martedì
16 Giugno 2026
Agricoltura

Zampini (Coldiretti): «Tra gli agricoltori c’è fiducia nel futuro»

Il direttore provinciale auspica la modifica delle norme a favore del Made in Italy e dei consumatori

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Giovani che scelgono l’agricoltura, aziende che investono in innovazione e nuove tecnologie, droni sempre più utilizzati nelle attività agricole e una capacità di reazione che, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, continua a caratterizzare il settore. È questo il quadro che emerge dalle parole di Assuero Zampini, direttore di Coldiretti Ravenna, secondo cui l’agricoltura del territorio sta dimostrando una vitalità che spesso passa inosservata. «Abbiamo tantissimi giovani che si avvicinano al settore e continuano a presentare progetti e domande di finanziamento», spiega Zampini. Un ricambio generazionale che Coldiretti considera strategico, tanto da dedicare momenti periodici di confronto con le nuove generazioni di imprenditori agricoli. «È un investimento sulla futura classe dirigente dell’agricoltura».

Accanto ai giovani cresce anche il peso dell’innovazione tecnologica. Tra gli esempi citati dal direttore ci sono i corsi e le attività legate all’utilizzo dei droni, strumenti che possono trovare applicazione nelle concimazioni, nel monitoraggio delle colture e in diverse operazioni agricole. Tecnologie che assumono un’importanza crescente soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici e della necessità di rendere le aziende sempre più efficienti e resilienti. Secondo Zampini, la fiducia nel futuro si misura soprattutto attraverso gli investimenti. «Se le imprese non credessero nel domani, non investirebbero». E invece i numeri relativi ai bandi dedicati alla resilienza e all’innovazione raccontano di un settore che continua a programmare e a guardare avanti. Un segnale importante anche per un territorio che ha dovuto fare i conti con eventi meteorologici estremi e con le conseguenze delle alluvioni. La capacità di reagire, sostiene il direttore di Coldiretti, resta uno degli elementi distintivi delle aziende agricole romagnole. Tra le principali sfide del futuro c’è proprio quella legata al clima. Se da una parte l’innovazione offre nuovi strumenti di adattamento, dall’altra alcune produzioni risultano particolarmente esposte.

La provincia di Ravenna mantiene comunque una forte vocazione agricola: è la quarta provincia italiana per superficie vitata e continua a essere un punto di riferimento europeo per il comparto sementiero. «Siamo oltre i 16mila ettari di vigneto», ricorda Zampini, evidenziando come negli ultimi anni parte delle superfici abbiano progressivamente sostituito colture frutticole più in difficoltà.

Lo sguardo del direttore di Coldiretti si allarga poi al contesto nazionale ed europeo. Tra i temi più sentiti c’è quello della trasparenza delle filiere e della tutela del Made in Italy. Zampini critica in particolare l’attuale normativa doganale europea che consente di attribuire l’origine italiana a prodotti realizzati con materie prime provenienti dall’estero ma trasformati nel nostro Paese. «Si tratta di un sistema che finisce per ingannare i consumatori e sottrarre valore alle produzioni italiane». Da qui la richiesta di modificare il principio dell’ultima trasformazione sostanziale che oggi regola l’origine di molti prodotti alimentari. Una battaglia che Coldiretti intende portare avanti coinvolgendo enti locali, Regione e istituzioni europee. Non manca poi il tema degli accordi commerciali internazionali e della reciprocità delle regole. «Non siamo contrari al commercio internazionale, ma chiediamo che tutti giochino con le stesse regole». Secondo Zampini, infatti, non è accettabile che agli agricoltori europei vengano imposti vincoli ambientali e sanitari che non valgono per le produzioni importate da altri Paesi.

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