver rubato circa 460 euro a sei persone dagli spogliatoi dello stadio di Massa Lombarda (Ravenna) cinque anni fa. Ma arbitro, guardalinee, presidente della società bianconera e giocatori derubati (alcuni risarciti) hanno ritirato la querela. Il giudice del tribunale di Ravenna, nell’udienza di ieri 25 gennaio, ha pronunciato il non doversi procedere per intervenuta remissione di querela. Seck dovrebbe rispondere al gesto di generosità con una dotazione di palloni e altro materiale tecnico alla scuola calcio locale, dove Seck aveva tirato i primi calci. La notizia è riportata da Il Resto del Carlino in edicola oggi.
I fatti risalgono al 7 aprile 2019. Si gioca Massa Lombarda-Fossatone Medicina (Eccellenza). Demba era in forza all’Imolese e quindi non coinvolto nella partita. A fine partita gli arbitri e un paio di giocatori ospiti si accorgono che sono spariti soldi dai loro portafogli negli spogliatoi. Un testimone – uno dei giocatori derubati – ha riferito di avere intravisto una gamba del ladro mentre fuggiva dalla finestra. Grazie ai filmati delle telecamere di videosorveglianza nei paraggi si è arrivati a sospettare di Seck.
Non è la prima volta che il giocatore finisce sulle pagine della cronaca nera anziché sportiva. Due ragazze lo hanno denunciato nel 2023 per le minacce di diffondere un video che immortalava momenti intimi fra loro. La prima denuncia è stata archiviata dalla procura di Torino.
Destinati 300mila euro alla materna “Fondo Stiliano” di Lugo
«Sembrava ci fosse stata una guerra», dicono le maestre, guardando quella che oggi è una scuola funzionante e in perfette condizioni, che lo scorso maggio era stata però invasa da circa 80 centimetri d’acqua. Riaprire regolarmente in settembre, «è stato un miracolo», dicono. Un miracolo che ha un nome e cognome, Cia-Conad, come campeggia nella targa inaugurata oggi (26 gennaio) all’interno della scuola statale per l’infanzia Fondo Stiliano di Lugo.
Il ripristino post alluvione è stato infatti finanziato con 300mila euro dall’iniziativa “Sosteniamo l’Emilia-Romagna” lanciata da Conad e Commercianti Indipendenti Associati. La cifra deriva dalla raccolta fondi lanciata dal 5 al 15 luglio negli oltre 3.300 punti vendita Conad in tutta Italia, con la partecipazione dei clienti, dei soci e delle cooperative Conad.
La scuola di Lugo è uno dei cinque cantieri aperti in altrettanti comuni romagnoli (gli altri sono Faenza, Forlì, Cervia e Cesena) grazie al contributo di Conad a supporto delle comunità colpite dall’alluvione. Nel complesso il sistema nazionale della cooperazione tra dettaglianti ha erogato in questo modo un totale di 1,5 milioni di euro.
Gli interventi realizzati a Lugo hanno riguardato il ripristino delle aule e degli altri locali della scuola attraverso numerosi lavori che hanno portato alla messa in opera di una nuova pavimentazione a norma, compresa la preparazione del piano superiore del massetto di sottofondo con malta autolivellante. Per arrivare a questo obiettivo si è dovuto prima procedere alla rimozione dei pavimenti esistenti ammalorati, alla raschiatura dei sottofondi e allo smaltimento in discarica di tutti i materiali rimossi, previa analisi chimica degli stessi, alla pulitura di tutte le superfici intonacate e alla rimozione delle parti più ammalorate. La finitura ha previsto anche la posa in opera di un nuovo battiscopa in pvc, il restauro e la tinteggiatura degli intonaci.
Nei giorni scorsi un cartello era apparso invece su quello di via Bellucci
L’effetto Fleximan arriva anche a Ravenna. Nella notte tra il 25 e il 26 gennaio è stato infatti abbattuto – presumibilmente tagliando il palo con un flessibile – l’autovelox fisso di via Dismano, all’altezza di Osteria. Attivato nel 2022, il velox fisso era tarato sui 70 km/h e in gestione alla polizia locale comunale. Nel 2021 invece, a poca distanza, era stato attivato un altro velox nella direzione opposta in gestione alla polizia provinciale.
Nei giorni scorsi un cartello di “incoraggiamento” a Fleximan (così come è stata appunto ribattezzata la persona che sta abbattendo una serie di velox, in particolare in Veneto) era stato appeso all’apparecchio di via Bellucci, a Ravenna.
Lo chef tre stelle era atteso in tribunale a Ravenna per la testimonianza nel processo contro tre ristoratori accusati di aver usato il suo marchio senza autorizzazione per il rilancio dell’ex Saporetti a Marina di Ravenna
Un’ammenda da 300 euro per Antonino Cannavacciuolo, il 48enne celebre chef stellato e giudice di Masterchef, per non essersi presentato a testimoniare in tribunale a Ravenna in un processo in cui è parte offesa. La notizia è riportata dai quotidiani locali Resto del Carlino e Corriere Romagna.
Cannavacciuolo ha fatto sapere di essere impegnato a Matera, a 600 km da Ravenna, per le riprese di una puntata del programma Cucine da incubo. Per la giudice Federica Lipovscek non è sufficiente per poterlo considerare un legittimo impedimento e ha proceduto con l’ammenda in attesa che si presenti nella prossima udienza fissata per metà novembre.
Il processo vede imputati tre ristoratori (un 63enne bresciano e due cubani di 33 e 51 anni, marito e moglie) coinvolti a vario titolo nella gestione dell’ex ristorante Saporetti a Marina di Ravenna: devono rispondere dell’accusa di aver promosso un menù di pesce usando illecitamente il marchio di Cannavacciulo. Il reato è contraffazione o uso di opere dell’ingegno o di prodotti industriali.
Lo chef partenopeo, aveva saputo tramite Facebook da una ammiratrice, che i due coniugi, in passato concorrenti proprio al reality Cucine da incubo con un locale in provincia di Mantova, stavano usando il suo marchio: a settembre 2018 avevano reclamizzato la riapertura del locale ravennate con volantini in cui si leggeva di un menù curato dallo chef Antonino Cannavacciuolo. E avevano pure usato un camion vela con gigantografia del famoso chef accostata al nome del ristorante. Secondo lo chef tutto questo è stato fatto senza autorizzazione. I due ristoratori imputati invece sostengono che usare il menù pensato nell’occasione del programma tv non costituisse un illecito ma fosse solo una opportunità di rilancio.
Una curiosità: 300 euro è la stessa cifra del conto a persona (bevande escluse) per la cena di San Valentino al ristorante Villa Crespi (tre stelle Michelin) gestito da Cannavacciulo.
I dati dei verbali dei primi tre mesi di funzionamento del primo autovelox in città a Ravenna: nella prima settimana 383 multe al giorno, ora sono 80. La polizia locale comunale gestisce altri 7 apparecchi
Il limite di velocità è 50 km orari ma c’è chi è passato ai 118. È il record registrato dal velox fisso in via Bellucci a Ravenna, il primo nel centro abitato, attivo da tre mesi esatti. La telecamera sul viale a due corsie in direzione della città (le due corsie nel verso opposto prendono il nome di via Destra Canale Molinetto) è la più recente installazione in provincia ed è in gestione alla polizia locale comunale. Un mese prima era entrata in funzione quella in via Reale a Mezzano.
I numeri delle multe dei due nuovi velox di Ravenna: via Reale e via Bellucci
I numeri dei verbali rilevati sono a cinque cifre. Dal giorno dell’installazione al 21 gennaio la postazione di via Bellucci ha rilevato quasi sei multe ogni ora: 12.297 in totale, passando dalle 2.686 della prima settimana alle 558 dell’ultima settimana esaminata. In poco più di quattro mesi invece 23mila multe per la postazione di Mezzano (in media 180 al giorno), passando da 2.278 della prima settimana a 558 nei sette giorni antecedenti al 21 gennaio. In totale nel 2023 la polizia locale di Ravenna ha inviato circa 75mila verbali per eccesso di velocità per un valore di 6 milioni di euro.
Oltre ai due nuovi apparecchi appena ricordati, ce ne sono altri cinque fissi nel comune di competenza della municipale (altri sono presenti ma gestiti dalla Provincia che in tutto ne ha 14 sparsi tra i 18 comuni). Quello sulla statale 16 Adriatica a Fosso Ghiaia può vantare un record clamoroso: con il limite a 70 orari ha immortalato un passaggio a 179. Il resto della mappa include uno strumento sulla provinciale 101 Standiana che collega la E45 a Mirabilandia (limite 50, record di multa 120 orari), uno sulla Ravegnana a Coccolia (70, 129), uno sulla Bagnolo Salara a Castiglione di Ravenna (70, 145), uno sul Dismano a Osteria (70, 142).
Cumuli di sanzioni per autovelox: solo il giudice o il prefetto può concedere di non pagare quelle successive alla prima notifica
Nel corso del 2023 il record di violazioni ripetute dallo stesso veicolo è 22. Anche se fossero tutte infrazioni entro i 10 km oltre il limite si tratterebbe comunque di oltre 900 euro. Secondo Alvaro Ancisi, consigliere comunale di opposizione con Lista per Ravenna, non si è tenuti a pagare le multe subite prima di aver ricevuto la prima notifica, per effetto di un decreto di agosto 2022 del governo Draghi. La risposta arriva dal comandante della polizia locale di Ravenna, Andrea Giacomini: «La norma fa esplicito riferimento ai verbali per accesso irregolare alla Ztl partendo dal presupposto che ci possa essere la buona fede della dimenticanza del rinnovo del permesso. Non mi risulta applicabile anche agli eccessi di velocità. Di sicuro non va considerato un beneficio automatico, ma può essere solo un giudice o il prefetto che ne dispone l’applicazione in caso di ricorso del conducente». Intanto si possono ridurre i tempi di notifica – che oggi sono attorno a 15-20 giorni pur con 90 concessi dalla legge – se il cittadino si iscrive al registro dei domicili digitali dopo aver attivato un indirizzo di posta elettronica certificata (Pec).
Zone a 30 orari in città: Ravenna non fa controlli
Nessuna multa per eccesso di velocità riguarda le zone in cui vige il limite a 30 orari: «Fare controlli con il telelaser in quelle strade non è una priorità del Comune – spiega Giacomini –. Bologna ha scelto una linea più repressiva».
Il caso alla Curti di Castel Bolognese. Un 43enne è ora accusato di lesioni aggravate
Un 43enne è a processo per lesioni aggravate, accusato di aver versato di nascosto – durante le pause pranzo – alcol etilico nelle bottigliette d’acqua delle colleghe.
Lo rivela il Corriere Romagna, dando conto della prima udienza in tribunale di ieri mattina (25 gennaio). I fatti sono avvenuti alla Curti Spa di Castel Bolognese nel 2019, quando alcune lavoratrici iniziarono ad accusare malesseri vari, ricollegandoli allo strano colore che assumeva l’acqua nelle loro bottiglie. Una di loro, in particolare, inviò un esposto alla procura.
Il 43enne sarebbe stato colto in flagrante da un collega, nascostosi in ufficio durante la pausa pranzo, e avrebbe poi confessato tutto alla direzione aziendale, che lo ha licenziato per giusta causa.