lunedì
25 Maggio 2026
la vertenza

Crisi Electrolux: «Non si tratta di una ristrutturazione ma si va verso la chiusura degli stabilimenti italiani»

L'appello al Governo della Regione. Il sindaco di Forlì: «Da parte dell'azienda non una proposta ma una pena di morte»

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«Il piano presentato al Mimit da Electrolux conferma le peggiori aspettative: oltre 1.700 licenziamenti in tutta Italia, dismissione di linee produttive, taglio della ricerca e sviluppo. La Regione Emilia-Romagna intende ribadire il proprio giudizio, come abbiamo detto direttamente al Ministro e ai rappresentanti aziendali: questa non è una ristrutturazione, ma una porta aperta verso la chiusura degli stabilimenti italiani. Il Governo deve reagire con forza». Così l’assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia, dopo l’incontro di questo pomeriggio a Roma convocato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso sulla vertenza Electrolux.

Il summit alla luce dell’annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale presentato dalla multinazionale svedese di elettrodomestici che prevede di tagliare 1.700 posti di lavoro nelle sedi italiane, di cui oltre 300 a Forlì, sito produttivo specializzato in piani cottura e forni.

Attorno al Tavolo del Mimit i rappresentanti dell’Electrolux, delle Regioni sedi di stabilimenti (Emilia-Romagna, Marche, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia), delle istituzioni locali, delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti dei lavoratori. «L’appello all’etica del ministro Urso non basta – spiega l’assessore Paglia -. Non banalizziamo la disponibilità finale dell’azienda ad aprire una fase di discussione di tre settimane, è indispensabile rendere subito disponibili un pacchetto di soluzioni che la costringano a cambiare atteggiamento e ritirare il piano attuale. Costo dell’energia e delle materie prime, a partire dall’acciaio, sostegno agli investimenti in innovazione, riprendendo l’Accordo di Sviluppo da 50 milioni cancellato il 29 aprile, adozione di misure protettive dell’industria sul piano europeo- mette sul piatto l’assessore-, questa è l’agenda da costruire immediatamente, per cui ci sembra indispensabile l’intervento diretto della presidente del Consiglio».

C’era anche il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, a margine del tavolo di confronto convocato a Roma dal Ministro Urso. Seduto con fascia tricolore vicino agli altri Sindaci dei territori colpiti dai licenziamenti e all’onorevole di Fratelli d’Italia, Alice Buonguerrieri, Zattini ha ribadito con la propria presenza e in prima persona la volontà «di rigettare al mittente una proposta che non è degna di questo nome».

«Volevamo dare un segnale concreto di vicinanza – ha dichiarato Zattini – ai lavoratori e alle lavoratrici di Electrolux che dall’incontro di questo pomeriggio si aspettavano da parte dell’azienda un cambio di passo e un nuovo futuro per lo stabilimento di viale Bologna. Cambio di passo che non c’è stato e di questo siamo profondamente sconcertati. Così come è stata esposta, la proposta non è assolutamente una proposta, è una pena di morte. Dalla proprietà ci saremmo aspettati maggiore senso di responsabilità, maggiore sensibilità per le persone, che non sono ‘unità’ ma uomini e donne, madri e padri che hanno un nome e un cognome, soprattutto auspicavamo una strategia di rilancio della produzione che tenesse conto del numero e della qualità delle linee di produzione, dei posti di lavoro e dell’indotto generato da tutta la filiera. Tutto questo, purtroppo, non solo non c’è stato ma ci siamo trovati di fronte a un atteggiamento sprezzante da parte dei vertici di Electrolux che tutto hanno a cuore, fuorché la vita di migliaia di lavoratori».

Il prossimo incontro al Mimit è fissato il 15 giugno sempre alle ore 15.

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