Il “pavimento” in mosaico dell’artista ravennate Nicola Montalbini verrà posizionato all’angolo tra la centralissima via Cavour e via Barbiani, a pochi passi da Porta Adriana, dove era stato ammirato lo scorso autunno-inverno da ravennati e turisti nell’ambito della Biennale del Mosaico.
L’opera è stata donata dall’artista al Comune di Ravenna ed è arrivato l’ok ufficiale alla nuova sistemazione da parte della Soprintendenza, che invece aveva negato la possibilità di lasciarlo dov’era, sotto porta Adriana appunto, come aveva invece richiesto inizialmente l’Amministrazione a furor di popolo.
L’intervento di collocazione sarà realizzato nell’ambito del progetto Footprints, finanziato dal programma European Urban Initiative – Innovative Actions, che vede il Comune di Ravenna come capofila della realizzazione di un insieme di attività dedicate al turismo sostenibile. Il progetto architettonico è stato realizzato dallo studio Denara per conto del Comune e ha ricevuto appunto il parere favorevole della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Come detto, non prevede una semplice collocazione dell’opera, ma l’inserimento in una vera e propria zona pedonale, ampliata e riqualificata – sorta di quello che viene definito “salotto urbano” – con l’inserimento di nuove sedute, che ricordano elementi in mosaico, e di un nuovo impianto di illuminazione pubblica, appositamente progettati per essere in armonica e opportuna relazione con l’opera, in modo da valorizzarla ulteriormente. L’intervento supererà l’attuale disposizione trasversale delle panchine, che oggi interrompe visivamente il percorso: le nuove sedute saranno infatti posizionate parallelamente alla via, assecondando l’asse longitudinale verso la Domus dei Tappeti di Pietra e ottimizzando i flussi di collegamento tra i due nodi culturali.
L’intenzione del Comune è quella di realizzare l’intervento nella primavera del 2027, anche perché sarà necessario eseguire tutta una serie di trattamenti e di interventi edilizi finalizzati a garantire le migliori stabilità e conservazione dell’opera, che possono essere realizzati solo in determinate condizioni atmosferiche.






