sabato
16 Maggio 2026

Dopo un anno di lavori il Ridotto del Goldoni diventa uno spazio per i cittadini

Per tutti i suoi 180 anni di attività «il salotto della città» non hai mai ospitato eventi culturali ma è stato a lungo sede di uffici pubblici: un intervento da 650mila euro e un calendario di eventi a partire dal 7 aprile

Foto Di Gruppo Davanti Al Teatro GoldoniSi parla spesso di contenitori culturali, spazi polifunzionali adibiti alle più svariate manifestazioni pubbliche: convegni, presentazioni, concerti, letture. Come se questi spazi non avessero una loro specificità, come se la forma non influenzasse il contenuto che ospita. Ecco, i Ridotti non sono contenitori, ma spazi anfibi, sospesi tra pubblico e privato, tra città e teatro. Sono i «salotti della città», per usare la definizione di Ruggero Sintoni, direttore di Accademia Perduta; luoghi in cui la collettività si riconosce, in cui esercitare un diritto di cittadinanza.

Non si può  che gioire, dunque, per la restituzione alla città del Ridotto del teatro Goldoni di Bagnacavallo. Dopo quasi un anno di lavori e ristrutturazioni, iniziati nel marzo del 2018, gli spazi del Ridotto ritornano alla loro vocazione originale; vocazione che, per gli strani scherzi della storia, il Ridotto non ha potuto mai esercitare prima d’oggi. Per tutti i suoi 180 anni di attività, infatti, il Ridotto del Goldoni non hai mai ospitato eventi culturali, ma è stato a lungo sede di uffici pubblici, negato alla visita.

Presentazione Da Sx Claudio Casadio Ruggero Sintoni Fabio MinghiniI lavori hanno comportato la rimozione di diverse tramezzature e gli interventi di ristrutturazione hanno reso fruibile il grande locale rettangolare centrale, che ospiterà rappresentazioni con il pubblico, mentre le tre stanze adiacenti potranno essere utilizzate per eventi espositivi. Le opere, per un importo complessivo di circa 650mila euro, hanno poi compreso la realizzazione di un ascensore che collega la biglietteria del teatro al Ridotto e il rifacimento degli impianti del Ridotto e del Teatro (impianto antincendio, impianti elettrici e speciali, di allarme, rete dati e migliorie dell’impianto termico esistente).

Ci sono  voluti l’impegno della giunta di Eleonora Proni, l’interesse della Regione e un finanziamento europeo per completare i lavori di adeguamento e preparare queste stanze (capienza stimata 80 persone circa). Come ha precisato durante la conferenza stampa il 29 marzo Fabio Minghini, capo area tecnica del Comune di Bagnacavallo, l’intervento è costato 650 mila euro, equamente divisi fra casse comunali e stanziamenti da Bruxelles; i lavori sono stati eseguiti da una azienda di Caserta, la Cgt, specializzata in interventi di restauro conservativo.

La Venere NeraLa prima stagione di eventi al Ridotto, tutti a ingresso gratuito, è curata da Accademia Perduta e partirà il prossimo 7 aprile, con l’apertura ufficiale degli spazi e l’inaugurazione di una mostra del fotografo Paolo Ruffini, dedicata ai protagonisti del teatro Goldoni dal ’92 ad oggi. Gli appuntamenti continueranno fino a maggio, alternando eccellenze artistiche del territorio – la Bottega dello Sguardo di Renata Molinari, l’Accademia Bizantina di Ottavio Dantone, la stessa Accademia Perduta di Sintoni e Claudio Casadio – a grandi ospiti internazionali.

Su tutti, Carlo Ossola, intellettuale e filologo di grande rilievo che parlerà, sabato 13 aprile, di un celebre bagnacavallese, Tomaso Garzoni; o ancora l’attrice Pamela Villoresi, che affronterà la figura di Eleonora Duse in un recital di Maria Letizia Compatangelo, accompagnata dal pianista Marco Scolastra.

Cristiano CavinaMa non mancheranno anche appuntamenti più pop: il 16 aprile Cristiano Cavina presenta il suo romanzo Ottanta rose mezz’ora; il 29 aprile, un incontro dedicato a Olindo Guerrini, curato da Mariavittoria Andrini; il 2 maggio la prima nazionale dello spettacolo La venere nera, di Liliana Letterese; l’8 maggio si parla di cinema itinerante con Elisabetta Antognoni e Nello Ferrieri; infine, il 19 maggio la rassegna si chiuderà con i burattini del Teatro del Drago. Per tutte le info: accademiaperduta.it.

Il Ravenna Women chiede strada alla Lazio per mantenere accesa la speranza Serie A

Calcio B femminile / Domenica 31 marzo le giallorosse fanno visita alle pericolose romane. Piras: «Qualsiasi gara, se non la si affronta nella giusta maniera, rischia di provocare scivoloni indesiderati»

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Le giallorosse del Ravenna Women prima del calcio di inizio

Nella settima gara del girone di ritorno di Serie B il calendario prevede domenica 31 marzo (ore 15) per il Ravenna Women FC la trasferta romana a casa della Lazio. Dopo il 2-0 rifilato alla Roma Calcio Femminile domenica scorsa al “Soprani”, le leonesse vanno alla ricerca della seconda vittoria consecutiva al “Melli” con le biancocelesti, sempre con l’obiettivo di tentare l’aggancio all’Empoli Ladies, stabile da settimane in seconda posizione nel ranking della cadetteria femminile. La Lazio, dopo la debacle subita nella stracittadina contro le cugine giallorosse due settimane fa, si è aggiudicata l’altro derby della capitale battendo 3-1 la Roma XIV nell’ultimo turno di campionato, posizionandosi così al settimo posto in classifica, con un bottino di 22 punti.

La gara dello scorso 2 dicembre tra Ravenna Women FC e Lazio Women ha visto le giallorosse calare il poker a San Zaccaria, conquistando una vittoria netta con marcature di Burbassi, Cimatti e doppietta di Filippi. Per le romagnole è importante replicare la prestazione dell’andata in modo da proseguire la corsa al secondo posto senza incidenti di percorso. La retroguardia bizantina dovrà stare attenta ai movimenti di Cristina Coletta, capocannoniere delle laziali e autrice di una tripletta nell’ultima giornata di campionato. La direzione della gara sarà affidata all’arbitro Finzi della sezione di Foligno. Occhi come sempre puntati anche sui campi in cui giocano le dirette concorrenti per la Serie A. Gita all’ombra del Colosseo anche per la Fortitudo Mozzecane, attesa dalla Roma Calcio Femminile per un big match d’alta classifica. L’Empoli Ladies invece farà visita all’Arezzo, bisognoso di punti per evitare la retrocessione.

Il tecnico Roberto Piras come sempre preferisce non sbilanciarsi e ricordare alle sue ragazze di non sottovalutare le avversarie: «La Lazio è una grande società, ha costruito una rosa qualitativamente ottima di cui conosco gran parte delle giocatrici, visto che ho avuto il piacere di allenarle in passato. A inizio anno avevo detto che Inter e Lazio avrebbero giocato un campionato a sé, sono stato smentito ma nonostante questo le biancocelesti rimangono sempre delle avversarie temibili da affrontare. Manuela Tesse è un allenatore esperto e di categoria, che fa giocare bene a calcio le sue ragazze. Inoltre, come ho sempre detto, non esistono partite facili in questo campionato. Qualsiasi gara, se non la si affronta nella giusta maniera, rischia di provocare scivoloni indesiderati. Noi dobbiamo continuare la nostra striscia positiva. La squadra sta bene e con l’ultima vittoria si è ripresa moralmente dopo un periodo di paura e di stanchezza mentale. Manca sempre meno alla fine, abbiamo conquistato la salvezza, ovvero l’obiettivo minimo posto a inizio anno. Adesso vedremo, partita dopo partita, dove potremo arrivare. Però, indipendentemente dal risultato, voglio complimentarmi con le mie giocatrici per la serietà e l’impegno che hanno dimostrato fino a oggi e per l’ottimo campionato che hanno disputato».

Le partite (settima giornata di ritorno): Arezzo-Empoli Ladies, Castelvecchio-Lady Granata Cittadella, Genoa Women-Roma XIV, Lazio Women-Ravenna Women Fc, Milan Ladies-Fc Internazionale Milano, Roma Calcio Femminile-Fortitudo Mozzecane.

Classifica: Inter 51 (già promossa), Empoli 37, Ravenna 34, Fortitudo Mozzecane 34, Roma Calcio Femminile 31, Cittadella 24, Lazio 22, Milan 21, Castelvecchio 14, Arezzo 11, Genoa 11, Roma XIV 0 (già retrocessa).

Passa dallo scontro diretto di Fano uno degli ultimi treni playoff per il Faventia

Calcio a 5 B / Nel recupero di domani, sabato 30 marzo, i manfredi affrontano in trasferta i marchigiani con l’obiettivo di avvicinare il quinto posto. Placuzzi: «La partita con l’Eta Beta sarà una vera battaglia da interpretare con il giusto spirito»

Mister Davide Placuzzi
Il tecnico del Faventia Davide Placuzzi

Passa da Fano uno degli ultimi treni playoff per il Faventia. Domani, sabato 29 marzo alle 15 in terra marchigiana, la truppa di Placuzzi farà visita all’Eta Beta Fano nel recupero della diciannovesima giornata di campionato: un vero e proprio scontro diretto da non fallire, perchè il quinto posto dista quattro punti e mancano soltanto quattro turni al termine della stagione regolare. Da sabato dunque la squadra biancazzurra non potrà più concedersi errori per non veder svanire l’obiettivo stagionale. «Mi auguro che le emozioni della Coppa Italia di A1 disputatasi sul nostro campo nello scorso weekend abbiano dato ulteriori stimoli ai miei giocatori – sottolinea il tecnico Davide Placuzzi -. Abbiamo bisogno di un finale di campionato perfetto, a cominciare dalla partita con l’Eta Beta che sarà una vera battaglia da interpretare con il giusto spirito. Affronteremo una squadra che fa dell’agonismo e della fisicità le sue armi in più e potrà contare su un pubblico caldissimo che rende la tensostruttura in cui giocheremo un vero fortino. Soprattutto però mi aspetto un pronto riscatto dopo la negativa prestazione con il Chaminade Campobasso».

Il passo falso con i molisani, infatti, secondo il coach manfredo «ci ha tolto le tante certezze che avevamo trovato dall’inizio di dicembre ed è stato un pesante passo indietro. Purtroppo abbiamo confermato di non avere continuità di rendimento, un problema che dovremo risolvere se vogliamo disputare i playoff. Senza dimenticare poi che in tante occasioni abbiamo perso le partite negli ultimi minuti, a dimostrazione che la concentrazione deve essere mantenuta fino alla fine. La squadra si è comunque allenata bene nelle ultime due settimane e ora deve dimostrare nelle restanti quattro gare, quella cattiveria agonistica che troppe volte è mancata».

Classifica: Buldog Lucrezia° 46; CLN Cus Molise 34; Città di Chieti 33; Cus Ancona 32 e Chaminade Campobasso 32; Eta Beta Fano* 30; Faventia* 28; Vis Gubbio 26; Real Dem Montesilvano, Futsal Aski Ascoli e Corinaldo 22; Gadtch Perugia 3 (* una partita in meno; ° promossa in A2).

Under 16 femminile, si preannuncia una Final Four provinciale molto equilibrata

Volley giovanile / Sabato 30 e domenica 31 marzo al palasport di Bagnacavallo si assegna il titolo provinciale di categoria. In semifinale sono in programma le sfide tra Faenza e Fulgur e tra Mattei Ravenna e Alfonsine

Faenza U16
L’organico della Pallavolo Faenza

Quella che si disputerà in questo fine settimana, sabato 30 e domenica 31 marzo, al Palasport di Bagnacavallo sarà una delle finali provinciali più incerte ed equilibrate degli ultimi anni. Alla Final Four dell’Under 16 femminile arrivano infatti quattro squadre separate, dopo 18 giornate di campionato, di un solo punto l’una dall’altra. Il girone è stato vinto dalla Mattei con 46 punti, seconda con 45 la Pallavolo Faenza, terza la Fulgur Bagnacavallo con 44 e quarta l’Alfonsine con 43. Il programma prevede sabato le due semifinali: alle 16 Pallavolo Faenza-Fulgur Mixer Bagnacavallo e alle 19 Mattei-Alfonsine. Le due vincenti, che accederanno poi alla fase regionale, si affronteranno poi in finale domenica 31 marzo alle ore 16.

Le voci delle finaliste Si comincia dunque con Faenza-Bagnacavallo. «Arrivo a questo appuntamento con alcuni grossi dubbi di formazione – rivela l’allenatore della Pallavolo Faenza Angelo Manca – perché  Lucia Solaroli, la giocatrice che ha una media di 20 punti a partita, ha un dito rotto e non si allena da giorni, e la centrale, Agnese Scardovi, potrebbe essere a disposizione della squadra di D che proprio sabato gioca in campionato.  Alla luce di questo, e del fatto che giochiamo nel palazzetto delle Fulgur che avrà sicuramente molto tifo dalla sua, faccio fatica ad essere ottimista sull’esito di questa finale. Noi e le altre finaliste abbiamo fatto una grandissima stagione: i valori sono abbastanza uguali ma parliamo di squadre che non si assomigliano dal punto di vista tecnico, e hanno modi di giocare diversi. Ci siamo divertiti e la finale sarà tutta da decifrare nel suo andamento».

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Le padrone di casa della Fulgur Bagnacavallo

«Fare una previsione su come possa finire è davvero complicato – è l’ammissione del coach della Fulgur, Andrea Zauli – e per la mia squadra è ancora più difficile perché le mie ragazze sono molto talentuose ma anche molto imprevedibili dal punto di vista della tenuta mentale. Anche in Seconda Divisione, dove molte di loro giocano, abbiamo magari preso a pallate squadre più forti di noi e in altre gare invece non siamo entrate in partita. Sicuramente giocare nel nostro palazzetto, dove ci alleniamo tre volte a settimana e dove quest’anno non abbiamo mai perso, può essere un vantaggio però siamo consapevoli che ci sono differenze quasi nulle con le altre finaliste. Se fossi un osservatore esterno farei fatica a scommettere anche solo un euro perché non saprei davvero per chi puntare tanto è grande l’equilibrio. Io sono faentino e quindi questa semifinale la sento molto ma poi ci metto anche la voglia di regalare a questa società, che sta facendo un bel lavoro sul settore giovanile, almeno la finale che vorrebbe dire la partecipazione alla fase regionale».

Mattei Ravenna
L’Under 16 della Mattei Ravenna guidata da Carsetti

Poi alle 19 sarà la volta dell’altra semifinale: Mattei Ravenna-Alfonsine. «Comunque vada, sarà molto divertente. Stiamo vivendo una bellissima esperienza – sottolinea Stefano Carsetti, allenatore della Mattei – perché era parecchio tempo che non si sviluppava un campionato simile. L’equilibrio di questa finale è davvero reale perché in campionato noi e le altre tre finaliste, quando ci siamo affrontati tra di noi, abbiamo dato vita a partite molto belle e combattute. Al di là dell’aspetto tecnico, credo che in questa final four potrà essere determinante la componente emotiva delle ragazze. La mia è la squadra più giovane in assoluto, essendo un gruppo al primo anno di under 16 e qualcosa potrebbe pagare sotto questo aspetto. Siamo già soddisfatti di essere arrivati a questo punto e abbiamo anche la gioia di poter rappresentare una società che da diversi anni sta portando avanti un lavoro molto valido e profondo sul settore giovanile».

Alfonsine
Il gruppo Under 16 della Pallavolo Alfonsine

«Final four anomala con quattro squadre competitive – è l’analisi di Stefano Rossini, presidente dell’Alfonsine – e la prospettiva di partite molto incerte. L’esito finale dipenderà anche dalle condizioni delle ragazze: la Fulgur giocando in casa ha il vantaggio del fattore campo, la Mattei è una squadra forte, ben guidata dal tecnico e con uno staff esperto, il Faenza è una formazione forte in attacco, con buone individualità. Noi manchiamo un po’ in altezza, ma grazie al lavoro del nostro coach Pelloni, ci facciamo valere molto in ricezione e al servizio. Noi abbiamo un libero in condizioni fisiche non buone: accedere alla finale sarebbe una cosa eclatante per noi, non soltanto per tornare a disputare una fase regionale ma anche perché Alfonsine ha vinto l’unico titolo provinciale Under 16 oltre dieci anni fa. Ripetersi quest’anno con questa squadra che è fiore all’occhiello del nostro vivaio, che oggi annovera 152 tesserati, sarebbe il modo migliore per sancire il bel momento della nostra società».

Volley S3 Il weekend pallavolistico dell’Alfonsine si svilupperà poi su un altro fronte, dal momento che la società ospiterà domenica 31 marzo, a partire dalle 14.30, il quinto concentramento di Volley S3.

Under 13 3×3 Martedì 2 aprile toccherà, invece, alle squadre dell’Under 13 3×3 maschile scegliere la loro regina provinciale. L’atto conclusivo si disputerà alla Palestra Strocchi di Faenza alle ore 18.30. Qualificate tre squadre del Porto RoburCosta – la Consar Val A e B e la Consar Giu B – e i padroni di casa della Spem Faenza.

Va in questura per essere regolarizzato ma era stato già espulso: arrestato tunisino

Il divieto di rientro in Italia emesso nel 2014 era ancora valido per altri cinque mesi e così un 41enne ha patteggiato dieci mesi di reclusione

Si è presentato all’ufficio Immigrazione della questura di Ravenna per regolarizzare la propria posizione in Italiama gli accertamenti nella banca dati hanno mostrato che l’uomo era destinatario di un provvedimento di espulsione emesso dal prefetto di Siracusa e convalidato dal giudice di pace di Caltanissetta. Era già stato allontanato dal suolo italiano attraverso la frontiera aerea di Palermo, il 28 ottobre del 2014, e il provvedimento ha efficacia per cinque anni successivi alla data di esecuzione. Il 41enne tunisino è stato arrestato dai poliziotti della squadra mobile di Ravenna per il reato di reingresso non autorizzato nel territorio nazionale. Questa mattina, 29 marzo, il tribunale di Ravenna ha condannato il 41enne alla pena di dieci mesi e venti giorni di reclusione, pena patteggiata, e alla misura cautelare di presentazione alla Polizia Giudiziaria sino alla data di irrevocabilità della sentenza.

Sotto al letto una valigia con 2,7 kg di marijuana: tre persone arrestate

Operazione della polizia partita da Forlì dove due fratelli andavano a spacciare

ValigiaSotto al letto matrimoniale tenevano una valigia con 2,7 chilogrammi di marijuana: la polizia ha arrestato in una abitazione di Castel Bolognese una coppia di albanesi di 29 e 24 anni e il fratello del ragazzo, un 28enne. L’operazione è stata condotta dalla squadra mobile di Forlì con l’ausilio dei colleghi di Ravena.

Nella tarda serata del 27 marzo è cominciato il servizio di polizia finalizzato al contrasto dello smercio di sostanze stupefacenti, avendo appreso della presenza di persone che dal Faentino erano solite rifornire di droga alcuni giovani assuntori forlivesi. Durante il servizio di osservazione gli agenti avevano modo di riscontrare una cessione da parte dei due fratelli di 3 grammi circa di marijuana a seguito della quale hanno deciso di intervenire, procedendo alla perquisizione estesa anche all’interno della loro abitazione.

All’udienza di oggi il tribunale di Ravenna dopo la convalida dell’arresto ha concesso i termini a difesa in attesa dell’udienza del 10 aprile prossimo. La ragazza è stata rimessa in libertà e i due uomini sottoposti all’obbligo di dimora e di presentarsi alla polizia giudiziaria per due volte alla settimana, con la prescrizione di non uscire dall’abitazione dalle 20 alle 7.

Chiedono soldi per strada perché sordomute ma davanti ai vigili cominciano a parlare

Due ventenni denunciate per accattonaggio molesto in largo Firenze. Hanno chiesto un’offerta a tre agenti della polizia municipale liberi dal servizio

1937 Accattonaggio E Sosta Selvaggia Boom Di Multe A CavaAvvicinavano le persone per strada, facendo capire di essere sordomute, e chiedevano un’offerta per realizzare un centro internazionale per bambini poveri ma le due ragazze si sono rivolte, a loro insaputa, a tre agenti della polizia municipale fuori servizio e alla richiesta di documenti hanno miracolosamente riacquistato la parola. È successo a Ravenna in largo Firenze ieri, 28 marzo: dopo le procedure di identificazione, proseguite al comando di piazza Mameli, a carico delle due ventenni romene è scattata la denuncia in concorso per esercizio molesto dell’accattonaggio.

Gli agenti della polizia locale si erano dati appuntamento nel parcheggio in centro storico, ricordandosi di alcune segnalazioni apparse sui social network e giunte anche alla centrale operativa sue ragazze che, fingendosi portatrici di handicap, spillavano soldi ai passanti. Le due giovani per convincere la gente a fare una donazione, mostravano una cartellina, con tanto di carta intestata riportante il logo per disabili, la bandiera italiana e un’ulteriore immagine, indicante vari tipi di disabilità nonché le finalità dell’associazione e alcuni fogli sui quali risultavano apposte diverse firme con a fianco l’indicazione del contributo versato.

I Verdi al presidio Legambiente contro Omc: «Manca la volontà verso le rinnovabili»

La fiera biennale dedicata al mondo delle estrazioni di petrolio e gas offshore si chiude al Pala De Andrè. All’esterno la protesta ambientalista: «Pensiamo a un piano per rendere la riviera adriatica la prima riviera al mondo ad energia solare»

No Trivelle OMC 2«I promotori di Omc continuano a parlare di petrolio e gas come supporto a una transizione verso le rinnovabili di cui non esiste alcun progetto». È quanto si legge in un comunicato dei Verdi dell’Emilia-Romagna che oggi, venerdì 29 marzo, hanno dato partecipato al presidio di Legambiente in via Gulli, a ridosso del Pala De Andrè dove la fiera biennale dedicato alle estrazioni offshore è arrivata al giorno conclusivo. Obiettivo dell’iniziativa è «ribadire il dissenso nei confronti di un uso sconsiderato delle energie fossili promosso dalla Offshore Mediterranean Conference di Ravenna».

I Verdi fanno riferimento agli anni Ottanta: «Riuscimmo a risparmiare alla città di Ravenna la costruzione di una centrale a carbone, preferendo il gas naturale come tappa intermedia del cammino verso le energie rinnovabili. Interessante, in questo senso, è stata l’idea presentata un decennio fa dal nostro assessore Cesarino Romani per l’impiego dell’energia eolica tramite l’installazione di una Wind Farm nel Mare Adriatico davanti alle coste Emiliano Romagnole. Noi pensiamo a un piano per rendere la riviera adriatica la prima riviera al mondo ad energia solare grazie all’installazione sistematica di collettori per la produzione di acqua calda e di pannelli fotovoltaici. Abbiamo bisogno, in buona sostanza, di progetti concreti per l’avvio di un’era post-combustibili fossili. E ne abbiamo bisogno al più presto. Siamo stanchi di guardare le trivelle dalle nostre spiagge, di vedere queste ultime ‘mangiate’ dal mare, anno dopo anno, centimetro dopo centimetro: una situazione che finirà per danneggiare seriamente il turismo balneare e l’economia stessa della riviera».

No Trivelle OMC 1Il movimento ambientalista si dice convinto che solo un serio piano di riconversione del settore a favore delle rinnovabili possa garantire una stabilità duratura, anche dei livelli occupazionali. «Proprio in questi giorni – concludono i Verdi – abbiamo appreso dal focus realizzato dal Censis per Confcooperative che la green economy ha attualmente un valore del 2,4 percento del Pil: attardarsi a difendere le energie fossili, oltre ad aggravare i gravissimi fenomeni legati al cambiamento climatico, non impedirà la crisi di un settore obsoleto, già disertato da grandi fondi di investimento, come quello sovrano della Norvegia».

Dai Verdi arrivano anche critiche all’impianto pilota installato al largo di Ravenna per realizzare energia elettrica dal moto ondoso: «Un impianto per venti famiglie, niente di più. Ecco lo specchietto per le allodole della fiera offshore. Una sola pala eolica produrrebbe elettricità da venti a quaranta volte tanto».

«Produrre più gas in Italia per ridurre import e investire risparmio in rinnovabili»

La ricetta di Oscar Guerra, amministratore delegato di Rosetti Marino, è ispirata al modello del Nord Europa: «Il metano è la risorsa fossile più pulita, si potrebbe raddoppiare l’estrazione nazionale in un paio di anni». La produzione italiana oggi copre il 7 percento del fabbisogno, nel 1990 era il 30

Rosetti Marino San 150401120826Tra gli ambasciatori dell’offshore ravennate nel mondo c’è la ditta Rosetti Marino, una società che come moltre altre del settore estrattivo ha vissuto momenti di crisi in tempi recenti coincisi con il crollo del prezzo del petrolio, ma ora è in ripresa. Con l’ingegnere Oscar Guerra, amministratore delegato, facciamo il punto sul momento tra “Blocco trivelle” e consigli per una politica energetica ispirata al Nord Europa, considerato un faro per l’approccio green.

Ingegnere, se non ci saranno nuovi interventi legislativi il mondo offshore italiano è atteso da un periodo di 18 mesi di stop e non è passato molto dal referendum del 2016, poi fallito, che voleva bloccare le estrazioni entro le 12 miglia. Come se l’è passata il settore da allora?
«Negli ultimi tre anni ha smesso di perdere ma non solo per quel mancato quorum. C’è stata soprattutto una ripresa dei prezzi».

La produzione italiana odierna di gas quanto copre del fabbisogno nazionale?
«Nel 1990 era il 30 percento, nel 2018 si è arrivati al 7 percento. Della produzione italiana circa il 60 percento arriva dalle estrazioni al largo di Ravenna».

Una società come la vostra che, come tante altre italiane di questo settore, opera soprattutto all’estero quali danni potrà avere da un blocco di 18 mesi in Italia?
«Abbiamo una dimensione tale per cui sul breve periodo non dovremmo risentire in maniera particolare, anche se una nostra società di Forlì ha già ricevuto la cancellazione di un ordine da mezzo milione di euro per il fermo in Adriatico. Il vero problema però è sul lungo periodo perché per noi, come per quasi tutti gli altri operatori, l’attività estrattiva a Ravenna e in Italia è una palestra per sviluppare tecniche e formare i professionisti che poi vanno a lavorare in giro per il mondo. Io stesso ho iniziato 27 anni fa nei cantieri a Marina di Ravenna. Una volta che non ci sarà più attività in Italia vorrà dire che anche la formazione del personale verrà fatta all’estero direttamente».

Ma, volendo, la produzione italiana potrebbe crescere?
«Il gas c’è, è quasi tutto sotto il mare. Con gli investimenti giusti la nostra produzione potrebbe raddoppiare in un paio di anni, con piattaforme esistenti utilizzabili per produrre da nuovi pozzi oppure piattaforme completamente nuove. Raddoppiare la nostra produzione vorrebbe dire un risparmio di tre miliardi di euro all’anno per minori importazioni. E sarebbe una scelta comunque vantaggiosa per l’ambiente perché del metano importato attraverso gasdotti il 25 percento viene consumato per il trasporto stesso. Senza dimenticare che mentre l’Italia si ferma, la Croazia invece spinge e i giacimenti sotto l’Adriatico sono gli stessi».

Il futuro è nelle rinnovabili? Se fosse lei il ministro incaricato come imposterebbe la partita?
«Seguirei l’esempio che nel Nord Europa stanno già applicando. Grandi investimenti per aumentare l’estrazione di gas in modo da ridurre le importazioni per poi investire il risparmio nel sostegno alle rinnovabili. Che dovrebbero essere soprattutto l’eolico marino. Ci sono aree dove è realizzabile ma in Italia al momento siamo ancora fermi a studi di fattibilità. Vento e sole sono risorse rinnovabili, ma non ci sono sempre e quando non ci sono deve esserci un’energia di backup, questa può essere il metano che è la più pulita tra quelle fossili».

In tema di diversificazione la Rosetti rappresenta un caso particolare con l’ingresso nella nautica di diporto di extra lusso. Come è nata la cosa e come sta andando?
«Costruiamo navi industriali da tanti anni. Quelle che realizzavamo maggiormente negli ultimi 15 anni lavoravano in appoggio alle piattaforme. Poi il crollo del prezzo del petrolio ha fermato il mercato perché nessuno comprava più nuove navi. Invece di chiudere l’attività ci siamo resi conto che avevamo le conoscenze per costruire navi grandi e l’Italia è maestra nei prodotti di lusso ed eleganza. Così abbiamo investito per realizzare un cantiere di produzione di mega yacht di lusso. A breve comincerà la lavorazione del primo: un 38 metri da dieci milioni di euro che sarà pronto fra due anni».

Alberto Angela porta i mosaici bizantini su Rai Uno e “Ravenna” fa boom su Google

Nel giorno della messa in onda della puntata di “Meraviglie” dedicata alla città c’è stato il picco più alto degli ultimi tre mesi sul motore di ricerca. Ecco le altre occasioni recenti in cui la provincia è finita sulle tv nazionali. Prossimo appuntamento su Rai 5 a maggio

Meraviglie Alberto AngelaOltre quattro milioni di telespettatori hanno visto le bellezze di Ravenna in televisione. Un risultato ottenuto grazie anche alla grande notorietà di Alberto Angela che a Ravenna ha girato la seconda puntata del suo programma “Meraviglie” proprio nella città capitale dei mosaici. Così i monumenti Unesco e la tomba di Dante sono finiti in prima serata in televisione. Un bello spot per la città, e lo dimostrano i dati Google Trends che misurano le ricerche degli utenti sul più noto dei motori di ricerca internet: il 19 marzo, giorno della messa in onda, “Ravenna” ha conosciuto il picco di ricerche negli ultimi tre mesi. Solo il 15 gennaio – giorno del terremoto – il numero di volte in cui è stato digitato “Ravenna” sulla barra di Google è stato superiore.

La città in ogni caso è stata sotto i riflettori diverse volte negli ultimi tempi. Concita De Gregorio, giornalista di Repubblica e di Rai Tre, aveva portato la città nel suo “Fuori Porta” alla fine dell’ottobre del 2017. Un programma diverso da quello di Angela, meno divulgativo, in cui venivano intervistati amministratori – in primis il sindaco Michele de Pascale – e diversi volti noti della cultura ravennate. De Gregorio raccontava così le province italiane, fuori dai grandi centri. Diverse sono state, negli anni, le toccate di “Sereno Variabile”, programma su Rai Due. L’ultima nel febbraio 2018 quando la troupe di Osvaldo Bevilacqua ha fatto tappa a Ravenna, Cervia e Faenza.

Angela1Brisighella ha meritato invece una puntata a parte, andata in onda il 10 novembre dello scorso anno. Il borgo faentino ha conosciuto una singolare ribalta sullo schermo: ha partecipato per ben due volte al “Borgo dei Borghi”, contest televisivo che ogni settimana esplorava un nuovo piccolo gioiello italiano per farlo conoscere al grande pubblico. Più di recente le telecamere de “La Vita in Diretta” sono andate alla scoperta del “Baciarello”, il festival ispirato a Guidarello Guidarelli che racconta l’amore romantico in occasione di San Valentino.

A maggio Ravenna sarà protagonista della trasmissione tv “Di là dal fiume e tra gli alberi” che racconterà il legame tra la città e il mare. Andrà in onda su Rai 5 e una delle voci narranti sarà quella dello scrittore ravennate Matteo Cavezzali.

Una festa per l’inaugurazione del nuovo birrificio sul canale di Ravenna

Il programma dell’apertura di sabato 13 aprile del Darsenale, a Ravenna

Darsenale BirrificioIl primo brew pub – così come viene definito un locale dove viene servita birra prodotta direttamente in loco – di Ravenna aprirà sabato 13 aprile. La data di inaugurazione del Darsenale – lungo la banchina del canale Candiano, in darsena di città – è stata annunciata nei giorni scorsi sulla pagina Facebook del locale che ora fornisce anche qualche dettaglio in più.

L’apertura ufficiale verrà festeggiata dalle 18.30 e verrà offerta a tutti i partecipanti una “apericena” con buffet e assaggi di pizza alla pala, tra le proposte fisse del nuovo locale. Non mancherà la musica, dalle 19:30 fino a mezzanotte, con dj Rone.

I titolari consigliano di parcheggiare in via Giovanna Bosi Maramotti.

ECCO IL PRIMO BREW PUB DI RAVENNA

«Quei turisti giapponesi arrivati a S. P. in Vincoli grazie a un tassista di Milano»

La Spagnera punta anche sul passaparola: «Ai nostri ospiti facciamo scoprire che il territorio non è solo Mirabilandia»

SpagneraIn neppure dieci anni di attività, La Spagnera di San Pietro in Vincoli è diventato tra gli agriturismi più noti e apprezzati del territorio comunale. Cristina Palazzi lo gestisce con la famiglia nella casa che era stata di suo nonno, dove ha potuto così dare uno sbocco professionale ai suoi studi, dopo aver già lavorato nel settore alberghiero in passato.

Oltre al ristorante e alla fattoria (con piscina) per cui è celebre anche tra le famiglie ravennati, La Spagnera dispone di sette camere, a disposizione tutto l’anno. «D’inverno riusciamo a sfruttarle anche grazie ai lavoratori della zona – spiega Cristina –, a partire dalla primavera arrivano invece i turisti, che ci scoprono tramite internet o semplicemente con il passaparola». In questo senso, un aneddoto è esemplificativo. «Ci ricorderemo per sempre i turisti giapponesi che sono arrivati alla Spagnera grazie a un tassista di Milano, dove erano appena atterrati all’aeroporto. Quando ha saputo che erano diretti anche tra Ravenna e Ferrara, ha consigliato ai tre turisti il nostro agriturismo, dove il tassista era stato in passato trovandosi molto bene». E i giapponesi non sono gli unici stranieri ospitati dalla Spagnera. «È un fenomeno che ci sta stupendo, stanno prenotando molto da Belgio e Olanda, in particolare».

Ma chi sono i clienti tipo dell’agriturismo? «Vengono per la città d’arte di Ravenna o per le grandi mostre di Forlì. Ma ci sono anche le famiglie che vanno a Mirabilandia, anche se noi cerchiamo di fare capire loro che c’è molto altro da fare in zona. Mi piace questo lavoro e credo di essere adeguatamente preparata, per questo mi sento di proporre ai nostri ospiti vari percorsi, anche per fare in modo che possano restare un giorno in più o che magari possano tornare in futuro, come in effetti capita spesso».

E quali sono le lamentele comuni? «Diciamo che le vie di comunicazione sono il tasto dolente del nostro territorio, in questo periodo poi di disagi con la Ravegnana i nostri ospiti che sono costretti a pagare 3 euro di tassa di soggiorno restano un po’ sorpresi. Posso poi dire che mancano le infrastrutture adeguate per il turismo rurale nel forese, piste ciclabili o percorsi che potrebbero essere sfruttati sugli argini dei fiumi».

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