Le risorse a disposizione del Comune sono limitate, i costi di materiali e manodopera continuano a pesare e la programmazione dei lavori richiede tempi che non sempre coincidono con le aspettative dei cittadini. È partendo da queste considerazioni che l’assessore ai Lavori pubblici e alla Viabilità del Comune di Ravenna, Massimo Cameliani, ha fatto il punto sugli interventi e sui progetti che interessano il territorio durante il Consiglio territoriale dell’Area 3 (Darsena e Porto Fuori). Un confronto nel quale l’assessore ha illustrato le opere già realizzate, quelle in fase di affidamento e gli interventi programmati per i prossimi mesi e anni, soffermandosi anche sulle criticità della viabilità portuale e sui collegamenti con la periferia.
«Non è che non interveniamo sulla manutenzione delle strade perché non abbiamo voglia di farlo. Abbiamo un quadro economico limitato e dobbiamo necessariamente individuare le priorità, intervenendo dove le condizioni sono più critiche». Cameliani ha indicato in 4 milioni di euro all’anno la somma destinata alla manutenzione ordinaria delle strade comunali. Una cifra che, secondo l’assessore, non consente di rispondere a tutte le necessità della rete viaria ravennate. «Anche per il verde la cifra è di 4 milioni. Con l’aumento del costo delle materie prime e della manodopera, con le stesse risorse si riescono a fare meno interventi rispetto al passato».
Da qui il riferimento ai fondi del Pnrr. «Se avessimo ottenuto 50 milioni di euro dal Pnrr da destinare alle strade, avremmo potuto intervenire in maniera molto più incisiva. Dall’Europa abbiamo ottenuto cento milioni, ma destinati agli edifici. Per le strade non abbiamo avuto risorse da quel canale e dobbiamo quindi lavorare con quello che abbiamo a disposizione».
L’amministrazione – ha aggiunto Cameliani – sta cercando di intercettare finanziamenti esterni per sostenere le opere pubbliche. «A tutti i bandi europei e regionali che possono essere utili ci candidiamo. L’ufficio Politiche europee non serve semplicemente per andare a Bruxelles, ma per avere tecnici che studiano i bandi e cercano opportunità per tutti gli ambiti dell’attività comunale. La stessa cosa vale per la Regione». Tra gli obiettivi indicati c’è anche il finanziamento della bretella Mattei, per la quale il Comune punta a reperire circa 10 milioni di euro attraverso l’intercettazione di fondi e bandi europei e regionali.
Passando agli interventi che interessano più direttamente l’Area 3, Cameliani ha ricordato alcuni lavori eseguiti dall’inizio del 2026 nella zona industriale, i quali saranno seguiti dai lavori sulla Baiona in partenza a novembre: «Abbiamo realizzato interventi alla rotonda degli Scaricatori, per circa 200mila euro, in via Bassette, con altri 200mila euro, e alla rotonda del cimitero, per un importo analogo». Un altro intervento ha riguardato via Antica Milizia, dove è stata eseguita una bonifica in previsione dell’apertura della Casa della salute. «Parliamo di un investimento di circa 200mila euro. È stato un intervento importante, che ha permesso di sistemare la strada preservando gli alberi».
Proprio la Casa della Salute rappresenta uno dei punti di riferimento per la riorganizzazione dei servizi sul territorio. Il terreno è comunale, mentre il cantiere è in capo all’Ausl. L’apertura è prevista per dicembre 2026, anche se la data non è ancora certa: «Non possiamo dare una sicurezza assoluta sulla data di apertura, ma nel frattempo abbiamo organizzato cinque incontri con i territori per spiegare le funzionalità (il primo sarà oggi a Sant’Alberto ndr )». Tra le questioni più sentite dai residenti c’è quella della manutenzione delle strade che collegano Porto Fuori al resto del territorio comunale. Cameliani ha ricordato l’intervento di asfaltatura eseguito in via Bonifica, su un tratto di circa 400 metri.
Sul fronte del trasporto pubblico, Cameliani ha ricordato l’avvio, dal 15 settembre fino a giugno 2027, della linea 1 gratuita. Il percorso parte dal Cinema City e serve una serie di luoghi strategici, tra cui piazza della Resistenza, il Cmp, il centro cittadino, via Tommaso Gulli e la nuova Casa della Salute, per arrivare infine a Porto Fuori. «Abbiamo deciso di introdurre la gratuità per dare un segnale concreto e provare a decongestionare il traffico, offrendo allo stesso tempo un servizio che favorisca la socialità». Il servizio ha registrato, secondo quanto riferito dall’assessore, un incremento del 30%. «È una scelta che abbiamo fatto perché crediamo possa aiutare a cambiare alcune abitudini negli spostamenti».
Un altro aspetto affrontato durante il consiglio territoriale riguarda i tempi di realizzazione delle opere pubbliche. Non sempre, infatti, l’approvazione di un progetto coincide con l’avvio immediato dei lavori. «Abbiamo progetti approvati che sono già nella fase di affidamento. I soldi ci sono, il progetto c’è, ma manca ancora la ditta che deve eseguire l’intervento». Le procedure richiedono tempo e la normativa prevede passaggi che non possono essere eliminati. «Quando si annuncia un lavoro e quando poi si vede partire il cantiere può trascorrere parecchio tempo. Tra il momento in cui si comincia a pensare a un intervento e quello in cui lo si realizza possono passare anche due anni».
A proposito di tempistiche lunghe, l’amministrazione si è posta l’obiettivo di realizzare l’illuminazione lungo la pista ciclabile che collega Ravenna a Punta Marina nell’arco di tre o quattro anni, per una spesa stimata tra i 500mila e i 600mila euro. «Ci siamo presi questo impegno e vogliamo mantenerlo», ha dichiarato Cameliani, indicando una prospettiva temporale che richiederà una programmazione economica e progettuale.
Sul palazzetto dello sport, invece, l’assessore ha preferito non sbilanciarsi sulle tempistiche, alla luce delle vicissitudini che hanno accompagnato il progetto. «Speriamo di vedere la luce. Non dico nulla per scaramanzia, ma speriamo davvero che sia la volta buona».
Grazie ad un bando vinto dal Comune di Ravenna per un importo di 15 milioni di euro, nei prossimi anni ci saranno importanti migliorie per la viabilità, in particolare quella pedonale e ciclabile. «Abbiamo assicurato che nell’arco di un mesetto partiranno i lavori sul percorso ciclabile di via Stradone e sul tratto che manca in via Antica Milizia. Si tratta di opere particolarmente attese da chi vive nella zona, dove la continuità dei percorsi ciclabili rappresenta un tema importante per gli spostamenti quotidiani».
La realizzazione della Ciclovia Adriatica, è un altro dei temi affrontati dall’assessore. Un percorso pensato per il turismo che collegherà con una pista ciclabile il Friuli alla Puglia, «ma che può avere ricadute concrete sulla mobilità quotidiana dei lavoratori». Il tratto delle Bassette è quello maggiormente interessato: nell’area sono in corso i lavori per le passerelle sugli scoli e sono già stati installati i pali. Il percorso consentirà di evitare il passaggio sulla statale Romea, sviluppandosi invece alle spalle del Conad delle Bassette. «È un intervento importante anche per i lavoratori che si spostano in bicicletta, dal centro città fino ai lidi nord. È un’opera acquisita, sulla quale stiamo andando avanti con il completamento del collegamento. Potrà rendere più sicuri gli spostamenti in bici in un’area caratterizzata da traffico veicolare e presenza di mezzi pesanti».
Tornando nel quartiere Darsena, più articolato è il quadro relativo ai ponti. Per quello sullo scolo Lama, in via Trieste, Cameliani ha riconosciuto che la programmazione è in ritardo. «Sono stati riscontrati problemi legati in particolare alle interferenze con i cavi dell’alta tensione che passano sotto lo scolo Lama e sono gestiti da Terna. Abbiamo dovuto rifare una parte del progetto in seguito a ulteriori controlli e per coordinarci con l’azienda. Dobbiamo decidere se partire a novembre o a gennaio, anche in relazione al cantiere della Baiona per non creare sovrapposizioni».
Tra i progetti che riguardano la valorizzazione urbana c’è anche l’Ostello Dante nel quartiere Darsena, in via Nicolodi. La struttura è ripartita tra Provincia (40%), Comune (40%) e cooperativa (20%). Il primo tentativo di assegnazione non ha avuto esito positivo: l’asta è andata deserta. L’amministrazione intende quindi riproporre il bando, confidando nell’interesse manifestato da alcuni operatori. «Sette aziende del settore turistico dell’Emilia-Romagna hanno chiesto di effettuare un sopralluogo. Si tratta di un investimento importante (stimato a 600mila euro solo per la funzionalità ndr) e speriamo che queste realtà, insieme ad altre, possano partecipare al nuovo bando per la concessione lunga 25 anni». L’obiettivo è fare dell’ostello un punto di riferimento per il quartiere, in collegamento con i percorsi ciclabili e con una funzione che non sia esclusivamente ricettiva. «Gli ostelli sono una formula che sta riscuotendo interesse tra giovani turisti, ma possono diventare anche luoghi di socialità per i residenti. Crediamo che questo spazio possa rappresentare un volano per la Darsena».
Infine, il riferimento agli interventi stradali collegati al progetto del nuovo Conad, che sorgerà nell’area dell’ex Cmc: «Il supermercato investirà per mettere spazi a servizio della comunità e non soltanto della nuova attività commerciale». Il costoso progetto si spalmerebbe su un’area molto vasta e pari, a dieci campi da calcio, quasi 70mila metri quadrati di cui circa 27mila destinati ad aree pubbliche, spazi verdi di connessione tra i vari edifici aperti alla città e di collegamento di via Trieste con il canale.
Al termine dell’incontro i cittadini hanno segnalato alcune problematiche all’interno della zona Darsena come i sensi unici e divieti di sosta in via dei Poggi, la mancata manutenzione del parco Cesarea, del degrado delle strutture nei dintorni dell’Esselunga e un casolare abbandonato alle spalle di via Stradone, divenuto – secondo il vicinato – ritrovo per senzatetto.


