martedì
27 Ottobre 2026
la protesta

I residenti di Porto Corsini tornano in piazza contro la chiusura di via Baiona: fischi e cartelloni in municipio

Una trentina di residenti manifesta per la terza volta in poche settimane: «Asfalto al collasso, crociere e isolamento: i Lidi Nord sono allo stremo»

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Fischi sotto al municipio contro la chiusura di via Baiona: nel pomeriggio di oggi, 27 ottobre, una trentina di residenti di Porto Corsini è tornata in piazza per la terza volta in poche settimane, con l’obiettivo di intercettare i consiglieri comunali in arrivo per la seduta del consiglio odierna. Da Palazzo Merlato però non è arrivata risposta e, dopo qualche decina di minuti, la porta-finestra affacciata su piazza del Popolo è stata chiusa, mentre dalla piazza continuavano a levarsi schiamazzi e proteste.

Tra fischietti da arbitro, cori, cartelloni con slogan e immagini di ponti fantasy in costruzione sorvegliati dall’occhio di Sauron i cittadini ribadiscono le richieste delle ultime manifestazioni: continuare a tenere aperto il traffico sulla via e avere tempi certi per le tempistiche di intervento. La strada avrebbe dovuto chiudere dal 3 novembre per i successivi quattro mesi, così da consentire la realizzazione di due ponti ciclopedonali nell’ambito della Ciclovia Adriatica. A causa della mancata disponibilità della macchina battipali necessaria all’intervento, ancora impegnata in un cantiere in Sicilia, la chiusura è stata però rimandata a data ancora da destinarsi.

«Un ritardo che non ci infastidisce, ma che denota grande carenza organizzativa da parte del Comune. Cercano di comprarci con la promessa del traghetto gratuito, ma non è la soluzione che vogliamo – spiega Rosella Barboni, promotrice della prima petizione contro la chiusura stradale – il progetto originale prevedeva un passaggio su pontone, che non avrebbe mai interrotto completamente la circolazione. Oggi dicono che non è più possibile, ma non capiamo se sia un’impossibilità strutturale reale o una questione economica».

A preoccupare i residenti è soprattutto la tematica del caro carburante: la chiusura dei ponti sulla Baiona comporterebbe infatti lunghe deviazioni e tratti di strada aggiuntivi per residenti e lavoratori. La viabilità alternativa prevederebbe appunto l’utilizzo del traghetto (con problematiche relative alla disponibilità di posti auto imbarcabili e al numero di corse) o la deviazione verso Marina Romea, le Valli e il ricongiungimento con il centro di Ravenna. «Siamo completamente tagliati fuori – continuano i cittadini – Porto Corsini è strozzato: asfalto al collasso, chiusure, traffico, crociere e ora l’isolamento: i Lidi Nord sono allo stremo».

A fermarsi per scambiare qualche parola di supporto ai manifestanti, il consigliere di opposizione Alvaro Ancisi, che definisce le informazioni rilasciate dalla giunta Barattoni negli incontri con la cittadinanza «contraddittorie e reticenti». Il capogruppo di Lista per Ravenna sottolinea come l’ipotesi della viabilità alternativa su pontoni sia stata scartata per via delle grosse dimensioni della gru battipali, impossibile da spostare in breve tempo, ma sia poi stata garantita la rimozione della stessa nel caso di interruzioni ai lavori superiori ai due giorni. Infine, il decano richiede trasparenza sul nome della ditta incaricata dei lavori con la battipali e certezza sulle giornate lavorative previste in cantiere.

La protesta, autorizzata dalla questura, è terminata con una sfilata nella sala antistante a quella del consiglio comunale, dove i manifestanti hanno deposto sul tavolo i cartelli e le immagini mostrate in piazza. «Continuiamo a manifestare per dare fastidio, per non rischiare che tutto ciò passi in “cavalleria” – concludono i residenti. Tra loro, c’è chi ricorda che il primo volantino di protesta approvato dal Comune fu proprio opera di Portocorsinesi -: Non ci daremo per vinti, e torneremo in piazza ancora».

 

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