sabato
16 Maggio 2026

Sequestra la ex fidanzata, arrestato un faentino di 32 anni

L’episodio è avvenuto tra domenica e lunedì. Ha costretto la donna a guidare da Faenza a Medicina dove avrebbero dovuto regolare “vecchie questioni personali”

StalkingUn 32enne faentino è stato arrestato per aver sequestrato la sua ex fidanzata. Questo è quanto accaduto nella notte tra domenica 31 marzo e lunedì primo aprile. L’uomo aveva invitato la donna a raggiungerlo a Faenza per parlare del loro rapporto. Quando si sono visti, la donna lo ha fatto salire sul lato passeggero dell’auto ma ha ben presto capito di essere caduta in una trappola: alla fine della discussione il 32enne, anziché scendere, le ha intimato di mettere il moto e partire verso Medicina per “regolare alcune questioni”.

Spaventata, la ragazza ha tentato diverse volte di accostare la macchina e di fuggire. Lui le ha sottratto il telefono tenendola per un braccio. La fuga è riuscite all’altezza di Castel San Pietro: uscita dall’abitacolo ha chiesto aiuto a molte auto di passaggio ma solo l’autista di un furgone si è fermato. Una volta salita, la donna ha chiesto di guidare verso una caserma dei carabinieri. Il giovane li ha inseguiti per un breve tratto, poi ha deviato verso la stazione ferroviaria dove ha abbandonato l’auto e preso un treno. I carabinieri di Medicina lo hanno arrestato in quel frangente e portato in carcere, a disposizione della procura.

 

 

Incidente alla rotonda Gran Bretagna, ferito un uomo di ottant’anni

L’incidente stradale è avvenuto alla rotonda Gran Bretagna, tra viale Romea e viale Europa. Investito da una 68enne

Incidente Censored

Un uomo di ottant’anni è rimasto gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto poco dopo le 8. L’incidente stradale è avvenuto alla rotonda Gran Bretagna, tra viale Romea e viale Europa. L’anziano è stato travolto da una donna di 68 anni. Sul posto per i rilievi la polizia municipale mentre il 118 ha trasportato l’anziano in elicottero al Bufalini.

Il Ravenna torna a casa da Pesaro con un punto molto prezioso in ottica playoff

Calcio C / Partita a reti inviolate tra marchigiani e giallorossi per merito delle difese che concedono occasioni con il contagocce. La squadra di Foschi consolida la sua settima posizione in classifica

Pesaro-Ravenna 0-0
VIS PESARO (4-3-3): Tomei; Hadziosmanovic, Paoli, Gennari, Rizzato; Tessiore (20’ st Gaiola), Botta, Ivan (29’ st Buonocunto); Guidone, Olcese (20’ st Voltan), Lazzari. A disp.: Stefanelli, Bianchini, Rossoni, Rocchi, Testoni, Pastor, Romei, Briganti, Sabattini. All.: Colucci.
RAVENNA (3-5-2): Venturi; Ronchi, Jidayi, Lelj; Eleuteri, Esposito (43’ st Martorelli), Papa, Selleri (32’ st Maleh), Bresciani; Gudjohnsen (12’ st Nocciolini), Raffini (12’ Galuppini). A disp.: Spurio, Sangiorgi, Barzaghi, Scatozza, Siani, Sabba, Trovade. All.: Foschi.
ARBITRO: Angelucci di Foligno.
NOTE – Ammoniti Papa, Voltan, Paoli, Lelj.

Galuppini Teramo
L’attaccante del Ravenna Francesco Galuppini

Poche emozioni al “Benelli” di Pesaro, con il Ravenna che torna a casa con un punto prezioso al termine di una partita combattuta ed equilibrata. Grazie a questo passo avanti in classifica i giallorossi consolidano la loro settima posizione con quattro punti di vantaggio sulla Fermana, mentre il quinto posto di Sudtirol e Monza è distante solo due lunghezze. Per questa sfida Foschi preferisce l’inedita coppia offensiva composta da Raffini e Gudjohnsen, che ben figurano nella prima frazione ma non riescono a pungere. Gara dominata dalle difese che bloccano sul nascere gran parte delle iniziative e a far sorridere l’ambiente bizantino sono le buone notizie per il graduale rientro degli infortunati nell’ottica dei playoff.

Al fischio d’inizio squadre subito aggressive a centrocampo alla ricerca del vantaggio. Ci prova subito Esposito su punizione al 4′ ma il suo destro viene deviato in angolo dalla barriera. La risposta dei padroni di casa non si fa attendere e al 7′ Guidone anticipa Jidayi su cross di Lazzari, ma non inquadra lo specchio. Si riaffaccia il Ravenna in attacco con Esposito che lavora un bel pallone per Papa che scocca un rasoterra di destro dal limite, controllato in due tempi da Tomei. Un minuto dopo sono i biancorossi a provare a sbloccarla con Ivan che ruba palla a centrocampo e serve in profondità Lazzari, ma il suo sinistro in equilibrio precario è lontano dalla porta difesa da Venturi. Dopo queste folate la partita viene giocata soprattutto a centrocampo, con le squadre più attente a difendere con ordine. Al 42′ l’occasione più nitida della prima frazione, con Papa che con un traversone trova in area piccola Eleuteri abile a eludere il fuorigioco della Vis, ma il suo destro a un passo da Tomei è troppo chiuso e non riesce a portare in vantaggio i giallorossi.

La ripresa si apre con un Ravenna più aggressivo, ma che non riesce a scardinare la difesa della Vis Pesaro, Foschi prova a cambiare le carte scambiando la coppia d’attacco inserendo Galuppini e Nocciolini. E’ proprio il 7 giallorosso che al 15′ ci prova con un mancino potente sul lancio lungo di Lelj, ma la mira anche in questo caso è troppo alta. I ritmi sono elevati, ma le squadre continuano a lottare senza produrre particolari azioni da gol. Ci prova di nuovo Lazzari al 36′ ma la sua conclusione è velleitaria e non impensierisce Venturi. Quando la partita sembra scivolare sullo 0-0 al 45′ un errore difensivo permette a Guidone di trovarsi la palla all’interno dell’area giallorossa ma anche in questo caso la mira della punta biancorossa è da rivedere e al direttore di gara non resta che mandare le due squadre con un punto a testa. Risultato giusto per due squadre che pur battendosi con grande intensità non sono riuscite a perforare le rispettive difese più che attente.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Luciano Foschi (tecnico Ravenna): «Sapevamo di incontrare una squadra brava, mi è sembrata una partita giocata a ritmi molto alti, non divertente ma combattuta con squadre che hanno lottato su ogni pallone. Quando i ritmi sono così elevati ci vuole più qualità, questa magari è mancata da entrambe le parti e le occasioni sono state poche, il risultato mi sembra giusto per quanto si è visto in campo».

Elenoire Casalegno, 25 anni di carriera in tv: «Volevo fare il magistrato…»

L’esordio su Italia Uno col programma musicale Jammin: «Facevo la quinta superiore, andavo da Ravenna a Milano a registrare un giorno a settimana». La campagna Me Too? «Mai subito molestie, un uomo capisce se una donna è propensa ad accettare certe proposte». Gli influencer? «Quanti falsi, Instagram ha tanti filtri…»

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Elenoire Casalegno, foto dal suo profilo Instagram dove ogni scatto è accompagnato dall’hashtag choosethebestfucktherest

“Altro fiore all’occhiello della prima puntata: Jovanotti e il suo cd-rom, primo artista in Italia a realizzarlo”. Si concludeva così un lancio dell’agenzia Adnkronos del 6 ottobre 1994 per annunciare la partenza di Jammin, un nuovo rotocalco musicale in onda il venerdì alle 23 su Italia Uno. Alla conduzione Samuele Bersani, Samantha De Grenet e la 18enne Elenoire Casalegno. Oggi i cd-rom sono roba vintage da collezionista ma la ravennate è ancora protagonista in tv.

Elenoire, che ricordi ha di quell’esordio?
«Bellissimi. Il provino per la selezione fu proprio sul campo: mi buttarono davanti a una scuola a fare interviste agli studenti e dopo dieci minuti dissero che ero perfetta. Io ero in quinta superiore e quindi un giorno a settimana facevo Ravenna-Milano andata e ritorno per registrare la puntata. È stato un anno intenso: Jammin, la patente, la maturità».

Com’era arrivata su Italia Uno?
«Mi chiamarono subito dopo aver vinto “Look of the year”, il più importante dei concorsi per modelle a cui decisi di iscrivermi perché un’amica insisteva: lei diceva che dovevo fare la modella, a me non interessava, ma accettai. In camerino piangevo e mi vergognavo ma mi feci coraggio perché mi avevano accompagnata i mei genitori: ero minorenne e a quei tempi si usava ancora che i genitori accompagnassero i figli…».

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Elenoire Casalegno, foto dal suo profilo Instagram dove ogni scatto è accompagnato dall’hashtag choosethebestfucktherest

E se non avesse fatto tv?
«Volevo fare il magistrato per la mia ossessione che ho da sempre per la giustizia e la rabbia che provo per le ingiustizie».

Quanto è diversa la tv del 2019 da quella del 1994?
«Basta pensare quanta differenza c’è tra il Paese di allora e quello di oggi. Negli anni novanta c’era un clima più rilassato, non c’era questa tensione per la fatica che tanti fanno per tirare avanti. E quindi c’era più denaro da investire nelle produzioni tv».

Sicuramente non c’erano i social. Oggi si può lavorare in tv senza una identità social?
«Oggi puoi essere un influencer che influenza le masse ed essere riconosciuto sul web con un buon seguito ma quando vieni portato in tv spesso non funzioni. Invece chi ha una notorietà nata in tv è più facile che possa avere lo stesso risultato sui social. L’80 percento dei tanto famosi influencer sono personaggi finti».

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Elenoire Casalegno, foto dal suo profilo Instagram dove ogni scatto è accompagnato dall’hashtag choosethebestfucktherest

In tv non è così?
«Anche in tv c’è sempre un racconto ma ci sono meno filtri, dopo un po’ quello che sei davvero si capisce. Va bene trucco e luci, ma più o meno sei quella roba lì. Instagram invece ha tanti tanti filtri».

Con che approccio usa il suo Instagram con 700mila follower?
«Per chi fa nostro il lavoro è un meraviglioso ufficio stampa».

Si può lavorare in tv senza un agente?
«Agli inizi c’è bisogno di qualcuno che ti introduca poi dopo tanti anni i rapporti li gestisci più personalmente perché ti sei fatto le conoscenze».

Tv e cinema sono stati di recente agitati dalle battaglie del movimento cosiddetto Me Too. Ha mai subito molestie?
«Mai. Ho incontrato uomini che provavano a corteggiarmi ma questo avviene anche nella vita quotidiana, fa parte della normalità. Non mi sono mai trovata in situazioni imbarazzanti. Un uomo se non è un pazzo scellerato capisce chi ha davanti e capisce se una donna è propensa ad accettare un certo tipo di proposte. Però trovo molto squallido che un uomo usi potere e lavoro per ottenere una serata di sesso, è una cosa da misero povero sfigato».

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Elenoire Casalegno, foto dal suo profilo Instagram dove ogni scatto è accompagnato dall’hashtag choosethebestfucktherest

Ma cosa pensa delle denunce che hanno sollevato il caso?
«Non siamo tutti uguali. L’età conta: adesso a 42 anni ho una reazione diversa da quella che avrei avuto a 20 anni. Era giusto parlarne, temo solo che il polverone del caos mediatico poi finisca in nulla. E bisogna stare attenti quando si parla: puntare il dito contro una persona può rovinare una vita».

A quale programma è più legata?
«Jammin sicuramente significa molto. Ma sono una dei privilegiati che ha potuto lavorare accanto a Raimondo Vianello ai tempi di Pressing. Aveva un modo di fare unico, una ironia pungente a tratti macabra ma molto intelligente».

Tanta tv da conduttrice e poi l’esperienza da concorrente di un reality con il Grande Fratello Vip…
«E resterà anche l’unica. È giusto fare tutte le esperienze ma ripeterne alcune è da matti. Sono stati bravi a Mediaset a convincermi e io l’ho presa come esperimento per vedere cosa succedeva a chiudermi in una gabbia con 14 sconosciuti. Non ho mai desiderato vincere e a un certo punto, quando mi sono resa conto che avevo dato tutto e aveva preso tutto, ho fatto il possibile per uscire».

Eravate spontanei?
«Io sì, altri no».

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Elenoire Casalegno, foto dal suo profilo Instagram dove ogni scatto è accompagnato dall’hashtag choosethebestfucktherest

Che cosa guarda in tv?
«Quando inizia qualche programma lo guardo per curiosità perché è il mio lavoro, ma sono soprattutto una malata tossica di serie tv. Cosa c’è di meglio in inverno che mettersi sul divano con la copertina di flanella?».

Consigli?
«Suits, Stranger things e a tutti gli adolescenti consiglio Tredici».

A proposito di adolescenza sua figlia di 19 anni l’ha appena superata. Se volesse fare tv?
«Della tv non le frega niente».

Conosco una che a 18 anni voleva fare la magistrata…
«Non la obbligherò mai a fare o non fare qualcosa, sarà libera di scegliere. Le piace cantare e ha una voce meravigliosa. Poi è una appassionata totale di Moto Gp: forse farà la giornalista sportiva».

Scivolone Rekico in casa con Milano. Ai faentini resta la corsa per il quarto posto

Basket B / Una giornata negativa al tiro da tre e i pochi rimbalzi recuperati segnano la prestazione della squadra di Friso al PalaCattani

Faenza-Urania Milano 53-81
(11-20, 26-38, 43-64)
REKICO FAENZA: Fumagalli 14, Costanzelli 8, Silimbani, Samorì ne, Casagrande 2, Venucci 5, Zampa 6, Petrucci 6, Pambianco ne, Santini ne, Sgobba 12. All.: Friso.
SUPER FLAVOR URANIA MILANO: Simoncelli 19, Piunti 9, Perez 11, Santolamazza 4, Albique, Paleari 10, Scanzi 16, Eliantonio 4, Toffali 2, Piatti, Negri 6, Sedazzari. All.: Villa.
ARBITRI: Roca e Rodia.
NOTE – Uscito per falli: Venucci.

Mattia Zampa
Sei punti per la guardia della Rekico Mattia Zampa

Nonostante la sconfitta casalinga con l’Urania Milano, con i lombardi che hanno espugnato il PalaCattani di quasi trenta punti, la Rekico resta in corsa per il quarto posto, che sarà con tutta probabilità un testa a testa con Padova. Le due squadre sono quarte a 34 punti e dunque decisive saranno le ultime tre giornate. I faentini giocheranno a Crema e ospiteranno Lecco e Bernareggio, mentre Padova riceverà Crema, andrà ad Orzinuovi e chiuderà in casa con Cesena. Tornando al match con la Super Flavor, la Rekico paga una giornata negativa al tiro da tre e i pochi rimbalzi catturati (36-18 il computo totale per l’Urania) contro la squadra più in forma del girone, che può ancora puntare alla vittoria del campionato. Sempre senza Chiappelli, i Raggisolaris hanno comunque il merito di non mollare mai, incassando un passivo troppo pesante per quanto visto in campo.

L’Urania parte avanti 8-0 portandosi poi sull’8-20, ma la Rekico reagisce grazie anche al calore del PalaCattani e arriva fino al 20-29. Sgobba ha nelle mani il pallone del -7, ma la sua conclusione non va a segno e così la Super Flavor ne approfitta, piazzando un mini break andando sul 20-34, frutto delle alte percentuali offensive e di un’ottima difesa. All’intervallo Faenza si trova ad inseguire 26-38, ma al rientro in campo i tanti errori in attacco e le palle perse fanno il gioco di Milano che chiude il terzo quarto avanti 43-64, parziale frutto di altissime percentuali offensive. Nell’ultimo periodo gli equilibri non cambiano, ma la Rekico non smette mai di lottare, mostrando lo spirito giusto che servirà per conquistare il quarto posto.

Terre di Dante, Simonini si dimette: «Pressioni esterne sui componenti del comitato»

Revocato anche il Comitato Scientifico. L’editore: «Spero che questo gesto distenda i rapporti istituzionali»

Dante Ritratto Bronzino
Dante in un ritratto allegorico del Bronzino

Ivan Simonini si dimette da presidente del Parco letterario Terre di Dante e dal presidente del comitato scientifico. Secondo Simonini «attorno all’attività del parco si è concretizzata una frequenza negativa di interventi autorevoli» e – dice l’editore – ci sarebbero state anche pressione per indurre alcune componenti del comitato scientifico ad uscirne.

«Nel dubbio sulle cause di tali interventi (impropri ma purtroppo efficaci), il mio primo dovere morale è attribuirle a me. Anche se ci sarebbe da chiedersi se a Ravenna si conosca il principio della “sussidiarietà orizzontale” in base al quale la società, nelle sue varie forme autonome, è chiamata a concorrere al bene comune». Con le dimissioni di Simonini «viene da me contestualmente revocato il Comitato Scientifico stesso assieme ad ognuno dei suoi componenti». Nella lettera indirizzata al professor Giuseppe Chicci, presidente dell’associazione Amici di Dante, Simonini si augura che le dimissioni producano «un miglioramento nei rapporti istituzionali della tua generosa e coraggiosa missione dantesca».

Quando il grande cinema esplora il mondo degli adolescenti: “Youth in the world”

Nove film a ingresso gratuito per parlare di scuola, formazione, conflitto, lutto, amore, dalla Francia alla Slovenia, dall’Italia agli Usa. Proiezioni al Jolly e al circolo Abajur. Visioni mattutine per le scuole

54405Il passaggio dall’infanzia all’età adulta è un tema universale e da sempre caro al mondo della narrativa e del cinema. Ecco allora a Ravenna – a partire dall’1 aprile e fino a metà maggio tutti i lunedì al Cinema Jolly e alcune settimane al Circolo Abajur –  la nuova rassegna di cinema “Youth in the World”, organizzata da Ravenna Cinema in sinergia con le sue manifestazioni storiche “Soundscreen Film Festival” e “Per non morire di televisione”. In tutto si tratta di nove lungometraggi e otto corti, tutti a ingresso gratuito e legati da un filo conduttore preciso: si rivolgono innanzitutto a un pubblico di adolescenti e parlano di temi che li riguardano da vicino. I protagonisti dei film proposti sono infatti ragazzi da tutto il mondo; e le proiezioni sono rivolte, oltre che al normale pubblico amante del grande cinema d’autore, anche e soprattutto agli studenti e alle studentesse delle scuole superiori di Ravenna, con speciali proiezioni mattutine a loro riservate per favorire lo sviluppo della cultura cinematografica tra gli alunni e i docenti (orari proiezioni mattutine Cinema Jolly: ore 8.15 e 10.30. Le classi interessate possono partecipare a uno o più film; e su richiesta anche a tutte. Per prenotare uno o più film: mandare una mail all’indirizzo ravennacinema@gmail.com oppure 338.2964371).

Le parole chiave di questa rassegna “ Youth in the World” non possono quindi che essere crescita civile, integrazione sociale e relazioni interculturali. Mostrare storie di adolescenti di tutto il mondo, tra analogie, desideri e sogni comuni. Proporre film su “la meglio e la peggio gioventù” nel mondo intero, in tutte le possibili situazioni e sfaccettature, per conoscersi meglio tra giovani; ma anche per far conoscere meglio l’universo dei Giovani nel Mondo. Partire da film sui giovani per incrociare i giovani tra di loro in un’ottica di curiosità, conoscenza, rispetto e inclusione.

I film spaziano dalla fiction al biopic, dal documentario all’animazione, in una selezione che evita ogni facile stereotipo e cerca originalità, contemporaneità e freschezza, con particolare attenzione alle opere dei nuovi talenti del cinema, già premiate nei principali festival internazionali. Nel box grande accanto il programma completo della rassegna serale aperto a tutti, nel box grigio i dettagli per le proiezioni mattutine, sempre gratuite, riservate invece alle scuole.

A seguire il calendareio con tutto il programma serale aperto al pubblico della rassegna “Youth in the World”

Lunedì 1 aprile Cinema Jolly ore 21: La profezia dell’armadillo di Emanuele Scaringi, Italia 2018, tratto dalla graphic-novel di Zerocalcare.

Lunedì 8 aprile Cinema Jolly ore 21: M.I.A. La cattiva ragazza della musica di Steve Loveridge, Uk/Sri Lanka 2018 (Miglior Documentario Sundance 2018). Da figlia di rifugiati dello Sri Lanka, fino a diventare una delle pop star più famose del pianeta. È la vita della rapper M.I.A Matang.

Giovedì 11 aprile Cineclub Abajur ore 21: Festival tout court: cortometraggi francofoni, proiettati in lingua francese con sottotitoli italiani.

Lunedì 15 aprile Cinema Jolly ore 21: Il professore cambia scuola di Olivier Ayache-Vidal, Francia 2017. François è professore di lettere al prestigioso liceo Henri IV di Parigi. Un giorno, senza volerlo, viene trasferito in un liceo della banlieue, una delle zone più disagiate di Parigi.

Lunedì 29 aprile Cinema Jolly ore 21: Lady Bird di Greta Gerwig, Usa 2017. È il 2002, e Christine frequenta l’ultimo anno del liceo a Sacramento ed è nella fase critica dell’adolescenza.

Giovedì 2 maggio Cineclub Abajur alle 21, Indivisibili di Edoardo De Angelis, Italia 2016, premio Fedic a Venezia 2016. Vincitore David di Donatello 2017 e Nastri d’Argento 2017. Dasy e Viola sono due ragazzine gemelle siamesi un giorno le sorelle scoprono che la chirurgia ha nuove tecniche, e che c’è la possibilità di poter essere separate, ma la famiglia le pone di fronte ad un ricatto morale…

Lunedì 6 maggio Cinema Jolly alle 21: La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi, Italia 2019, Orso d’Argento miglior sceneggiatura 2019, dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano. Un gruppo di 15enni del Rione Sanità affamati di potere e soldi facili, si fa largo sulla scena criminale della città.

Giovedì 9 maggio Cineclub Abajur alle 21, Class Enemy, Razredni Sovražnik, Slovenia 2013, 110′, miglior Film Settimana della Critica. Slovenia, oggi. Un liceo come tanti dove arriva il nuovo supplente di tedesco, il durissimo e glaciale professore Zupan. Un violento corto circuito didattico, ma al quale si aggiunge una tragedia: Sabina, una delle ragazze della classe, si suicida.

Lunedì 13 maggio Cinema Jolly alle 21, La melodie, Rachid Hami, Francia 2017. Simon, un violinista di concerti classici rimasto senza contratto, per sopravvivere accetta la proposta di una scuola media nella banlieue di Parigi per dare lezioni di violino.

Proiezioni al Cinema Jolly: ingresso gratuito. Proiezioni al Cineclub Abajur: ingresso gratuito riservato ai soci Aics.

Avanti per tre quarti di gara, l’OraSì a Verona viene superata nel rush finale

Basket A2 / Non basta una buona prestazione ai giallorossi per espugnare l’ostico parquet dell’ambizosa Tezenis. La squadra di Mazzon però mantiene la nona posizione che vale i playoff

Verona-Ravenna 76-68
(15-21, 39-37, 51-57)
TEZENIS VERONA: Amato, Severini 5, Ferguson 6, Vujacic 17, Candussi 17, Poletti 12, Udom 19, Ikangi, Quarisa. All.: Dalmonte.
ORASI’ RAVENNA: Marino 12, Smith 19, Jurkatamm 9, Gandini 5, Hairston 10, Montano 5, Masciadri 6, Cardillo 2. All.: Mazzon.
ARBITRI: Bartoli, Marota e Callea.
NOTE – Verona: tiri da due 20/34, da tre 8/29, rimbalzi 32. Ravenna: tiri da due 11/26, da tre 12/32, rimbalzi 38.

Foto Tagl
Hairston in azione nel match tra Tezenis e Orasì

Una valorosa e bella OraSì cade sul traguardo a Verona, cedendo solo nel finale (76-68) dopo essere stata a lungo in vantaggio sul parquet di una delle favorite per la seconda promozione in A1. Alla fine il roster lunghissimo di Dalmonte ha propiziato il decisivo ultimo quarto; la fisicità di Poletti e Udom, affiancata alla classe di Candussi e Vujacic, hanno fatto la differenza dopo una gara nella quale Ravenna ha comunque confermato gli eccellenti progressi soprattutto in difesa, risultando poi superiore anche a rimbalzo. Nonostante la sconfitta l’OraSi, cje ha toccato più volte il +7 di margine, può guardare con fiducia alle ultime tre partite e provare a conquistare i playoff proseguendo su questa linea di rendimento. A causa della battuta d’arresto interna di Imola, battuta da Jesi, i giallorossi infatti occupano ancora la nona e ultima posizione disponibile per allungare la stagione.

La Conad si fa abbagliare dal fanalino di coda ma la speranza playoff è ancora viva

Volley A2 femminile / Pesante sconfitta in terra friulana per le ravennati, battute in tre set dal Martignacco. In virtù del ko di Orvieto, il settimo posto tuttavia è ancora distante solo tre lunghezze

Martignacco-Ravenna 3-0
(31-29, 25-22, 25-17)
ITAS CITTÀ FIERA MARTIGNACCO: Gennari 5, Caravello 10, Molinaro 16, Sunderlikova 18, Pozzoni 5, Martinuzzo 12, De Nardi (L); Beltrame, Tangini. Ne: Turco, Pecalli, Dhimitriadhi, Fedrigo. All.: Gazzotti.
CONAD RAVENNA: Gioli 6, Agrifoglio 1, Bacchi 11, Torcolacci 4, Mendaro 16, Lotti 8, Rocchi (L); Altini, Calisesi, Ubertini 4, Vallicelli. Ne: Aluigi. All.: Caliendo.
ARBITRI: Usai di Roma e Ciaccio di Palermo.
NOTE – Martignacco: bs 9, bv 8, errori 7, muri 10; Conad: bs 3, bv 1, errori 16, muri 9. Durata set: 35’, 28’, 24’ (tot. 97’).

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Un’immagine della partita persa dalla Conad a Martignacco (foto Libertas Martignacco)

Pesante sconfitta della Conad, che in terra friulana perde in tre set contro l’ultimo della classe Martignacco e vede complicarsi in modo ulteriore la corsa al settimo posto, che resta però distante tre punti. Il risultato negativo delle ravennati, unito alla vittoria casalinga di Caserta contro San Giovanni in Marignano e alla sconfitta interna di Orvieto con Trento, permette alla squadra di Caliendo di tenere ancora accesa, a due giornate dal termine della Pool Promozione, la fiammella della speranza in un posto playoff. Domenica 7 aprile, poi, salirà a Ravenna proprio l’avversaria diretta VolAlto Caserta, con la speranza di vedere il PalaCosta pieno del pubblico delle grandi occasioni.

Sestetti titolari Sul fronte di Martignacco il tecnico Gazzotti fa scendere in campo Gennari al palleggio, Molinaro e Martinuzzo centrali, Caravello e Pozzoni attaccanti di posto 4, Suderlikova in diagonale, De Nardi libero. Dal canto suo Caliendo al fischio d’inizio schiera lo starting six titolare biancorosso composto da Agrifoglio al palleggio, Gioli e Torcolacci centrali, Bacchi e Lotti sulle bande, Mendaro opposto, Rocchi libero.

Primo set Avvio brillante per le padrone di casa che provano più volte l’allungo, prima sul 3-1, poi sul 6-3 e ancora sul 9-7, sempre però riprese dalla Conad, che mantiene la parità fino al 12-12. Molinaro con l’ace firma il 15-12 e il grande lavoro a muro fa volare Martignacco sul 19-14, ma anche stavolta le ospiti reagiscono con un gran turno al servizio di Bacchi. Mendaro con attacco e muro riporta le sue a -1 sul 20-19, poi con l’ace pareggia a quota 22. Molinaro risponde per le rime con un altro servizio vincente per il 24-22, ma Ravenna annulla i due set point mandando la partita ai vantaggi. Le due squadre si scambiano più volte la leadership, finché l’ace di Gennari e il muro di Caravello non regalano il primo parziale alle padrone di casa per 31-29.

Secondo set Grazie a una bella reazione la Conad si porta 4-7 e doppia le avversarie sul 5-10. Martignacco è però monumentale nel muro-difesa e pian piano risale la china fino al 12-12. L’Olimpia Teodora prova ad allungare nuovamente sul 14-16, ma viene subito raggiunta (16-16) e il finale della frazione resta punto a punto. Le padrone di casa piazzano il sorpasso e l’allungo sul 22-20 con l’ace di Caravello e un missile di Sunderlikova, poi ancora con il muro chiudono i conti sul 25-22.

Terzo set Ravenna parte con il break del 2-4, ma l’inerzia del match è tutta per le friulane che difendono su ogni pallone, sorpassano e allungano, prima sull’8-6, poi sull’11-8. Caliendo, che già aveva provato a inserire Ubertini per Lotti, cambia regia gettando nella mischia Vallicelli. Tuttavia Martignacco è inarrestabile, con l’ace di Gennari si porta sul 14-9, poi dilaga fino al 20-11. Nel finale tra le ravennati c’è spazio anche per Altini, ma la Conad si riavvicina al massimo a -7 (21-14), prima che la solita Sunderlikova metta a terra il 25-17 che vale il 3-0 e la prima vittoria nella Pool Promozione per le padrone di casa.

Tv, Viola e la vittoria a l’Eredità su Rai Uno: «Mi ha aiutato il teatro a scuola»

La studentessa di Ravenna ha vinto 190mila euro in gettoni d’oro. Nei momenti di tensione al game quiz per la ventenne è stato utile il corso del Teatro delle Albe: «Che strani i feticisti su Facebook dopo le puntate»

Insinnacasadei
Viola Casadei, 20 anni, in compagnia di Flavio Insinna, conduttore del quiz show di Rai Uno l’Eredità

Quale parola può abbinarsi con le parole cravatta, vela, cotone, regalo e azzurro? Fiocco. È così che la ravennate Viola Casadei ha vinto 190mila euro in gettoni d’oro. La ventenne studentessa di Lettere ha fatto il botto al quiz show L’Eredità su Rai Uno azzeccando la soluzione giusta della ghigliottina finale. Il 16 marzo, quando è andata in onda la sesta e decisiva puntata registrata una decina di giorni prima, c’erano circa 4,5 milioni di telespettatori davanti alla tv (dati Auditel).

Cominciamo dalla fine. Quando abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook l’articolo con la notizia della vincita si sono scatenati i complottisti del “era tutto preparato”. Se lo aspettava?
«I miei genitori mi hanno preparato a tutto, c’è sempre da aspettarsi il peggio dalle persone. Mia mamma è un’insegnante di scuola media, mio padre lavora in una ditta di smaltimento rifiuti: non mi conosce nessuno in Rai. In vita mia ho ottenuto tutto con la mia fatica, ora capita questa manna dal cielo e ho la coscienza a posto».

Oltre alla critiche è arrivato altro via social?
«Mi hanno scritto tanti amici o conoscenti che non sentivo da anni ma sono rimasta stupita da quanti sconosciuti mi abbiano scritto solo per avermi visto in tv».

E che dicevano?
«Dai semplici complimenti alle richieste feticiste di una fotografa che voleva vedere i miei piedi passando per un uomo che vive in Austria e mi ha visto sui Raiplay e vorrebbe che sposassi suo figlio in Italia».

A parte il viaggio in America che ha annunciato anche a fine puntata, come userà i 190mila euro? Cambiano i piani per il futuro in qualche modo?
«Ringrazio i miei genitori per avermi cresciuto pensando ai soldi come uno strumento e non come un valore. Diciamo che tiro un sospiro di sollievo per un eventuale mutuo per una una casa, so di avere un bel paracadute ma non sto pensando a borse di Chanel. In questo momento mi sento più un Gollum del Signore degli Anelli con “il mio tesoro” da custodire».

Come è arrivata a L’Eredità?
«Sono una mega fan a livelli veramente malati di ogni tipo di quiz show. E l’Eredità è diventato il gioco di casa, c’è competizione in famiglia, una guerra: giochiamo insieme, chi vince quella sera magari non lava i piatti o non sparecchia. Cose così. Mia sorella mi ha spinto ad andare e l’11 febbraio ho mandato un’email per partecipare. Quattro giorni dopo mi hanno contattato per il casting a Bologna. E poi è arrivata la chiamata per andare a Roma».

Come funziona?
«Si registrano due o tre puntate al giorno. Per ognuna servono un paio di ore. O anche di più se ci sono imprevisti: quella volta che si è guastato lo schermo abbiamo aspettato il tecnico. E purtroppo per ragioni di regolarità richieste dal notaio non si può uscire dallo studio: niente sigarette, niente bagno. A fine giornata il campione viene ospitato in albergo per tornare il giorno dopo a registrare le nuove puntate. Io per scaramanzia non avevo portato i cambi: in albergo a fare il bucato è stato divertente…».

Chi sceglie gli abiti della puntata?
«La produzione chiede di portare quattro cambi e là ne fanno scegliere tre in ordine di preferenza. Poi gli autori valutano gli incroci cromatici dei concorrenti con l’abito del conduttore o delle Professoresse e fanno la scelta».

Trucco e parrucco?
«Fanno loro ed è il momento in cui ti senti una diva coccolata sapendo che mai ti ricapiterà di avere quel trattamento. Mi è capitato di trovarmi accanto Marta Flavi che doveva farsi sistemare i capelli per un’altra trasmissione».

Nessuna indicazione dagli autori su come comportarsi in studio?
«C’erano due ragazze della produzione Magnolia che seguivano i concorrenti come ombre, in pratica delle baby sitter: regolamento, goccino d’acqua, tempi, spostamenti. Cose pratiche. Poi nel programma ti lasciano fare. L’unica cosa che è stata un po’ meno intellettualmente onesta è il momento della presentazione in cui chiedono davvero di andare su con il tono di voce, sorridere, devi diventare un po’ personaggio per trasmettere che è il momento più sereno della tua vita e tu invece sei lì teso e nervoso con l’ascella pezzata».

Era tanta la tensione?
«Tantissima, ho cercato di dissimulare. Forse un po’ mi ha aiutato aver fatto per tanti anni la Non-Scuola con il Teatro delle Albe».

Tra concorrenti e conduttore che rapporto c’è?
«Nei momenti di stacco e di pausa le Professoresse tornavano nei loro camerini, Insinna invece si fermava quasi sempre a chiacchierare con i concorrenti, credo lo facesse anche per aumentare la confidenza e metterci più a nostro agio. È stato molto dolce e molto umano».

Chi vince il montepremi brinda con un calice di Bellini insieme alle Professoresse e in quel momento hai detto che era il sogno della tua vita. Com’è venuta fuori la battuta?
«In quel momento non avevo proprio il controllo di cosa dicevo e mi è venuto spontaneo perché è una battuta che facevo spesso a casa con i miei genitori. La cosa divertente è che l’azienda che lo produce me ne ha mandato una cassa per quella battuta».

Incendio in un appartamento: nessun ferito, accertamenti sulle cause

In via Girolamo Rossi alle 21.30 l’intervento dei vigili del fuoco durato alcune ore

RAVENNA 30/03/2019. INCENDIO IN UNA CASA DI VIA GIROLAMO ROSSI.Un incendio si è sviluppato in un appartamento al primo piano di una edificio in via Rossi, in centro storico a Ravenna, nella serata di ieri 30 marzo. Le fiamme sono divampate verso le 21.30 e i vigili del fuoco hanno lavorato fino a mezzanotte per spegnere l’incendio e mettere in sicurezza l’ambiente. Non ci sono stati feriti, distrutti arredi e un soppalco in legno.

RAVENNA 30/03/2019. INCENDIO IN UNA CASA DI VIA GIROLAMO ROSSI.I pompieri hanno sconsigliato la fruibilità dei locali per ragioni di igiene, per il fumo ancora presente nell’aria. L’agibilità dei locali sarà valutata dai tecnici comunali. Al momento sono in corso accertamenti sulle origini del rogo, sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.

È morto l’architetto della riqualificazione delle Classense di vent’anni fa

Giampiero Cuppini ora stava lavorando al progetto per ampliamento e rigenerazione urbana della biblioteca tra piazza Caduti e largo Chartres verso le celebrazioni dantesche del 2021

Saladantesca
La Sala dantesca in Biblioteca Classense

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio di cordoglio del sindaco di Ravenna Michele de Pascale e dell’assessora alla Cultura Elsa Signorino per la scomparsa dell’architetto Giampiero Cuppini:

Con grande dispiacere apprendiamo della morte dell’architetto bolognese Giampiero Cuppini. Nel 1999 l’architetto Cuppini fu incaricato di realizzare il progetto della ‘Grande Classense’, l’importante intervento di riqualificazione, adeguamento e di rifunzionalizzazione dell’intero complesso monumentale. Si occupò inoltre del progetto di restauro dell’antico Refettorio Camaldolese, oggi Sala Dantesca. Attualmente il progettista stava lavorando all’intervento di ampliamento e di rigenerazione urbana che ha fulcro nella Classense e che coinvolge la zona tra Piazza Caduti e Largo Chartres, in vista delle celebrazioni dantesche del 2021. Le più sincere condoglianze da parte dell’amministrazione comunale e di tutta la comunità ravennate, alla sua famiglia e ai suoi cari.

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