mercoledì
16 Settembre 2026
infrastrutture

«Trasporti e logistica al centro delle politiche di sviluppo»: la richiesta del mondo delle imprese

Legacoop e Confcommercio rilanciano l’appello del presidente di Camera di commercio per potenziare i collegamenti favorendo lo sviluppo di porto, turismo e produttività

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Trasporti, logistica e infrastrutture come leve strategiche su cui puntare per aumentare la competitività del territorio e dell’intero sistema produttivo. La Camera di commercio di Ravenna e Ferrara individua due priorità: colmare il divario infrastrutturale e sviluppare un sistema intermodale integrato tra strada, ferrovia, porti, aeroporti e piattaforme logistiche. Accanto a questi aspetti, anche alla luce della sempre maggiore operatività della Zona Logistica Semplificata, la necessità di accelerare la digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi, favorendo interoperabilità dei dati e procedure integrate, perseguire una sostenibilità fondata sul principio della neutralità tecnologica e investire con decisione sulle competenze, rafforzando la collaborazione tra imprese, Its, scuole, università e territori.

«In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, nuove barriere commerciali e catene del valore sempre più esposte agli shock, trasporti, infrastrutture e logistica non sono un tema settoriale, ma una condizione di competitività per tutto il sistema produttivo – commenta il presidente Giorgio Guberti -. Trasporti e logistica rappresentano il motore operativo dell’economia reale. La logistica non è un costo, è crescita: ogni milione di euro investito nel settore genera, infatti, oltre due milioni di euro di produzione aggiuntiva».

Ravenna e il suo porto sono oggi al centro di una fase di sviluppo che intreccia logistica, energia e infrastrutture per portare lo scalo ai vertici nazionali. «È indispensabile – continua Guberti -, che il riconoscimento del suo ruolo e della sua importanza si consolidi a livello nazionale, specialmente in un momento come questo, in cui si sta delineando una riforma della portualità che potrebbe cambiare il disegno dell’intero sistema portuale italiano. Dobbiamo unire le forze – e attuare, anche grazie alla Zls, quegli interventi chiave necessari a migliorare i collegamenti da e verso il porto di Ravenna, favorire la fluidificazione del traffico stradale in direzione Nord-Sud ed Est-Ovest, riammodernare il collegamento tra Ravenna e Ferrara e ampliare e mettere in sicurezza  la SS67 Tosco-Romagnola/Ravegnana».

In questo quadro assume centralità anche il tema della decarbonizzazione dei trasporti e del modal shift, con il passaggio del trasporto delle merci dalla gomma alla ferrovia, che produce meno emissioni. «Il piano ferroviario è senz’altro un passo importante in questa direzione, il passaggio da cinque a dodici i binari in sinistra Candiano darà maggiore impulso al trasporto su ferro, insieme ad una nuova linea di trazione elettrica, impianti antincendio e investimenti per la tutela ambientale – precisa il presidente -. Ci aspettiamo che si faccia tutto il necessario per rispettare la previsione di fine lavori, nel 2030. Inoltre, velocità e affidabilità dei collegamenti favoriscono i flussi turistici, con evidenti ricadute positive per l’economia locale».

Tra le criticità sottolineate, anche il fatto che Ravenna resti del tutto tagliata fuori dalla rete dei servizi di alta velocità «Un mondo in cui le connessioni, fisiche e immateriali, sono la chiave per restare al passo, è un problema grave. La rete dell’Alta Velocità, infatti, favorisce accessibilità e competitività, rende il territorio più attrattivo per investimenti e imprese, offrendo una maggiore velocità nel trasporto di merci e persone e incrementando il volume commerciale. Se in questo scenario, già penalizzante, le linee locali non funzionano il problema diventa gravissimo».

Anche Legacoop Romagna si unisce all’appello lanciato dal presidente Guberti: «Zona logistica semplificata, digitalizzazione, sostenibilità, collaborazione tra il sistema universitario e produttivo, sviluppo dell’intermodalità, messa in sicurezza del sistema viario: gli interventi indicati dalla Camera di Commercio sono indispensabili, in particolare nell’ottica della crescita del porto di Ravenna, opera centrale per lo sviluppo di tutto il territorio romagnolo – scrivono da Legacoop Romagna -, Un anno fa abbiamo consegnato a istituzioni e forze politiche un documento di analisi e proposte sullo sviluppo infrastrutturale, frutto del confronto con le imprese associate. L’intervento del presidente Guberti conferma quanto sia urgente mantenere accesi i riflettori su tali temi».

Per l’associazione, il territorio ravennate continua a non trovare il giusto spazio tra le priorità della progettazione nazionale. La recente firma del protocollo d’intesa sul Passante di Bologna (opera strategica per tutta la Regione – sottoscritto tra MIT, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna e Autostrade per l’Italia) rappresenterebbe un segnale positivo, pur restando per il momento solo una dichiarazione d’intenti.

Resta aperto, anche il nodo del trasporto aeroportuale, su cui  da tempo, Legacoop auspica la necessità di una programmazione per persone e merci di sistema, in Romagna  e in regione. I cooperatori rilanciano quindi una sfida per tutto il territorio partendo dalla nota di Guberti: «Un grande Patto per le Infrastrutture al servizio del nostro sistema produttivo, un patto tra istituzioni e soggetti economici, in grado di assumersi la responsabilità di individuare le priorità di intervento e avviarne la realizzazione. Ravenna e la Romagna non possono più attendere».

Il senso di urgenza è condiviso anche da Confcommercio Ravenna che da anni sottolinea come non si possa costruire uno sviluppo economico duraturo senza collegamenti efficienti. «Le infrastrutture non sono un argomento riservato agli addetti ai lavori, ma rappresentano la base sulla quale si costruiscono competitività, attrattività e qualità della vita – rincara il presidente Mauro Mambelli -. Oggi le imprese si confrontano con mercati sempre più complessi e globalizzati: chi non dispone di reti moderne e collegamenti rapidi rischia inevitabilmente di perdere terreno». Le priorità individuate in questo caso sono la messa in sicurezza e il potenziamento della Statale 67 Ravegnana, il miglioramento dei collegamenti verso Ferrara e Bologna, l’efficienza della rete ferroviaria e l’integrazione tra le diverse modalità di trasporto non possono più essere rinviati. «Sono interventi indispensabili per le imprese, per i lavoratori, per i cittadini e per il turismo.

Ravenna sta vivendo una fase importante di crescita legata al porto, alla logistica, all’energia e ai flussi turistici. Non possiamo permetterci di restare ai margini delle principali direttrici nazionali della mobilità – conclude Mambelli -. Le infrastrutture sono il motore dello sviluppo. Su questo tema serve un impegno condiviso e tempestivo. Perché senza infrastrutture moderne non si cresce, non si compete e non si costruisce il futuro».

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