sabato
07 Novembre 2026
IL LIBRO

Stefano Vicari a Ravenna: «Le tecnologie digitali accentuano il disagio giovanile»

Il noto neuropsichiatra ha presentato il suo ultimo volume sull'adolescenza al liceo artistico

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«Un adolescente su cinque soffre di un disturbo mentale che incide sulla sua vita quotidiana. Riconoscere subito i segnali del disagio psicologico, prevenire l’insorgenza di patologie più gravi e offrire ai giovani strumenti adeguati per affrontare le proprie difficoltà sono sfide sempre più urgenti per le famiglie, la scuola e le istituzioni». È l’appello lanciato dal noto neuropsichiatra infantile Stefano Vicari, che giovedì ha presentato il suo ultimo libro “Adolescenti interrotti. Intercettare il disagio prima che sia troppo tardi” al Liceo Artistico di Ravenna.

Vicari, professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore dell’Unità operativa di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù, ne ha parlato con la psicoterapeuta Elena Alessandrini e col dirigente scolastico Gianluca Dradi.

«Al centro dell’incontro è stata posta l’importanza di intercettare precocemente i segnali del disagio psicologico, che può manifestarsi attraverso sintomi differenti, dall’ansia alla depressione, fino alle difficoltà scolastiche e relazionali», riferisce l’associazione Auxilia Onlus, che ha organizzato l’incontro. Secondo i dati presentati da Vicari «circa il 20% degli adolescenti soffre di un vero e proprio disturbo mentale, con conseguenze significative sul benessere individuale e sulla qualità della vita. Un dato che non deve portare a generalizzare il malessere a un’intera generazione, ma che evidenzia la necessità di prestare maggiore attenzione ai giovani che manifestano segnali di sofferenza».

Un ruolo preponderante è rappresentato dalle tecnologie digitali: Vicari ha sottolineato che «negli ultimi anni l’uso intensivo degli smartphone e l’abuso dei social network hanno contribuito ad accentuare il disagio psicologico giovanile, rappresentando importanti fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi psichiatrici. La tecnologia, pur offrendo nuove opportunità di comunicazione e conoscenza, può contribuire a ridurre gli spazi di relazione autentica e ad alimentare condizioni di isolamento e solitudine».

 

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