lunedì
20 Aprile 2026
teatro di figura

Marionette e burattini in città per la 51esima edizione di Arrivano dal Mare!

Torna la rassegna diffusa curata da Teatro del Drago: tra le novità di quest'anno, la collaborazione con Ater fondazione e il focus sulla Lituania

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È tutto pronto per lo “sbarco dei burattini” in Darsena: torna dal 20 al 24 maggio la 51esima edizione di Arrivano dal Mare!, festival del teatro di figura che quest’anno si prepara a offrire circa 50 eventi tra Ravenna e Gambettola, sempre in dialogo con il contesto che li ospita. Nella programmazione sarà centrale infatti il ruolo di Ravenna come Capitale Italiana del Mare, con eventi intrecciati a manifestazioni come “De Portibus” – Il festival dei porti che collegano il mondo e un programma culturale dedicato alla Lituania.

Il tema che guiderà l’edizione è quello del nomadismo, inteso come viaggio, incontro e trasformazione. In programma, spettacoli di burattini e marionette, ibridazioni con musica e danza contemporanea (come nel caso di The False orchestra; Critters, Voodoo; Ai Ai Ai Pinocchio). e sperimentazioni con l’intelligenza artificiale. Al cartellone degli spettacoli e al focus sulla Lituania si aggiungono poi due mostre, incontri letterari e workshop, In programma anche i progetti collaterali Cantiere, Senza fili, 3 Unima Ecosostenibilità Costruttori/Costruttrici di Italia, Spagna e Francia; Parole in figura, il percorso di alta formazione Animateria, E Bal – Palcoscenici per la danza contemporanea. Le diverse performance spaziano tra riflessioni sull’identità (Alice’s dream); il mito e la natura come forze di distruzione e di rinascita (Golem, vincitore del BandoRegia Under 35 alla Biennale di Venezia); alcune crepe della memoria collettiva del XX secolo (Herat & Chimney); i primi passi nel mondo (Small Words, Out); l emigrazione verso le terre promesse (The Walker); il viaggio come metafora surreale (Antipodi); l adolescenza e la difficoltà di comunicazione fra le generazioni (Versipelle); la seduzione del guadagno facile a discapito dell’ambiente (Bertuccia e i signori del fango). Le performance si rivolgono a pubblici di diverse età, compreso quello adulto. Tra le novità di quest’anno, il contributo di Ater Fondazione, impegnata nel sostenere l’internazionalizzazione degli artisti in arrivo da Repubblica Ceca, Serbia, Lituania, Macau, Giappone, Usa e Canada, Finlandia, Portogallo, Germania, Scozia, Slovenia, Bulgaria, Bosnia-Erzegovina e Montenegro. «Siamo particolarmente lieti di avviare una collaborazione con il Festival – afferma Antonio Volpone, Direttore di Ater Fondazione. – Il nostro contributo si concretizza nel sostegno e nell’accoglienza di una delegazione internazionale di operatrici e operatori, direttrici e direttori di Festival di teatro di figura
provenienti da numerosi Paesi. Inoltre, il teatro di figura non solo rappresenta lo spettacolo dal vivo, ma incarna allo stesso tempo una forma di artigianato artistico che affonda le radici in una lunga e ricca tradizione, capace ancora oggi di essere tramandata tramite nuove generazioni di artisti e di
affermarsi come linguaggio contemporaneo nel contesto internazionale».

Come da tradizione, il festival sarà itinerante e diffuso, con appuntamenti in città tra Artificerie Almagià, La Casa delle Marionette, Palazzo Rasponi dalle Teste, Biblioteca Classense, Teatro Rasi, Museo Mar e Rocca Brancaleone (oltre che in biblioteca, in teatro e alla Stazione degli Artisti di Gambettola, dove l’evento principale sarà una giornatan ricordo di Romano Danielli e la sua ‘Sandroneide’). A Ravenna, l’evento cuore della manifestazione, con lo “sbarco dei burattini” in barca a vela e la parata in Darsena, è atteso per sabato 23 maggio. Il programma completo degli spettacoli sarà presto disponibile online.

«Grazie a una rete di collaborazioni locali e internazionali, “Arrivano dal Mare!” si conferma un appuntamento capace di valorizzare un patrimonio artistico unico, rendendolo accessibile e vivo – commentano gli organizzatori di Teatro del Drago -. Un’esperienza che unisce comunità e culture diverse, dimostrando come l’arte possa ancora essere uno strumento di dialogo e crescita collettiva».

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