martedì
28 Luglio 2026
polizia

Sgominata rete di spaccio gestita anche sui social: 13 arresti e 72 chili di droga sequestrati in poco più di un anno

Venti gli indagati complessivamente, coinvolti giovani e incensurati

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È partita da una pagina attiva sulla piattaforma di messaggistica Potato Chat, dove venivano pubblicati listini prezzi, fotografie delle sostanze e istruzioni per effettuare gli ordini, una delle più importanti indagini antidroga condotte negli ultimi anni dalla Squadra Mobile di Ravenna. Un’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha permesso di ricostruire una ramificata organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti, con un sistema di vendita che sfruttava social network e applicazioni di messaggistica criptata.

Il bilancio dell’operazione, denominata “Zenigata”, è pesante: 13 persone arrestate in flagranza di reato nel corso delle indagini, circa 72 chilogrammi di sostanze stupefacenti sequestrati – tra hashish, marijuana, cocaina, codeina liquida e sigarette elettroniche contenenti derivati della cannabis – oltre a 38 mila euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Venti gli indagati complessivamente, mentre nella mattinata di oggi (28 luglio) sono state eseguite due misure di arresti domiciliari e un obbligo di dimora emessi dal Gip del Tribunale di Ravenna.

Le indagini sono iniziate nel marzo del 2025, quando gli investigatori avevano individuato un canale di vendita della droga che operava online attraverso Instagram, Telegram, Signal e soprattutto Potato Chat, dove una pagina denominata “La selezione di Lupin” pubblicizzava le diverse tipologie di stupefacenti disponibili come se si trattasse di un normale catalogo commerciale. Identificato il presunto gestore dell’e-commerce della droga, gli investigatori hanno iniziato a ricostruire l’intera filiera criminale. I primi riscontri sono arrivati già nell’aprile del 2025 con l’arresto di due giovani italiani incensurati trovati in possesso di mezzo chilo di hashish e marijuana e di oltre 2.000 euro in contanti. Da quel momento l’inchiesta è proseguita attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e attività tecniche che hanno consentito di individuare corrieri, magazzinieri e acquirenti. Nel corso dei mesi sono stati effettuati numerosi sequestri e arresti: nove chilogrammi di droga recuperati in un deposito nel Ravennate, altri cinque chilogrammi di hashish sequestrati dopo una cessione documentata dalle telecamere, undici chilogrammi recuperati a Livorno durante una consegna e oltre ventuno chilogrammi rinvenuti nel territorio lughese insieme a 19 mila euro in contanti (qui una delle operazioni a Cotignola). L’organizzazione riforniva non solo il Ravennate, ma anche clienti di altre province, con interventi eseguiti anche tra Goro, Forlì, Livorno, Imola e Cesena. L’ultima fase investigativa, nell’aprile scorso, ha portato all’esecuzione di dieci perquisizioni in diverse località della provincia di Ravenna e nelle città di Imola e Cesena, con il sequestro di ulteriori ingenti quantitativi di droga e nuovi arresti.

Un elemento che ha colpito gli investigatori riguarda il profilo degli indagati: si tratta di persone molto giovani e, nella quasi totalità dei casi, incensurate. Dall’inchiesta sono inoltre emersi elementi che lasciano ipotizzare possibili collegamenti con l’estero per l’approvvigionamento di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

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