«Il successo economico del terminal crocieristico viene pagato dai residenti di Porto Corsini con la salute e con una qualità della vita sempre più compromessa». È una denuncia dura quella lanciata da Andrea Ravegnani, esponente di Lista per Ravenna e da anni tra i più attivi difensori dei diritti della comunità portocorsinese.
Ravegnani, organizzatore anche di manifestazioni e sit-in contro le criticità legate allo sviluppo del traffico crocieristico, raccoglie l’eredità di una delle famiglie storiche del paese. La sua abitazione è la stessa in cui si stabilì nel 1887 il trisavolo Marco Ravegnani, garibaldino, combattente nella battaglia di Lissa, pluridecorato al valor militare e primo titolare del traghetto sul canale Candiano. Una figura tanto radicata nella storia locale che nel 1969 il Comune di Ravenna gli dedicò una strada a Marina di Ravenna.
Nel suo intervento, Ravegnani punta il dito contro l’espansione del terminal crociere di Porto Corsini: nella stagione turistica 2026 sono attesi circa 390 mila crocieristi, con un incremento del 57% rispetto all’anno precedente e punte giornaliere fino a 4 mila passeggeri. «Si parla molto delle ricadute economiche del terminal – osserva – ma nessuno prende in considerazione i costi sociali e ambientali che gravano sui residenti». Ravegnani racconta di aver scritto alla società incaricata di uno studio sull’impatto economico dello scalo, invitandola a valutare anche le conseguenze sulla vita quotidiana degli abitanti. Una richiesta alla quale sarebbe stato risposto che l’analisi si limiterà agli aspetti economici del fenomeno.
Secondo Lista per Ravenna, il prezzo dello sviluppo crocieristico sarebbe rappresentato dall’aumento del traffico pesante e dei mezzi di servizio che attraversano il paese: autobus, camion, autobotti, taxi e vetture a noleggio con conducente. Una situazione che, sostiene Ravegnani, si traduce in disagi alla viabilità e in un peggioramento della qualità dell’aria.
Nel documento vengono inoltre richiamati studi scientifici sugli effetti delle emissioni prodotte dalle grandi navi durante la sosta in porto. Ravegnani evidenzia come il problema non possa essere considerato risolto nemmeno con il cosiddetto “cold ironing”, l’alimentazione elettrica delle navi da terra, tecnologia che – sottolinea – non è ancora diffusa su tutta la flotta mondiale e il cui utilizzo non è obbligatorio.
L’esponente di Lista per Ravenna torna poi a chiedere una viabilità alternativa che consenta di bypassare il centro abitato. «Da anni – afferma – cittadini e residenti si sentono promettere nuove infrastrutture, ma al momento tutto il traffico legato al terminal continua a transitare in mezzo alle case».
Da qui la conclusione, netta e polemica: «Pagheremo con la salute le scelte infauste dei nostri pubblici amministratori».



