È scoppiata una polemica politica a Ravenna dopo alcune frasi rivolte dalla consigliera comunale di Fratelli d’Italia Anna Greco alla deputata del Partito Democratico Ouidad Bakkali.
Nel corso di una discussione sui social, Greco ha definito la parlamentare ravennate «una marocchina con le pezze al culo», espressione che ha immediatamente suscitato reazioni e condanne nel mondo politico cittadino. Durissima la presa di posizione del Partito Democratico di Ravenna. In una nota firmata dal capogruppo in consiglio comunale Luca Cortesi e dal segretario comunale Lorenzo Margotti, il Pd definisce le parole della consigliera «gravi, offensive e incompatibili con il ruolo che una rappresentante delle istituzioni è chiamata a svolgere».
Secondo i democratici, espressioni come quella utilizzata da Greco non rappresentano una critica politica ma «parole indecenti, intrise di disprezzo e pregiudizio». Nel comunicato viene inoltre espressa piena solidarietà a Bakkali, ricordando come la deputata sia stata nelle scorse settimane bersaglio di numerosi insulti e minacce sui social network per le sue posizioni politiche.
«Ancora più preoccupante – scrivono Cortesi e Margotti – è che espressioni di questo tenore provengano da chi siede nelle istituzioni. Quando un rappresentante eletto adotta il linguaggio degli odiatori da tastiera e alimenta gli stessi meccanismi di insulto che avvelenano i social network, significa che ha smarrito completamente il senso del proprio ruolo pubblico». Per questo il Partito Democratico chiede che Anna Greco presenti pubbliche scuse e rassegni le dimissioni dal Consiglio comunale. «Le sue parole vergognose hanno oltrepassato ogni limite e risultano incompatibili con il suo ruolo», affermano i due dirigenti dem.
Il Pd chiede inoltre al gruppo consiliare di Fratelli d’Italia e al partito ravennate di prendere «immediatamente e pubblicamente le distanze» dall’accaduto. «Il silenzio – conclude la nota – equivarrebbe a una sostanziale accettazione di frasi che offendono non solo una parlamentare della Repubblica, ma i principi di rispetto, uguaglianza e convivenza civile su cui si fonda la nostra democrazia».
Ouidad Bakkali



