In questa edizione il Ravenna Festival presenta un progetto articolato e affascinante che comprende la “summa compositiva” del grande compositore ungherese Béla Bartók, ovvero l’integrale dei sei quartetti per archi, che saranno proposti quasi in forma di maratona musicale il 7 e l’8 luglio nel Chiostro della Biblioteca Classense. Protagonisti due giovani, ma davvero ben temperati, ensemble della stessa terra del compositore: il Quartetto Accord (tra i molti riconoscimenti il Premio Bartók nel 2005) e il Quartetto Kelemen (vincitore del Premio Borciani nel 2014).
Martedì 7 luglio il primo appuntamento con due concerti: alle 18.30 l’Accord presenta il n. 1 e il n. 3, mentre alle 21.30 il Kelemen eseguirà il n. 2 e il n. 4. Mercoledì 8 luglio, alle 21.30, i quartetti completeranno insieme l’esecuzione dei quartetti di Bartók, n. 5 e n. 6, per poi affrontare congiuntamente l’irrequieto e trascinante Ottetto di Mendelssohn. L’omaggio a Béla Bartók, a 70 anni dalla morte, avrà un epilogo nel concerto in cartellone il 9 luglio, sempre alla Classense, quando la Budapest String Orchestra eseguirà un programma tutto ungherese, con cinque composizioni, due delle quali sono i capolavori “Divertimento per archi” e “Danze popolari rumene” del genio ungherese.
Nato nel 1881, contemporaneo di Igor Stravinskij, Béla Bartók è uno fra i grandissimi artisti del Ventesimo secolo. È il primo ad applicare alla ricerca etnomusicologica i metodi scientifici di registrazione sonora sul campo, e questa sua attenzione è alla base del lavoro compositivo, con il quale vuole creare una musica profondamente ungherese, ma aperta alle avanguardie occidentali, a Strauss, a Debussy, a Stravinskij e alla Scuola di Vienna, insomma, all’Europa. Nel 1905, quando in Ungheria è già noto come il “Čajkovskij di Budapest”, conosce l’amico di una vita, il compositore Zoltàn Kodály, con cui condivide la passione per il canto folclorico. Bártok inizia così a collezionare canti popolari ungheresi estendendo successivamente le proprie ricerche scientifiche all’area della Transilvania e al canto popolare romeno. Visita il Bihor, il Maramureş, alcune fra le regioni più ricche in Europa per lo studio del folclore. Da queste ricerche non nascono solo dei poderosi volumi di etnomusicologia ma anche un nuovo stile musicale: Bartók adopera gli strumenti tradizionali in modo originale, spesso adottando sonorità percussive e ritmi tipici del folclore.
Un riferimento culturale che si incrocia anche nel primo dei sei quartetti per archi, composto nel 1907/1908: nonostante lo stile possa essere definito tardo-romantico e addirittura wagneriano, vi sono riconoscibili citazioni di melodie popolaresche dal repertorio ungherese-zigano e l’uso di moduli melodici pentatonici discendenti, forse dovuti a influssi francesi. Il materiale impiegato è anche in parte legato alla biografia di Bartók, in particolare il leitmotiv di Stefi, dal nome di Stefi Geyer, una giovane violinista di cui il compositore era innamorato, ma da lei non corrisposto.
Il terzo e il quarto quartetto vedono la luce quasi vent’anni dopo, tra il 1927 e il 1928; appartengono agli anni successivi alla ridefinizione di confini dell’Ungheria, un evento che rende impossibili al compositore i viaggi di ricerca sulla musica popolare in territori non più ungheresi. Bartók si dedica allo studio del materiale raccolto, che influsce anche nella sua scrittura musicale: è un periodo di elaborazione del linguaggio, attraverso molteplici stimoli.
Il quinto e il sesto quartetto sono composti tra il 1934 e il 1939, poco prima del doloroso trasferimento negli Stati Uniti, del 1940, a causa del dilagare dei regimi fascista e nazista. Sono gli anni degli studi sul ritmo bulgaro, che trovano riscontro nello Scherzo “alla bulgarese” del Quinto quartetto. Quest’ultimo è composto in un mese (6 agosto – 6 settembre 1934) per la mecenate americana Elizabeth Sprague Coolidge, committente anche di opere di Schoenberg, Prokof’ev, Webern, Malipiero.
Il Quartetto Accord nasce nel 2001 per iniziativa di quattro studenti dell’Accademia musicale “Ferenc Liszt” di Budapest: Péter Mezo, violino, Csongor Veér, violino, Péter Kondor, viola, e Mátyás Ölveti, violoncello.
Il Quartetto Kelemen è stato fondato a Budapest nel 2009 ed è formato da Barnabás Kelemen, violino, Katalin Kokas, violino e viola, Gabor Homoki, violino e viola, e Laszlo Fenyö, violoncello.



