Dopo più di 30 anni il palazzo della Cooperazione di via Faentina cambia insegna, con un rebranding del logo di Legacoop firmato dal designer di fama internazionale Antonio Romano.
I lavori di smontaggio e rimontaggio sul lato nord dell’edificio sono durati alcune ore e si sono conclusi nei giorni scorsi.
«Il Compasso d’Oro alla carriera Antonio Romano, fondatore dell’agenzia InArea, è l’autore dell’identità visiva di nomi ben noti al grande pubblico – spiega Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna – La storia dei loghi cooperativi, del resto, da sempre si intreccia con quella dei grandi maestri della grafica che si sono confrontati nel tempo con l’immagine coordinata delle imprese e delle associazioni mutualistiche, come Albe Steiner e Bob Noorda».
Anche il marchio ritratto nell’insegna che dal 1993 spiccava sulla parete del Palazzo della Cooperazione di Ravenna proveniva da quella generazione di progettisti, i quali avevano inscritto nell’icona caratteristica dell’associazione il concetto stilizzato di due mani che si uniscono.
«Al centro del nuovo logo – continua Lucchi – c’è ora il simbolo dell’uguaglianza, veicolo di un messaggio che sottolinea il valore democratico dell’impresa cooperativa e il suo ruolo per un modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale. È una scelta di comunicazione che abbiamo condiviso appieno e che ora spicca su uno dei fulcri del movimento cooperativo romagnolo, all’interno del quale lavorano oltre 200 persone».
Legacoop Romagna associa 352 cooperative nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, che complessivamente sviluppano un valore della produzione pari a 8 miliardi di euro e occupano più di 28mila lavoratori; i soci sono oltre 320mila.


