Ha risposto al telefono e la voce dall’altra parte diceva di essere l’avvocato del figlio, coinvolto in un incidente e chiedeva al padre di recarsi al più presto a Ravenna: il 75enne però si è ricordato degli avvisi fatti dai carabinieri negli incontri pubblici antitruffa, è rimasto calmo, non ha abboccato, ha fatto alcune verifiche ed è rimasto in casa evitando di lasciarla sguarnita alla mercè di quello che con molta probabilità era un truffatore pronto a ripulire l’abitazione all’uscita dell’uomo. I carabinieri della stazione di Cervia stanno indagando sulla telefonata sospetta.
La telefonata del finto avvocato è una delle tecniche spiegate dai carabinieri durante gli incontri di prevenzione svolti nei centri per anziani, nelle parrocchie e per strada, durante i mercati comunali. I militari ricordano di diffidare sempre dalle richieste telefoniche e di tenere sempre a mente che, nelle conversazioni con gli apparati di rete fissa, se il truffatore chiamante non chiude la conversazione (mettendo giù la cornetta), la linea rimane aperta, senza possibilità, da parte della vittima, di effettuare subito una nuova chiamata. I truffatori sfruttano questo inconveniente per far credere alla vittima che stia parlando con il 112 o con il proprio familiare, quando invece si tratta sempre del medesimo truffatore, il quale approfitterà della situazione per fornire indicazioni ingannevoli. Pertanto, in caso di telefonata sospetta, attendere a compiere nuove chiamate o, meglio ancora, utilizzare, se disponibile, un altro apparato come il cellulare.



