lunedì
08 Giugno 2026
ravenna festival

La residenza aperta di Giovanna Baviera tra musica, parole e prime assolute con Cavezzali e “Avvocathy”

Dal 9 al 13 giugno la violista da gamba e cantante lavora nei Musei Byron e del Risorgimento davanti al pubblico. Appuntamenti al Mar con lo scrittore ravennate e Cathy La Torre

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Il cartellone della 37° edizione di Ravenna festival prevede ben tre progetti di “residenze artistiche” e mentre è ancora in corso quella del pianista Filippo Gorini – e in attesa del Coro Vikra – ecco che, da martedì 9 a sabato 13 giugno, arriva in città, nei Musei Byron e del Risorgimento, un’altra musicista di grande talento e dall’originale profilo: è Giovanna Baviera, violista da gamba che, riscoprendo una prassi rinascimentale oramai dimenticata, canta accompagnandosi col proprio strumento. La sua è anche una residenza “pubblica”, perché aperta a tutti coloro che durante il giorno vorranno assistere ai momenti di studio e approfondimento della partitura nonché al processo di costruzione delle esibizioni. I visitatori dei Musei Byron e del Risorgimento (aperti dalle 10 alle 18) la vedranno infatti al lavoro: in particolare con Maria Vincenza Cabizza, giovane compositrice di cui eseguirà in concerto una prima assoluta. Ecco invece le esibizioni in programma.

Mercoledì 10 giugno, alle 21.30 al Mar – Museo d’Arte della città di Ravenna, il primo appuntamento vede Giovanna Baviera insieme allo scrittore ravennate Matteo Cavezzali, in Una panchina, due finestre. Ovvero nella narrazione “musicale” della malinconica storia di un uomo che vive su una panchina sotto gli sguardi diversi di due donne che lo osservano incuriosite dalle loro rispettive finestre. Alla storia firmata da Cavezzali faranno eco le musiche di autori cinquecenteschi come Cipriano de Rore, Tobias Hume e Bartolomeo Tromboncino, insieme al popolarissimo canto polacco di Tadeusz Sygietyński arrangiato dalla stessa Baviera come il celebre tema di Autumn Leaves (ovvero Les feuilles mortes) di Joseph Kosma.

Giovedì 11 giugno, sempre alle 21.30 al Mar, la musica di Giovanna Baviera si intreccerà invece ai temi scottanti che sempre tratta Cathy La Torre, per il popolo dei social semplicemente “Avvocathy”, avvocata e attivista di grande presa popolare, alle cui parole la musicista farà da contrappunto con brani di compositrice i cui nomi – proprio perché donne – si sono perduti negli anfratti della storia della musica, come Isabella de’Medici, Maddalena Casulana o Barbara Strozzi e Tarquinia Molza, affiancati a lavori della stessa Baviera che arrangia anche quella sorta di inno femminista che è Bread and Roses.

A chiudere la serie dei concerti, nella notte di sabato 13 giugno – alle 23 nei Musei Byron e del Risorgimento – sarà la sola Giovanna Baviera, che presenta una parte del suo repertorio per voce e viola da gamba raccolto sotto il titolo di Soloindue (che è anche il titolo di un suo disco), arricchito di Il primo sogno del giorno, la composizione che Maria Vincenza Cabizza mette a punto insieme a lei proprio in questi giorni di residenza ravennate.

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