Un sofisticato sistema per eludere i controlli satellitari e pescare in aree vietate. È quanto avrebbe scoperto la Guardia Costiera di Ravenna al termine di un’indagine durata sei mesi e coordinata dalla Procura della Repubblica di Ravenna, che ha portato al sequestro preventivo di quattro pescherecci ormeggiati a Porto Garibaldi.
Secondo gli investigatori, gli armatori avrebbero installato a bordo dispositivi elettronici in grado di alterare i dati trasmessi ai sistemi di monitoraggio satellitare, una tecnica nota come spoofing. In questo modo le imbarcazioni risultavano impegnate in zone di pesca consentite, mentre in realtà operavano all’interno di aree interdette, aggirando così i controlli degli organi di vigilanza.
L’attività investigativa è stata condotta con tecniche informatiche di polizia giudiziaria, servizi di osservazione in mare, pedinamenti e sistemi di tracciamento Gps indipendenti, che hanno permesso di confrontare i reali spostamenti delle unità con quelli registrati ufficialmente.
Oltre alla pesca nelle aree vietate, l’inchiesta ipotizza una sistematica falsificazione della documentazione relativa alle catture. Registri elettronici, documenti di sbarco e altri atti obbligatori avrebbero riportato dati alterati su luoghi, quantità e tempi di pesca, così da conferire un’apparenza di regolarità all’intera filiera commerciale.
Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato che il sistema era tutt’altro che occasionale. Fino al mese di maggio, secondo la ricostruzione degli investigatori, le quattro imbarcazioni avrebbero immesso sul mercato oltre 850 tonnellate di prodotto ittico, per un valore stimato di circa 2 milioni di euro.
La Guardia Costiera sottolinea anche un ulteriore aspetto: la falsificazione della posizione delle imbarcazioni avrebbe creato potenziali rischi per la sicurezza della navigazione nell’Adriatico settentrionale, un’area caratterizzata da intenso traffico marittimo, poiché anche le altre navi ricevevano informazioni errate sulla loro reale posizione.
Oltre ai quattro pescherecci, sono stati sequestrati gli apparati elettronici ritenuti utilizzati per la manipolazione dei dati, documentazione di bordo e altro materiale informatico considerato utile alle indagini.



