In platea al teatro Rasi di Ravenna, venerdì 4 settembre, c’è anche il sindaco Alessandro Barattoni. Sul palco va in scena Frisbee di Spazio A Teatro, parte della rassegna teatrale Ra-Dici. Il collettivo è al completo: Rendy Anoh, Marco Saccomandi, Marco Montanari, Camilla Berardi, Silvia Rossetti, oltre a Davide Salvadori alle musiche.
Per raccontare la storia di chi prova a raccontare storie, la tela del ridotto del Rasi viene colorata da un ritmo teso, ampie scene di movimento e dialoghi fulminei. Le luci bianche e azzurre e la scenografia ludico-botanica ai margini fungono da fondamenta per le musiche e i suoni, per la chitarra e le voci dei protagonisti.
Dopo la danza iniziale inizia il dialogo, ci si chiede cosa possa piacere al pubblico, cosa raccontare, se raccontarlo, in che modo, con il corpo? Con la voce? La musica? Il silenzio? Ci si interroga su come sia possibile poter fare teatro nel mondo di oggi, in un’epoca di tagli alla cultura, di teatri chiusi, di bandi per repliche nelle stagioni dei grandi teatri al limite del ridicolo.
I vari attori incarnano voci diverse della testa di un unico o un’unica artista, il negativo che ancora ci spera, il positivo che si fa domande, la sognatrice che si confronta con sé stessa, la cinica che chiude il ballo, la comica che scopre la tragedia. Tutti loro trovano insieme un modo di procedere attraverso il filo del racconto che porta il pubblico a una prospettiva che forse non conosce, o forse, dato l’andazzo dei tempi, conosce fin troppo bene. Una riflessione che porta a una grande domanda: quanto le istituzioni pubbliche possono permettere lo sviluppo delle arti e della cultura in un tempo senza mecenatismi Medicei o sponsor milionari?
La partita rimane politica o economica? Abbiamo il diritto di fare dell’arte un mestiere?
La scena della lettura del bando dedicato dal Ministero alle cosiddette “compagnie emergenti” spiega come sostanzialmente con bandi del genere queste compagnie non emergeranno mai; c’è il racconto dei numeri, dei milioni di euro riallocati, e le domande sul senso. Il senso di continuare, con due lavori, il mutuo, le feroci litigate, le promesse che non si sono mantenute. Ma bisogna resistere, resistere a ogni costo, altre strade non esistono, il frisbee ha da volare da una mano all’altra; a chiudere lo spettacolo ci pensa una pianta di cappero, che si ostina, nelle pietre, nel grigio, a essere bella, colta e delicatamente posta in vasetti di vetro, perché questa deve essere la via delle cose, non si può fare altrimenti.
Lo spettacolo Frisbee è inserito anche nella rassegna Ra-dici; la data del 6 settembre è in collaborazione con Cantieri Danza nell’ambito di Variazioni per Ammutinamenti 2026. Orari: il 5 settembre alle 20.30, il 6 settembre alle 16.
Un'immagine delle prove dello spettacolo Frisbee



