La cozza selvaggia di Marina di Ravenna entra ufficialmente nel registro Deco – Denominazione comunale di origine del Comune di Ravenna. La giunta ha approvato la scheda identificativa del prodotto e la sua iscrizione nel registro (a fianco dei biscotti Zucarèn, del ricamo bizantino e di Caterine e Galletti, ndr), riconoscendo il valore di una produzione «profondamente legata al territorio, alla tradizione della pesca e all’identità gastronomica della comunità ravennate». Il riconoscimento riguarda “La Selvaggia di Marina di Ravenna” un marchio detenuto dalle cooperative La Romagnola e Nuovo Conisub, storicamente impegnate nella raccolta delle cozze sulle piattaforme off-shore.
«Con questo riconoscimento – dichiara l’assessora all’Agricoltura e Agroalimentare Barbara Monti – valorizziamo una produzione che appartiene alla storia e all’identità di Marina di Ravenna e che racconta il rapporto profondo tra il nostro territorio, il mare e il lavoro delle comunità della pesca. La Deco è uno strumento concreto per tutelare e promuovere le nostre eccellenze locali, rafforzandone il legame con il territorio e la memoria della comunità».
«L’iscrizione nel registro – dichiarano Sauro Aleati, presidente della cooperativa La Romagnola, e Gabriele Barberini, presidente della cooperativa Nuovo Conisub – rappresenta un ulteriore importante tassello nel percorso di riconoscimento e valorizzazione della cozza selvaggia di Marina di Ravenna, un prodotto di qualità profondamente legato al nostro territorio. Dopo il deposito del marchio questo riconoscimento ne rafforza l’identità, la provenienza e il valore, premiando il lavoro portato avanti negli anni».
La cozza selvaggia di Marina di Ravenna cresce spontaneamente sulle parti sommerse delle strutture off-shore, seguendo una propria stagionalità. La raccolta, che si concentra solitamente nel periodo tra maggio e settembre, viene effettuata da operatori tecnici subacquei, che si immergono fino a 12 metri di profondità e provvedono a staccare manualmente le cozze dalle strutture. La raccolta del prodotto è iniziata negli anni ’70, quando a seguito dell’installazione delle piattaforme metanifere al largo della costa è sorta la necessità di alleggerirne le parti sommerse dalla colonizzazione di cozze, così da limitarne peso e volume. Quella che nacque come un’attività funzionale alla manutenzione delle piattaforme è diventata nel tempo una produzione caratteristica del territorio, fino alla creazione nel 2021 del marchio “La Selvaggia di Marina di Ravenna” volto a tutelarne la qualità e la provenienza.


