domenica
17 Maggio 2026

In 1.300 nel weekend alla mostra di Burri. Ecco i numeri della Notte d’Oro

In 2.200 a Palazzo Rasponi, in 900 per la nuova illuminazione del Palazzo di Teodorico

6La mostra del Mar dedicata a Burri ha registrato tra sabato e domenica 1.361 ingressi (e il concerto gratuito di Magma, sempre al Mar, sabato sera, circa 700).

È uno dei dati resi noti dal Comune di Ravenna all’indomani della Notte d’Oro, che aveva tra gli eventi principali anche le inaugurazioni delle varie mostre della Biennale del Mosaico.

Tutti occupati, in piazza del Popolo, i 400 posti a sedere per lo spettacolo comico di Giovanni Vernia, al quale hanno assistito anche tantissime persone in piedi.

Tra la mostra “Episodi di mosaico contemporaneo”, con la quale è stata inaugurata la Biennale, e il dj-set di Cemento Atlantico sabato sera, palazzo Rasponi ha avuto tra sabato e domenica 2.222 visitatori (a ingresso gratuito).

Significativo anche l’accesso alla mostra allestita al Pr2 “Le stazioni dell’arte”, con le opere in mosaico della linea 1 della metropolitana di Napoli, vista da 206 persone.

Gli ingressi alla Domus dei Tappeti di pietra sono stati complessivamente tra sabato e domenica 850, compresivi degli eventi pensati per la Notte d’Oro e la Biennale e delle visite al sito.

Nella serata di presentazione del nuovo impianto di illuminazione esterna del palazzo di Teodorico, sabato, gli ingressi al monumento sono stati circa 900 e più o meno 500 quelli al Museo nazionale.

«È stata veramente una grande gioia – dichiara il sindaco Michele de Pascale – vedere la nostra città gremita in occasione della Notte d’Oro e dell’inaugurazione della Biennale di mosaico contemporaneo lo scorso week end. La compresenza dei due eventi si rivela ogni anno di più una scelta vincente, intrecciando cultura e divertimento in una formula che piace e coinvolge i più svariati pubblici e fa scoprire ogni volta nuovi e sorprendenti scenari nella meravigliosa cornice del nostro centro storico».

Al via i lavori di demolizione dell’ex mercato coperto di Alfonsine

L’edificio sarà ricostruito e destinato a funzioni pubbliche. Investimento da 2,5 milioni di euro

Veduta Del Mercato Coperto Di AlfonsineLunedì 23 ottobre partiranno i lavori di rigenerazione urbana dell’ex mercato coperto di Alfonsine. La demolizione dell’edificio attualmente esistente durerà circa un mese: l’area di cantiere, per garantire l’incolumità delle persone durante questa prima operazione, occuperà anche le vie laterali (via De Rosa e via dei Mille), che verranno chiuse al traffico veicolare e sarà consentito solo il passaggio pedonale per i residenti e per l’accesso alle attività commerciali presenti; in particolare, per la demolizione del corpo più alto dell’edificio su via De Rosa (retro del fabbricato) sarà consentito il traffico veicolare e verranno mantenuti gli stalli presenti, ma non sarà più possibile parcheggiare le auto sul lato del cantiere.

Il parcheggio attualmente riservato al carico/scarico merci sarà interdetto durante tale periodo, ma verranno riservati due stalli in linea lungo il corso Matteotti, in adiacenza al parcheggio disabili di fronte alla cartoleria.

Al termine di questa prima fase, durante la costruzione del nuovo edificio sarà ripristinata la circolazione su via De Rosa e via dei Mille, ma verrà mantenuto il divieto di sosta e di parcheggio, in quanto l’attuale fascia riservata agli stalli sarà occupata dal ponteggio e dalla recinzione di cantiere.

Si tratta del primo stralcio del progetto, da 2,5 milioni di euro (finanziato per 730mila euro dalla Regione Emilia-Romagna come contributo per la “rigenerazione urbana” e per la restante somma con risorse comunali) con il quale verrà realizzato il corpo di fabbrica principale e il porticato che ricalca il preesistente. In questo primo momento sarà completato pertanto tutto il piano terra, mentre al primo piano solo la parte destinata alla farmacia sarà terminata anche internamente per permetterne il trasferimento.

I cittadini sono stati coinvolti nella co-progettazione di alcuni aspetti architettonici dell’edificio e della destinazione d’uso dei locali liberi, recuperando la funzione sociale e aggregativa dell’area, che in passato era punto di riferimento per la comunità. Tra le ipotesi: un “caffé letterario”, un locale-contenitore di diverse iniziative dove le persone si incontrano, partecipano a eventi e iniziative, possono fermarsi per lavorare o giocare o studiare, senza la necessità di consumare, ma anche un’edicola, uno spazio di coworking e una ludoteca.

I lavori, che si concluderanno entro il 2025, saranno eseguiti dalla ditta Nial Nizzoli Srl di Correggio, vincitrice della gara.

Gli immobiliaristi ex proprietari dell’Ortazzo sono fra gli sponsor del Ravenna Fc

La lista civica La Pigna segnala la presenza di Cpi Property Group tra i sostenitori della squadra di calcio giallorossa e annuncia un’interrogazione al sindaco per avere chiarimenti

Schermata 2023 10 16 Alle 12.11.13Sul sito internet del Ravenna Fc, la squadra di calcio della città, tra i premium sponsor figura la Cpi Property Group, cioè il gruppo immobiliare che lo scorso marzo, attraverso la società controllata Cpi Real Estate Italy, è diventato proprietario delle aree naturali Ortazzo e Ortazzino per circa 600mila euro. Poche settimane dopo la maggioranza di controllo della Cpi Real Estate Italy è stata ceduta ad altri.

La circostanza della sponsorizzazione è stata evidenziata dalla lista civica la Pigna che pone una domanda: «Dal momento che sull’area Ortazzo-Ortazzino non vi è alcuna possibilità di cementificazione come ha garantito il sindaco e attualmente non vi sono particolari progetti di promozione turistica della stessa, a cosa serve la pubblicità?».

La Pigna si chiede anche come mai, vista la vicinanza della società lussemburghese al contesto ravennate, non siano stati fatti incontri per discutere dell’acquisizione dell’area a favore del pubblico: «In Cpi da novembre 2020 ci risulta che sia presente un ravennate», come a dire che non sarebbero mancate le possibilità di contatti per arrivare a un possibile accordo a favore del passaggio al pubblico.

«Gli interrogativi aumentano e si intravedono nuovi profili sulla vicenda, sulla quale occorre fare chiarezza una volta per tutte. Ecco perché porteremo la questione in consiglio comunale attraverso un’interrogazione a cui auspichiamo risponderà il sindaco de Pascale in persona».

Raccolta rifiuti, Cgil: «Troppi straordinari per i lavoratori e rischio malattie»

Il sindacato lamenta irregolarità nel servizio gestito da Hera con Ciclat e Formula Ambiente per un miliardo di euro in 15 anni: «Il turno dovrebbe essere di sei ore ma c’è chi arriva a nove». Duecento occupati in provincia, ai lavoratori mille euro al mese per sollevare 800 bidoncini al giorno: «È estenuante, ritmi insostenibili». Dito puntato contro la catena di subappalti: «Poca manutenzione sui mezzi, a volte modificati per superare i limiti di velocità»

Solarolo 1

Uno stipendio mensile da circa mille euro netti per sollevare e svuotare bidoncini pieni di kg di rifiuti per ottocento volte ogni giorno. È la raccolta differenziata in provincia di Ravenna vista dal lato occupazionale. «È un lavoro estenuante fatto da persone che vengono considerate gli ultimi degli ultimi – riassume Lisa Dradi, segretaria provinciale della Cgil per la Funzione pubblica –. Il turno giornaliero dovrebbe essere di sei ore per sei giorni su sette ma spesso diventano otto o nove. Per completare il giro di raccolta si lavora a ritmi insostenibili. Non è un caso che il turnover sia molto alto».

Il servizio di raccolta differenziata in provincia di Ravenna è stato aggiudicato nel 2020 con un bando pubblico di Atersir, l’agenzia della Regione che si occupa di materia ambientale. L’aggiudicazione è andata a un raggruppamento di imprese composto da Hera con la ravennate Ciclat e la cesenate Formula Ambiente: incasseranno un miliardo di euro in 15 anni. In subappalto lavorano Ecotrash, Gsa, Copura, Colas, Coop Alice, Facchini, Brodolini. In totale nei diciotto comuni della provincia di Ravenna (ma il bando riguarda anche 17 comuni del distretto di Cesena per un totale di 600mila residenti serviti) sono impiegati poco più di duecento lavoratori e una novantina di mezzi (160 addetti con 50-60 mezzi tra Ravenna, Cervia e Bassa Romagna; 40-50 addetti con trenta mezzi nel Faentino)

PAP 2Dradi è preoccupata: «Le aziende in subappalto lavorano per massimizzare i profitti e in molti casi viene violata costantemente la norma contrattuale a partire da orari di lavoro, sicurezza e salute». Il contratto di riferimento è Utilitalia nazionale da 38 ore a settimana spalmate su sei giorni: «Abbiamo segnalazioni di casi in cui si superano le 150 ore mensili di straordinario. Il personale non è sufficiente perché meno ne viene impiegato e minori sono i costi».

E poi c’è il degrado dell’ambiente di lavoro: «La vita dei mezzi stradali dovrebbe essere di circa otto anni – dice Luca Savini, delegato all’Igiene ambientale per Fp-Cgil –, ma vengono spremuti al massimo e c’è una manutenzione scadente. Per non parlare delle norme igieniche: il filtro dell’aria in cabina andrebbe sostituito settimanalmente ma capita non accada per mesi, alcuni mezzi andrebbero lavati dopo ogni utilizzo ma questo non avviene».

Rifiuti: assegnati due appalti su treC’è chi modifica i mezzi per andare oltre certi limiti stabiliti per la sicurezza dei lavoratori: «In alcuni punti il servizio si fa con due operatori: uno guida e l’altro sta attaccato dietro sulla pedana per scendere quando il mezzo si ferma. I veicoli sono allestiti per non superare i 25 km orari ma sappiamo di casi in cui si è intervenuto per avere velocità maggiori». E il peggio forse deve ancora arrivare: i sindacalisti temono un esplosione di malattie professionali nei prossimi 2-3 anni dovute alle condizioni di lavoro. «Se in una giornata di lavoro l’addetto deve scendere e salire dal mezzo e sollevare i bidoncini per ottocento volte, è facile capire che schiena e braccia sono sottoposti a uno stress che non c’era quando la raccolta stradale avveniva azionando una pulsantiera senza lasciare il volante». Il tutto per una retribuzione tutt’altro che allettante. I neoassunti senza qualifiche percepiscono circa mille euro netti al mese. Un’autista qualificato con patente Cqc può arrivare a 1.500.

In questo scenario gli infortuni sono frequenti e il turnover del personale è altissimo perché molti lavoratori lasciano dopo pochi mesi: «Questo non fa altro che peggiorare ancora di più la qualità del lavoro perché in caso di assenze vanno coperti turni più ampi e personale nuovo è continuamente da formare. Alla fine tutto questo non fa altro che peggiorare la qualità del servizio reso all’utenza. Il cittadino che si trova il bidone ribaltato o non svuotato se la prende spontaneamente con chi vede passare sui mezzi, ma molte volte queste persone sono gli ultimi degli ultimi costretti a ritmi frenetici per rispettare le consegne. Quando ne ho avuto occasione ho provato a offrire un caffè a qualcuno di loro e non c’è mai stato uno che abbia accettato perché ogni minuto è prezioso per completare il giro». Minuti così preziosi da lasciare il mezzo acceso quando l’operatore lavora da solo e deve guidare e raccogliere: «Andrebbero spenti a ogni sosta, ma non lo fa nessuno. E qualche settimana fa un camion è stato rubato e poi ritrovato».

Il sindacato critica il sistema di subappalti a catena in cui finisce per disperdersi l’attribuzione delle responsabilità: «Di fronte a disservizi e lamentele, il tentativo è sempre quello di far ricadere la responsabilità sui lavoratori oppure nel rimpallo fra aziende mandanti e mandatarie».

Il 28 settembre a Bologna si è riunito il comparto regionale dell’Igiene ambientale per i sindacati e da più parti dell’Emilia-Romagna giungono segnalazioni simili: «Sono allo studio alcune modifiche normative da proporre al legislatore, magari un limite di svuotamenti al giorno a turno. Dobbiamo arrivare ad avere un lavoro che garantisca un buon livello di ecologia collettiva ma che non finisca per far pagare il prezzo più alto ai lavoratori».

Ha riaperto il locale sul “tetto” dietro all’ex Astoria: in menù “pizza e bollicine”

A rilanciarlo è Filippo Sorrentino con il suo “Anema e Core”

Anema E Core (4)
Sorrentino con Riccardo Ricci Petitoni di Confesercenti, che accompagna il locale nella sua attività

Ha riaperto il ristorante sul retro dell’ex cinema Astoria di Ravenna, sul “tetto” della palazzina nel complesso della concessionaria Sva, al civico 235 di via Trieste.

A rilanciare il locale, ci prova ora il pizzaiolo Filippo Sorrentino che vi ha recentemente trasferito la sua pizzeria “Anema e Core” (nata come asporto in via Argirocastro).

«Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza culinaria autentica e “diversa dal normale”», commenta Sorrentino definendo la sua proposta «un’esperienza culinaria completa». Il locale offre una selezione ristretta di pizze, realizzate con ingredienti freschi e di qualità, che si sposano con una lista particolarmente curata di “bollicine”, da prosecco a champagne e rosé. Gli appassionati della birra, invece, potranno gustare la “Artigianale” proveniente dal Salento. Sono sempre disponibili, anche se non in menù, le pizze tradizionali e i panuozzi (tipici napoletani) ed i dolci tradizionali del Sud come cassatine, cannoli e babà al rum.

“Anema e Core” è aperto per cena tutti i giorni della settimana ad eccezione del mercoledì.

Mirabilandia chiude l’anno dell’alluvione in crescita del 6-7% rispetto al 2022

Un primo bilancio della direttrice marketing Sabrina Mangia. Fino al 5 novembre continua lo speciale Halloween con un’area record da 32mila metri quadrati con oltre 150 attori

Sabrina Mangia Sales&Marketing Director
Sabrina Mangia

Mirabilandia chiuderà la stagione 2023, caratterizzata dall’alluvione, con il 6-7 percento di visitatori in più rispetto all’anno scorso. «Un risultato insperato – commenta Sabrina Mangia, direttrice marketing – soprattutto ripensando a quei giorni in cui ci telefonavano per chiedere se avevamo ancora il fango dentro al parco, noi che non lo abbiamo invece mai avuto…». Prima dell’alluvione – ci dice Mangia – Mirabilandia stava crescendo a un ritmo del 30 percento.

«Senza novità nel “prodotto” – continua la direttrice -, abbiamo puntato su eventi e promozioni, dando in questo modo la possibilità di potersi divertire nel nostro parco anche a chi forse non poteva permetterselo, in questo periodo caratterizzato da una crisi generalizzata di potere d’acquisto per le famiglie».

Ora a Mirabilandia è già entrato nel vivo Halloween (fino al 5 novembre), festa che caratterizza il parco ravennate più di ogni altro, probabilmente. «Siamo giunti al 14esimo anno e sono 5-6 anni che il picco di presenze lo otteniamo proprio il 31 ottobre, non più in agosto come in passato. Il nostro Halloween cresce di anno in anno, sempre con novità. Quest’anno oltre a due nuovi “tunnel” per adulti e famiglie, presentiamo la più grande zona horror mai allestita in un parco divertimenti in Italia, “Suburbia”». Si tratta – ci spiega Mangia – di 32mila metri quadrati dedicati, «realizzata grazie a cinque mesi di lavoro continuativi, sei scenografi, 1.500 metri quadrati di legno utilizzato per le scenografie, 13 persone impegnate per l’allestimento, oltre ai 150 attori che la animano».

Ci sarà – chiediamo infine – un investimento per una nuova attrazione in vista del 2024? «Diciamo che nel nostro piano di sviluppo è previsto nei prossimi anni un investimento in questo senso. E resta sul tavolo anche il progetto per l’hotel, ma al momento preferiamo non commentare ulteriormente».

Una moto tampona un’auto sul rettilineo, muore 36enne. Si cercano testimoni

Incidente sulla variante della statale Adriatica. Non sembrano coinvolti altri veicoli ma la dinamica non è ancora completamente chiarita

2Un incidente stradale a Alfonsine avvenuto sulla variante della statale Adriatica nel tardo pomeriggio di oggi, 15 ottobre, è costato la vita a un 36enne di origini romene e residente nel Faentino. L’uomo viaggiava su una motocicletta Honda di grossa cilindrata in direzione di Ferrara e in un tratto di strada rettilineo ha tamponato una vettura che lo precedeva viaggiando nella stessa direzione. La moto ha colpito l’angolo sinistro posteriore dell’auto ed è finita a terra. Per il motociclista non c’è stato niente da fare. Illeso il conducente dell’auto.

I rilievi dell’incidente sono stati fatti dalla polizia locale della Bassa Romagna ma alcuni aspetti non sembrano del tutto chiariti. I vigili urbani invitano eventuali testimoni dell’accaduto, ad esempio altri automobilisti in transito in quei momenti, a mettersi in contatto con i comandi della polizia municipale o altre forze dell’ordine.

Il Ravenna bloccato sullo 0-0 dal Lentigione ma la Sammaurese perde e resta primo

La striscia di vittorie consecutive si ferma a tre ma resta l’imbattibilità in campionato con la miglior difesa (2 reti in sei giornate) che ha saputo fermare il bomber Formato autore di 5 gol in altrettante gare prima del fischio d’inizio

392887324 10232873878371469 5729989682726474475 NPareggio a reti inviolate per il Ravenna in trasferta all’Immergas Arena di Sorbolo contro il Lentigione, sesta giornata del girone D di serie D, ma primato in classifica conservato grazie alla sconfitta della Sammaurese seconda (2-1 a Prato). La striscia di vittorie consecutive dei giallorossi si ferma a tre, ma permane l’imbattibilità in campionato (ora l’unica squadra senza ko). Tre punti il distacco sulle inseguitrici.

I parmigiani si confermano squadra antipatica per il Ravenna: diversi dispiaceri nell’ultimo periodo, partendo dalla sconfitta nella finale playoff 21/22 e passando per le due sconfitte della scorsa stagione. E la partita odierna si presentava insidiosa per la squadra di Massima Gadda vista la presenza tra i padroni di casa di Alberto Formato, il bomber carpigiano alla terza stagione con il Lentigione e in cima alla classifica dei cannonieri del girone con 5 reti in altrettante partite. La difesa bizantina ha saputo fermare la vena realizzativa di Formato e con due gol subito è la meno battuta del girone.

Da domani, 16 ottobre, Ravenna già sul campo per preparare la partita di Coppa Italia di mercoledì contro la Clodiense.

Cauzione da 5mila euro per i migranti, Moschini: «Il governo come uno scafista»

Le critiche dell’assessora all’Immigrazione: «I tagli alle cooperative hanno un effetto boomerang». I prossimi sbarchi numerosi saranno gestiti alla Standiana

Federica Moschini

Il quarto sbarco fa tornare d’attualità anche a Ravenna il problema dei migranti. A fare il punto è l’assessora comunale con delega all’Immigrazione, Federica Moschini, che il 25 settembre era presente al Terminal Crociere di Porto Corsini. Inevitabile iniziare dalla discussione che sta tenendo banco in questi giorni: la cauzione di circa 5mila euro per i richiedenti asilo provenienti da Paesi “sicuri” che non vogliono attendere la risposta in stato di detenzione, come sancito dal decreto del ministero dell’Interno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Assessora, cosa ne pensa?

«Mi sento prima di tutto di fare un passo indietro: tutti quelli che arrivano da un lungo e pericoloso viaggio, mettendo a repentaglio la loro vita e quella dei loro cari, non lo fanno certo a cuor leggero. Non è una strada semplice. Mi è capitato in questi ultimi mesi di incontrare tanti minori non accompagnati e, purtroppo, gran parte di loro avrà traumi per tutta la vita. Detto questo, io la penso come Pierfrancesco Majorino…».

Può spiegarsi meglio?

«Si tratta dell’ennesima tappa di un governo inadeguato che si comporta da scafista. A prescindere da dove arriva, il migrante arriva spesso con nulla in tasca, neppure i documenti, figurarsi 5mila euro. La problematica dei migranti è certamente difficile perché qualsiasi decisione va incontro a tante incognite, ma abbiamo l’obbligo di accoglierli, sono esseri umani».

Qual è la sua opinione sui tagli operati alle cooperative che se ne occupano?

«Sono uno sbaglio perché chi sta nei Cas o nei Centri per minori ha bisogno di imparare la lingua, di studiare, di imparare un lavoro per sperare dia vere un futuro. Altrimenti inevitabile è l’effetto boomerang: vivere sempre ai margini e restare dunque a carico dei servizi sociali. Noi, fra l’altro, ne abbiamo bisogno per coprire molti posti di lavoro».

Parlando di numeri, qual è la situazione migranti a Ravenna attualmente?

«I dati aggiornati al 7 settembre scorso indicano 90 posti occupati su un totale di 119 nel Sai (Sistema Accoglienza Integrazione) ordinario, mentre tutti gli 83 posti dei Sai per minori stranieri non accompagnati risultano occupati. Gran parte di loro sono a Villa Nina, ormai ribattezzata Villa “Viking”, visto che accoglie i minori arrivati con i primi due sbarchi della Ocean Viking. In pratica siamo quasi al completo ed è questo il motivo per cui il Prefetto è andato alla ricerca di nuovi posti a Brisighella per accogliere i nuovi arrivati».

E non è da escludersi che presto ci siano nuovi sbarchi. Quali problemi per la città?

«Oltre alla necessità di nuovi spazi, c’è poi da considerare che presto sarà smantellato il Terminal Crociere di Porto Corsini per i lavori di riqualificazione e che quindi non potrà essere più utilizzato. Per lo sbarco di piccoli gruppi, come capitato lunedì 25 settembre, si sta valutando l’opzione palestra di Porto Corsini, mentre nel caso di gruppi più numerosi è stato individuato il Circolo dei Canottieri del bacino della Standiana».

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Nel dettaglio: una cifra per spese di alloggio ed eventuale rimpatrio

Sulla Gazzetta Ufficiale di giovedì 21 settembre è stato pubblicato il testo di un decreto del ministero dell’Interno che introduce la possibilità per alcune persone migranti arrivate in Italia di versare una “garanzia finanziaria” allo Stato, per evitare di attendere la risposta alla loro richiesta d’asilo in centri di detenzione amministrativa e rimanere così in libertà.

Più nello specifico, la nuova misura prevede che i migranti provenienti da paesi che il ministero dell’Interno considera “sicuri” (e che quindi è probabile che non otterranno la protezione internazionale richiesta) possano depositare una sorta di cauzione di 4.938 euro. Il decreto, immediatamente operativo, è stato molto criticato dalle opposizioni e non solo.

La cifra, ha spiegato il ministero dell’Interno, è stata calcolata stimando le spese di alloggio per un mese, le spese quotidiane e le spese per il volo di rimpatrio, in caso di esito negativo della richiesta.

Maschera da wrestling per nascondersi mentre abbandona rifiuti, ma si vede la targa

Nel 2023 finora 252 violazioni accertate nel Ravennate, l’anno scorso erano state 503. Sanzione minima da 200 euro, che diventano 600 se ci sono materiali pericolosi

rifiuti abbandonati

Sapendo che quei cassonetti dell’immondizia erano sorvegliati da una fototrappola, lo strumento in dotazione alla polizia locale che scatta foto quando rileva movimenti per immortalare abbandoni illeciti di rifiuti, ha pensato di indossare una maschera da lottatore di wrestling per coprirsi il volto e ingannare l’occhio elettronico. Ma non ha pensato di mascherare la targa dell’auto guidata per arrivare sul posto e gettare la spazzatura. Convocato dai vigili urbani, l’uomo non ha potuto fare altro che ammettere. È successo qualche settimana fa a Lido di Savio ed è una delle 252 violazioni accertate finora nel 2023 per rifiuti abbandonati nel comune di Ravenna (altre 35 sanzioni sono arrivate con accertamenti diretti della Municipale). L’anno scorso in totale le multe erano state 503 (e 76 accertamenti diretti).

Il comandante della polizia locale, Andrea Giacomini, spiega l’at- tività di controllo: «La prima competenza è delle Gev, le guardie ecologiche volontarie, che hanno una funzione assegnata dalla Regione ma si tratta di un primo accertamento soft. In parallelo noi manteniamo un presidio sul territorio nei punti più sensibili. Abbiamo dieci fototrappole che posizioniamo a rotazione in 40 postazioni. E poi cerchiamo di verificare tutte le segnalazioni dei cittadini che hanno vari gradi di gravità: c’è chi lamenta una semplice cartaccia e chi invece segnala discariche di ingombranti e elettrodomestici. Lido Adriano e zona Gulli-Darsena sono le zone con più problematiche».

Giacomini però invita a fare una distinzione nella condotta illecita: «C’è chi lo fa per scarso senso civico, ma c’è anche chi vorrebbe fare le cose correttamente ma trova il cassonetto pieno perché la raccolta non è stata fatta correttamente e allora difficilmente si porta il sacchetto a casa, anche se dovrebbe farlo. Solitamente si tratta di privati cittadini, è più raro che sia fatto da aziende».

Per chi viene sorpreso c’è una sanzione minima da 200 euro che diventa da 600 in caso di rifiuti pericolosi. Per la prima si può fare ricorso al sindaco, per la seconda al presidente della Provincia.

L’Emilia-Romagna proclamata Regione d’onore 2023 negli Stati Uniti

Cerimonia a Washington dove è intervenuto anche il presidente degli Usa, Joe Biden

ImageL’Emilia-Romagna è stata proclamata Regione d’onore 2023 negli Stati Uniti. Il riconoscimento è arrivato ieri sera, 14 ottobre, a Washington dalla National Italian American Foundation (Niaf), l’organizzazione che riunisce i più autorevoli rappresentanti della comunità italo-americana negli Usa, in rappresentanza di quasi 20 milioni di cittadini statunitensi di origine italiana.

A riceverlo il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, durante il 48esimo gala della Niaf, con un ospite d’eccezione: il presidente degli Usa, Joe Biden, e accanto a lui l’annunciata First Lady Jill Biden con radici siciliane che risalgono al bisnonno.

La National Italian American Foundation punta a promuovere negli Stati Uniti la storia, la cultura, l’economia e la ricerca scientifica italiana attraverso una regione, il suo territorio, le sue comunità ed eccellenze. Una grande opportunità, che quest’anno vede protagonista l’Emilia-Romagna.

A rappresentarla, insieme al presidente Bonaccini, l’assessore al Turismo e Infrastrutture, Andrea Corsini. Con loro, alcuni protagonisti dell’economia e della società regionale, in nome di marchi conosciuti in tutto il mondo, invitati da NIAF: Andrea Pontremoli, Ad Dallara; Andrea Baldi, presidente e Ad Automobili Lamborghini America; Matteo Torre, presidente Ferrari North America; Guido Barilla, presidente Gruppo Barilla; Nicola Bertinelli, presidente Consorzio Parmigiano Reggiano; Claudio Biondi, presidente Consorzio Tutela Lambrusco; Ernesto Renzi, presidente IMA Life North America; l’Aeroporto ‘G.Marconi’ di Bologna con Elena Leti, membro del Cda; Antonio Monti, patron del Gruppo Salute Più. Ancora: gli chef Gianluca Gorini, premiato con la stella Michelin, del ristorante DaGorini di San Piero in Bagno (FC) e Michele Casadei Massari, studi all’Università di Bologna e oggi titolare del ristorante Lucciola a New York. E Stefano Domenicali, presidente e Ad Formula One Group, imolese doc, che è stato premiato nel corso della serata.

Non solo l’export che vale (dati 2022) 10,4 miliardi di euro (+74,6% sul 2020) e un saldo della bilancia commerciale positivo di 9 miliardi. Anche il turismo dagli Stati Uniti in Emilia-Romagna è una voce in crescita. Lo confermano i dati dell’Osservatorio turistico regionale elaborati da Trademark Italia, con 259 mila presenze nel periodo gennaio-luglio 2023, pari a un +36,5% rispetto allo stesso periodo del 2022. Particolarmente significativo il dato relativo alle Città d’arte: 188 mila presenze (+37,3%), ma bene anche la Riviera Romagnola con 36mila presenze (+22%). Numeri che iniziano a diventare significativi anche in Appennino – 3mila presenze, +78% – dove tra gli elementi di attrazione ci sono i Cammini e gli itinerari, come la Via degli Dei Bologna-Firenze.

Omicidio Orlando: convocato un indagato per l’interrogatorio ma resta in silenzio

Sviluppi nelle indagini dei carabinieri a un anno dall’omicidio del 49enne Felice Orlando con due fucilate (arma mai ritrovata) a poca distanza da casa durante un’uscita di caccia

12Per l’omicidio del 49enne Felice Orlando di Castel Bolognese, ucciso vicino a casa il 29 ottobre di un anno fa con due fucilate, ci sono due uomini indagati e nei giorni scorsi uno di loro è stato convocato dagli inquirenti per essere interrogato ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Lo sviluppo nelle indagini sulla vicenda, passata alle cronache locali come “il delitto del frutteto” perché il corpo dell’operaio venne ritrovato tra i filari di kiwi nelle campagne di via Barisano, emerge dalla lettura dell’edizione odierna dei due quotidiani locali, Resto del Carlino e Corriere Romagna.

Omicidio Orlando: chi sono i due indagati

La persona convocata dagli investigatori, sempre secondo le informazioni riportate dai quotidiani, è un anziano nella cerchia di relazioni molto vicine alla vittima, difeso dall’avvocato Lorenzo Valgimigli. Resta aperta in parallelo anche la seconda pista investigativa che riguarda un uomo più giovane residente sempre in zona, difeso dall’avvocato Giovanni Scudellari. I due indagati fanno riferimento a due possibili moventi diversi e quindi alternativi uno all’altro.

Omicidio Orlando: la ricostruzione dei fatti del 29 ottobre 2022

Il cadavere di Orlando venne trovato la mattina di domenica 30 ottobre dall’anziano padre che andò a cercarlo perché non era presente nell’appartamento adiacente. L’ultimo a vedere il 49enne in vita era stato un conoscente verso le 18 del giorno prima. I rilievi di polizia scientifica hanno determinato che l’operaio di origini cosentine, ma da tempo trapiantato in Romagna, fu ucciso tra le 18.30 e le 19 del 29 ottobre mentre era impegnato in una battuta di caccia nei campi circostanti la sua abitazione. L’assassino ha sparato due colpi: il primo alla schiena da una distanza compresa tra 1,5 e 3 metri, il secondo da circa 30 centimetri puntando la canna verso la nuca. Morte istantanea avvenuta nell’area del ritrovamento del cadavere. L’autore del delitto ha usato un fucile da caccia calibro 16, diverso da quello della vittima (calibro 12). Nessuna delle due armi è ancora stata ritrovata.

Omicidio Orlando: le indagini scientifiche

Le indagini condotte dai carabinieri hanno già svolto diversi accertamenti: numerosi sopralluoghi di polizia scientifica tra cui l’analisi di tracce biologiche, le scansioni tridimensionali sul luogo del delitto, le estrazioni e le profilazioni di dati genetici oltre a perizie balistiche e fonometriche. In particolare una specifica consulenza del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) su dna e sangue isolati dal materiale sequestrato, vestiti soprattutto, oltre alle tracce trovate sul luogo del delitto e sulla vittima. La relazione è stata depositata il mese scorso ed è stata l’argomento di un vertice in Procura tenuto a fine settembre.

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