lunedì
18 Maggio 2026
Capitale del Mare

Un premio per valorizzare le donne della Blue Economy: «Sul territorio sono solo il 3%, ma la partecipazione è in crescita»

Prima edizione per DonnaMare, il riconoscimento nazionale voluto dall'Amministrazione dedicato ai percorsi professionali femminili in un settore in evoluzione

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Nella blue economy del territorio le donne rappresentano appena il 3%. Parlando di ruoli apicali, la percentuale scende quasi allo zero. Numeri comunque in crescita secondo Annagiulia Randi (Ontm – Osservatorio Nazionale Tutela del Mare), soprattutto per quanto riguarda i settori della pubblica amministrazione, ricerca e biologia marina, e gestione di attività di pesca. Più in generale, nell’ambito della gestione d’impresa, si arriva al 21,1% di aziende marittime a guida femminile, con l’eccezione di un’unica donna gruista nella squadra di Sapir.

È per valorizzare il loro lavoro e incentivare una presenza sempre più significativa in un ambito «un tempo considerato appannaggio della sola forza fisica, ma oggi non più legato a questo requisito» che nasce il premio DonneMare. Si tratta di un riconoscimento nazionale, lanciato dal Comune di Ravenna in collaborazione con la Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna, l’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare e il Comitato Imprenditoria Femminile, nell’ambito dei progetti di Ravenna Capitale del Mare.

«Il premio fa parte dei progetti inseriti nel dossier di candidatura – commenta il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni – nella speranza che diventi un testimoni da passare di anno in anno in tutte le città d’Italia scelte per rappresentare la Capitale del Mare. Abbiamo sempre sottolineato il fatto che il mare è di tutti, eppure, in questo settore le donne restano ancora sotto rappresentate. Il premio vuole essere un segnale d’impegno su scala nazionale».

Il riconoscimento DonneMare, presentato oggi (18 maggio, giornata internazionale delle donne nel settore marittimo) prevede un premio di 2mila euro per ognuna di tre categorie: imprenditoria e innovazione tecnologica, ambiente e ricerca, sociale e sport; premiando percorsi professionali di donne che hanno raggiunto importanti traguardi sia nel settore pubblico che in quello privato.
Il bando è aperto da oggi al 30 settembre: le candidature raccolte saranno poi valutate da una giuria di esperti, nominata dall’amministrazione comunale, che ne selezionerà una per ogni categoria, richiamante i filoni principali di un programma unitario e multidisciplinare articolato nelle macro aree “Ravenna 2026 cittadinanza blu e civiltà del Mare”; “A Ravenna 2026 per vivere e far vivere il mare”; “Da Ravenna 2026 un impulso alla crescita blu e dell’Italia”. La professionista dovrà segnalare in fase di candidatura la progettualità (propria o di terzi), sempre inerente al mondo marittimo, costiero e della blue economy, a cui devolvere il premio economico in caso di vincita.

«Il mare per Ravenna è da sempre non solo un confine naturale, ma una risorsa inesauribile di opportunità, una via per il commercio, una fonte di sostentamento e un palcoscenico per la cultura – ha sottolineato Mauro Giannattasio, segretario generale della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – Non si tratta solo di settori tradizionali come la cantieristica, la pesca o il turismo costiero, pur fondamentali per la nostra economia, ma sempre più spazio assumono le energie rinnovabili marine, la biotecnologia, la logistica portuale avanzata, la ricerca scientifica per la salvaguardia degli ecosistemi marini fino alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale. Una voglia di impresa che coinvolge, nell’ambito dell’economia del mare, anche il genere femminile. Vogliamo rappresentare un punto di riferimento sul territorio per tutte le donne impegnate nel mondo dell’impresa e del lavoro, valorizzando i tanti percorsi professionali di successo delle donne nell’ambito della blue economy».

In generale, stando ai dati del 2024 registrati dalla Camera di Commercio, Ravenna è la 15esima provincia in Italia per peso dell’occupazione nella Blue Economy, con un 9% di lavoratori del settore (circa 16.000 persone) a fronte del 3,5% dell’Emilia-Romagna e del 4,2% su cala nazionale. Sempre nel 2024, si è registrata una crescita generale del comparto con un +2,2% con un totale di 2.549 imprese. In crescita alloggio e ristorazione (+4%), attività sportive e ricreative (+3,1%), commercio e lavorazione nella filiera ittica (+6,1) cantieri (+0,8), ricerca, regolazione e tutela ambientale (+0,2). In calo pesca e acquacultura (-13,1% e -9.1%), estrazioni marine (-7,4) movimentazioni merci, passeggeri e industrie di estrazione (-2,4). I movimenti principali interessano i prodotti metallurgici (23,6%) e agroalimentari (20,8%), mentre chiudono la fila merci su trailer (6,99%) chimici (4,09%) e generici (1,2%).

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