mercoledì
23 Settembre 2026
il report

Il potere d’acquisto diminuisce e cresce l’azzardo: Sant’Agata è il comune in cui si scommette di più

I cittadini della provincia hanno perso 25 milioni in un anno. Quattro comuni superano la media nazionale di 3000 euro "giocati" per abitante

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Il benessere economico delle famiglie diminuisce e il gioco d’azzardo aumenta: questo è quanto emerge dalla lettura della terza edizione di Pane&Azzardo, l’indagine curata da Federconsumatori, Auser e Cgil regionali. «Seppur negli ultimi sei anni siano aumentate le difficoltà a raccogliere i dati sul gioco d’azzardo, la fotografia che emerge non solo a livello nazionale, ma anche regionale e provinciale è un’esplosione di cittadini che lo praticano – commentano da Federconsumatori Ravenna».

Tra il 2019 e il 2024 il gioco online è cresciuto del 153%, in particolare nelle regioni ad alta concentrazione di malavita organizzata, ma anche nel territorio ravennate si registra un aumento continuo che va di pari passo con il calo del potere di acquisto, sceso del 10% in 5 anni.

Nella provincia di Ravenna cala lievemente il gioco fisico, ma l’online cresce del 13,5% (+50 milioni giocati su smartphone e Pc), per 2.694 euro complessivamente pro capite. Nell’online il record spetta ad Alfonsine, settima in Regione con 3.063 euro pro capite (per il secondo anno di fila raddoppia); segue Massa Lombarda con 2.651. Nessun altro comune supera la media nazionale, ma Lugo, Cotignola, Solarolo e Massa Lombarda registrano crescite superiori al 50%.

Sommando online e fisico, diventano 4 i comuni ravennati che superano i 3.000 euro complessivi: Sant’Agata, Alfonsine, Lugo e Cervia. È il piccolo comune di Sant’Agata sul Santerno a registrare i numeri peggiori della provincia, oltre 4.000 euro, con un forte peso dei giochi fisici. Ravenna, invece, ha superato i 360 milioni nell’azzardo complessivo (+3%); con 1.705 euro pro capite nell’online, posizionandosi a metà classifica.

In provincia non mancano i luoghi in cui “tentare la fortuna”: con un’agenzia scommesse, 231 bar o assimilabili, 17 esercizi dedicati, 61 rivendite/ricevitorie tabacchi-lotto, 12 negozi da gioco o bingo, 14 sale giochi e 14 circoli privati, la Ravenna conta su una rete di 350 luoghi adibiti alle scommesse. Nel 2024 sono stati giocati 455.888.753 euro, e ne sono stati vinti 430.705.646, segnando un impoverimento diffuso di 25.183.107 euro (11.289.353 solo nel capoluogo). Rispetto al 2023 si sono giocati 54.307.729,16 euro in più (circa il 13%). Nelle giocate online, la media investita per cittadino (18-74 anni) passa da 1.454,18 (nel 2023) a 1.646,84 euro (nel 2024).

«La fotografia è destinata a peggiorare, sia per l’assenza di politiche governative sull’impoverimento delle famiglie, sia per la mancanza di normative di contrasto alle scommesse – concludono da Federconsumatori Ravenna -, Il gioco può trasformarsi in una malattia: la ludopatia porta a perdere il controllo fino alla rovina, trascinando con sé i familiari. La Regione ha norme restrittive sull’apertura vicino a luoghi sensibili e piani di prevenzione, ma il fenomeno è comunque in aumento. Come associazione, insieme a Spi, Cgil e Auser di Ravenna, cercheremo la collaborazione dei servizi sanitari e delle istituzioni, promuoveremo momenti d’incontro con i cittadini per raccontare i pericoli e la solitudine della ludopatia. L’unica vincita certa è non scommettere e non giocare».

Allargando lo sguardo all’Emilia-Romagna, i giochi fisici più diffusi sono le slot (58%), gratta e vinci (20%) e lotto/superenalotto (10%), mentre le scommesse sportive si fermano al 5% (16% online); i giochi da casinò e il poker sfiorano il 20%. Nel 2024 il gioco online ha superato per volumi il gioco fisico, sorpasso favorito anche dal riciclaggio di denaro. In regione l’azzardo ha raggiunto i 10,2 miliardi, con una perdita di 1,57 mld per gli emiliano romagnoli. La media annua regionale giocata dai maggiorenni (18-74 anni) nel 2024 è di 2.680 euro. Se quelle perdite si trasformassero in risorse collettive, in Regione potrebbero essere costruiti ogni anno 12 ospedali da 500 posti letto.

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