giovedì
18 Giugno 2026
ravenna festival

Il coro da camera Vikra in residenza all’auditorium di San Romualdo: prove aperte e due concerti in programma

L'ensemble italo-sloveno accompagnerà anche la messa di domenica 21 nella Basilica cittadina

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«Ogni terra di confine è un incrocio di voci e di culture», è questo il principio che nel 2014 ha dato vita in Slovenia al coro Vikra, fondato e diretto da Petra Grassi. Il coro nasce con una vocazione rivolta soprattutto al canto sloveno, ma negli anni ha ampliato il suo repertorio anche verso la musica rinascimentale, romantica e contemporanea, aprendo pure alle collaborazioni con compositori viventi.

Questo percorso eclettico e multiforme si riflette quest’anno anche nel programma del Ravenna Festival, che vedrà il coro protagonista di due concerti in città. L’appuntamento è venerdì 19, alle 19, all’Auditorium e sabato 20, alle 21.30, nella Basilica di San Francesco (i biglietti, a posto unico, sono in vendita a 15 euro, mentre il carnet per entrambe le date costa 22 euro). Domenica 21 alle 10.30 il coro accompagnerà invece il nuovo appuntamenti di In templo Domini, la liturgia domenicale nella Basilica Metropolitana.

Da venerdì 19 a domenica 21 giugno, inoltre, gli artisti del coro Vikra saranno in residenza al Ravenna Festival, ospitati dall’auditorium di San Romualdo (dalle 15 alle 18, ingresso libero), per raccontare attraverso il canto il legame fra Italia e Slovenia, terre dove storicamente convergono il mondo latino, quello slavo e quello germanico.

Per quanto riguarda i due recital in programma, la parola chiave sarà “essenziale”: un invito alla riscoperta della semplicità come valore artistico e umano nel solco della spiritualità dell’anno francescano. Il coro proporrà anche la prima esecuzione de La ballata delle donne, un brano scritto da Michele Tadini, docente di Composizione al Conservatorio di Lione, su un testo del poeta Edoardo Sanguineti. I concerti viaggeranno dal Seicento di Claudio Monteverdi, padre dell’opera e del teatro musicale, fino alle tessiture più attuali di Arvo Pärt, Georgij Vasil’evič Sviridov e Giovanni Bonato, abbattendo il confine dei secoli, dei generi e delle differenze.

«Il coro è uno strumento peculiare, destinato a compositori curiosi, esigenti, che non si accontentano. Offre infinite possibilità di sfumature timbriche, articolazioni e colori sonori, anche se in Italia la composizione corale rimane ancora di nicchia. Anche per questo ci impegnamo nella promozione di nuovi compositori e brani inediti»  sottolinea la direttrice Petra Grassi, diplomata in pianoforte e didattica della musica presso il Conservatorio Tartini di Trieste, si è perfezionata in direzione e composizione all’Accademia di musica di Lubiana, è considerata oggi fra le direttrici di coro europee più innovative della sua generazione.

Il coro Vikra porta già nel nome elementi fondamentali delle sue radici. ‘Vi’ deriva dalla valle del Vipacco (in sloveno Vipavska Dolina) che si estende da Gorizia fino al passo di Prevallo in Slovenia, mentre ‘Kra’ ricorda il Carso (in sloveno Kras), lo storico altopiano che abbraccia le terre del confine tra Italia, Slovenia e Croazia. Nato nel 2014 come gruppo vocale della gloriosa e storica Glasbena matica (alla lettera “Patria della musica”) di Trieste, riunisce alcuni dei migliori giovani cantori d’Italia e Slovenia, come un insieme di voci, di cuori e di pensieri. Trieste è città cosmopolita di incontro fra culture e mondi e, come Ravenna, si affaccia al mare, aperta agli scambi e al dialogo: ma nella sua storia ha conosciuto anche profonde ferite e lacerazioni, come quelle vissute dolorosamente dalla minoranza slovena.

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