«Servono otto corsie per la vasca da 25 metri della piscina comunale»

Tre società sportive accolgono con soddisfazione la scelta del Comune di Ravenna di rifare l’impianto di via Falconieri: «Demolire e ricostruire è la soluzione giusta: è più economica e evita il degrado della zona». Ma auspicano che il progetto futuro riveda le dimensioni degli spazi acqua

Piscina Comunale Ravenna Big Beta 2«La strada di demolizione e ricostruzione è l’unica perseguibile per la piscina comunale di Ravenna. E la vasca da 25 metri andrebbe ampliata a otto corsie». È la posizione espressa da tre società sportive che svolgono la loro attività nell’impianto di via Falconieri (Libertas Nuoto Ravenna, Endas Nuotatori Ravennati, Csi Nuoto Ravenna) in una lettera aperta inviata ai giornali dopo l’annuncio della volontà della giunta comunale di rifare la piscina. Già la Uisp si era espressa in modo simile.

«Le condizioni attuali della piscina – affermano le società senza fare particolari approfondimenti di natura tecnica o architettonica – non permettono una ristrutturazione se non con un esborso economico forse superiore al suo rifacimento». E costruirne una nuova altrove avrebbe altri rischi: «Abbandonare quello vecchio rischierebbe di dequalificare l’intera area che comunque ha una marcata connotazione sportiva e di provocare quindi più danni che benefici».

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Le tre realtà del nuovo apprezza il lavoro della giunta: «Finalmente dopo anni di immobilità bisogna dare atto all’assessore Roberto Fagnani di aver preso in mano la situazione coinvolgendo anche tutte le società sportive che scendono quotidianamente in vasca e di aver portato un progetto e un programma che sicuramente non soddisferà tutti ma che è un punto di partenza. Siamo consapevoli che la strada scelta dall’amministrazione comunale provocherà dei disagi per un periodo che si spera essere il più breve possibile, ma preferiamo comunque “soffrire” per un tempo prestabilito piuttosto che assistere a dei lavori di ristrutturazione che potrebbero anche rivelarsi più lunghi del preventivato o addirittura non essere risolutivi».

Nella lettera si chiede al Comune di «effettuare una attenta attività di programmazione e vigilanza sui lavori, essendo in ballo lo sport dei nostri ragazzi: di fondamentale importanza sarà il cronoprogramma dei vari interventi, che dovranno essere eseguiti in maniera efficace tale da portare meno disagi possibili e pensando in particolar modo ai giovani atleti che da anni si sacrificano in allenamenti quotidiani che, in caso di chiusura prolungata della vasca, sarebbero costretti ad abbandonare la propria disciplina sportiva».

Al momento, come noto, esiste il progetto presentato dal consorzio Arco: il Comune lo ha giudicato di pubblica utilità e preparerà un bando in project financing a cui potrà partecipare chiunque con un diritto di prelazione per il proponente. Arco immagina di lasciare invariate le due vasche da 25 e 50 metri: «Non siamo in grado di scendere sugli aspetti tecnici e sulla validità del progetto in quanto lo stesso non è ancora stato reso pubblico. Nel momento in cui verrà presentato il progetto potranno essere anche valutate secondo noi alcune modifiche progettuali come ad esempio l’adeguamento della vasca da 25 metri a otto corsie».

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