sabato
20 Giugno 2026
la polemica

Il sindaco attacca Greco (FdI): «Mai prima d’ora un livello così becero». La consigliera si scusa con Bakkali

Dopo la frase rivolta alla deputata del Pd, interviene anche il primo cittadino. Intanto l'esponente di Fratelli d'Italia ammette l'errore

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Si allarga il fronte delle reazioni politiche dopo le parole rivolte dalla consigliera comunale di Fratelli d’Italia Anna Greco alla deputata ravennate Ouidad Bakkali. Dopo la dura presa di posizione del Partito Democratico, sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Ravenna con un lungo messaggio pubblicato sui social.

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Il primo cittadino ha richiamato la storia della città, definendola «una storia di migrazioni», ricordando le diverse comunità che nel corso dei secoli e dei decenni hanno contribuito alla crescita di Ravenna: dai tempi di Sant’Apollinare, originario della Siria, fino alle migrazioni interne del secondo dopoguerra e a quelle più recenti provenienti dai Balcani, dall’Africa e da altri Paesi del mondo. «Ravenna è diventata, con il contributo di tutti, una città sempre più conosciuta e apprezzata – scrive il sindaco –. Lo ha fatto dando un’occasione a tutti e costruendo relazioni e fiducia fra persone diverse». Poi l’affondo finale: «Mai però prima d’ora si era arrivati a questo livello così becero. Di chi non conosce la storia di Ravenna e forse nemmeno la propria».

Nel frattempo la stessa Greco ha pubblicato un messaggio di scuse, spiegando di avere contattato telefonicamente la parlamentare per scusarsi personalmente. «Sono sinceramente dispiaciuta – scrive la consigliera –. Le parole usate non rispecchiano i valori di rispetto che dovrebbero sempre caratterizzare il confronto politico, anche quando le opinioni sono molto diverse».

Greco definisce il proprio commento «un errore» e afferma di assumersene «piena responsabilità». «Credo che il confronto possa e debba essere anche aspro e appassionato, ma non dovrebbe mai degenerare», aggiunge, rinnovando le proprie scuse a Bakkali e «a chiunque si sia sentito offeso».

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