Volley B2 femminile / In vantaggio di due set le lughesi vengono raggiunte e superate dalle riminesi. A causa di questo ko si allontana la zona playoff
Un’immagine della partita persa dalla Liverani Castellari
L’Emanuel Rimini piazza la rimonta vincente ed espugna il campo della Liverani Castellari Lugo con un rocambolesco 3-2. Per le riminesi tre punti d’oro che le avvicinano sensibilmente alla zona playoff. La squadra di casa schiera la formazione tipo e vince in volata le prime due frazioni di gioco, limitando al minimo gli errori, soprattutto nel finale. Spalle al muro, l’Emanuel sale in cattedra e, pur soffrendo, pareggia il conto aggiudicandosi i due parziali successivi con i punteggi di 25-23 (da 21-23) e 25-21. Nel tiebreak l’Emanuel parte fortissimo: 5-0 e per la Liverani sono guai visto che si ferma a quota 10 e vede la zona playoff allontanarsi.
Volley B2 femminile / Vittoria fondamentale in chiave salvezza per le cervesi, che espugnano il campo delle rivali dirette e lasciano il penultimo posto
Stella Rimini-Cervia 0-3
(23-25, 21-25, 21-25)
STELLA RIMINI: Jelenkovich (L), Costantino 7, Ambrosini 1, Bologna 9, Bascucci, Cicoria 2, Francia 12, Bigucci, Gugnali 7, Mazza 9. Ne: Bianchi, Tomassucci. All.: Mussoni.
MY MECH CERVIA: Fortunati 7, Bosio 15, Di Fazio 11, Ricci 14, Ceroni 8, Haly 6, Fabbri (L), Toppetti (L). Ne: Pais Marden, Petta, Dallara, Gasperini. All.: Braghiroli.
ARBITRI: Bosio di Reggio Emilia e Zaccaria di Parma.
Una esultanza delle giocatrici della My Mech
Con una prestazione dagli alti contenuti tecnici e agonistici la My Mech espugna in tre set il campo della Stella Rimini, riaprendo il discorso in chiave salvezza. Con questo successo (il terzo esterno per 0-3), le cervesi abbandonano il penultimo posto in classifica. Il coach Braghiroli parte con Fortunati in regia, Di Fazio opposta, Bosio e Ceroni schiacciatrici, Haly e Ricci centrali, Toppetti e Fabbri liberi. Il set d’apertura è equilibrato fino al 9-9, poi comincia l’altalena. Sul 15-14 il tecnico ospite spende il primo timeout, che sortisce qualche effetto nell’immediato (19-21). Dal 22-22 sale la tensione e i punti cominciano a valere doppio. La My Mech mette la freccia proprio nel momento topico (23-24). Ci pensa poi un muro di Ricci a regalare il 23-25.
Il secondo periodo evidenzia qualche problema nella ricezione cervese, che permette a Rimini di prendere il comando. Ma l’equilibrio continua a farla da padrona (8-8). Le ragazze di Braghiroli prendono fiducia e guadagnano un primo break (9-11). Sarà proprio questo vantaggio a rivelarsi decisivo alla lunga, perché le gialloblù riescono a conservarlo (13-16), a difenderlo (18-19) e a sfruttarlo (21-23) per il rush finale del 21-25. Avanti di due set la My Mech riesce a produrre un gioco molto redditizio. La forbice si allarga (2-8 e 6-14) e le padrone di casa vanno in difficoltà. Il muro riminese riavvicina le due squadre (11-15), ma Cervia è in fiducia e affonda i colpi con grande personalità (15-21). È un attacco in diagonale della capitana Di Fazio a firmare il 21-25, prima della meritatissima festa. Sabato 2 marzo, alle 21, al palasport di via Pinarella a Cervia, la My Mech è attesa dal match casalingo contro l’Arbor Reggio Emilia, per una sfida difficile, ma dal pronostico aperto.
Classifica: Imola 45 punti; Cremona 39; Libertas Forlì 35; Riviera di Rimini 34; Lugo 30; Arbor Reggio Emilia e Rubiera 27; Gramsci Reggio Emilia 26; Bologna 23; Rovigo 20; Rimini 18; Cervia 14; Campagnola Emilia 13; Sant’Ilario d’Enza 0.
Arrestato 19enne. I carabinieri hanno recuperato una piccola quantità di cocaina, una di marijuana e una di hashish
Un 19enne arrotondava vendendo droga. Il giovane, che aveva con sé diversi tipi di stupefacente, è stato arrestato dai carabinieri del Radiomobile insieme ai colleghi di Brisighella. I carabinieri lo hanno controllato mentre si trovava in via Mura Torelli, una delle ‘piazze’ dello spaccio faentino. Il giovane alla vista delle divise ha tentato di disfarsi, mettendo sotto alle suola delle scarpe degli involucri. La mossa non è passata inosservata e i carabinieri hanno recuperato una piccola quantità di cocaina, una di marijuana e una di hashish.
Inoltre nella sua disponibilità i carabinieri hanno trovato 830 euro somma ritenuta provento dell’attività di spaccio. A quel punto i carabinieri hanno esteso la perquisizione a casa del giovane dove hanno trovato un’altra piccola dose di marijuana. Il ragazzo è così stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio e su disposizione del pm di turno collocato agli arresti domiciliari in attesa rito direttissimo. Il giudice ha convalidato l’arresto accogliendo la richiesta dei termini a difesa del legale del 19enne. Il processo è stato fissato il 13 marzo e nel frattempo il 19enne dovrà presentarsi ogni mattina in caserma.
La ditta Ecotrash ha trasferito quattro dipendenti sotto la cooperazione con un contratto peggiorativo, il caso ha suscitato la reazione dei due sindacati in vista del probabile affidamento alla cordata Hera-Ciclat del servizio per 15 anni. Lo scetticismo della Pigna, da mesi in battaglia sullo stesso tema: «Lacrime di coccodrillo, sindacati responsabili della situazione»
Il raggruppamento di imprese che si occupa della raccolta rifiuti in provincia di Ravenna – circa cinquanta alle spalle della capofila Ciclat, in subappalto da Hera che a sua volta ha la concessione del servizio dagli enti pubblici – per inquadrare il personale fa ricorso ai contratti della cooperazione sociale oltre i limiti legittimi perché la retribuzione è inferiore di circa 400-500 euro mensili rispetto ai più qualificati contratti del settore ambientale (noti come Fise e Utilitalia) ma la tariffa a carico dei cittadini viene calcolata per coprire i costi come se fossero applicati i contratti più remunerativi. È la denuncia di Cgil e Uil.
I sindacati escono allo scoperto nel momento in cui una commissione incaricata dall’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir) sta valutando l’unica offerta giunta per il rinnovo dell’appalto: una gara da 1,3 miliardi di euro di denaro pubblico per fornire il servizio per 15 anni nei 18 comuni della provincia di Ravenna e 17 del comprensorio di Cesena dove risiedono 600mila persone e si stima che la produzione di rifiuti urbani ammonti a 290mila tonnellate all’anno. Il bando mette a gara la posizione oggi occupata da Hera e l’unica offerta pervenuta è proprio della stessa multiutility in associazione temporanea di imprese con Ciclat, Formula Ambiente e tutto il resto delle coop sociali che oggi operano in subappalto. Se l’offerta sarà ritenuta congrua con i paletti fissati, si procederà con l’affidamento.
«La nostra speranza è che con il nuovo affidamento si possa definitivamente cambiare pagina, risolvendo tutte le questioni rimaste in sospeso da quando è scoppiato il bubbone Aimeri», dicono Alberto Mazzotti della Fp-Cgil e Rino Missiroli della Uiltrasporti con riferimento al caos della primavera 2016 quando il gruppo Ciclat perse il subappalto in favore della società lombarda e poi lo riottenne con un affidamento temporaneo dopo che i nuovi arrivati non riuscirono a garantire un servizio di qualità sufficiente. «Aimeri si presentò poco preparata – affermano i sindacalisti – ma le difficoltà aumentarono perché non ebbe a disposizione il personale che già lavorava e che invece fu mantenuto tra le proprie fila dalle società sconfitte nella gara. Fu una scommessa per ostacolare i nuovi arrivati e alla fine andò così».
Ma a riaccendere i riflettori sul tema del ricorso massiccio alla cooperazione sociale è quanto accaduto con la ditta Ecotrash Company, azienda che fa parte dell’Ati e che applica il contratto Fise ai propri dipendenti: «Di punto in bianco Ecotrash ha deciso di affidare i suoi dipendenti, impegnati nel servizio raccolta porta a porta a Lugo, a una cooperativa sociale imponendo normative peggiorative rispetto al contratto precedente. All’accordo di trasferimento ci siamo opposti come Fp-Cgil e Uiltrasporti e abbiamo deciso di non firmarlo». Diversa invece la posizione della Cisl. «Il riconoscimento del contratto Fise – continuano Mazzotti e Missiroli – è un punto di partenza non negoziabile per tutta una serie di mansioni. Non possiamo accettare una logica al ribasso che passa dal fare convogliare i lavoratori nei contratti della cooperazione sociale».
Attualmente il servizio raccolta rifiuti in provincia impiega poco più di seicento persone: 280 sono dipendenti diretti di Hera e oltre trecento sono delle aziende esterne. Nel nuovo “appaltone” quindicennale si prevede che la forza lavoro dovrà quasi raddoppiare, quindi con alcune centinaia di assunzioni. «A quanto ci risulta di questi trecento quasi la metà sono inquadrati dentro a cooperative di tipo B quando invece le percentuali dovrebbero essere molto inferiori». I sindacati poi lamentano una scarsa organizzazione dei percorsi di quest’ultimo tipo: «Non siamo contrari alla cooperazione sociale ma deve servire per il reinserimento di categorie disagiate e invece ci ritroviamo con persone che restano in quella posizione per tutta la vita lavorativa e arrivano alla pensione ancora inquadrati come ex detenuti o ex tossicodipendenti pur facendo mansioni uguali a quelle di altri colleghi che hanno il Fise».
Di recente tre sentenze dei tribunali del lavoro di Rimini, Bologna e Padova hanno stabilito che va applicato il Fise o il contratto maggioramente rappresentativo nella categoria. «Al momento non ci risultano ricorsi a Ravenna – è il commento dei sindacalisti – ma questi pronunciamenti confermano la nostra posizione».
Il tema dell’inquadramento contrattuale è particolarmente caro alla lista civica La Pigna che da settimane cerca di tenere alta l’attenzione per arrivare a una regolarizzazione e nel farlo non ha tralasciato critiche all’operato dei sindacati ma nemmeno del sindaco di Ravenna a cui si chiede di intervenire in quanto socio come Comune di Hera. In particolare la consigliera comunale Veronica Verlicchi ha criticato duramente l’azione dei sindacati riprendendo una articolo del quotidiano La Verità in cui si riferisce di un tentativo di accordo sottobanco tra sindacati e cooperative nel Riminese per evitare che altri lavoratori facessero causa: «I nostri colleghi di Rimini ci dicono che in effetti hanno ricevuto questa bozza di proposta ma di non aver mai firmato nulla. In ogni caso possiamo parlare per la nostra parte e possiamo dire che da quando il caso Aimeri ha scoperchiato il vaso di Pandora non siamo rimasti fermi ma stiamo cercando di ottenere il giusto riconoscimento per tutti. Lo dimostra la conciliazione firmata a gennaio 2018 per 70 lavoratori che hanno avuto da Copura e Colas 190mila euro di arretrati e sono stati assunti nella cooperazione sociale con un Fise di primo livello». Per la Pigna «un vergognoso accordo con un compenso a dir poco misero: la recente sentenza della Corte di Cassazione può scardinare tutto riaprendo la possibilità ai lavoratori di ricevere tutte le loro giuste spettanze». Verlicchi conclude con una sferzata: «Lacrime di coccodrillo, al sindacato non resta che recitare il mea cupa perché se i lavoratori in questi decenni sono stati sfruttati e penalizzati, una parte importante della responsabilità è anche loro».
Dopo una settimana di limitazioni straordinarie è sceso il livello di Pm10 e si torna alle disposizioni standard
Tra i primi fattori dell’inquinamento dell’aria c’è il traffico veicolare
Sulla base dei risultati odierni, 25 febbraio, del bollettino Liberiamolaria da domani, martedì 26 febbraio, tornano in vigore le misure ordinarie: all’ interno del centro abitato (area delimitata da apposita segnaletica) dal lunedì al venerdì (eccetto festività) dalle 8.30 alle 18.30 e in occasione delle “domeniche ecologiche” (3 e 17 marzo) divieto di transito per i veicoli:
a benzina precedenti l’Euro 2; diesel precedenti l’Euro 4; ciclomotori e motocicli precedenti l’Euro 1.
E nelle unità immobiliari dotate di riscaldamento multi combustibile è vietato utilizzare biomasse (legna, pellet, cippato, altro): negli impianti di categoria inferiore alle 2 stelle (come definita dal DM Ambiente n. 186 del 7 novembre 2017); nei focolari aperti o che possono funzionare aperti. Nei generatori di calore funzionanti a pellet per i quali non vige il divieto di cui sopra (cioè certificati almeno 2 stelle) è fatto comunque obbligo di utilizzare pellet che sia stato certificato, da un Organismo di certificazione accreditato, conforme alla Classe A1 della norma UNI EN ISO 17855-2 2014 (pellet di qualità elevata che garantisce maggiori rendimenti di combustione, pertanto minori emissioni inquinanti).
Attenzione sui principali comparti agricoli dell’agricoltura Ravennate; sulle sinergie di sviluppo e di pianificazione delle produzioni in base anche ai finanziamenti del piano regionale di sviluppo rurale nell’ambito della Politica agricola comunitaria
Foto di classe all’Istituto Agrario Perdisa. Seduti in “cattedra”, da sinistra, Paolo Pasquali ex presidente di Confagricoltura Ravenna; Danila Massaroli, l’organizzatrice nonché presidente Impresa agricola di Confagricoltura Ravenna e Danilo Verlicchi, direttore di Confagricoltura Ravenna
Proseguirà anche nel 2019-2020 l’attività di formazione all’istituto agrario Perdisa di Ravenna promossa da Confagricoltura. «Saremo in classe per il terzo anno consecutivo, con l’obiettivo di preparare una nuova generazione di agricoltori; abbiamo appena terminato – spiega Danila Massaroli, vicepresidente nazionale e provinciale dell’Impresa agricola familiare (Fiiaf) – il ciclo di lezioni previsto per quest’anno, concentrando l’attenzione sui principali comparti agricoli dell’agricoltura Ravennate; sulle sinergie di sviluppo e di pianificazione delle produzioni in base anche ai finanziamenti del piano regionale di sviluppo rurale nell’ambito della Politica agricola comunitaria. Dal settore vitivinicolo ai seminativi, alle colture cerealicole, orticole e sementiere, senza tralasciare i temi legati alla sostenibilità ambientale (agricoltura biologica e lotta integrata), alla manutenzione del patrimonio rurale e paesaggistico dove l’agricoltore gioca da sempre un ruolo “nobile” di guardiano del territorio».
Il mestiere dell’agricoltore necessita di un confronto diretto con il mondo imprenditoriale e con il tessuto agricolo e istituzionale circostante. Così Confagricoltura Ravenna mette a disposizione dell’Istituto agrario ravennate un team di professionisti e consulenti “sul campo”. L’attività di formazione organizzata dall’Impresa familiare di Confagricoltura Ravenna si rivolge alle quinte classi. È un progetto Fiiaf che si sta allargando ad altre regioni. «Ci rivolgiamo ai futuri agricoltori, ai ragazzi che decideranno di entrare all’Università per perfezionare gli studi e a coloro che invece opteranno subito per il mondo del lavoro» precisano i vertici di Confagricoltura Ravenna.
I pedoni stavano attraversando viale Farini, nel tratto all’altezza di piazza Mameli, quando sono stati colpiti dalla pattuglia dei vigili urbani
Una coppia di anziani è stata investita da un’auto di servizio della polizia municipale di Ravenna. L’episodio è accaduto nel primo pomeriggio di oggi, attorno alle 13.15, lunedì 25 febbraio. I due pedoni stavano attraversando via Farini quando sono stati colpiti dall’automobile dei vigili urbani che stava percorrendo la strada in direzione stazione. Le conseguenze non sono state preoccupanti: subito soccorsi dal 118, nessuno dei due sarebbe in pericolo di vita. I rilievi sono stati portati a termine da un’altra pattuglia della polizia municipale. I feriti sono un uomo di 90 anni ed una donna di 85. Il primo è stato portato in ospedale in “codice 3”, quello di massima gravità mentre la signora ha ferite meno serie.
Parla Fabio Sbaraglia del comitato per il governatore del Lazio. Capolista il sindaco Michele de Pascale
Fabio Sbaraglia
Superfavorito alle primarie Pd del 3 marzo dopo la tornata nei circoli (a livello nazionale ha preso il 47,38% e a livello provinciale il 50,64%), Nicola Zingaretti si presenta sotto lo slogan “Prima le persone” e per il comitato in suo sostegno ha risposto alle nostre domande Fabio Sbaraglia, capogruppo Pd in consiglio comunale a Ravenna e candidato nella lista per l’assemblea nazionale dopo il sindaco Michele de Pascale, Milena Barzaglia, il consigliere regionale Mirco Bagnari e l’assessora Ouidad Bakkali.
Una candidatura nata nell’estate, quando ancora non c’era una data per il congresso. A chi vi siete rivolti all’inizio e a chi vi rivolgete adesso?
«Nella prima fase abbiamo provato a scardinare i rigidi schieramenti che negli ultimi anni avevano tenuto in ostaggio il Pd. Su un progetto di discontinuità, innanzitutto da queste logiche, abbiamo raccolto un consenso largo intorno alla candidatura di Zingaretti che supera trasversalmente le appartenenze storiche. Ora ci rivolgiamo a tutti gli italiani che, in netto contrasto alle politiche di questo Governo, credono in un’idea larga di centrosinistra e di un Pd rinnovato, più aperto, inclusivo e in dialogo con la società».
Nicola Zingaretti
Se vince Zingaretti, dicono gli avversari, torneranno nel partito anche Bersani e D’Alema. Un bene o un male? Non sarebbe un ritorno al passato?
«Questo lo dicono loro! Io credo che né al Pd, né a nessun altro, né soprattutto al Paese, serva riproporre schemi del passato e di certo la candidatura di Zingaretti non punta in quella direzione. La verità è che se avessimo la lucidità per liberarci dall’ossessione dei nomi e osservassimo quel che succede nella maggioranza delle città e delle Regioni in cui governiamo, vedremmo che lo facciamo dentro coalizioni unite e costruite sulla base di una comune visione di lungo periodo».
Che rapporti deve tenere il Pd con i 5 Stelle? A livello nazionale, ma anche e soprattutto locale?
«Pd e M5S sono alternativi. Una prospettiva con chi blocca le estrazioni e le infrastrutture e condivide le posizioni della Lega in materia di immigrazione non è possibile. Quello che vedo è che anche a livello locale in quel movimento iniziano a prevalere logiche tipicamente partitiche. Presto anche in Consiglio Comunale a Ravenna chi si rifà alle posizioni dei 5S dovrà esprimersi politicamente sul decreto Salvini, per esempio. Vedremo come voteranno. Non si può ignorare però che oltre alla dirigenza di quel movimento c’è un elettorato che in buona fede, magari per mancanza di credibilità delle alternative, ha dato fiducia a loro e che a distanza di pochi mesi è deluso o disorientato. Non possiamo permetterci di non cercare un dialogo con queste persone».
Cosa vi convince meno nella candidatura di Martina e in quella di Giachetti?
«Proprio sabato Marco Minniti a Ravenna ha detto una cosa semplice e secondo me molto giusta: un grande partito quando perde così tanto in termini di consenso vuol dire che ha perso contatto con le persone, e allora deve riflettere e cambiare. Ecco, davanti a queste due oggettive necessità Martina mi sembra troppo debole sul fronte del cambiamento. Giachetti su entrambe».
Voi vi proponete come discontinuità, ma tra chi vi appoggia ci sono pezzi da novanta della passata stagione come Gentiloni e, appunto, Minniti.
«Non sono mai stato animato dal sacro fuoco della rottamazione. Se esponenti stimati nel Partito appoggiano Zingaretti credo sia solo indice della credibilità della sua proposta. La discontinuità che proponiamo non è un’abiura di tutto quello è stato fatto, si riferisce innanzitutto al modo in cui il Partito deve aprirsi alla società e ai bisogni delle persone».
Che cosa si salva dell’esperienza di Renzi e cosa va cambiato?
«Va salvato tanto del lavoro dei nostri governi a partire dagli interventi in materia fiscale, di diritti civili, beni culturali, terzo settore, lotta al caporalato, l’esperienza dell’accoglienza diffusa in materia di integrazione. Invece è più severo il giudizio sulla guida del Partito. In questi anni il Pd si è limitato a fare la claque al Governo, rompendo i rapporti con interi settori della società e isolandosi nella scena politica del centrosinistra».
Con la recente uscita del suo nuovo libro, Renzi sta dando una mano al congresso o lo sta sottilmente boicottando?
«Non credo stia boicottando. Credo che responsabilmente abbia colto che una stagione è finita, che sia necessario aprirne una nuova e che in questo momento il cambiamento non possa passare attraverso una sua presenza forte in campo. Renzi è e resta un patrimonio importante per il Pd e mi auguro non sia in discussione la sua permanenza».
Spettacoli alle 18.30 e alle 21 per la sala in via Ponte Marino in centro a Ravenna. Il mercoledì biglietto a 4,50 euro per gli under 25, il giovedì pellicole in lingua originale. E resta il pacchetto con l’osteria Passatelli: cena e film a 12 euro
Il Cinema Mariani raddoppia l’offerta. Dal 25 febbraio infatti diventano due le proiezioni quotidiane dal lunedì al giovedì, alle 18.30 e alle 21. Nei primi due giorni primo spettacolo con il film della settimana e poi la pellicola della rassegna 2Days Cult Movie, il contrario invece negli altri due giorni. Il giovedì sarà dedicato alle proiezioni in lingua originale, mercoledì ingresso scontato a 5 euro (4,50 per gli Under 25).
Resta poi valida la convenzione con l’adiacente Osteria Passatelli in via Ponte Marino: 12 euro per il pacchetto film e cena, con possibilità di sedersi a tavola dopo la proiezione delle 18.30 o prima di quella serale.
L’iniziativa è in linea con le direttive europee del network Europa Cinemas destinate al pubblico giovane “per incoraggiare gli esercenti a intraprendere attività di programmazione ed animazione allo scopo di attrarre i giovani spettatori alla visione delle produzioni europee e favorire in tal modo il rinnovamento del pubblico nelle sale”. La gestione del Mariani, affidata alla Cinemaincentro, ha in programma anche di coinvolgere università a istituti superiori.
Individuati dalla Squadra Mobile i due presunti aggressori: devono rispondere di tentato omicidio
Due uomini si sono presentati in ospedale con ferite da taglio sul torace dopo aver subìto un’aggressione al Parco della Pace di Ravenna. Si tratta di due cittadini tunisini di 31 e 45 anni, il primo in grado di andarsene già dopo le prime cure ricevute al pronto soccorso, il secondo invece ricoverato in prognosi riservata. La Squadra mobile della questura, raccolte le loro testimonianze, ha rintracciato nella tarda mattinata di sabato (l’episodio risale a giovedì sera, 21 febbraio) i presunti aggressori, due tunisini di 26 e 36 anni, sorpresi nel loro appartamento di viale Randi dove i poliziotti hanno trovato due giubbotti sporchi di sangue (di cui uno strappato sul retro) e altri elementi e tracce riconducibili all’aggressione del Parco della Pace.
I due sono stati successivamente riconosciuti anche dai due feriti e sono ora indagati – in stato di fermo, al carcere di Ravenna – per il reato di tentato omicidio e lesioni aggravate in concorso.
Volley Superlega / Serata negativa per la squadra ravennate che si arrende ai ciociari e fallisce il primo passo per provare a inseguire i playoff. Resta la certezza della salvezza
Il tecnico della Consar Gianluca Graziosi
Nella partita in cui poteva ritagliarsi un finale di stagione a caccia di un nuovo obiettivo, la Consar stecca clamorosamente e inaspettatamente, finendo per soccombere al Pala De André al cospetto di un Globo Banca Popolare del Frusinate Sora che piazza il colpaccio che vale la permanenza in Superlega, trascinata dal solito Petkovic (25 punti), aiutata da Di Martino (12 punti), e sorretta da una ricezione sempre efficace (61%) e da una battuta molto incisiva (9 ace totali). Nel giorno che conquistano la salvezza matematica (Siena è a -12 e in quattro giornate, con un quoziente vittorie in ogni caso inferiore, non può superare i giallorossi, Goi e compagni escono dal campo sotto i fischi del pubblico del Pala De André. Ravenna sbaglia approccio e condotta di gara, e i pochi sprazzi di orgoglio e tenacia non bastano, così come non bastano l’incredibile 100% in attacco di Russo (13 punti e un muro) e il 67% di Verhees (8 punti e un muro). La salvezza adesso è ufficiale ma questo ko smorza molte delle possibilità e dei pensieri di regalarsi un prolungamento di stagione. E alle porte del De Andrè sta per bussare la corazzata Perugia.
Primo set Tre errori avversari e un ace di Di Martino portano subito Sora sul 0-4. E’ Rychlicki, reduce dalla partita record di Cisterna, a suonare la carica (quattro punti in questo frangente) e la Consar rimonta gli avversari fino ad arrivare alla parità a quota 7. Raffaelli stampa il muro del sorpasso (10-9) e il tocco sottorete dell’allungo (13-11) che gli ospiti frenano subito, impattando a quota 13 e poi portandosi nuovamente avanti, con un allungo (16-20) che si rivela decisivo. Sora chiude a suo favore la frazione con un ace di Marrazzo, sfoggiando un sontuoso 94% in ricezione.
Secondo set Equilibrio diffuso fino al 6 pari poi il Globo piazza un break di tre punti, che manda in affanno la Consar. Sora cresce in fiducia e allunga ancora (+4). Sul 12-16, Graziosi si gioca la carta Lavia e col suo turno al servizio (e un ace) Ravenna risale la corrente di un set fattosi molto scivoloso, portandosi a -1 (15-16). Ma, come nel primo periodo, anche in questo Sora riparte di slancio e trascinata da Petkovic e sorretta ancora da una buon ricezione conquista il parziale.
Terzo set Sora parte forte, portandosi sul 2-6 e sul 3-8. Graziosi si affida ad Argenta e Lavia per Rychlicki e Poglajen. La mossa sembra sortire effetto perché Ravenna riesce a recuperare, e corona il suo inseguimento con l’ace di Raffaelli (16 pari). L’attacco di Lavia porta avanti i suoi (18-17), il muro di Verhees sancisce il +2 Ravenna (21-19). Raffaelli, con tanta rabbia in corpo, conclude il suo sontuoso parziale (6 attacchi vincenti e un ace e un 67% in attacco) esplodendo i due colpi che valgono il set.
Quarto set Ravenna parte di slancio (4-1) ma poi viene fuori il Sora che fiuta il colpaccio: i ciociari ripartono, pareggiano a quota 6 e piazzano un parziale di 6-10 che Ravenna non riesce a fronteggiare. Gli ultimi punti arrivano da cinque giocatori diversi a conferma della prova di squadra di Sora, prova che invece Ravenna questa volta non riesce a fornire. Finisce con una sconfitta inattesa per la Consar e con la gioia di Sora che all’undicesimo tentativo vince la sua prima partita contro Ravenna mettendo il sigillo ad una salvezza che aspetta solo la matematica.
Dichiarazioni post-gara
Marco Bonitta (direttore generale Porto Robur Costa): «La prestazione di questa sera non è nella filosofia della società né tantomeno era preventivabile in un momento come questo. La squadra doveva tira fuori gli attributi per fare eventualmente un piccolissimo pensiero ai playoff e invece ha avuto un approccio disastroso, attendista, e per tutto il primo set rinunciatario, e lasciamo stare i piccoli impeti di orgoglio che non hanno portato a nulla. Chiedo scusa a tutta la città, a tutti i tifosi che sono venuti stasera, perché abbiamo fatto una prestazione indecorosa».
Basket A2 / A Mantova ennesima sconfitta esterna per i ravennati, nonostante i 46 punti dell’americano in serata di grazia
Mantova-Ravenna 88-81 dts
(24-17, 36-38, 57-59, 74-74)
POMPEA MANTOVA: Maspero 5, Raspino 9, Ghersetti 14, Veideman 21, Morse 8, Poggi 18, Vencato 7, Visconti 6, Metreveli, Ferrara. All.: Finelli.
ORASI’ RAVENNA: Rubbini, Smith 46, Cardillo 6, Masciadri 12, Hairston 5, Montano 13, Marino 5, Jurkatamm, Gandini 6. Ne: Montigiani, Baldassi, Tartamella. All.: Mazzon.
NOTE – Pompea: tiri da due 26/37 da tre 4/27, rimbalzi 43. OraSì: tiri da due 15/27, da tre 12/34, rimbalzi 33.
Un’immagine del match perso a Mantova dall’OraSì (foto pagina Facebook Stings Mantova)
Ancora una sconfitta al supplementare per l’OraSì, che cade a Mantova contro una Pompea che ha avuto il merito di mandare a segno quasi tutti gli uomini schierati, mentre Ravenna è vissuta troppo sul sensazionale Smith (46 punti), al quale ha dato una mano il solo Montano. I padroni di casa hanno avuto un Poggi davvero sopra le righe, con Veideman in crescita nella ripresa e comunque con 10 rimbalzi in più dei romagnoli in totale.
Si rivede l’OraSì impacciata e imprecisa di altre false partenze, Ravenna non trova il canestro al contrario della Pompea che va subito avanti 13-3. Arriva la reazione targata Adam Smith, mentre Hairston invece fatica in attacco (primo canestro dopo 14’), ma adesso l’OraSì difende come sa e nonostante la serata di vena di Veideman perviene con cinque punti di Montano al primo pareggio del match a quota 26. Non si ferma Ravenna anche se Mantova lotta e riesce anche a rimettere la testa avanti, ma con Smith in evidenza a metà partita ci sono due punti di margine per l’OraSì, che arriva alla sirena con il 50% da tre e già quattro rimbalzi per Gandini.
Nel terzo quarto prosegue lo show di Smith, che arriva a 35 punti in 25 minuti, ma i compagni non lo imitano in attacco e la Pompea, con Poggi e il risveglio di Visconti, recupera e pareggia a 54. Ma Adam non si tiene proprio, segna da due e poi subisce fallo da tre, mettendo a segno il 54-59, Poggi replica sul filo della fine del quarto ma è letteralmente in serata clamorosa e firma il sorpasso all’inizio dell’ultima frazione. Mantova prende margine, la tripla di Montano rimette tutto in gioco (63-62), poi ancora Matteo sorpassa con fallo (63-65) ma Ghersetti lo imita. Hairston pareggia a 11” col suo secondo canestro, la Pompea non sfrutta gli ultimi secondi ed è supplementare. Mantova, però, ha più energie in attacco e a rimbalzo, dopo il canestro iniziale di Smith l’OraSì si ferma e paga la differenza di rendimento nel tiro da tre nelle due metà gara: 8 su 16 nella prima, 4 su 18 nella seconda.