Il Comune di Ravenna scivola su un apostrofo nella campagna comunicativa che preannuncia l’edizione 2018 del Festival delle Culture, la tre giorni promossa dall’assessorato all’Immigrazione in programma a giugno con iniziative di vario genere a sostegno dell’integrazione fra i popoli. “Qual’è il mio Paese?”, si chiedono i giovani ritratti su manifesti e volantini affissi e in distribuzione in città. Tutto è incentrato sul tema dello ius soli con i volti di giovani bambini e adolescenti nati a Ravenna da genitori stranieri che si domandano quale debba essere considerato il loro Paese, ma appunto la domanda che pongono è trascritta con la dicitura “qual’è” con l’apostrofo e non “qual è” come invece sarebbe corretto.
La gaffe sta circolando anche sui social: tra chi ha condiviso le immagini c’è anche la consigliera comunale Samantha Tardi del movimento Cambierà che scende nel dettaglio grammaticale: «La grafia qual’è, anche se molto diffusa, è scorretta, perché non si tratta di un caso di elisione, ma di troncamento, dal momento che qual esiste come forma autonoma. Le basi grammaticali, almeno quelle, sarebbero gradite».



