Secondo i piani di tre anni fa l’impianto di via Romea doveva essere spento a fine 2018, poi lo slittamento a fine giugno e ora la decisione definitiva per fine anno
L’inceneritore dei rifiuti alla discarica di Hera in via Romea a Ravenna resterà acceso ancora sei mesi: la data di chiusura, da tempo prevista per la fine del 2018 e poi slittata a fine giugno 2019, è stata ora fissata per il 31 dicembre 2019. In quel momento avrà fine il conferimento dei rifiuti urbani nell’impianto. «È il primo degli obiettivi raggiunti ed evidenziati – spiega la Regione – nella relazione di chiusura del monitoraggio intermedio del Piano regionale dei rifiuti, che ne verifica lo stato di attuazione a tre anni dalla sua approvazione».
Secondo le informazioni fornite dalla Regione «non sarà compromessa l’autosufficienza dell’Emilia-Romagna nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti, che sarà garantita da un lato attraverso l’efficace utilizzo degli altri impianti presenti nel territorio, secondo la programmazione definita, e dall’altro, in particolare, dall’aumento della raccolta differenziata». Su questo secondo aspetto però va ricordato che mentre lamedia regionale sale e arriva al 68 percento nel 2018 (3,7 percento in più sull’anno precedente), in provincia di Ravenna si è fermi all’ultimo posto tra le nove provincie con il 55,9 percento (solo 1,1 in più del 2017).
Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, è soddisfatto: «Volevamo una svolta ecologica nella nostra regione con un progressivo spegnimento degli inceneritori e un aumento sensibile della raccolta differenziata. Stiamo centrando gli obiettivi».
«La conferma di un impegno importante preso nel nostro territorio che va verso una concezione più moderna della gestione del ciclo dei rifiuti – spiega il sindaco Michele de Pascale –. L’impianto di Ravenna non viene chiuso per un localismo, per demagogia o per una sindrome nimby, ma viene chiuso perché è un impianto troppo piccolo e il più vecchio della regione con le peggiori performance emissive. Ravenna è un territorio che tanto ha dato e tanto dà al sistema della gestione dei rifiuti dell’Emilia-Romagna e vede oggi un risultato importante sul territorio, che si sta abbinando a uno sforzo molto importante dei cittadini di tutta la provincia di Ravenna per il passaggio a un nuovo sistema di raccolta che aumenti significativamente la raccolta differenziata».
Il primo cittadino poi ha voluto commentare la maglia nera nella differenziata: «Ravenna è stata una delle poche province che è andata a gara per il sistema di raccolta rifiuti. Questo ha impedito negli ultimi anni di effettuare cambiamenti radicali al sistema di raccolta che invece stanno avvenendo proprio in questi mesi e che già stanno dando risultati estremamente positivi. Quindi Ravenna vedrà la chiusura dell’Ire e vedrà al contempo un aumento molto significativo delle sue percentuali di raccolta differenziata».
Soddsifazione da Sinistra per Ravenna, lista nella coalizione di maggioranza: «Lo spegnimento dell’inceneritore più obsoleto della Regione è una buona notizia per la salute nostra e del Pianeta. Era un punto fondante del programma condiviso con il Sindaco de Pascale per la realizzazione del quale ci siamo molto adoperati in questi anni».
La situazione di Coop Alleanza 3.0 è tenuta monitorata dai sindacati del settore del commercio. Il bilancio della cooperativa ha evidenziato numeri ancora negativi per il 2018. Per quanto riguarda la provincia di Ravenna (17 punti vendita) le vendite sono calate del 2,08 percento rispetto al 2017 (a fronte di un trend complessivo dell’intero gruppo in aumento dell’1,95 percento). Coop Alleanza è nata tre anni fa dalla fusione di Coop Adriatica, Estense e Consumatori Nordest. La perdita con cui è stato chiuso il bilancio del 2018 è stata pari a 289 milioni di euro. Il presidente Adriano Turrini ha parlato di un piano di rilancio dell’azienda cooperativa e a febbraio è stata affrontata la questione di 507 esuberi previsti a livello nazionale e la trattativa con i sindacati si è chiusa a fine marzo.
L’uomo era stato sorpreso ieri pomeriggio da una guardia giurata in servizio all’interno dell’esercizio commerciale “Decathlon” di Faenza, con della merce che aveva rubato. Quando l’equipaggio della Stazione di Granarolo Faentino è arrivato sul posto, si è trovato davanti un 49enne , residente a Ravenna, incensurato, che aveva occultato addosso una cuffia e due occhialini da piscina, per un valore di circa 40 euro, superando le casse senza pagare la merce. La merce è stata restituita all’avente diritto mentre l’uomo è stato accompagnato in caserma ed al termine delle formalità di rito, è stato denunciato all’autorità giudiziaria di Ravenna per “furto aggravato”.
Ravenna è tra le 17 città italiane che hanno almeno un albero ogni quattro abitanti. Lo dice l’ultima edizione di Ecosistema Urbano, il rapporto annuale sulle performance ambientali delle città stilato da Legambiente in collaborazione con Il Sole 24 Ore. In altre parole le pagelle al verde pubblico che sopravvive tra l’asfalto. Nel dettaglio a Ravenna si contano 27 alberi ogni cento abitanti, al comando della classifica c’è Modena dove addirittura ci sono più alberi che residenti (108 ogni 100).






Arriva l’estate e le scuole si svuotano di alunni: è il periodo migliore per realizzare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, adeguamento o strutturali negli edifici scolastici che lo richiedono. Il valore complessivo degli interventi previsti quest’anno ammonta a 4.468.200 euro. L’intervento più consistente è a Lido Adriano dove prosegue la costruzione della nuova scuola secondaria di primo grado (scuola media), capace di 12 aule e dotata di una palestra regolamentare per il basket e una tribuna da 90 posti. È prevista l’apertura delle aule in settembre, mentre entro l’anno sarà terminata la palestra. Il costo dei lavori è di tre milioni e mezzo di euro. Sono poi tante le scuole, in città, nel forese e al mare, interessate da cantieri di manutenzione straordinaria e adeguamento.
La profilassi anti-papilloma virus, già di routine per gli adolescenti di entrambi i sessi a partire dagli undici anni di età, viene estesa – gratuitamente – anche alle giovani donne fino a 26 anni,mai vaccinate in precedenza. Lo ha deciso la Giunta regionale, rafforzando il proprio impegno per la tutela della salute delle persone grazie alle vaccinazioni. In questo caso per prevenire l’infezione da Papillomavirus Umano (Hpv), causa di tumore alla cervice dell’utero e di altri tumori dell’apparato genitale maschile e femminile. Grazie al provvedimento adottato, si amplia la platea dei possibili destinatari.