martedì
08 Settembre 2026
il festival

Il calendario di Variazioni per Ammutinamenti prosegue con la Vetrina della giovane danza d’autore

Tre giorni dedicati ai nomi emergenti della scena nazionale: 11 le proposte scelte dal Network Anticorpi XL tra le oltre 100 pervenute

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Continuano le “Variazioni per Ammutinamenti”, con la seconda parte del festival dedicato alla danza urbana e d’autore. Come da tradizione, il secondo fine settimana sarà dedicato alla Vetrina della giovane danza d’autore curata dal Network Anticorpi Xl, piattaforma nazionale punto di riferimento nazionale per lo scouting delle nuove generazioni di artisti e artiste della danza contemporanea e di ricerca italiana.

Nella tre giorni sarà possibile osservare le 11 creazioni selezionate dai partner del Network tra le 106 candidature pervenute attraverso la call nazionale. La selezione mette in luce le tematiche più urgenti e significative delle nuove generazioni: le narrazioni personali, intime e vulnerabili si intrecciano con una memoria collettiva, offrendo una visione complessa e stratificata e stimolando una riflessione condivisa sulle sfide che affrontiamo come comunità.

La Vetrina si apre alle 17 del 10 settembre, con la performance di Vittorio Porcelli Violetto Bellosguardo, chapter 1: blueberry blues, a Palazzo Rasponi (replica alle 17.30). Tra autobiografia e finzione, la creazione rivendica la normativa del successo e l’estetica dell’eccesso della Gen Z. Alle ore 18.30 Camilla Montesi presenta Geometria del chiasso alle Artificierie Almagià, lavoro che esplora il ritmo attraverso la percezione del corpo. Lo spazio scenico diventa il terreno d’incontro tra ordine e caos: un luogo in cui il suono si ripete, si propaga e si moltiplica fino a perdere il proprio significato originario. Alle ore 19, sempre all’Almagià, è previsto un momento di incontro con la presentazione del progetto editoriale dedicato a Generazione XL, percorso che coinvolge giovani studenti e studentesse universitarie in un programma itinerante che attraversa le diverse progettualità del Network Anticorpi XL, favorendo l’incontro e lo scambio tra giovani studiosi e studiose e giovani artisti e artiste e l’osservazione partecipata dei processi creativi. La giornata si chiuderà alle 21 sempre all’Almagià, con il Paso Doble di Camilla Guarino e Giulia Campolmi: l’incontro tra una danzatrice e un ragazzo ipovedente alle prime armi sulla scena dà vita a un passo a due che approfondisce la soggettività del movimento e le modalità di connessione con il mondo dell’altro; spettacolo accessibile a pubblico cieco e ipovedente con audiodescrizione poetica live.

La giornata successiva riparte dalle ex artificierie, con la tavola rotonda in lingua inglese Building international connections, Conversations on artist support, mobility and international exchange. I collettivi The Artists Circle (Olanda) and Red Acieloabierto (Spagna) si confronteranno su esperienze e buone pratiche legate al mondo della danza d’autore. Alle ore 18.30 (Museo Nazionale di Ravenna, Sala del Refettorio) il duo artistico Gaetano Palermo e Michele Petrosino presenterà Fuga Bwv 565 al Museo Nazionale di Ravenna (Sala del Refettorio), performance in cui la corsa diventa metafora di una paradossale condizione esistenziale: quella di chi si muove pur restando fermo, in fuga da sé e dalle proprie contingenze, in cerca di un benessere sempre a venire.
La giornata si conclude al Teatro Rasi, con tre performance a partire dalle 21: Noemi Piva presenta settembre non arriverà mai, lavoro che indaga come la trasmissione di racconti all’interno del nucleo famigliare e la manipolazione della verità in questo contesto influenzi la percezione della realtà; a seguire il coreografo e danzatore Alessio Damiani è in scena con When we collide, performance incentrata sull’assenza: un abbraccio mancante che rimane inciso nel corpo, come la traccia di qualcosa vissuto intensamente; a conclusione della serata Wolken di Alessandro Giaquinto, in cui la migrazione diventa un processo di decostruzione della memoria e dell’identità culturale. La creazione esplora il rapporto con il passato, il senso di non appartenenza e la ricerca incessante di un luogo in cui essere accolti.

Sabato 12 settembre Marta Magini interpreta Swinging is like saying no no no alla fondazione Sabe per l’arte con una replica alle 17 e una alle 19. Disarticolando il corpo, Mangini innesca una tensione tra il movimento oscillatorio e insistente della testa e quello lento e misurato del resto del corpo, assumendo i tratti di una danza–scultura che esplora un corpo teso tra sviluppo e ostacolo, processo e incastro, evoluzione e involuzione. A partire dalle 18, al Teatro Rasi, sono in programma le performance M U G A di Francesco Paolino, lavoro ispirato alla filosofia giapponese che indaga la condizione dell’uomo contemporaneo, immerso in una società dominata dalla velocità, dal consumismo e dalla continua ricerca del nuovo; e Love Parade di Glenda Gheller, lavoro che attraversa la complessità dell’amore in una trama di incontri e distanze, tra vulnerabilità e cura, nel fragile equilibrio tra il desiderio di appartenenza e la paura dell’abbandono. La Vetrina si conclude all’Almagià alle 21, con Sandpit di Simone Lorenzo Benini e Miriam Budzáková, una performance in cui la sabbia diventa uno strumento simbolico di trasformazione: le memorie si trasformano in nuove possibilità di essere, fondendo passato e presente e assumendo forme ambigue e plurali. Dalle ore 22, nll’area esterna delle Artificerie si scenderà in pista con il no closing party con Simona Diacci Trinity.

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