Con la chiusura di luglio arriva una conferma che molti romagnoli avevano già percepito sulla propria pelle: il bimestre giugno-luglio 2026 è stato il più caldo mai registrato in Romagna da quando esistono le rilevazioni.
A evidenziarlo è Pierluigi Randi, meteorologo ravennate e presidente dell’Associazione Meteorologi Professionisti (Ampro), che ha pubblicato sui social un’analisi basata sulla serie storica iniziata nel 1934.
La temperatura media del bimestre nelle aree di pianura e costiere della Romagna ha raggiunto 26,2 gradi, il valore più elevato degli ultimi 93 anni, superando anche il celebre 2003, che si era fermato a 26,1 gradi. Secondo Randi, il dato corrisponde a un’anomalia di +2,6 gradi rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020, ma il confronto con le serie storiche precedenti è ancora più impressionante: +4,1 gradi rispetto al trentennio 1961-1990 e +4,3 gradi rispetto al 1931-1960.
«Anomalie superiori ai quattro gradi su un intero bimestre sono qualcosa di eccezionale», osserva il meteorologo, sottolineando come i dati smentiscano l’idea che «anche una volta le estati fossero così calde». Le estati del passato erano certamente calde, ma le temperature medie raggiunte oggi risultano nettamente superiori.
L’estate meteorologica, tuttavia, non è ancora conclusa. Il primato finale dipenderà anche dall’andamento di agosto. Se il mese dovesse mantenersi ai livelli di questi primi giorni, il 2026 potrebbe avvicinare il record dell’estate 2003, anche se Randi ritiene che, al momento, l’ipotesi sia possibile ma non la più probabile.
Intanto un altro dato emerge con chiarezza: i primi due terzi dell’estate meteorologica 2026 sono già i più caldi mai registrati in Romagna.
Piogge sopra la media, ma la siccità resta
Luglio 2026 è stato anche il quarto luglio più caldo dell’intera serie storica, con un’anomalia di +1,9 gradi rispetto al trentennio 1991-2020 (+3,3 rispetto al 1961-1990).
Eppure il mese ha portato precipitazioni superiori alla norma in diverse zone della Romagna, soprattutto nel Ravennate nord-occidentale, dove località come Conselice hanno superato i 100 millimetri di pioggia.
Perché allora continua a parlarsi di siccità? Randi indica due motivi principali: le precipitazioni sono cadute spesso sotto forma di rovesci molto intensi, favorendo il deflusso superficiale anziché l’infiltrazione nel terreno, e le temperature eccezionalmente elevate hanno aumentato fortemente l’evapotraspirazione, facendo perdere rapidamente l’acqua disponibile. Il risultato è che il bilancio idroclimatico resta negativo nonostante le piogge.
Il grafico elaborato da Pierluigi Randi mostra chiaramente l’andamento della temperatura media di giugno e luglio in Romagna dal 1934 a oggi: la linea di tendenza evidenzia un’accelerazione del riscaldamento soprattutto dagli anni Novanta, con il 2026 che stabilisce il nuovo record storico.



