Entro il 2025 il 60 percento dei lavoratori dovrà avere competenze green o digitali

La stima è dell’Osservatorio dell’economia della Camera di Commercio di Ravenna. La domanda riguarderà in maniera trasversale tanto le professioni ad elevata specializzazione, quanto gli impiegati e gli artigiani

Entro il 2025 il 60 percento dei lavoratori in provincia di Ravenna dovrà possedere competenze green o digitali. È la previsione dell’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio sui dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere: ecosostenibilità e digitalizzazione sono, infatti, tra i principali fattori di trasformazione per il mercato del lavoro. E, a partire dal 2022, un ulteriore impulso arriverà grazie all’attuazione delle misure previste nel Pnrr.

«Le competenze green – sottolinea l’ente di viale Farini – sono ritenute strategiche principalmente per i profili legati all’edilizia e alla riqualificazione abitativa (tecnici e ingegneri civili e installatori di impianti), per ingegneri elettronici e delle telecomunicazioni, tecnici e gestori di reti e sistemi telematici e tecnici chimici. Le competenze digitali sono state richieste, invece, prevalentemente ai profili professionali Ict, quali analisti e progettisti di software, progettisti e amministratori di sistemi ma anche a ingegneri energetici e meccanici e a disegnatori industriali. Tra gli indirizzi più specifici per la domanda di competenze green, emergono il diploma di tecnico superiore (Its) in tecnologie innovative per i beni e le attività culturali, il diploma secondario in produzione e manutenzione industriale e la qualifica professionale nell’ambito agricoltura. Sul fronte delle competenze digitali sono tra i più richiesti il diploma di tecnico superiore (Its) in tecnologie della informazione e della comunicazione, il diploma secondario in informatica e telecomunicazioni e la qualifica professionale nell’ambito elettronico».

Green economyLa trasformazione del sistema imprenditoriale in chiave di sostenibilità e l’accelerazione per l’adozione delle tecnologie digitali investirà, dunque, il mercato del lavoro. Le previsioni a medio termine mostrano infatti che la domanda di competenze green riguarderà in maniera trasversale tanto le professioni ad elevata specializzazione e tecniche, quanto gli impiegati come gli addetti ai servizi commerciali e turistici, gli addetti ai servizi alle persone come gli operai e gli artigiani. La spinta verso la transizione verde farà emergere la necessità di specifiche professioni green in alcuni settori come il progettista in edilizia sostenibile, lo specialista in domotica, i tecnici e gli operai specializzati nell’efficientamento energetico nelle costruzioni; il certificatore di prodotti biologici nell’agroalimentare; il progettista meccanico per la mobilità elettrica.

Un fenomeno che interesserà non solo nuovi lavori ma anche occupazioni esistenti. Per la ristorazione, ad esempio, sempre più importanti saranno le competenze legate alla ecosostenibilità richieste dai consumatori e vantaggiose per le imprese, come l’attenzione alla riduzione degli sprechi, all’uso efficiente delle risorse alimentari e all’impiego di produzioni di qualità e legate al territorio (a chilometro zero).

«Dobbiamo fare nostri quegli stimoli che sempre più forti arrivano da un mondo in profonda evoluzione e noi con esso. Innovazione digitale e transizione ecologica possono divenire i propulsori di una nuova stagione di crescita, questa volta più matura perché più attenta alla qualità della vita che non alle quantità dei consumi. La sostenibilità darà ancora più forza al valore sociale dell’impresa, potrà valorizzare la conciliazione tra i tempi di lavoro, di cura, di vita familiare, recherà un contributo al sistema di welfare così che i diritti universali siano assicurati anche attraverso il protagonismo di comunità solidali». Cosi Giorgio Guberti, commissario straordinario della Camera di commercio di Ravenna, che ha aggiunto: «Per portare a pieno compimento la transizione digitale non bastano le tecnologie ma serve il capitale umano che sappia utilizzarle, arricchendo ed innovando il proprio lavoro quotidiano. Occorre lavorare ancora di più, quindi, sulle competenze dei singoli cittadini e delle imprese, ambito prioritario di intervento della nostra Camera».

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