«I nuovi centri commerciali in arrivo nascono nel passato ma ora stop a nuovi spazi»

L’assessore comunale all’Urbanistica, Del Conte, sulle espansioni a Ravenna: «Oggi vediamo l’esito di percorsi basati sulle impostazioni urbanistiche di anni fa. Non sarebbe stato pensabile bloccare una iniziativa privata, avrebbe significato ledere il diritto di un’impresa ottenuto con un percorso legittimo»

Delconte

L’assessore comunale Federica Del Conte

In un arco di pochi mesi in città a Ravenna si stanno avviando alla conclusione i percorsi per l’ampliamento di importanti centri commerciali o per la nascita di nuovi spazi commerciali. Per l’1 giugno è attesa l’inaugurazione del raddoppio dell’Esp, entro la fine dell’anno dovrebbe aprire il cantiere per l’espansione del Parco Teodora accanto al Pala De Andrè e ha concluso l’iter autorizzativo l’insediamento di via Antica Milizia. «Sono interventi diversi e distinti che in effetti stanno arrivando in questo periodo alle rispettive fasi finali – osserva Federica Del Conte, assessore comunale all’Urbanistica – ma per tutti si tratta della conclusione di procedimenti cominciati indietro nel tempo, anche con un avvallo della Provincia, nessuno dei progetti in questione è figlio di autorizzazioni rilasciate di recente».

Gli strumenti urbanistici di riferimento sono il Psc del 2003 e il Poc conseguente arrivato a scadenza: «Le premesse di pianificazione pubblica, su cui si basano i progetti di cui parliamo, risalgono ad almeno quattordici anni fa. Da quelle sono partiti i promotori che hanno affrontato i passaggi necessari con un percorso legittimo, non sarebbe stato pensabile bloccare una iniziativa privata, avrebbe significato ledere il diritto di un’impresa». Spiegate le radici degli investimenti oggi al traguardo, Del Conte ci stiene a sottolineare il cambio di impostazione: «Le ultime decisioni prese in termini di pianificazione urbanistica vanno in una direzione diversa, la linea che ci siamo dati è quella di incentivare gli insediamenti delle attività produttive e non più i grandi spazi commerciali nonostante su quest’ultimo fronte ci sarebbe richiesta sul mercato». Diversa situazione invece per i piccoli insediamenti: «Soprattutto nel forese, la mancanza di un punto commerciale più piccolo viene vissuta come mancanza di un servizio che costringe il residente a spostarsi per certi acquisti basilari. Su questo fronte ci saranno più aperture».

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Il nuovo approccio passa dalle scelte attuali: «Nel nuovo Poc che stiamo elaborando andremo a determinare una drastica riduzione del consumo di suolo. Basti pensare che questo documento per come lo stiamo pensando ci permetterebbe già di raggiungere il 3 percento di riduzione dell’espansione che le leggi richiedono di raggiungere entro il 2050». L’urbanistica pianifica con un raggio di dieci-venti anni ma in una parentesi così ampia le abitudini di consumo degli utenti possono cambiare molto: come stringere la forbice di tempi tra nascita del progetto e effettiva realizzazione? «Credo che la nuova legge urbanistica su questo farà un passo avanti perché vuole snellire le cose, eliminando la pianificazione a cascata».

C’è poi un discorso diverso per quei casi in cui l’insediamento commerciale è contestuale a una riqualificazione dell’area. Come il caso, ormai in attesa da anni di uno scatto, del Sigarone in darsena. La riqualificazione porterebbe anche un supermercato Conad: «Se può essere un motore necessario a sostenere il recupero di uno spazio credo che sarebbe un peccato perdere occasioni di quel tipo».

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