martedì
18 Agosto 2026
Nuovo clima

Siccità, Legacoop: «Serve un patto tra istituzioni e imprese, come fu per Ridracoli»

L'associazione di categoria teme per il futuro del territorio romagnolo: creazione di una rete di piccoli invasi e sostegno al progetto dell’invaso di Quarto

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Legacoop Romagna è preoccupata per la disponibilità di acqua in futuro. Partendo da due fatti di cronaca di Ferragosto – le crisi idriche di Pesaro e di San Vincenzo (Firenze) –, l’associazione di categoria propone di aprire subito un tavolo di confronto tra amministratori locali, rappresentanti del mondo dell’impresa e di quello del lavoro.

Legacoop sottolinea il valore della diga di Ridracoli e del canale emiliano-romagnolo per il territorio: con i suoi 33 milioni di metri cubi d’acqua da ormai 50 anni la prima sta garantendo la certezza di fornitura idrica, il secondo è un grande progetto di supporto al sistema agricolo.

Ma ora serve «un pensiero lungo sul futuro dei nostri fabbisogni». La diga nacque da un patto capace di superare le legittime paure dei territori coinvolti e dei Comitati che si costituirono. «A parere dei cooperatori romagnoli oggi serve ricostituirlo, quel Patto, poiché la situazione positiva che negli anni abbiamo consolidato – sommando una forte antropizzazione del territorio, con lo sviluppo agricolo e manifatturiero di alto livello, una presenza rilevante sulla costa, che ci conferma da anni come uno dei bacini turistici di maggior rilievo al mondo -, impone una esigenza di certezze idriche che non avremo per sempre neppure noi romagnoli».

La proposta è la creazione di una rete di piccoli invasi, in grado di non disperdere nulla di ciò che la natura ancora, a partire dalle colline e montagne romagnole, mette a disposizione e che in buona parte disperdiamo. «E certamente anche l’ambizioso piano di investimenti già previsto da Romagna acque, rappresenta certamente una prospettiva importante, che va inserita in questa visione».

Infine sostegno al progetto dell’invaso di Quarto – che esiste da ben più di qualche lustro –, rispetto ai quali «anche recentemente il Governo, su sollecitazione dei Sindaci del cesenate e di quello di Sarsina in particolare, ha garantito un significativo, ma ancora insufficiente, indirizzo di risorse».

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