lunedì
27 Luglio 2026
Sanità

Il pronto soccorso si allarga di 1.500 mq, ma mancano 8 medici e 7 infermieri

Inaugurato l'ampliamento: 4 anni di lavoro costati 9,4 milioni di euro. Posti vacanti anche dopo 26 concorsi di assunzioni in 6 anni

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Si sono conclusi i lavori per l’ampliamento degli spazi del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. L’inaugurazione, alla presenza delle autorità locali e dei vertici dell’Ausl Romagna, si è svolta stamattina, 11 giugno, al termine di un cantiere durato quattro anni, eseguito senza mai interrompere l’attività ospedaliera.

Il costo totale è 9,4 milioni di euro, di cui 2,5 finanziati dallo Stato e il resto da Regione e Ausl Romagna. Il reparto guadagna 1.500 metri quadrati, raggiungendo una superficie complessiva di 4mila mq (di cui 300 per la cosiddetta camera calda dove accedono utenti e ambulanze), per far fronte a circa 85mila accessi annui (dato del 2025, in calo del 5,6 percento rispetto al 2024).

I cambiamenti in sintesi:

  • da 14 a 32 posti dedicati alla media complessità;
  • da 8 a 12 letti per l’osservazione breve intensiva (Obi);
  • da 3 a 4 postazioni nell’area codici rossi;
  • da 100 mq a 200 per l’area di attesa per i pazienti in barella;
  • aree separate di attesa dedicate a ortopedia e codici minori;
  • separazione dei percorsi tra pazienti ad alta gravità e quelli a bassa gravità e dai soggetti con rischio infettivo;
  • valorizzazione dell’illuminazione naturale e uso di colori rilassanti nelle nuove sale d’attesa per la ricerca di una maggiore umanizzazione degli spazi, nella convinzione che «l’architettura del pronto soccorso – scrive l’Ausl – incide sull’ansia di chi aspetta».

 

La nuova organizzazione dei flussi resa possibile dalla realizzazione di:

  • area bassa intensità posizionata in adiacenza all’ingresso e separata dal resto dell’attività, dotata di tre ambulatori, di cui uno dedicato alla pediatria, area attesa barellati dedicata oltre che ambulatorio per piccola chirurgia;
  • area infetti dedicata;
  • area diagnostica dedicata che evita i flussi dei percorsi verso la radiologia;
  • area di lavoro del personale dedicata e riservata;
  • alta flessibilità funzionale e impiantistica che permette un uso progressivo delle aree anche in prospettiva di eventi infettivi.

 

Gli insegnamenti del Covid
L’opera è nata all’interno del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per l’emergenza Covid-19. La pandemia ha lasciato insegnamenti. Di conseguenza sono state create aree e stanze di isolamento che possono essere messe a pressione negativa e aree ad alta tecnologia per le emergenze vitali (shock room) per gestire qualsiasi scenario futuro in sicurezza.

Entro il 2027 l’area per la Tac
L’ultimo step riguarderà il completamento dell’area destinata ad accogliere una Tac e una nuova tecnologia per le indagini radiologiche da dedicare ai pazienti del Ps. Questo intervento, inizialmente sospeso per motivi finanziari legati al noto aumento dei prezzi dei materiali, è stato ora sbloccato grazie a nuovi fondi stanziati dell’Ausl: «Si procederà alla progettazione e all’affidamento dei lavori da completarsi nel 2027».

La carenza del personale

Aumentano gli spazi, ma permane la carenza di personale che i vertici dell’Ausl attribuiscono da tempo alla difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro. Rispetto alla pianta organica teorica, mancano 8 dei 27 medici previsti e 7 dei 74 infermieri. Gli infermieri saranno assunti a breve (in totale 84 nuove assunzioni su Ravenna da un totale di quasi 800 per tutta la Romagna), mentre per i medici continua la difficoltà di reperire il personale. L’Ausl Romagna dovrebbe averne 190 nei pronto soccorso: ne mancano una trentina, distribuiti tra Ravenna, Lugo e Riccione.

Dal 2020 sono stati banditi 26 concorsi e le poche candidature non hanno permesso di colmare le uscite per pensionamenti o trasferimenti. Anche per questo il direttore generale dell’Ausl, Tiziano Carradoni, ha di nuovo inviato un messaggio allo Stato per ribadire la necessità di rendere più appetibile dal punto di vista economico l’incarico dei medici di emergenza.

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