mercoledì
22 Luglio 2026
Lido adriano

La musica (rap) e il teatro (collettivo): il Cisim è un laboratorio permanente che offre spazi agli adolescenti

Il centro in via Parini raccoglie ogni anno circa settecento persone. La coordinatrice: «La cultura è un elemento educativo»

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Con il 27 percento di residenti stranieri e un’età media di appena 36 anni, Lido Adriano è probabilmente il volto più giovane e multiculturale della provincia. In questo contesto, da anni il Cisim rappresenta molto più di uno spazio dedicato agli eventi: «Un centro culturale e aggregativo prevalentemente rivolto ai giovani», si legge dal sito del Comune di Ravenna.
A guidarlo è Federica Francesca Vicari, che racconta come il progetto sia riuscito a trasformarsi in un punto di riferimento per circa settecento persone ogni anno. «Il
Cisim nasce come centro culturale e come una casa del popolo nel senso più ampio del termine. Un luogo dove si produce cultura, non soltanto dove la si ospita».

Una filosofia che fin dall’inizio ha trovato nella musica il suo linguaggio privilegiato. I laboratori artistici, vero marchio di fabbrica del centro, coinvolgono ragazzi e ragazze dalla scuola media fino ai 30 anni, con percorsi guidati da artisti professionisti del territorio.

Ma il Cisim vive molte vite durante la giornata. Al mattino ospita i corsi di italiano per stranieri organizzati insieme a Liberazione e Informadonna, rivolti sia agli adulti sia ai ragazzi arrivati in Italia attraverso i ricongiungimenti familiari. Nel pomeriggio e alla sera lo spazio di viale Parini si trasforma in un’officina creativa fatta di musica, teatro, fotografia e incontri. Ogni trimestre cambiano i laboratori, ma resta immutata la scelta di puntare sull’arte come strumento di crescita personale e collettiva. «Noi non siamo educatori, siamo operatori culturali – spiega Vicari -. Crediamo che la cultura sia già di per sé un elemento educativo».

Il rap, anche grazie alla passione e il talento di Lanfranco Vicari (in arte Moder, fratello di Federica), resta però il cuore pulsante del progetto. Oltre al laboratorio annuale, da tre anni è aperta una sala prove condivisa dove i ragazzi possono scrivere testi, produrre basi, confrontarsi e preparare le proprie esibizioni. Un luogo di sperimentazione che ha già portato diversi giovani artisti a esibirsi dal vivo anche fuori dal Cisim.

Tra gli appuntamenti simbolo c’è l’Under Festival, in programma dal 22 al 24 luglio (al bagno Peter Pan di Marina di Ravenna), che da anni dà spazio sia agli artisti affermati sia agli emergenti. «Cerchiamo sempre di far aprire i concerti ai giovanissimi – dichiara orgogliosamente la coordinatrice del centro –. Alcuni hanno appena 17 o 18 anni e condividono il palco con artisti già conosciuti. Perchè il rap attrae così tanto gli adolescenti? La musica è condivisione, è stare insieme. E stare insieme è sempre bello».

Un altro dei progetti più significativi del Cisim è il Grande Teatro di Lido Adriano. Giunto alla quarta edizione, quest’anno ha coinvolto cittadini dai 4 agli 86 anni provenienti da sette laboratori differenti, dal teatro alla musica, fino ai costumi. Ne “Il Viaggio in Occidente” sono salite sul palco 135 persone. «La cosa più bella succede solitamente nell’ultimo mese di prove, quando tutti i gruppi iniziano a lavorare insieme. Gli adolescenti si prendono cura dei bambini, gli adulti degli adolescenti. Si crea una comunità vera, una comunità educante».
Il modello del Cisim non a caso trova terreno fertile proprio a Lido Adriano: «Qui convivono lingue, dialetti e storie diversissime. Durante i laboratori puoi sentire un ragazzo veneto arrivato qui per lavoro recitare insieme a una bambina di origini senegalesi che parla anche wolof. È una ricchezza straordinaria che andrebbe valorizzata molto di più».

Negli anni il Cisim ha costruito una rete stabile con scuole, associazioni, cooperative, servizi sociali, Casa della Salute e Consiglio territoriale dell’area del mare. Un lavoro quotidiano che, secondo Vicari, contribuisce anche alla qualità della vita del quartiere. «Lido Adriano non ha baby gang. Forse bisognerebbe chiedersi perché. Probabilmente perché da anni tante realtà fanno un lavoro sociale e culturale costante sul territorio».

Per l’estate, periodo in cui i frequentatori del paese raddoppiano, il centro ha deciso di ampliare ulteriormente i propri spazi, mantenendo il giardino aperto anche nelle ore serali con concerti, mostre, residenze artistiche e workshop. L’obiettivo è offrire ai giovani un luogo dove ritrovarsi in sicurezza. «L’anno scorso alcune ragazze ci hanno raccontato di non sentirsi tranquille durante le passeggiate serali. Abbiamo pensato che il Cisim dovesse diventare ancora di più un posto dove sapere di poter venire. Magari non conosci l’artista che suona, ma ti siedi, ascolti un concerto e passi la serata in un luogo accogliente».

I numeri raccontano la crescita del progetto: gli eventi richiamano complessivamente 5-6mila presenze ogni anno, anche grazie alle collaborazioni con realtà come Ravenna Jazz e Ravenna Festival. «In un mondo in cui si preferisce sempre di più assistere al grande evento rispetto al live vicino a casa, anche noi stiamo alzando sempre di più l’asticella degli ospiti – chiude Vicari –. Ma la soddisfazione più grande resta, ad esempio, vedere ragazzi che sono entrati qui a studiare rap quando avevano otto anni e oggi, a diciassette, si esibiscono su un palco vero. Significa che il Cisim, nel frattempo, è diventato anche un pezzo della loro storia».

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