Verso gli Oscar: il bellissimo “La favorita” e la fantastica commedia “Green Book”

Due film che saranno protagonisti della cerimonia (quello di Lanthimos è candidato a ben dieci premi) e che vale assolutamente la pena vedere

The Favourite

La Favorita

Febbraio è il mese degli Oscar (la cerimonia è in programma domenica 24). E sono usciti due bei film che ne saranno sicuramente protagonisti.

Avevo già scritto del film che è appena uscito in sala, vincitore del Leone d’Argento a Venezia (a questo link, dove si parla anche di Roma, altro grande protagonista agli Oscar), e ora fresco di 10 nomination: l’inglese The Favourite del greco Yorgos Lanthimos.

FAMILA – HOME MRT2 14 – 20 11 19

Di Lanthimos ricorderete i precedenti meravigliosi film, tutti di straniante fantapolitica distopica, tra cui The Lobster e Il Sacrifico del Cervo Sacro, con protagonista Colin Farrell. Il genere narrativo cambia completamente in The Favourite: film storico in costume. È l’inizio del 700 e in Gran Bretagna regna la Regina Anna Stuart (Olivia Colman). La sovrana è debole, fragile e poco adatta a governare. Il suo paese è in guerra con la Francia, conflitto costoso e non appoggiato da tutto il Parlamento. Anna si fa consigliare (e manovrare) dalla contessa Lady Sarah Curchill (Rachel Weisz), antenata del più noto e contemporaneo Winston Curchill, astuta moglie del comandante militare Conte Marlborough. Di fatto la Regina è soggiogata e controllata dalla contessa Sarah, con la quale esiste anche una segreta storia di sesso e amore. Ma a corte arriva la giovane Abigail Hill Masham (Emma Stone), cugina decaduta di Sarah, con una triste storia alle spalle fatta di stupri e rinunce. Abigail si insinua a poco a poco nel rapporto tra la Regina e la Contessa, nelle sue pieghe di amicizia e di erotismo, e tra gli intrighi e i complotti della politica nazionale, cercando di diventare la nuova Favorita della Regina Anna. La storia di tre donne di potere che rappresenta la storia delle Donne e del loro rapporto con il Potere Assoluto, dove le pulsioni del sesso e del corpo sono libere di sfogarsi sotto la cipria e gli abiti di lusso, con dialoghi eleganti ma esplicitamente sconci.
La raffinata regia fatta di lunghi carrelli a precedere, inquadrature pittoriche, e molte riprese in grandangolare, abbinata alla carnale visione del Corpo umano, alle musiche da camere barocche, e al tema della ascesa sociale di Abigail in un mondo rigidamente diviso per classi sociali, sono esplicitamente ispirati al miglior Peter Greenaway, quello de I misteri del giardino di Compton House, il Ventre dell’Architetto e Il cuoco, il ladro, la moglie e l’amante; così come al geniale Barry Lyndon di Stanley Kubrick. E l’ispirazione non è affatto una brutta copia. Film bellissimo, a gusto mio.

Green Book Golden Globes The Hot Corn PrevisioniL’altro film che vi consiglio è l’americano Green Book, altra storia vera interpretata dai due formidabili attori in coppia Viggo Mortensen e Mahershala Ali, per la regia di Peter Farrell, già autore, insieme al fratello Bobby, di capolavori della slapstick comedy americana come Scemo & più scemo e Tutti Pazzi per Mary. Siamo nella New York della 1962. L’italo-americano Tony Vallelonga (interpretato da Viggo Mortensen, incredibilmente credibile!) è buttafuori in un night-club. Il locale dove lavora deve però chiudere qualche mese, e si pone il problema di trovare un lavoro per mantenere la moglie e i due figli. Tony è un uomo semplice, per non dire volgare e ignorante; usa le mani e picchia quando necessario; e il suo massimo orizzonte sono montagne di fast food da ingurgitare compulsivamente davanti a una partita di baseball; ma ha un’etica, per la quale rifiuta certe “offerte” di lavoro non ortodosse da parte dei suoi connazionali. Finalmente un lavoro arriva, e ben pagato: essere autista e tuttofare, per due mesi, del famoso musicista Donald “Doc” Shirley nella sua tournèe lungo il Sud degli Stati Uniti. Cosa lo metterà in crisi? Il fatto che Doc Shirley è afroamericano, in un momento storico in cui i neri sono ancora vittime di pesanti discriminazioni e pregiudizi; ma ancora di più, che Doc è una persona di alta cultura, elegante nel parlare e nel vestire, che detesta ogni forma di volgarità e trivialità. I due inizialmente si detestano; ma progressivamente capiranno di dover affidarsi l’uno all’altro: Tony imparerà che la cultura, la gentilezza e la dignità non sono semplici orpelli, ma potenti strumenti per vivere meglio, e che esistono luoghi dove rimane sconvolto per il razzismo esplicito verso i neri; e Doc che esiste un mondo nel quale le maniere forti di Tony lo possono salvare, quel Tony che non conoscerà Chopin, ma sa a memoria tutte le canzoni di Lil’ Richards.
Una strana coppia alla A spasso con Daisy, ma a parti invertite, che senza tradire il sapore della commedia e del politicamente scorretto, sa raccontare la nascita di una amicizia vera tra due persone così agli antipodi, seguendo un percorso che sempre di più rivela la triste e attuale verità del razzismo in quegli anni. Una fantastica commedia, molto intelligente e molto attuale.

LA MUCCA VIOLA – BILLB MID1 11 – 25 11 19
DECO – PIADINA LORIANA LEAD HOME E CULT SPETTACOLI 01 01 – 31 12 19